Giampadrillo

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Ah che bello il coccodrillo annuale. Un post che si scrive da solo, che fila liscio. Nel caso di Marco Giampaolo potevo anche prepararlo a fine maggio, quando il suo nome iniziò ad essere il più gettonato. Ma ho aspettato fine agosto, aggiungendo poi alcuni dettagli.
La fallimentare esperienza rossonera del tecnico di Giulianova è quanto di più prevedibile e scontato mi sia mai capitato di osservare al Milan: le incertezze già scritte, i limiti impossibili da valicare, le pugnalate già pronte, la conclusione ovvia. Un’epopea scontata e surreale figlia di una gestione talmente improvvisata e pietosa da risultare banale anche nel tracollo.

Le referenze: girovagando negli stadi d’Italia per lavoro, è solito imbattersi in discussioni con gli altri colleghi giornalisti, e a suo tempo è capitato innumerevoli volte di sentirci dire che ingaggiare Giampaolo fu un’ottima scelta poiché fra i più bravi allenatori italiani a preparare settimanalmente la partita e a curare la fase difensiva della squadra.
Questo il commento della Redazione di ‘Cuore Grigiorosso’ ricordando Giampaolo a Cremona nel 2014. Lo riporto perchè non solo a noi milanisti e non solo quest’estate è toccato ascoltare ore e ore e ore e ore di elogi pro-Giampa. E’ la ‘passionaccia’ mai nascosta di molti addetti ai lavori, e da un decennio. Ne sarei stato alla larga solo per quello. Il perché di questo endorsement trasversale e universale mi è sempre risultato oscuro e dopo l’esperienza milanese lo è ancora di più. Ma io rispetto questa visione, che quando viene dal 99% dei tecnici e tattici e di varia estrazione non può essere semplicemente spinta.
La narrazione delle gesta del tecnico riguarda però sempre aspetti intangibili del lavoro e tecnicismi, ben poco di concreto. Concetti talmente sofistici che agli occhi di un profano, come posso essere io, risultano (ingiustamente) fuffa. Sui social girano video analisi (noiosissime) sulla spaziatura perfetta del rombo di Giampaolo, con metratura delle distanze in-match e posizionamento medio; immagino che un tattico ci si faccia le seghe. Insomma un allenatore di sistema, apprezzato da raffinati intenditori. Totalmente inadatto per una piazza di consumisti sfrenati e insoddisfatti come noi. Eppure non più tardi di un 120 giorni fa il mister veniva scelto dal Milan per

LE IDEE

Ahhhh beh.
Risultati ottenuti in carriera: aleatori, anche qui. Nessuno per i più crudi. De facto le posizioni di mezza classifica all’Empoli e Sampdoria sono il best-of di Giampaolo; mai una promozione (nella prima stagione, privo di patentino, guidò l’Ascoli di Silva alla serie A che giunse però, dopo un sesto posto, solo dopo la squalifica del Genoa), mai uno scatto europeo, zero anche in coppa. Anzi, due passi indietro per rilanciarsi la carriera dopo il crack mentale di Brescia. Beh ma certo la classifica finale non può rendere appieno il grande traguardo che ha raggiunto il Maestro, scelto dal Milan per

IL BELGIUOCO

Ahhhhhhhhh beh.
Il rombo con le due punte e il trequartista esibito a Genova è stato un prodotto artigianale di qualità e equilibrio. Nuovamente non metto ciò in discussione. Ma non mi è mai parso anzitutto attuale; cazzo più o meno tutti gli allenatori (chi in un modo chi nell’altro) oggi ti piazzano un centrocampista in più, e se la giocano sul fisico, e questo è rimasto al 2007 (medioevo). Ma nemmeno mi è parso un ‘gioco d’attacco’, né degno di tutte le iperboli che gli sono state riservate in estate. Anzi ho messo in guardia tutti voi amici; ocio che:
1. Servirà un sacco di tempo (2-3 mesi)
2. Serviranno giocatori di sistema, meglio se esperti (Bennacer, Leao…espertoni)
3. Le fasce diverranno terra di conquista degli avversari, noi comanderemo al centro (dove tutto però è più difficile)
4. Aspettiamoci molta masturbazione della palla
5. Aspettiamoci imbarcate
6. Aspettiamoci un botto di gol da palla inattiva
7. Scordiamoci l’intensità ‘da Champions League’
8. Giamp ordina il pressing e gioca con la difesa alta ma non vuol dire ‘calcio offensivo’; fra il calcio della Samp e quello del City boh, io notavo LEGGERISSIMISSIME differenze non solo di risultati, ma proprio ideologiche, che ho condiviso con voi da subito; mentre sui giornali si leggeva “GIAMPAOLO STUDIA GUARDIOLA” creando aspettative folli.

Però scrissi pure che SE e ripeto SE il Giampa avesse retto l’urto di Milano, possibilità remotissima, divenuta impossibile visto che è stato scaricato da Mimì&Cocò tempo zero, avremmo lentamente visto qualcosa di buono. Arrivando sesti al meglio. E io questo non lo ritratto assolutamente.
Ma qualcuno lo ha ritrattato alla grandissima! E arriviamo al punto: chi ha caricato a mille il mister già autore di un ottavo posto a Cremona in Lega Pro? Per poi imbronciarsi dopo nemmeno un mese?? Ma nientepopòdimenoche l’Arconte Zvonimir Balaboban:

GIOCO DA MILAN

Aaaaahhhhh beh.
Insomma un piccolo, fragile gioiellino di meccanica dato in pasto in maniera sguaiata a degli infoiati assatanati, convinti da una propaganda indecente che una modesta squadra di mestieranti e giovanotti, spinta a calci nel culo ad un quinto posto lusinghiero potesse divenire l’Olanda 1974 nel giro di un’estate per l’intervento del

MAESTRO

Come doveva andare a finire questa buffonata????

Giampaolo è una persona molto più introversa e più chiusa. In tre stagioni qua alla Samp avremo parlato cinque o sei volte, infatti ero io che andavo a parlargli. Lui mi diceva sempre che era tutto perfetto”. Parole recenti di Fabio Quagliarella, che completano il quadro. Tre stagioni e ‘ci saremo parlati cinque o sei volte’. Giampaolo è un artigiano dal carattere ovviamente ondivago, silenziosamente fiero, umile in superficie ma talebano inside, poco adatto ai riflettori, ancor meno ad una realtà che ha distrutto gente davvero tosta.
I media Milan se lo sono cucinati con calma, con tutte le spezie più pregiate, ergendolo fra bisbigli e occhiolini a “Nuovo Sacchi”; poi se lo sono sbranati in un’orgia di maldicenze e ignoranza nel giro di un mese. A Giampaolo nemmeno la possibilità di replica, cui comunque non è minimamente interessato. La sua croce è stata la ‘gestione del gruppo’, un disastro percepibile fin da fine agosto quando dopo due mesi circa di allenamenti parlava dei suoi più come di un set di brugole che di uomini. Anzi, di ragazzi, che dal Maestro di filosofia non hanno imparato un cazzo, avendo a stento appreso qualcosa da quello di educazione fisica e guerra di trincea.

Nel brevissimo tempo a sua disposizione Giamp ha commesso un enorme errore da cui è derivato il resto: far finta che il Milan oggi sia come le altre realtà. Quindi puntare sui ‘vecchi’, per inserire i nuovi gradualmente; prendersi del tempo, sperimentare; parlare in modo semplice, tranquillo; lanciare un piccolo slogan per sfidare i rivali più campanilistici; appoggiarsi alla dirigenza in cerca d’aiuto; appoggiarsi ad alcuni giocatori in cerca d’aiuto. E soprattutto aspettarsi un mercato adatto alle proprie esigenze fra l’altro estremamente precise. L’ormai famoso

MERCATO FUNZIO-ANALE

Non dipingiamolo come un totale inetto. La situazione Milan è né più né meno che quella ‘cinese’: proprietà inesistente, dirigenza isterica e senza coscienza, giocatori allo sbando; e il Giampa ora di metà luglio secondo me ne aveva piena cognizione. Sarà giunto alla verità, come tanti di noi prima, che ogni resistenza era inutile: era già sul miglio verde, alibi e parafulmine per i suoi superiori. Ed ecco dunque l’unico appunto che mi sento di fare a Giampaolo, a parte di essere Giampaolo: perché cambiare rotta? Ma vai avanti no. Tanto sei fottuto. Suso trequartista e ricerca insistita dell’ “equilibrio” con un rombo magari improponibile, ma figlio delle tue idee. “Testa alta e giocare al calcio” invece mi spiace ma passa alla storia come slogan più ridicolo mai lanciato.
Ma non è da biasimare per aver provato a rimanere in sella, tutti lo avrebbero fatto. Persa la coerenza però finisce il gioco; ed è poi durato fin troppo: la sua guida si è estinta nel post partita di Udine. Al termine del match poteva serenamente rassegnare le dimissioni e risparmiarsi (e -arci) il resto.
Difatti è rimasta poi solo la caccia di pretesti per esonerarlo, una caccia che è come il tiro alle oche al Luna Park: passano, ripassano, e ripassano. Quando l’allenatore perde il controllo ogni situazione è un pretesto. Li faccio narrare agli altri amici del blog: io con gli anni ho perso interesse su questo fronte.
BANG! Ciao Giampaolo.

Pensiamo che Marco sia un grande allenatore. E’ stata una scelta facile, rapida e logica, calcisticamente superlogica. Da anni sappiamo che Marco offre qualcosa di diverso, un concetto di bel gioco che rispecchia la storia del Milan e che San Siro vuole, che i nostri tifosi vogliono e che noi tutti vogliamo. Con il bel gioco si devono ottenere risultati, siamo convinti di essere sulla strada giusta, sulla strada del ritorno del Milan come leader. Sono felicissimo di stare di nuovo nel mio club, di vivere i miei colori come si deve. Quando Paolo (Maldini ndr) mi ha telefonato ho pensato poco… Il primo argomento è stato l’allenatore. Paolo mi ha chiesto: “Quale è l’allenatore da Milan?” Io ho fatto il nome di Giampaolo e Paolo mi ha detto che Marco era anche l’unico nella sua testa. C’è stato poi anche l’accordo con Gazidis. Marco è stato felicissimo, ha un carattere schivo ma tanto sapere calcistico” Zvonimir Boban.
Marco non ha bisogno di sponsor ma ne ha uno in particolare ed è Arrigo Sacchi. Per il bene che vuole al Milan ha sempre parlato benissimo di Marco, come il suo erede, e ha sempre sponsorizzato il suo arrivo“. Paolo Maldini.
Non c’è molto da aggiungere, se non che oltre alla scelta ridicola, fatta in modo ridicolo (‘lo sponsor Sacchi’) per motivi ridicoli (siamo arrivati quinti, ma giocando male quindi serve giocare bene) sono seguite conseguenze ridicole. E nefaste, perché i 100 giorni di Giampaolo porteranno, come già altre pagliacciate, ad un ulteriore scadimento della nostra già infima reputazione. Lo stile di gestione dei due azzimati, e di gestione anche della crisi va oltre il dilettantistico; è quasi troppo indecente per essere vero. Mi viene da piangere. RAGAZZI SVEGLIA! Migliaia di partite, Leggende del calcio, e venite a fare queste figure? Ma non ci voglio credere.
Dello stile con cui sono stati condotti esonero e precedenti trattative, poi saltate, nemmeno ne parliamo: indegno di qualsiasi colore o bandiera o situazione. Indegno!
Giampaolo ne esce male, malissimo. Ma è qualcun altro, che ancora ciarla di quarto posto, ad aver fatto la figura peggiore.

Dopo questo inizio non illudiamoci: sarà durissima. Dovessimo rimetterci in asse, pagheremo comunque lo sforzo nel finale di stagione. Il futuro? Se a inizio gennaio verrà introdotta una squadra tecnica anche di minimo calibro, che programmi e lavori per giugno, allora ha senso parlarne; diversamente il nostro futuro è la stessa ruota che gira in una vasca di merda.
Il rincalzo Pioli è un mestierante con due positività, esperienza e adattabilità, alle situazioni e agli uomini a disposizione, e farà meglio di Giampaolo perchè più adatto a questa squadra e questa situazione. Ma anche due negatività importanti. La prima è che mi pare che la sua carriera sia in flessione; è reduce da un’esperienza davvero inquietante con la Fiorentina. La gestione di una realtà con tanti giovani è stata così così, e la Fiorentina 2018/19 di Pioli è stata una delle peggiori squadre di A per qualità di gioco; una squadra che inseguiva la palla anche quando l’aveva fra i piedi, salvata in gennaio da quattro/cinque partite da fenomeno di Muriel. Montella la raccattò con la poppa già inabissata.
La seconda negatività è che Pioli riavvolgerà il nastro al pre-Giampaolo, quindi si riparte da zero con tutti i discorsi avviati e l’inserimento eventuale dei nuovi. Letteralmente da zero. E novembre è un mese molto difficile.

Giampaolo-Pioli a stipendio a ottobre, chi l’avrebbe mai detto? Manco Zamparini dei bei tempi. In ogni caso in bocca al lupo a entrambi. Non è, e non sarà, colpa loro.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.