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	<title>Articoli &#8211; Milan Night</title>
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	<title>Articoli &#8211; Milan Night</title>
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		<title>Scusate lo sfogo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 06:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ditemi Voi come un milanista può scrivere un post in questo momento senza scendere nel trivio, nell’insulto becero e gratuito ed evitando accuratamente le contumelie le quali, come ben sapete, sono assolutamente proibite (e poi, per quanto a spot sarei comunque un credente e sono contrario a prescindere anche se la tentazione sarebbe potente…). I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ditemi Voi come un milanista può scrivere un post in questo momento senza scendere nel trivio, nell’insulto becero e gratuito ed evitando accuratamente le contumelie le quali, come ben sapete, sono assolutamente proibite (e poi, per quanto a spot sarei comunque un credente e sono contrario a prescindere anche se la tentazione sarebbe potente…). I turni di servizio sono dovuti e quindi proverò a fare del mio meglio rimanendo entro i canoni dell’accettabilità. Spero scuserete…</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dall’inizio. Non ho mai creduto alla possibilità dello scudetto. Nemmeno quando eravamo in cima alla classifica. Nemmeno quando, all’andata, avevamo battuto in sequenza Inter, Roma e Napoli. La sensazione che fossimo li più per caso (chiamatela fortuna se preferite) che per reale merito era costante. Poi, ammetto, le vittorie, per quanto strappate con le unghie e con i denti, contro Napoli e Roma mi avevano regalato qualche minuto di buon umore, quella nei derby (ed anche al ritorno) qualche ora. Che volete farci, non riesco a tifare contro anche quando so che dovrei, ed ogni vittoria mi regala qualche bella sensazione, quelle nei derby valgono il triplo ma rimane che non credo e non ho mai creduto in “questo Milan”.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrei preferito mille volte sbagliarmi, di grosso anche, che questa squadra, per quanto raccogliticcia e raffazzonata, andasse oltre ogni aspettativa e… almeno se la giocasse… Purtroppo però, pur non essendo un fine tecnico, ci avevo preso (non che ci volesse questo granchè) e la resa dei conti è arrivata. Le tre sconfitte, contro Lazio, Napoli e Udinese, ci hanno semplicemente rimesso al nostro posto, riportati alla realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio una digressione. Domenica non ho visto Como Inter ma dopo il primo tempo mi è sovvenuto un sospetto (di quelli tipici da terrapiattisti). Ho immaginato che in casa cartonati avessero inviato una sorta di messaggio. Niente di così palese, gusto quel mezzo sussurrato “vabbeh… se perdiamo coi Comaschi, alla fin dei conti, non è così grave…”. Nulla di esplicito, sia chiaro, ma come dire che se fosse accaduto, mettendo noi a ulteriore rischio di qualificazione CL, nessuno avrebbe versato troppe lacrime e non sarebbe successo nulla a nessuno. Poi, ho sempre immaginato, nell’intervallo anche ai cartonati, qualche pensiero deve essere sovvenuto e, memori di come lo scudetto se lo sono giocati l’anno scorso, e visto che dietro al sedere avevano un Napoli rognoso e mai domo e non questo Milan di carta velina, hanno preferito tagliare la testa al toro e chiuderla lì.  Ma non ho visto la partita e sono solo miei pensieri maligni… (so che con Voi posso essere sincero…).</p>
<p style="text-align: justify;">Pur non credendo potessimo correre per lo scudetto, fino a qualche settimana fa, ero almeno tranquillo sulla qualificazione CL. In fondo eravamo 10 punti sopra il 5° posto ed apparentemente al sicuro. Invece, sono bastate tre sconfitte nelle ultime tre per rimetterci a rischio ritrovandoci, a 5 punti dal quinto posto (attualmente del Como) a 6 dalla fine. Mettiamola così… per scontato no do più nulla…</p>
<p style="text-align: justify;">Non che l’eventuale qualificazione fosse di per se una soddisfazione, ma tocca essere pragmatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Provate ad immaginare. L’eventuale esclusione dalla CL, quindi senza i relativi introiti, avrebbero dato a questa pseudo-società, le scusa perfetta. Sintetizzo in modo un po brutale… “cari tifosi, purtroppo fuori dalla CL e senza i relativi guadagni, siamo costretti a fare sacrifici che preferiremmo non fare ma… non abbiamo alternative…”</p>
<p style="text-align: justify;">Da lì vendere quei pochi che hanno un valore (Leao per primo, magari Maignan… e poi chi c’è c’è) sarebbe un attimo e, almeno formalmente, non contestabile (o non più di tanto), sostituendoli con qualche giovane di belle speranze proveniente dal campionato di serie C turco, dall’interregionale Moldavo, e qualche pensionato tipo Modric, magari nomi tanto per riempire la bocca dei vari cantori a pagamento per imbonire noi tifosi e via così, per un’altra stagione di sofferenze e senza reali aspettative.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverso darebbe se ci classificassimo per la CL. Almeno le scuse crollerebbero e, almeno lo spererei, di fronte all’ennesima campagna acquisti al risparmio, che i tifosi iniziassero a disertare San Siro. Un San Siro semideserto quantomeno sarebbe un segnale.  Non come quest’anno che, e lo dico con dolore, abbiamo tutti contestato, inveito, bestemmiato ma San Siro l’abbiamo sempre riempito. Mi spiace dirlo per chi a San Siro ci va regolarmente ma, se ci vai vuol dire che ti va bene così. Ed allora non lamentiamoci, ce la siamo voluta (almeno in parte) anche noi, forse non siamo colpevoli ma, quantomeno, conniventi. Vi prego di credermi, come l’anno scorso predicai alla morte di disertare lo stadio lo ripredico anche quest’anno. Se vogliamo liberarci da questa proprietà perniciosa non abbiamo altre arma se non lo sciopero del tifo, ma quello vero però, non solo a parole. Per quanto mi riguarda promisi che non avrei giocato a questo gioco e, i miei colleghi del night mi sono testimoni, quest’anno al Meazza non ho mai messo piede pur potendo. Possiamo dire tutto quello che vogliamo, possiamo arrabbiarci, incazzarci quanto vogliano, insultare e smoccolare ma se non diamo noi per primi l’esempio, se poi con le nostre presenze gli diamo ragione, beh… ce la siamo voluta… Almeno smettiamola con le ipocrisie…</p>
<p><em><strong><span style="color: #ff0000;">Ax</span>el</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io in questo Milan non mi riconosco più: cronaca di un&#8217;anima svenduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[​È giunto il momento che io lo dica senza più filtri, senza più ipocrisie, perché questa sensazione sta diventando insopportabile. Io, in questo Milan, non mi riconosco più. E non è una sensazione di ieri, è un vuoto dentro di me che alberga da almeno tre anni. Per me, la storia si è fermata il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">​È giunto il momento che io lo dica senza più filtri, senza più ipocrisie, perché questa sensazione sta diventando insopportabile. Io, in questo Milan, non mi riconosco più.</p>
<p style="text-align: justify">E non è una sensazione di ieri, è un vuoto dentro di me che alberga da almeno tre anni. Per me, la storia si è fermata il giorno in cui è stato cacciato Paolo Maldini e, a stretto giro di posta, è stato venduto Sandro Tonali. Con loro se n’è andato l’ultimo briciolo di Milanismo vero, puro, quello che non si compra al calciomercato e non si calcola con un algoritmo.</p>
<p style="text-align: justify">​Lo confesso: a inizio stagione ho provato a lasciarmi trascinare dai risultati. Avevo tentato di convincermi che potevo tornare a essere il milanista di sempre, di riaccendere quella fiamma che ho ereditato da mio padre e che negli ultimi anni si è quasi del tutto estinta. Ci avevo provato davvero a recuperare quel senso di appartenenza, quel legame viscerale. Ma era un’illusione.</p>
<p style="text-align: justify">​Da quel 5 giugno nulla è più lo stesso. Ma quello che non posso dimenticare, e che mi fa rabbia, è il silenzio disgustoso, la passività indecente con cui l’ambiente e soprattutto il tifo hanno assistito all’umiliazione di Paolo Maldini.<br />
Un’inerzia vile. Nessuno che abbia alzato mezzo dito, nessuno che abbia fatto una contestazione degna di questo nome.<br />
​Mi guardo intorno e vedo un tifo annacquato, addomesticato, quasi narcotizzato. Una massa mansueta buona solo a fare da cornice, a riempire lo stadio e a battere le mani mentre questi usurpatori smontano, pezzo dopo pezzo, tutto ciò che il Milan è stato. Paolo potrà anche avere un carattere particolare, non sapere lavorare in team, ma Maldini è una dinastia sacra. È Cesare, è Paolo, è identità e nobiltà calcistica. Maldini non rappresenta soltanto la nostra storia: rappresenta un frammento immortale della storia del calcio mondiale. Calpestare lui è stato calpestare ognuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify">​E ora, quelli che hanno cacciato Maldini con l&#8217;appoggio del tifo, come un macabro rituale che si ripete, stanno preparando il terreno per l&#8217;ennesimo sacrificio: Rafael Leao.<br />
Vedo già la narrazione pronta, i tifosi pronti a scaricarlo, puntando il dito contro le sue prestazioni senza voler guardare la realtà dei fatti. La verità è che Rafa sta giocando fuori ruolo, costretto in compiti che non gli appartengono, e sta scendendo in campo nonostante gli infortuni, stringendo i denti in un momento in cui la squadra è tecnicamente scoppiata.</p>
<p style="text-align: justify">​Invece di proteggerlo, la società sembra quasi compiacersi di questo appannamento, utile a giustificare una cessione imminente per fare cassa. Vogliamo davvero scambiare l’estro imprevedibile di Rafa, l&#8217;unico che ancora ci fa alzare in piedi, con la mediocrità statistica di un Estupinan qualsiasi come successo con Theo? Se vendiamo Leao, in mano a chi andranno quei soldi? La storia recente di questa dirigenza sui sostituti è inquietante: una galleria di scommesse perse o giocatori incompiuti pagati a peso d&#8217;oro. Smontare il talento puro per cercare la &#8220;giusta metrica&#8221; è il suicidio definitivo di chi del calcio non ha capito la magia, ma vede solo fogli Excel.</p>
<p style="text-align: justify">​Siamo diventati schiavi della retorica dei &#8220;conti in ordine&#8221;. Ci raccontano che il bilancio è il nostro scudetto, che la sostenibilità è l&#8217;unica via. Ma qui sta il grande inganno: il Milan non è un&#8217;azienda metalmeccanica, è una società sportiva che vive di gloria. Esiste una differenza abissale tra gestire una società in modo sano e usarla come un fondo d&#8217;investimento dove il profitto conta più del risultato sportivo.<br />
​Oggi ci accontentiamo delle briciole. Arriviamo secondi e quasi festeggiamo; consideriamo un traguardo la qualificazione in Champions come se fossimo una provinciale che ha fatto il miracolo. Questa mentalità da &#8220;ragionieri del pallone&#8221; ci sta uccidendo. Si investe il minimo indispensabile per restare a galla, senza mai tentare il salto di qualità. La mediocrità è diventata la nostra zona di comfort.</p>
<p style="text-align: justify">​Per questo sento che dentro di me qualcosa si è crinato in modo irreversibile. E più passa il tempo, più capisco che questa frattura non si ricomporrà mai. Non con questa società, non con questo ambiente e, purtroppo, nemmeno con questo tifo che ha perso il suo scatto d’orgoglio. Forse la ferita potrebbe richiudersi soltanto il giorno in cui questi dirigenti se ne andranno finalmente via. Solo allora si potranno rimettere insieme i cocci di un’identità devastata.</p>
<p style="text-align: justify">​La sconfitta inopinata di domenica sera con l&#8217;Udinese è solo l&#8217;ultimo sintomo di questa malattia. 4 sconfitte nelle ultime 7 partite: questa non è flessione, è crisi nera. La squadra è smarrita, scoppiata tecnicamente, fisicamente e mentalmente. Ed è palese che le vicende esterne stiano avvelenando il campo. Troppe voci, troppi silenzi: Allegri in Nazionale, incontri per il futuro andati male, Cardinale che annuncia rivoluzioni&#8230; e intanto nessuno che parli, nessuno che prenda posizione.</p>
<p style="text-align: justify">​In tutto questo, Allegri è il paradosso vivente. È superato per molte cose, lo sappiamo. Se avessimo una società seria, non lo vorrei sulla nostra panchina. Ma con questa società, con questi dirigenti silenti che non difendono mai la squadra né l&#8217;allenatore, lui è l&#8217;unico che quest&#8217;anno ci ha impedito di sprofondare all&#8217;ottavo posto come lo scorso anno. È l&#8217;unico parafulmine rimasto in un club che non sa cosa significhi mettere la parte sportiva al centro di tutto perchè non gli interessa.</p>
<p style="text-align: justify">​Se la &#8220;melma dirigenziale&#8221; rimane questa, siamo destinati all&#8217;oblio. Possiamo cambiare dieci allenatori, ma se non si torna a parlare di obiettivi reali e di appartenenza, resteremo una nobile decaduta che si specchia nei propri bilanci mentre gli altri alzano trofei. Una Champions giocata così sarà solo amara, perché per farla seriamente servirebbero 6-7 acquisti di spessore, non scommesse da algoritmo.</p>
<p>​Io non voglio un Milan che sia solo un brand. Io voglio il mio Milan. E quel Milan, oggi, non abita più qui.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em></p>
<p><span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>La voragine del calcio italiano e la Pasquetta di fuoco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Joker]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 07:00:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Eh beh. Non possiamo non dedicare due paroline sull&#8217;ennesimo &#8216;dramma&#8217; sportivo del calcio azzurro. Ricominciamo da tre, verrebbe da dire, semicitando la celebre pellicola di Massimo Troisi. Ricominciamo dalla terza mancata partecipazione alla Coppa del Mondo. Qualcosa che neanche potevamo immaginare fino a poco tempo fa. Anche se, se ci voltiamo indietro, ci rendiamo conto che di tempo ne è passato parecchio e questa, brutalmente, è diventata la nostra statura naturale. Si dice che il calcio sia lo specchio della società che lo circonda ma, la società italiana, tra tutte le sue contraddizioni ha sempre saputo &#8216;sfoggiare&#8217; il suo spirito di adattamento, tipico dei popoli migratori come lo siamo stati noi italiani. Peccato che, questo spirito di adattamento, sia diventato l&#8217;arma istintiva per abituarsi al perpetuo ridimensionamento del nostro livello. Invece che adattarci alla situazione per affrontare il problema, ci siamo rassegnati al fatto che se non lo si supera non è una tragedia. Ed è così che, oltre al danno, ti arriva anche la beffa. La beffa che porta certe figure quasi a complimentarsi per la prestazione vista contro la Bosnia.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-38061 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=696%2C464&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=1068%2C712&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?resize=630%2C420&amp;ssl=1 630w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/12/stadio-olimpico.webp?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">Figure che, in ossequio agli errori passati, si rivolgono alla platea con supponenza, rivalendosi anche di presunti risultati e sforzi che noi comuni mortali non possiamo capire. E alla fine va bene così. Inutile stare qui a sciorinare l&#8217;ennesimo papiro su tutte le problematiche che attanagliano il calcio italiano da più di un decennio. Le si conoscono e ne abbiamo sempre parlato, non solo quando la Nazionale prende sonore sberle ma, anche e soprattutto, quando vediamo determinate figure barbine delle squadre italiane in campo europeo o quando, molto più banalmente, assisitiamo a scene che ci siamo anche stancati di criticare. Ora arriverà (forse) il &#8216;repulisti&#8217; generale invocato dal popolo ma, permettemi, andremo nella direzione giusta o ci troveremo nuovamente innanzi al classico cambiamento &#8216;gattopardiano&#8217;?</p>
<p style="text-align: justify">Il rischio c&#8217;è. Specialmente se, stando a quanto si legge in giro, non si è ancora colto il triplice compito che attende chi salirà ai vertici della nuova macchina isitituzionale del calcio italiano. Ovvero che, i problemi della Nazionale, i problemi del movimento e, i problemi dei calciatori italiani, sono tre cose distinte che, seppure confluendo nello stesso sentiero, vanno affrontate come tre cose distinte. Per l&#8217;appunto. Non basta stare lì a pensare a un super invincibile Commissario Tecnico se ancora non hai una rosa davvero credibile di calciatori &#8216;selezionabili&#8217; ad alto livello. Non serve inventarsi un nome altisonante a capo del sistema se, tutto quello che è attorno alle redini del sistema, non viene sradicato in nome della competenza e del pieno merito. Non serve organizzare avveniristiche iniziative se continuiamo a navigare in una &#8216;povertà&#8217; tale da non poter competere, da non poter rinnovare, da non poter sognare. E questo è quanto.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="size-medium wp-image-38820 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=300%2C228&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="228" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=300%2C228&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=1024%2C780&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=768%2C585&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=80%2C60&amp;ssl=1 80w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=696%2C530&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=1068%2C813&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=552%2C420&amp;ssl=1 552w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?w=1077&amp;ssl=1 1077w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">Ma ora tocca tornare al Milan perché, questa Pasqua, ci regalerà davvero momenti per cuori forti. Prima della sosta, infatti, ci eravamo lasciati con il successo casalingo contro il Torino dopo la delusione della sconfitta dell&#8217;Olimpico contro la Lazio. Le montagne russe in pochi giorni: l&#8217;euforia del derby, la delusione del ko contro i biancocelesti, poi la vittoria e il parallelo pareggio dell&#8217;Inter a Firenze. Ora la classifica ci vede a -6 dai cugini, il Napoli -7 a un solo punto di distanza da noi. Noi andremo allo stadio Maradona a giocarci tutto contro la squadra di Antonio Conte. I nerazzurri ospiteranno la Roma di Gasperini a San Siro. Si decide tutto e se c&#8217;è un momento per sognare, è unicamente questo. Se il Milan dovesse vincere e &#8211; complice un risultato favorevole al &#8216;Meazza&#8217; &#8211; accorciare ancora sull&#8217;Inter, allora la realtà inizierebbe a suggerire che sarebbe lecito provarci. In caso contrario, la testa dovrebbe concentrarsi solo sul consolidamento del posto Champions, con progetti già in cantiere su come ripartire in vista della prossima stagione e, magari, anche chiarire da chi ripartire, sia ai piani alti che in rosa. La Pasquetta di fuoco è alle porte e, come spesso accaduto nel recente passato in un senso o nell&#8217;altro, la tappa di Napoli ha rappresentato un test molto affidabile sulle ambizioni della squadra. Speriamo di poterci regalare una serata di gioia e dare un senso di sfida a questo finale di stagione, mentre assistiamo alla rifondazione della rifondazione della rifondazione del calcio italiano. Forza Milan.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><em><strong>Joker </strong></em></span></p>
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		<title>La battaglia di Napoli all&#8217;orizzonte, il test finale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In attesa di scoprire il destino della Nazionale Italiana &#8211; reduce dalla vittoria contro l&#8217;Irlanda del Nord &#8211; prossima alla finale di martedì prossimo contro la Bosnia per l&#8217;accesso al Mondiale 2026, c&#8217;è da iniziare a pensare alla &#8216;finale&#8217; che attenderà il Milan in campionato. Una pasquetta per cuori forti che vedrà il Diavolo giocarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">In attesa di scoprire il destino della Nazionale Italiana &#8211; reduce dalla vittoria contro l&#8217;Irlanda del Nord &#8211; prossima alla finale di martedì prossimo contro la Bosnia per l&#8217;accesso al Mondiale 2026, c&#8217;è da iniziare a pensare alla &#8216;finale&#8217; che attenderà il Milan in campionato. Una pasquetta per cuori forti che vedrà il Diavolo giocarsi l&#8217;ultima chance di sognare lo Scudetto a Napoli, a casa del signor Antonio Conte. I partenopei ci credono più di noi, senz&#8217;altro. Giocano in casa, hanno recuperato i migliori giocatori dai rispettivi infortuni, sono reduci da un filotto di quattro vittorie consecutive e, dopo la sfida con i rossoneri, avranno un calendario, senza dubbio, più agevole di Milan e Inter. Non di meno, proprio Conte, ha parlato senza mezzi termini di &#8220;mettere pressione sull&#8217;Inter&#8221;. Un chiaro monito a guardare avanti in classifica e provare a regalarsi un gran finale di stagione e, quantomeno, chiudere con rammarico ma con meno rimpianti. Un tentativo di rimonta in stile 2012 quando, a prenderlo dove non batte il sole, fummo proprio noi con Allegri, al di là di quel piccolo dettaglio del gol di Muntari&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Certo, ci sono delle sostanziali differenze. L&#8217;allora Juventus di Conte chiuse quel campionato da imbattuta. Il Napoli attuale ha già collezionato 6 sconfitte in campionato. Quella Juventus era partita come <em>underdog</em>, il Napoli campione d&#8217;Italia era favorito per il bis a inizio stagione. Insomma, sarà qualcosa di inedito con quel filo conduttore che vede opporsi due maschere del calcio italiano come Max Allegri e Antonio Conte. Chissà che Max non si riprenda la &#8216;mini-rivincita&#8217; di 14 anni fa. Anche se sarebbe vera rivincita se valesse a tutti gli effetti per la vittoria scudetto, mentre qui si gioca la possibilità di rincorrere l&#8217;Inter. Però, intanto, una piccola soddisfazione può togliersela. L&#8217;Inter giocherà, la domenica di Pasqua, contro la scorbutica Roma di Gasperini a San Siro.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="size-medium wp-image-37499 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=300%2C189&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="189" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=300%2C189&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=1024%2C644&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=768%2C483&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=696%2C438&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=1068%2C672&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?resize=667%2C420&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?w=1519&amp;ssl=1 1519w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/10/Milan-Napoli.jpeg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">Napoli e Milan si affronteranno conoscendo già il risultato dei nerazzurri e, comunque vada, questo aggiungerà ulteriore pressione ad una sfida, già di per sé, pesante come un macigno. Al di là dell&#8217;aspetto prosaico del match, c&#8217;è sicuramente da considerare anche il test che rappresenta per il percorso tecnico del Milan. La prima grande prova contro la Lazio è stata amaramente fallita. Stavolta si dovrà dare una dimostrazione di crescita importante. Il Napoli non lascerà nulla per strada e avrà una determinazione furente nel cercare la vittoria. Per mettere pressione sulla capolista c&#8217;è un solo risultato a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify">Ne deve essere consapevole il Milan, almeno quanto lo sarà il Napoli. E&#8217; del tutto inutile provare a dare valore ad un eventuale pareggio, anche se lo si analizza dal punto di vista della corsa Champions. Sarà interessante vedere quali saranno le scelte di Allegri. Molto passa anche da quella che sarà l&#8221;integrità&#8217; fisica di Rafa Leao. Il portoghese è volato in patria per provare a porre rimedio all&#8217;infiammazione al pube, perdendo inoltre la convocazione con la propria nazionale. Difficile ipotizzare che possa essere disponibile per la sfida contro il Napoli, utopico immaginarlo titolare. Sarà importante anche capire se, la frattura con Pulisic vista contro la Lazio, sia stata del tutto sistemata e i due siano nuovamente pronti a giocare in coppia. Tanti interrogativi, anche e soprattutto su quello che potrà essere l&#8217;assetto tattico del Milan che, senza dubbio, è stato mutevole nelle ultime uscite contro Lazio e Torino. Ne ha sicuramente giovato la propensione al gol contro i granata, complice anche il rientro dell&#8217;insostituibile Rabiot.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-37452 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=696%2C464&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=1068%2C712&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?resize=630%2C420&amp;ssl=1 630w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/allegri-rabiot-31-agosto-2025-cmit.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">Ciò che è certo è che, dalla sfida contro il Napoli, passa molto della valutazione stagionale di questo Milan. Si è discusso molto della mole di gioco (non) prodotta in lunghe fasi della stagione, il solito dibattito sull&#8217;allegrismo e il cortomusismo ecc&#8230; ma, al di là delle personali opinioni in merito, la partita del &#8216;Maradona&#8217; dirà molto sulla maturità del Milan anche dal punto di vista delle speranze future. Troppi inciampi con le piccole, troppi errori negli snodi decisivi tra partite come quella del recupero contro il Como e la recente debacle dell&#8217;Olimpico contro la Lazio. Resta di buono lo score negli scontri diretti e, ora più che mai, è necessario confermarlo. E&#8217; ancor più necessario dimostrare di saper approciare nel modo giusto, e saper portare a casa, un impegno di tale peso nella stagione. Altrimenti, possiamo parlare quanto vogliamo, ma la realtà ci lascerà sempre ad un punto di &#8216;vorrei ma non posso&#8217;. Proviamoci. Forza Milan.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><em><strong>Joker</strong></em></span></p>
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		<title>Leao o non Leao,  questo è il dilemma?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 06:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho visto Milan-Torino perché impegnato al lavoro, e l&#8217;ultima immagine che ho negli occhi è l&#8217;uscita dal campo, contro la Lazio, di Rafa Leao. Non nascondo che ero abbastanza stizzito nel vedere la scena, ma mentre usciva malvolentieri mi chiedevo: è Leao il problema? Leao o non Leao, questo è il dilemma? Per dirla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Non ho visto Milan-Torino perché impegnato al lavoro, e l&#8217;ultima immagine che ho negli occhi è l&#8217;uscita dal campo, contro la Lazio, di Rafa Leao. Non nascondo che ero abbastanza stizzito nel vedere la scena, ma mentre usciva malvolentieri mi chiedevo: è Leao il problema? Leao o non Leao, questo è il dilemma? Per dirla alla Shakespeare nel suo Amleto atto terzo.</p>
<p style="text-align: justify">Come sappiamo tutti il calcio che si respira tra i corridoi di via Aldo Rossi, è diventato un gioco di numeri, algoritmi e plusvalenze. In questo scenario gelido, Rafael Leao rappresenta l’ultima anomalia, l’ultima fiammata di un talento purissimo ma, per sua natura, profondamente divisivo. Leao è quel giocatore che può farti saltare sulla sedia per un dribbling impossibile e ti fa disperare per un rientro mancato. Ma oggi, intorno a lui, si sta giocando una partita molto più pericolosa di quella sul campo: una partita comunicativa che punta a trasformarlo nel capro espiatorio di tutti i mali rossoneri.</p>
<p style="text-align: justify">​Personalmente credo che stiamo chiedendo a Leao di essere ciò che non è e non sarà mai. Rafa ha qualità straordinarie, una cilindrata fisica e tecnica che pochi al mondo possiedono, ma paga una composizione della rosa che lo espone costantemente al giudizio negativo. Leao non è un centravanti e non lo sarà mai. Non ha la cattiveria sotto porta di un Inzaghi o la fisicità d’area di un Giroud. Soprattutto, non è un leader. Non ha quel carisma, quella capacità di trascinare i compagni con lo sguardo o con l&#8217;urlo che sposta gli equilibri psicologici di una gara.</p>
<p style="text-align: justify">​Noi tifosi, spesso accecati dalla speranza, gli chiediamo di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti di buio. Gli chiediamo di diventare il nuovo Ibrahimovic, ma Rafa non lo è. Chiedergli questo significa condannarlo al fallimento. Quando la squadra non gira, quando il modulo lo costringe a compiti che non gli appartengono, la sua svagatezza diventa irritante. Ma è un&#8217;irritazione figlia di un equivoco: stiamo pretendendo che un violino faccia il lavoro di un tamburo da guerra.</p>
<p style="text-align: justify">​L’aria che gira intorno a Leao è pesante e il copione sembra già scritto. Lo abbiamo già visto con Theo Hernandez, che fino a pochi mesi fa era dipinto come il &#8220;male del Milan&#8221;, un giocatore da epurare per ritrovare l’equilibrio. Oggi tocca a Leao. La sua reazione all’uscita dal campo contro la Lazio è stata certamente sbagliata, un errore di gioventù che fa il paio con certi atteggiamenti evitabili di Theo. E, sempre a mio avviso, queste sbavature sono musica per le orecchie di una società proiettata esclusivamente verso la dinamica finanziaria.<br />
​Sembra di assistere a una strategia alla Ponzio Pilato: si fomenta la piazza, si lasciano trapelare indiscrezioni su colazioni saltate o svogliatezze varie, si alimenta la gogna mediatica finché il tifoso, esasperato, non urla: &#8220;Cedetelo!&#8221;. A quel punto, la dirigenza potrà lavarsene le mani e dire: &#8220;Lo abbiamo venduto perché lo volevate voi&#8221;. È un modo furbo per mascherare una scelta puramente economica dietro una presunta necessità ambientale. In questo vuoto di gestione, il ricordo di Paolo Maldini si fa assordante.</p>
<p style="text-align: justify">​Paolo aveva capito una cosa fondamentale, che va al di là della tattica e dei fogli Excel. Forse perché è padre di due ragazzi che vivono i tempi di oggi, Maldini sapeva che a 25 o 27 anni questi calciatori sono ancora dei &#8220;ragazzi&#8221; in un mondo di pressioni enormi. Il calcio di oggi parla di asset, Maldini parlava di uomini. Lui sapeva che con questi ragazzi bisogna dialogare, chiedere come va a casa, se i bambini dormono, se la moglie è felice. Bisogna saperli ascoltare, farli aprire anche con le buone, parlare di banalità quotidiane prima di pretendere che corrano per novanta minuti. Era il &#8220;Metodo Milan&#8221; che per decenni è stato portato avanti da figure come Silvano Ramaccioni nei tempi d&#8217;oro: una gestione paterna, un parafulmine che proteggeva il talento dalle intemperie esterne. Oggi, quella sensibilità è sparita. Chi siede oggi in poltrona è capace di fare questo? O sanno solo leggere i grafici di un foglio Excel?</p>
<p style="text-align: justify">​Oltre l&#8217;aspetto umano, che ritengo fondamentale, c&#8217;è anche quello tecnico. Se vendiamo Leao per fare cassa, in mano a chi andranno quei soldi? La storia recente della nostra dirigenza sui sostituti è inquietante. Abbiamo visto partire pilastri come Tonali, Giroud o lo stesso Theo senza che venissero mai rimpiazzati con profili di pari livello o prospettiva certa. Il rischio concreto è quello di veder arrivare l&#8217;ennesima scommessa incompiuta. Si ritornerà a parlare di profili come Harder, un ragazzo che ha segnato due gol in stagione, o ancora profili come Mateta o Boniface, o il nuovo &#8220;non acquisto&#8221; Andrè. Perché le nostre trattative sono sempre un cinema.</p>
<p style="text-align: justify">Senza Leao, il Milan rischia di scivolare in un anonimato tecnico fatto di onesti mestieranti e scommesse dell&#8217;algoritmo che non esploderanno mai. Vogliamo davvero scambiare l&#8217;estro imprevedibile di Rafa con la mediocrità statistica di un Estupinan qualsiasi?<br />
​I ragazzi di oggi hanno bisogno di una guida, di un leader carismatico, di un punto di riferimento che non sia un tablet. L&#8217;algoritmo può dirti quanti chilometri corre un giocatore, ma non può dirti cosa ha nel cuore o perché quel giorno ha lo sguardo assente. Il Milan di oggi sembra aver barattato l&#8217;anima con la precisione del dato, dimenticando che il calcio è uno sport emozionale. Distruggere Leao per giustificarne la cessione non è fare il bene del Milan. È un atto di cannibalismo comunicativo che serve solo a far quadrare i conti.</p>
<p style="text-align: justify">Giusto criticare le prestazioni, giusto pretendere professionalità, ma attenzione a non cadere nella trappola di chi vuole convincerci che il nostro miglior talento sia il nostro peggior problema.<br />
​Dobbiamo restare vicini alla squadra e aprire gli occhi sulle strategie di chi, al vertice, sembra pensare a tutto tranne che alla gloria sportiva.</p>
<p>Il bene del Milan viene prima di ogni plusvalenza.</p>
<p style="text-align: justify">E il bene del Milan, oggi, passa per la protezione dei suoi talenti, non per la loro vendita.</p>
<p style="text-align: justify">Poi ritorno a sentire discorsi sullo scudetto, tabelle, argomenti che facevamo anche prima di Lazio-Milan e sono sogni di noi tifosi, vecchi romantici. Onestamente non credo allo scudetto, non abbiamo la forza tecnica e mentale per fare un qualcosa del genere. Se la prossima estate programmassero e portassero avanti un qualcosa di più sensato, allora potrei crederci. Finché non vedrò un approccio più normale, mi sa che per noi sarà dura.</p>
<p style="text-align: justify">​Peccato, perché quest&#8217;anno bastavano un centravanti normodotato, un difensore centrale e un terzino sinistro decente. Non demonizziamo uno dei migliori giocatori che abbiamo. Perché, come diceva Paolo, i giocatori forti non vanno venduti, vanno aggiunti altri altrettanto forti.</p>
<p>​Meditate, gente.<br />
<em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
<p>P.S.: volevo ringraziarvi per i complimenti che mi avete fatto per i ritratti rossoneri. Grazie davvero a tutti, avrei voluto avere il tempo di rispondervi ma purtroppo il tempo è sempre troppo poco. Se avete la piattaforma Facebook e soprattutto avete voglia, li ho una pagina Facebook che si chiama Nostalgia rossonera, li do libero sfogo alla mia voglia di storia, di calcio che non esiste più. Grazie ancora e a sabato con un nuovo appuntamento storico.</p>
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		<title>The Day After Lazio-Milan1-0: tra limiti tecnici e tenuta mentale troppo bassa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’è una sensazione amara e molto pesante che accompagna il risveglio di ogni tifoso rossonero oggi. È la consapevolezza dolorosa che, molto probabilmente, a questa partita e a questo sogno ci abbiamo tenuto molto più noi che i ragazzi in campo. La delusione che proviamo non è soltanto il risultato di un punteggio sfavorevole o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">C’è una sensazione amara e molto pesante che accompagna il risveglio di ogni tifoso rossonero oggi. È la consapevolezza dolorosa che, molto probabilmente, a questa partita e a questo sogno ci abbiamo tenuto molto più noi che i ragazzi in campo. La delusione che proviamo non è soltanto il risultato di un punteggio sfavorevole o di un episodio sfortunato, ma è la figlia diretta del nostro modo di vivere il calcio. Inseguiamo un traguardo irrealistico, alimentato dal pareggio tra mille polemiche dell&#8217;Inter contro l&#8217;Atalanta, che ci porta a sognare in grande oltre ogni logica. Tuttavia, la realtà ci dice che chiediamo a questo gruppo qualcosa che, per limiti tecnici e soprattutto mentali, non è semplicemente in grado di offrire in questo momento della stagione.</p>
<p style="text-align: justify">​Proiettiamo i nostri desideri su una squadra che dimostra di avere il fiato corto proprio nel momento della verità. La realtà dei fatti è che pretendiamo l&#8217;impossibile da una rosa che appare incompleta, dove i giocatori di vero spessore si contano sulle dita di una mano. Quando mancano la qualità tecnica e la forza psicologica per gestire la pressione, il crollo diventa purtroppo inevitabile. I numeri, d&#8217;altronde, sono dati oggettivi che non mentono mai e fotografano una situazione preoccupante. Nelle ultime cinque partite il Milan raccoglie appena sette punti e incassa ben due sconfitte nelle ultime quattro gare. Questo declino arriva dopo una striscia di ben venticinque risultati utili consecutivi che ci illude di essere diventati improvvisamente invincibili e pronti a tutto.</p>
<p style="text-align: justify">​Questi dati confermano il momento di profonda crisi e dicono chiaramente che l&#8217;idea di parlare di Scudetto è del tutto fuori luogo. Oggi non guardiamo più chi ci precede, ma ci voltiamo indietro con molta preoccupazione. Juventus e Como recuperano tre punti preziosi e il fiato sul collo si sente eccome. Il rischio di buttare via anche l’obiettivo minimo della stagione, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League, è concreto e non può più essere ignorato da nessuno a Milanello. È una notte amara, una di quelle che si porta via ogni illusione e ci sbatte in faccia la dura realtà di un progetto che sembra improvvisamente bloccato sul più bello.</p>
<p style="text-align: justify">​Un punto fondamentale, a mio avviso, riguarda la tenuta mentale. Molto probabilmente, a forza di parlare solo di &#8220;quarto posto&#8221; come unico obiettivo, finiamo per non spostare mai l&#8217;asticella verso l&#8217;alto. Se continuiamo a ripetere che l&#8217;importante è solo arrivare tra le prime quattro, i giocatori affrontano partite come questa senza la cattiveria necessaria. Ricordiamo bene perché abbiamo vinto lo scudetto nel 2022. In quell&#8217;anno l&#8217;asticella della mentalità viene alzata da figure come Paolo Maldini e Zlatan Ibrahimovic. Parlo dell&#8217;Ibrahimovic giocatore, quello che sta nello spogliatoio e pretende il massimo in ogni singolo allenamento, non del dirigente. Loro hanno saputo come spingere il gruppo oltre i propri limiti, cosa che oggi manca totalmente a questa squadra.</p>
<p style="text-align: justify">E che scene come quelle di Leao di ieri sera al momento della sostituzione fanno preoccupare molto. Perchè siamo di fronte ad uno dei giocatori con più talento della rosa, che gioca in un ruolo che non sente suo, ma con un livello mentale e soprattutto forza mentale molto limitate.</p>
<p style="text-align: justify">Ieri sera ​anche Allegri ha le sue responsabilità perché non ha preparato la sfida in modo adeguato. È vero che il secondo posto attuale è in gran parte merito suo, considerando una rosa corta e povera tecnicamente, ma alcune scelte di formazione lasciano perplessi. Questa squadra è fatta per aspettare e ripartire, per vivere di &#8220;corto muso&#8221;, ma gli esperimenti tattici risultano rischiosi. L&#8217;inserimento di Estupiñán al posto di Bartesaghi è un errore di valutazione evidente. Se è vero che l&#8217;ecuadoriano ci fa vincere il derby, oggi rischia di regalare il pari ai cugini su un errore contro Di Marco, che sembra quasi il nuovo Maldini per rendimento costante. Anche la scelta di Jashari al posto di Ricci non convince e rende la manovra lenta e prevedibile. Da domani bisogna cambiare registro, perché continuando così il Milan rischia un crollo clamoroso che non possiamo permetterci.</p>
<p style="text-align: justify">Smettiamo di sognare e iniziamo a lottare per finire la stagione agguantando il vero reale obbiettivo.</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>W Milan</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>La strana settimana degli eroi inattesi e delle chiacchiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Joker]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che settimana ragazzi. Non sto neanche a dire quanto sia piacevole inaugurarla con una vittoria nel Derby. Ci meritavamo una serata così e, ancora una volta dopo l&#8217;andata, ce la portiamo a casa con rinnovato entusiasmo e, seppur con una cruda realtà che ci vede ancora in ritardo di 7 punti rispetto ai cugini, con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Che settimana ragazzi. Non sto neanche a dire quanto sia piacevole inaugurarla con una vittoria nel Derby. Ci meritavamo una serata così e, ancora una volta dopo l&#8217;andata, ce la portiamo a casa con rinnovato entusiasmo e, seppur con una cruda realtà che ci vede ancora in ritardo di 7 punti rispetto ai cugini, con un pizzico di voglia in più di sognare. Poi, sempre la cruda realtà, ci ricorda anche che domenica sera saremo in scena allo stadio Olimpico contro la Lazio. Un match ostico di per sè, acuito dall&#8217;inatteso annuncio del ritorno del tifo organizzato biancoceleste allo stadio. Una &#8216;Last Dance&#8217; stagionale di tifo sfegatato prima di tornare alle contestazioni. Inatteso.. sì. Armiamoci di coraggio e tanta pazienza. Sarà dura e servirà un gran Milan, contro una squadra che ha affrontato molte difficoltà in stagione e, a maggior ragione, venderà cara la pelle con il proprio pubblico a sostegno. Che dire poi del duello Allegri-Sarri, equilibrato nei precedenti con 12 vittorie per Max e 10 per l&#8217;ex tecnico di Juve e Napoli.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-38820 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=300%2C228&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="228" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=300%2C228&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=1024%2C780&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=768%2C585&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=80%2C60&amp;ssl=1 80w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=696%2C530&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=1068%2C813&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?resize=552%2C420&amp;ssl=1 552w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg?w=1077&amp;ssl=1 1077w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; stata una settimana bella e, al contempo, strana e particolare. Sicuramente hanno contribuito le voci sul futuro del club che, secondo indiscrezioni diffuse, sarebbe finalmente in procinto di salutare l&#8217;ad Giorgio Furlani. Ha contribuito anche quel pensiero costante di aver vinto un derby grazie a un bel gol del signor Pervis Estupiñan. Non so, quella strana sensazione di vedere un po&#8217; di cose andare nel verso giusto. Non ci eravamo abituati. Certo.. la settimana si concluderà &#8211; come detto prima &#8211; con il match contro la Lazio e, un eventuale risultato insoddisfacente, potrebbe già smontare tutto. Però, intanto, è bello così. Il successo sull&#8217;Inter, oltre ad aver migliorato certamente l&#8217;umore del popolo rossonero e aver acceso qualche sopita speranza ambiziosa, ha lasciato di contro un po&#8217; di rammarico. Il rammarico di guardare quella classifica e vedere che, nonostante il percorso di altissimo livello negli scontri diretti stagionali e le sole due sconfitte in campionato, ci vede molto distanti dalla vetta. Fatali i punti persi con le piccole, sicuramente, ma anche qualche decisione rivedibile.. e vabbè. Non parliamone troppo che qui ormai ognuno si sente dalla parte delle vittime.</p>
<p style="text-align: justify"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-38810 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Estupinan.png?resize=300%2C264&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="264" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Estupinan.png?resize=300%2C264&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Estupinan.png?resize=696%2C613&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Estupinan.png?resize=477%2C420&amp;ssl=1 477w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/03/Estupinan.png?w=723&amp;ssl=1 723w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify">La settimana degli eroi inattesi ma, ovviamente, non sono mancate le onnipresenti chiacchiere evitabili. Non potendo scrivere l&#8217;ennesima prosopopea sul fattore C di Allegri, dato che l&#8217;Inter ha collezionato due occasioni da gol in tutta la partita, si è provato a buttarla in caciara sul presunto rigore nel finale a favore della banda di Christian Chivu. C&#8217;era da aspettarselo. Dal post Inter-Juve si è puntato il binocolo su ogni match della Serie A per cercare qualche simulazione, qualche episodio, qualche macchia che potesse essere posta con ambivalenza al fianco di quanto accaduto nel match di San Valentino tra nerazzurri e bianconeri. E quindi succede che, chi ha beneficiato dell&#8217;episodio &#8211; ad oggi &#8211; più indirizzante di una partita del campionato di Serie A 2025/26, ti faccia la morale parlando addirittura di &#8216;risarcimento&#8217; e alludendo perfino ad un presunto gol annullato a gioco fermo. Poi si è entrati nei più classici dei: &#8220;Se fosse successo al contrario&#8230;&#8221;. Insomma, solite cose già viste e riviste negli anni.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;abito della vittima sta sempre d&#8217;incanto a tutti, quello del colpevole lo si disdegna sempre con forza anche quando la taglia è perfetta&#8230; Non a caso, nonostante l&#8217;AIA abbia supportato la decisione di campo dell&#8217;arbitro Doveri, il fronte mediatico non ha rinunciato a puntare i riflettori su quel supposto rigore. Dopotutto, quando l&#8217;AIA dà ragione a te, va bene. Quando dà ragione al tuo avversario, non è accettabilie. Il solito giochino delle parti. Stucchevole, noioso ma non morirà mai. Dunque speriamo di chiudere questa settimana con un&#8217;altra vittoria e dare un senso ancor più gradevole a questo finale di stagione. Senz&#8217;altro siamo in linea con i traguardi che si auspicavano, in soldoni l&#8217;accesso alla prossima Champions League. Vediamo se il fato ci dedicherà qualcosa di più. Senza dimenticarsi dei popcorn perchè le chiacchiere non si limiteranno certo al post Stracittadina&#8230; Ne vedremo delle belle. Forza Milan.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><em><strong>Joker</strong></em></span></p>
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		<title>Non ci resta che piangere&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ax-el]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 06:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Ahimè, dopo 27 giornate ed a “sole” 11 dalla fine, la classifica parla chiaro… Inter                     67 Milan                   57 Napoli                  53 Como                   48 Juventus              47 Non ho mai realmente creduto che avremmo potuto vincere questo campionato, nemmeno quando, inaspettatamente, ci eravamo trovati in testa. Avevamo vinto gli scontri diretti, tranne quello contro la Juve [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ahimè, dopo 27 giornate ed a “sole” 11 dalla fine, la classifica parla chiaro…</p>
<p>Inter                     67</p>
<p>Milan                   57</p>
<p>Napoli                  53</p>
<p>Como                   48</p>
<p>Juventus              47</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai realmente creduto che avremmo potuto vincere questo campionato, nemmeno quando, inaspettatamente, ci eravamo trovati in testa. Avevamo vinto gli scontri diretti, tranne quello contro la Juve che paradossalmente è stato quello che avremmo meritato di più vincere, ma, in tutta franchezza, con troppe sofferenze condite da un poco di fortuna (anche se fa parte del gioco) e tanti, troppi, miracoli di Maignan, per poter pensare, alla lunga, di potercela davvero giocare.</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le fosche previsioni di quest’estate, Io per primo, lo ammetto, faccio parte della categoria di quelli che alla rosa che avevano assemblato non dava nessun credito, mi sarei accontentato di rimanere il più possibile attaccato alle terga dei diversamente onesti quantomeno per farli preoccupare fino alla fine, che poi magari chissà, il calcio è imprevedibile… ma tant’è…<br />
stante le cose come sono adesso immaginare di rimontare 10 punti in sole 11 giornate mi sembra impossibile, nemmeno se, e non è per niente detto, vincessimo il derby domenica prossima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, verrebbe da chiedersi, come facciamo a trovarci a 10 punti di distanza quando abbiamo vinto (o al massimo pareggiato) tutti gli scontri diretti? Presto detto:</p>
<p>23/08                   Cremonese – Milan        2 – 1</p>
<p>19/10                   Milan – Pisa                      2 – 2</p>
<p>28/10                   Atalanta – Milan              1 – 1</p>
<p>08/11                   Parma – Milan                  2 – 2</p>
<p>14/12                   Milan – Sassuolo              2 – 2</p>
<p>02/01                   Milan – genoa                   1 – 1</p>
<p>11/01                   Fiorentina – Milan           1 – 1</p>
<p>18/02                   Milan – Como                   1 – 1</p>
<p>18/02                   Milan- Parma                    0 – 1</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza di venti punti, se ho fatto bene i conti, molti dei quali letteralmente buttati, contro le medio-piccole. Le stesse contro le quali i cuginastri, a parte le primissime giornate dove si stavano “assemblando” hanno letteralmente passeggiato spesso con punteggi larghissimi. Tocca ammetterlo, per quanto a denti stretti, entrano in campo con la sicurezza e la serenità dei più forti e, per quanto roda, in questo campionato lo sono. Certo, qualche favoruccio lo hanno avuto, evidentemente il diversamente vedente ha fatto valere amicizie e connessioni nei posti giusti, ma i favori farebbero la differenza in una corsa a due serrata. Con questo andamento attaccarsi al rigorino dato in più o non dato in meno, all’episodio dubbio sempre a favore di alcuni e contro gli altri mi sembra il cercare una scusa a tutti i costi. Tanto per capirci… Se giochi contro il Parma, la Fiorentina o il Pisa, rispettivamente 12°, 16° e 19° in classifica e non porti a casa i 3 punti non puoi attaccarti all’episodio. Le devi vincere con distacco e senza soffrire, altrimenti non sei, ed infatti non siamo, all’altezza di vincere un campionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi? Non per cercare a tutti i costi un qualsivoglia lato positivo, ma se da una parte l’inter sembra fuori portata mi tengo stretto il rassicurante vantaggio di 9 punti dalla quinta e la zona Champion dovrebbe essere scontata (e prego il mio Signore di non portarmi sfiga da solo…) e sappiamo tutti quanto sarebbe importante visti gli introiti che ne deriverebbero, per poter sperare in una campagna acquisti quantomeno “dignitosa” che ci dia delle speranze migliori per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ammetto, anche se può passare per un pensiero meschino, di aver goduto il giusto quando i cuginastri sono stati letteralmente buttati fuori dalla Champions League. Se rode che vincano tra le mura di casa, roderebbe molto di più se vincessero in Europa che invece è (o è stata per molti anni per lo meno) il nostro mondo d’elezione. Dopo che l’anno scorso ci hanno regalato una delle serate più divertenti della storia del calcio, perdendo la finale contro il PSG 5-0 battendo ogni record, quest’anno sono stati umiliati dal… chi? Dal BODO GLIMT, una squadra che, fino al 18 Febbraio, manco sapevo esistesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Però, se ragiono da calciofilo e non da tifoso, anche questi sono segnali inquietanti. Sono purtroppo il sintomo dello stato pietoso in cui si è ridotto il calcio Italiano. Se la squadra obiettivamente più forte del nostro campionato fa queste figuracce in Europa è la prova provata di come il nostro movimento calcistico sia tracollato e, in tutta franchezza, non riesco a prevedere nessun segnale di ripresa…</p>
<p>Non ci resta che piangere?</p>
<p><strong>F<span style="color: #ff0000;">V</span>C<span style="color: #ff0000;">R</span></strong></p>
<p><em><strong>Ax<span style="color: #ff0000;">el</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>The Day After, Cremonese-Milan 0-2: Il Milan di Allegri non muore mai, Pavlovic e Leao espugnano lo &#8220;Zini&#8221; col brivido</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 07:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[The Day After]]></category>
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					<description><![CDATA[​Esistono trasferte che, per chi ha il cuore allenato alla sofferenza, non sono mai &#8220;partite come le altre&#8221;. Cremona è una di queste. Mentre oggi esultiamo per tre punti che pesano come macigni nella corsa alla Champions League, la mia mente torna inevitabilmente a un pomeriggio di febbraio di quarantuno anni fa. Un tuffo nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">​Esistono trasferte che, per chi ha il cuore allenato alla sofferenza, non sono mai &#8220;partite come le altre&#8221;. Cremona è una di queste. Mentre oggi esultiamo per tre punti che pesano come macigni nella corsa alla Champions League, la mia mente torna inevitabilmente a un pomeriggio di febbraio di quarantuno anni fa. Un tuffo nel passato che non è solo nostalgia, ma la radice stessa del nostro essere milanisti: saper vincere quando il cronometro sembra ormai diventato un nemico.</p>
<p style="text-align: justify">​Per chi c’è, 1984-1985 la stagione rappresenta la lenta e faticosa risalita verso i palcoscenici che ci competono. Dopo un ottimo inizio, il Milan rallenta bruscamente, ma riprende pian piano la marcia grazie al recupero dei suoi infortunati eccellenti: Hateley in primis, ma anche Vinicio Verza, giocatore che alza decisamente il tasso tecnico della squadra.</p>
<p>​Io, all&#8217;epoca, ho solo 11 anni. È l&#8217;età in cui il Milan non è più solo un gioco, ma una febbre vera. A Cremona inizia un filotto positivo che regala quattro vittorie consecutive e la qualificazione in Coppa Italia. Contro i grigiorossi la vittoria è piuttosto fortunosa: si gioca su un terreno pesante, un contesto nel quale si esaltano gli uomini da combattimento come Chicco Evani, Wilkins e Battistini, considerato anche che manca il Capitano Franco Baresi.<br />
​Quando il risultato sembra avviarsi verso uno 0-0 logico, ecco il colpo di scena. Il signor Bergamo ravvisa un fallo nella spinta di Montorfano su Virdis e concede un rigore a tempo scaduto. Agostino Di Bartolomei dal dischetto è una sentenza: la sua botta da fermo non lascia scampo a Borin. Quelli della Cremonese non ci stanno e Mondonico non le manda a dire, ma noi godiamo.</p>
<p>Per un attimo la lotta scudetto sembra riaprirsi contro il Verona, prima che il sipario cali a marzo. Ma lo spirito di quella vittoria mi resta incollato addosso.</p>
<p style="text-align: justify">​Tornando ai giorni nostri, il Milan torna a Cremona con una dinamica che sembra uscita da una sceneggiatura già scritta. La vittoria di oggi pesa tantissimo e, proprio come nell&#8217;85, arriva attraverso un percorso tortuoso, una sofferenza oltre misura che mette a dura prova i nervi dei tifosi. Il Milan di Massimiliano Allegri si aggrappa al carattere, alle intuizioni del Mister e alla forza di chi ci crede fino all&#8217;ultimo secondo.<br />
​Ma non possiamo ignorare l&#8217;altra faccia della medaglia. C&#8217;è tristezza, perché questi ragazzi finora fanno qualcosa di molto buono, specialmente se paragonato all&#8217;anno scorso e in relazione a una rosa decisamente corta. Eppure, da inizio campionato, il Milan butta la bellezza di 16 punti con le piccole, fallendo puntualmente le gare in cui ci si aspetta il bottino pieno. La &#8220;grande squadra&#8221; non è quella che vince solo i big match, ma quella che vince le partite che deve vincere. Questa squadra, per diventare grande, ha bisogno di tempo per migliorare una mentalità spesso troppo altalenante e poco battagliera.</p>
<p style="text-align: justify">​In questo contesto, il gol di Strahinja Pavlovic e il raddoppio nel recupero di Leao (innescato da un ottimo Nkunku) sono boccate d&#8217;ossigeno purissimo. Ma il fastidio resta. Ci dà rabbia vedere che ciò che ripetiamo da mesi alla fine si verifica: questa squadra aveva bisogno di un aiuto a gennaio.</p>
<p>​Serve un difensore, un&#8217;alternativa sulle fasce, un attaccante che faccia davvero la differenza. Invece, nonostante i 35 milioni pronti per Mateta (forse per fare un favore a chissà chi), non arriva nessuno a parte Fullkrug, dato gratis e con un carico di inattività tale da non poter incidere in tempi stretti. La verità è che a questa società non interessa provare a vincere. A loro basta il bilancio a posto.</p>
<p style="text-align: justify">​Siamo in piena zona Champions, l&#8217;obiettivo dichiarato. E qui sta il punto: siamo esattamente in quel guado senza ambizione, ma con i portafogli pieni dei soldi dell&#8217;Europa, che per loro è l&#8217;ideale. Siamo lì senza alcuna possibilità di vittoria finale, così che non si alzino le aspettative e non ci si aspettino investimenti particolari.<br />
​Perché loro sono questo: apparenza, marketing, maglie nuove che sfruttano ancora l&#8217;immagine di un Milan che fu, post social e foto glamour. Sono tutto quello che non è campo. La tristezza viene nel vedere che i ragazzi non ce la fanno proprio nel momento cruciale, mentre il fastidio nasce dalla consapevolezza che, ancora una volta, la delusione è solo la nostra. Noi che a 11 anni sognavamo con Di Bartolomei e che oggi chiediamo solo che il Milan torni a essere una cosa seria.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em></p>
<p><span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>The Day After Milan-Parma 0-1: Il funerale del calcio e il silenzio dei complici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[The Day After]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo avevo già accennato nel mio ultimo articolo: questo calcio sta diventando sempre più difficile da seguire e da riconoscere. Dopo quanto visto ieri sera, il distacco rischia di farsi totale. La percezione è quella di un sistema in cui il peso politico di certi club, unito a un’evidente inadeguatezza della classe arbitrale, finisca per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Lo avevo già accennato nel mio ultimo articolo: questo calcio sta diventando sempre più difficile da seguire e da riconoscere. Dopo quanto visto ieri sera, il distacco rischia di farsi totale. La percezione è quella di un sistema in cui il peso politico di certi club, unito a un’evidente inadeguatezza della classe arbitrale, finisca per penalizzare sistematicamente le stesse squadre, e il Milan in particolare.</p>
<p style="text-align: justify">​Basta confrontare il gol annullato contro il Sassuolo oppure quello di Lecce, con quello convalidato ieri al Parma: la difformità di giudizio è talmente palese da lasciare interdetti. Siamo in mano a una gestione che sembra ignorare la storia e l&#8217;identità del nostro club.<br />
Ieri sera la direzione di gara ha inciso profondamente sull&#8217;andamento del campionato, proprio mentre la stagione entra nel vivo. D&#8217;altronde, quando i vertici societari dichiarano pubblicamente di dover prendere lezioni da altre realtà rivali, è difficile aspettarsi una difesa ferma dei nostri colori nelle sedi opportune.</p>
<p style="text-align: justify">​Stiamo parlando di una situazione che va oltre il campo. Abbiamo un giocatore, Loftus-Cheek in ospedale con una frattura mandibolare. Necessità di un intervento chirurgico e la sua stagione è probabilmente compromessa. Tutto questo a causa di un’uscita del portiere Corvi che definire imprudente è un eufemismo. Eppure, in campo non è scattata alcuna sanzione. Il silenzio della società su un episodio così grave, che coinvolge la salute di un proprio tesserato, è forse l&#8217;aspetto più imbarazzante della vicenda. In quarant’anni di storia rossonera, raramente si è avvertita una tale mancanza di tutela.</p>
<p style="text-align: justify">​Bisogna essere onesti nell&#8217;analisi: se dopo nove minuti viene assegnato quel rigore solare su Loftus-Cheek, la partita prende un’altra piega. Con il Milan in vantaggio, il Parma sarebbe stato costretto a cambiare piano gara e oggi commenteremmo probabilmente un risultato diverso. Invece, ignorando quell&#8217;episodio, si è permesso che la sfida scivolasse su binari nervosi, favorendo il gioco di rimessa degli ospiti.<br />
​In questo clima di estrema frustrazione, anche il campo ha presentato il conto. La prestazione è stata molle, priva dell&#8217;intensità necessaria per superare un Parma organizzato e arroccato nella propria metà campo. La gestione della palla nel primo tempo è stata lenta e prevedibile. Pulisic sembra lontano dalla condizione migliore da diverse settimane e Rabiot, pur partendo titolare, non è riuscito a dare la scossa necessaria, finendo per restare ai margini della manovra. Oltretutto faccio fatica a capire come mai una squadra che gioca solo il campionato non riesca mai a giocare sul ritmo. Invece abbiamo molti infortuni e perennemente giocatori che non stanno bene.</p>
<p style="text-align: justify">​A completare il quadro è subentrata la componente sfortuna: l’occasione fallita da Pulisic nel primo tempo e il palo clamoroso di Leão nella ripresa sono episodi che pesano. Senza la svista arbitrale iniziale, avremmo parlato di una gara diversa, ma gli errori dei singoli e i legni hanno fatto il resto.</p>
<p style="text-align: justify">​I cambi di Allegri – squalificato in modo discutibile dopo quanto accaduto contro il Como dove l&#8217;allenatore avversario trattiene un nostro giocatore – non hanno prodotto gli effetti sperati. Füllkrug non ha trovato la giocata decisiva e la squadra è apparsa a corto di energie. Se la corsa Scudetto era ormai un miraggio, il risultato di ieri ha l&#8217;effetto di rimettere il Milan pienamente dentro la bagarre per il quarto posto, impedendo di mettere in sicurezza l&#8217;obiettivo minimo stagionale.</p>
<p style="text-align: justify">​Trentatré anni fa fu sempre il Parma a interrompere una striscia positiva leggendaria. Ma quel Milan era una corazzata capace di reagire. Oggi vediamo una società che sembra più attenta ai parametri finanziari che alla dignità sportiva sul campo. Il gol di Troilo è il simbolo del pomeriggio: un’azione viziata da contatti sospetti su Bartesaghi e Maignan che il VAR ha deciso di convalidare nonostante l&#8217;iniziale annullamento.<br />
​Se non si recupera un briciolo di peso politico e di coerenza nei giudizi, questo sport rischia di perdere definitivamente il suo pubblico. Da San Siro resta solo l’amaro in bocca per un’occasione persa e per una gestione che lascia i veri tifosi sempre più soli.</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>W Milan</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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