Giro di boa

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Finito il girone di andata è l’ora di tracciare un primo bilancio tra aspettative, potenzialità e risultati ottenuti.
La condizione di partenza la conosciamo tutti ma è giusto ricordarla: società nuova, valore tecnico ed economico della rosa bassissimo (Donnarumma era in scadenza e stranamente col suo procuratore la vecchia dirigenza rinnovò Bonaventura ma pensò bene di lasciare questa patata bollente), preliminari di europa league a fine luglio dopo tre anni di nessuna partecipazione nelle coppe europee, ranking a inizio stagione a livello di Dinamo Zagabria e Trebisonda (ci sarà un perché), un triennio di bilanci disastrosi che costringono al patteggiamento con la Uefa (poi diventato settlement agreement).

Fatta questa doverosa premessa come stiamo andando? Sicuramente male, e questo è sotto gli occhi di tutti, ma mentre l’anno scorso in questa fase ottenevamo ben più di quanto meritassimo, quest’anno i numeri certificano con tanto di “timbro” l’attuale posizione in classifica: undicesimo attacco, undicesima difesa e undicesimo posto in classifica. Finito qui? Macché.

Quando mi cimentai dopo un terzo del campionato (13^ giornata) a una prima analisi, notai come i numeri ci attestassero tra le squadre di seconda fascia come Fiorentina e Atalanta, ma a differenza di quanto pensassi la situazione non solo non si è stabilizzata, ma è andata addirittura peggiorando con numeri che già da diverse domeniche lasciavano presagire una posizione in classifica a cavallo tra la colonnina di destra e quella di sinistra come puntualmente si è verificato. Rispetto all’anno passato segniamo ancora meno (mancano 5 reti nonostante avessimo già un attacco asfittico), ma in difesa riusciamo anche a far peggio subendo ben 7 reti in più. Andando ad analizzare le classifiche di attacchi e difese scopriamo che attualmente questa squadra non solo è lontana anni luce dalle prime cinque, ma addirittura rimane agganciata col fiatone al secondo trenino che va dalla Samp fino al Bologna. A questo punto la domanda da porsi è “perché?” E’ vero che Rodriguez non arriva mai sul fondo, ma sicuramente è un upgrade importante rispetto ad Antonelli in fase difensiva; Bonucci in difesa sta commettendo troppi errori e Paletta nel girone d’andata fermava chiunque gli si presentasse davanti…ma è tutta qui la differenza? A mio modo di vedere no.

Tralasciando gli errori individuali, per come intendo io il calcio l’equilibrio di una squadra è sempre figlio del centrocampo. Quest’anno abbiamo visto per un numero innumerevole di volte gli avversari attaccare frontalmente e/o in velocità la nostra difesa con risultati per noi disastrosi e credo che il mancato puntellamento del centrocampo sia il nostro principale problema. Un esempio? Prendiamo la passata stagione, ossia una squadra molto più scarsa nei singoli uomini. Se togliamo le primissime partite, nel girone di andata causa l’infortunio di Montolivo i titolari erano Locatelli e Kucka a cui poi generalmente si aggiungeva nel terzetto Bonaventura prima e Pasalic poi, in pratica un centrocampo robusto in grado di proteggere la difesa, ma con nelle corde anche l’inserimento per il gol.

Io non so se quest’anno si sia preso Bonucci pensando che da solo potesse reggere l’urto di attacchi in velocità, fatto sta che aver praticamente demandato i compiti difensivi al solo Kessie’ ha ingigantito le nostre lacune perché quando finisce la benzina o gira a vuoto nessun’altro è in grado di recuperare. Al di là dei peana della carta stampata il ritorno in squadra di Montolivo si sta rivelando un problema: l’anno scorso con Locatelli al suo posto i risultati erano ben diversi (difatti Locatelli è molto più mediano) e quest’anno il suo avvicendamento a favore di Montolivo non ha portato alcun giovamento né in termini di manovra (e quindi realizzativi) né in interdizione (vedasi le scorribande degli avversari). A mio modo di vedere, se non si dovesse operare sul mercato, per recuperare un po’ di solidità difensiva Locatelli e Kessie’ dovrebbero giocoforza essere sempre schierati in campo e il terzo posto a centrocampo dovrebbe andare a favore di Biglia o di Bonaventura arretrato come mezzala. Se si continuerà con un solo centrocampista in grado di rintuzzare gli avversari e Montolivo perno di centrocampo allora il destino sarà segnato vista la nostra scarsa vena realizzativa. Non ho voglia di accanirmi oltremodo sul numero 18, però anche i numeri lo condannano ed eventualmente alla bisogna andrebbe impiegato come mezzala e null’altro.

A questo punto la domanda è “che cosa ci aspetta?” e soprattutto “fin dove possiamo arrivare?”. Premesso che non sono un veggente, se non si dovesse mutare il centrocampo e Calhanoglu non dovesse entrare in forma credo che la nostra classifica non cambierebbe di moltissimo. Se diversamente queste due circostanze si dovessero verificare si potrebbe arrivare sesti senza grandissimi patemi.

Infine due ultime considerazioni sulla classifica di serie A e sulla rosa.
Spesso si sente dire che le squadre davanti stanno tenendo ritmi altissimi, ma già nel pezzo che scrissi dopo la 13^ giornata si poteva notare come così non fosse ed oggi ne abbiamo la riconferma. Guardando questo raffronto possiamo notare come tra le prime cinque classificate ben tre hanno punteggi quasi identici rispetto all’anno passato e le eccezioni, rappresentate da napoli e inter, non lo sono poi così tanto. Il Napoli non fa altro che proseguire l’andamento del girone di ritorno dello scorso anno totalizzando gli stessi punti ed il miglioramento costante non sta, come molti penserebbero, nei gol fatti ma in quelli subiti e questo a dimostrazione di come il miglioramento in classifica del Milan è legato a doppio filo a quello difensivo che allo stato attuale della rosa a mio parere non può prescindere dall’impiego di Locatelli. Anche il miglioramento dell’inter era scontato dato che quest’anno si sono presentati con un vero allenatore e senza cambio in corsa. Da ciò ne possiamo dedurre come il quarto posto fosse probabilmente la migliore delle previsioni in fatto di classifica, ma d’altro canto non mi sento di condannare la dirigenza per essersi fissata questo traguardo perché comunque era un obiettivo realistico ancorché difficile.

Infine l’ultima considerazione sulla rosa. Transfermarkt non è la bibbia in fatto di valori di mercato però possiamo dire che ci permette di fare qualche riflessione. La stampa spesso si ostina ad affermare che il valore della rosa si è abbassato notevolmente, ma secondo questo portale non sarebbe poi così vero. La campagna trasferimenti si attesta su un passivo di poco più di 160 mln tra acquisti e cessioni ed il valore della rosa 2016/17 al netto dei prestiti era di poco inferiore 200 mln. Oggi il valore sarebbe pari a 344 mln a cui andrebbero aggiunti i valori di Bertolacci (7,5 mln) e Bacca (12 mln). In pratica nel complesso (non nei singoli ovviamente) non c’è stato alcun deprezzamento della rosa e questo è attribuibile all’età media della rosa e all’aver acquistato dei giocatori che magari da noi non stanno rendendo, ma che hanno mercato. Questo dato non ci deve esaltare sia chiaro, ma nel caso in cui a giugno una serie di calciatori non rientrasse più nei piani societari o dell’eventuale nuovo mister sarà comunque possibile operare sul mercato perché abbiamo dei giocatori appetibili.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.