Giro palle

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Inutile fare previsioni su questo “gironcino” di sette gare, ci saranno passi falsi e l’importante sarà rimanere attaccati alle squadre di testa sperando al contempo che la manovra possa crescere di partita in partita.”

Terminava così il mio ultimo pezzo e nonostante abbia visto una partita davvero bruttina rimango della stessa idea. Non sarà il risultato di una partita a cambiare le mie speranze di un buon campionato o meno, ma giustappunto la crescita nel tempo della manovra.
Partiamo dalle basi. Vedere bel gioco con Gattuso è impossibile impegnato com’è a non prenderle; in perfetto montellastyle ad oggi la squadra sale con una lentezza disarmante, quasi il contropiede fosse un tabù per evitare una controripartenza. Questo non può essere calcio, il ribaltamento di fronte è uno degli elementi più emozionanti in una partita e noi ne siamo totalmente sprovvisti e nemmeno sappiamo farlo con buona probabilità. Se la rosa della passata stagione aveva nel solo Calhanoglu un uomo da contropiede (aggiungiamoci Kessié per le capacità da incursore), quest’anno si può contare sulla velocità di Laxalt e soprattutto Castillejo che dovranno essere necessariamente sfruttati per colmare questa grave lacuna nella manovra.
Il nostro problema è un giro palla per lo più statico che ci portiamo dietro dalla scorsa stagione. Sintetizzando lo potremmo riassumere in “se ho la palla non subisco gol” rimane però il piccolo particolare che devi sapere cosa farci per segnare ed essere pericoloso con azioni non casuali. Il campo di calcio per il Milan assomiglia un po’ ad una comune strada a schiena d’asino dove l’acqua dal centro defluisce verso i lati, ecco, noi facciamo la stessa cosa. Probabilmente non ce ne accorgiamo ma i nostri avversari ogni volta che varchiamo la loro metà campo attivano dei pistoncini che rialzano la zona centrale facendo deragliare la palla verso le fasce. Io non vedo altra spiegazione alla stagnazione del gioco sulla linea di fallo laterale dopo mille passaggi. Credo anche che nella zona centrale ci siano dei cartelli di divieto d’accesso, altrimenti troverei incomprensibile il ripudio di quella zona, che sia minata?
A parte gli scherzi, siamo troppo prevedibili: fraseggio lento, scarsi movimenti per liberarsi, zero palloni per via centrale, mancato attacco della profondità e cross da fermo in quantità industriale nemmeno avessimo Bierhoff come punta. Non è casuale la mancanza di punizioni dal limite perché per noi è una zona depallonizzata dove le rare volte in cui ci mettiamo piede lo facciamo con situazioni statiche che causano poca apprensione nei difensori riducendo di molto la loro possibilità di errore.

La forma fisica deficitaria mostrata nella sfida con il Cagliari non ha fatto altro che amplificare questi difetti. Un esempio lampante del nostro fraseggio privo di pericolosità lo abbiamo visto al minuto 57 subito dopo il pareggio ossia quando gli isolani sembravano aver perso le loro certezze.

Volenti o nolenti con l’addio di Bonucci tutti i palloni passano dai piedi di Biglia, ma il primo problema è la mancanza di movimenti d’attacco coordinati. Milan completamente statico, Biglia non vede soluzioni finché Calabria non alza il braccio scattando. L’argentino gli lancia il pallone con precisione (sta ancora ringraziando il signore per un movimento senza palla di un compagno), Suso però non taglia in profondità per agevolare uno scarico immediato (avrebbe messo in apprensione Klavan e lo stesso Barella liberando spazio per il movimento di Higuain) ma prima si mette in linea per riceverla da fermo e poi si posiziona dietro Calabria senza un motivo logico apparente. Lo sforzo del terzino, ormai vanificato per il raddoppio di Barella (non ha più necessità di marcare Suso), produce un passaggio all’indietro allo spagnolo che ormai chiuso la ripassa a Biglia (ha fatto in tempo ad arrivare nella zona di campo di Suso…) nonostante Rodriguez faccia segnali di fumo per farsi vedere indicando pure lo spazio che andrebbe ad attaccare. La conclusione dell’azione è classica: cross inutile dalla trequarti di Kessiè.
Questa azione è solo un esempio ma descrive bene come il Milan sia più interessato ad occupare gli spazi piuttosto che attaccarli creandone di nuovi.
Malgrado questo giro palla statico sia fatto per subire pochi gol (producendone anche pochi proprio perché privo di movimenti coordinati) ad oggi ha prodotto effetti contrari: ben 5 gol subìti in 3 partite ed altrettanti segnati (non pochissimi). Questo mi fa pensare che nonostante giochino almeno 9 elementi dell’anno passato con “schemi” già collaudati, la forma atletica non sia ancora granché.

A tutto questo aggiungiamoci la giornata no di Calhanoglu, Suso e Bonaventura ed il quadro è completo. Ma il Milan può permettersi questi tre giocatori in campo? A mio parere no, non più di due nella migliore delle ipotesi ed esistono buoni motivi a riguardo.
Il primo è prettamente statistico: i gol. Quanti ne hanno nella saccoccia questi tre? Pochi, sicuramente un numero di gol non sufficiente a giocare come ali nel 433 e pure il loro stare in campo dimostra come non siano adatti a questo schema o al suo impiego con ritmi da villa arzilla. Calhanoglu e Suso non entrano mai in area, l’unico è Bonaventura e scommetto che anche quest’anno sarà quello che segnerà di più in questo terzetto delle non meraviglie.
E’ giunta l’ora di domandarsi quanto possa davvero dare il turco con la 10 sulle spalle. Segnare non segna (ne fa pochi), ma in compenso copre. Che culo. Io voglio che il 10 ricami gioco, mandi in porta i nostri e segni un discreto numero di gol, del resto chi se ne frega. Ad oggi nella mia personale bilancia il piatto con “chi se ne frega” è più basso dell’altro e non va bene vista anche la stima che nutro nei suoi confronti. Occorre una sveglia perché è un buonissimo giocatore, non un fuoriclasse, ma deve prendersi delle responsabilità anche se il gioco di Gattuso lo penalizza.
Poi c’è Suso, quello che calcia sempre facendo gridare al miracolo del portiere avversario quando la tira nello specchio della porta, ma la realtà è che non segna da una vita pur calciando ogni cosa compresi calci d’angolo, punizioni, lattine, bottigliette e pacchetti di sigarette. Abbiamo tutti portieri fenomenali in serie A o forse è prevedibile?
Il Milan non può permettersi questi tre giocatori in campo contemporaneamente, almeno uno deve star fuori per far posto a chi ha caratteristiche diverse come Castillejo, sperando che possa davvero meritare la grande stima del duo Leonardo-Maldini. In pratica ora spetta a Gattuso dare una sferzata perché una manovra statica costretta a passare sempre e solo dai piedi di Biglia è facilmente neutralizzabile. Per me non è tutto da buttare, ma occorre fare uno step deciso in avanti e lavorare sul creare spazi e non semplicemente occuparli.

Infine due parole sull’arrivo di Gazidis. Tra i nuovi elementi della dirigenza è senza ombra di dubbio quello con il curriculum più pesante, in due parole una sicurezza. Il sudafricano ha lavorato negli Stati Uniti nella MLS e in quella macchina da soldi che si chiama Premier League, in poche parole è l’uomo che fa per noi. Mi rimane un solo dubbio. Riuscirà a far valere le sue capacità nel mondo pallonaro italico? Parliamo di un paese ingessato dove gli stadi di proprietà sono quasi una chimera, i campionati non partono e se partono vengono bloccati, la vicenda diritti tv è stata a tratti surreale ed ognuno bada al proprio orticello per mantenere il proprio status quo. Bisogna essere dei fenomeni per scardinare questo sistema imbalsamato, per cui buona fortuna Ivan, hai accettato davvero una grande sfida, una sfida in cui può riuscire solo chi è ambizioso.

Seal

P.S: ricordatevi di scrivere a raduno.milannight@gmail.com per il biglietto di Milan-Atalanta!

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.