Gli ultimi novanta minuti

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Mancano novanta minuti alla fine di una stagione che mi sembra essere eterna, se penso a tutto quello che è successo dal luglio del 2018 mi sembrano passati dieci anni. Nonostante tutto siamo riusciti a ritagliarci un piccolo spiraglio di speranza per accedere alla prossima Champions League. Che non arrivassero notizie positive da Torino era scontato, onestamente non mi aspettavo un tracollo (più psicologico che sportivo) da parte dei cuginastri che hanno deciso di regalarci un finale mozzafiato. A marzo ci hanno distrutto i sogni di gloria durante un derby neanche troppo dominato, però dopo quella gara l’ambiente rossonero è caduto in una depressione che ci ha fatto molto più male del previsto e che ci ha portati a questa situazione disperata.

Per quanto mi riguarda non ci sono rimpianti, abbiamo tenuto il rendimento che questa rosa poteva dare, considerando che spesso grazie a Gattuso questa squadra ha over performato e altrettanto spesso, per colpa di Gattuso, questa squadra è stata timida e rinunciataria all’eccesso. Quindi i punti si sono bilanciati. Il fatto che si possa entrare in Champions con meno di settanta punti, dice molto anche sui suicidi di tutte le pretendenti. Ora siamo lì vicini all’obiettivo ma con il destino in mano ad altri e questo non è sempre uno svantaggio, la pressione la dovrebbero avere altri. Ovvio che sarebbe d’uopo mettere la testa sulla Spal e su una partita comunque complicata, prima di fare calcoli sulle combinazioni altrui. Inutile raccontare cosa mi aspetterei dall’approccio alla partita di Ferrara perchè tanto ormai il copione è già segnato, pertanto non ci sarà nulla di diverso di quello visto in casa contro il Frosinone, già retrocesso va bene ricordarlo, e da ciò che abbiamo visto negli ultimi mesi. Nonostante il risultato anche la partita di domenica è stata fedele alla linea stagionale, poco rispetto per gli oltre sessanta mila allo stadio e solita sciatteria nella gestione della partita. Ricordiamoci bene che il tanto decantato Abate era riuscito nell’ennesima nefandezza della sua carriera rossonera e, che, solo, il sinistro inceppato di Ciano e la prontezza di Donnarumma sono riusciti a tenerci in piedi. Secondo voi sotto di un gol saremmo andati a vincere? Conoscendo l’animo pugnace di questa squadra e la tenuta psicologica, per me no. Ma comunque siamo riusciti a riprenderla per i capelli e quindi ci meritiamo di provarci fino alla fine ma stando attendi alle trappole nelle quali adoriamo andarci ad infilare a piè pari.

La SPAL vorrà onorare il nuovo stadio

Ci sono tante cose che vorrei scrivere ma sto aspettando, perchè è giusto che almeno noi sul Night si cerchi di parlare del Milan attuale e non di quello che sarà come stanno facendo i giornalai ogni giorno. Poi qualcuno un giorno ci spiegherà chi sono veramente gli inquinatori di pozzi… Il clima pre-trasferta di Ferrara deve essere il più tranquillo possibile per cercare di preparare la partita al meglio, in modo da essere a posto con la propria coscienza. È vero non dipende solo da noi ma dobbiamo l’obbligo fare il nostro e quest’anno, spesso, questa è stata la parte più difficile per noi. Cosa succederà sugli altri campi? Beh a Bergamo/Reggio Emilia spero che la tensione possa far tremare le gambe degli atalantini come nella finale di Coppa Italia di Roma. Non voglio illudermi ma se il vate De Zerbi dovesse riuscire ad evitare di prenderne sei come all’andata facendo il gioco di Gasperini e riuscisse a tenerla in bilico, allora magari qualcosa potrebbe saltare fuori. Personalmente l’Atalanta e Gasperini mi stanno simpatici come la sabbia nel costume, pertanto vorrei proprio che tornassero con le pive nel sacco.
La grande attenzione potrebbe pertanto spostarsi su San Siro dove può succedere di tutto. Onestamente conoscendo i cuginastri sono convinto che possano veramente combinarne di tutti i colori, nel bene e nel male. Fa parte della loro triste storia, qualche vaccata riescono sempre a combinarla. Se penso solo a qualche settimana fa, vederli lì ad un punto con il mare in tempesta mi ingolosisce un pò ma onestamente se non riesci a vincere contro l’Empoli in casa, allora meriti di giocartela fino all’ultimo con chi non ha battuto l’Udinese in casa. Non succede, ma se succede.

Non ci resta che aspettare, inutile fare pronostici. Aspettiamo domenica sera e vedremo come si chiuderà la classifica, dopo ci sarà spazio tutta l’estate per capire le vere intenzioni di questa proprietà. Ma prima del mercato, della preparazione estiva ci sarà un altro evento imperdibile e durante il quale non mancheranno sorprese, la festa di MilanNight. Mi raccomando iscrivetevi e donate una piccola speranza a tutti i bambini che ne hanno bisogno, perchè noi siamo qui a fare i cazzoni tutti i giorni parlando di Milan ma ci sono famiglie che hanno veramente bisogno di poco per vedere la luce. Vi aspettiamo numerosi perchè abbiamo voglia di parlare con voi, di conoscervi e di festeggiare con gaudio e birra.
Siccome siete timidi vi anticipo in via del tutto eccezionale il programma:

ore 15.00  – Gianclint racconterà il suo particolare rapporto con il Bioketasi, come ci è entrato e come pian piano ci sta uscendo.

ore 16.30 – Seal si svelerà al mondo come Axel o viceversa, sarà una sorpresa per tutti.

ore 17.00 – Larry terrà una lezione sulla tattica ultra offensiva del mister Sukiasyan del Alaskert, lo squadrone pluricampione del campionato Armeno.

ore 18.00 – Max leggerà alcuni passi del suo libro edito da Lupin Editore, “CentoVentimiglia” nel quale racconta le bellezze liguri tra una pagella e uno spritz.

ore 18.30 – Special Guest “Mangiafuoco”, sarà intervistato dal noto opinionista Er Caciara sul suo ultimo saggio “I cani, i nostri amici”.

ore 19.00 – Degustazione di cruditè con il noto critico culinario Raoul Duke

ore 20.00 – Se magna e se beve insieme al sottoscritto, Marco, Andrea, Fab, Cesare, Lupin, Peshku e Chiara.

Come detto la settimana scorsa chi non si iscrive alla festa di MilanNight riceverà una cravatta gialla che vi identificherà in eterno. A parte gli scherzi, vi aspettiamo!

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.