E se…

3428

La lettura è una di quelle cose che mi appassiona, ultimamente però ho pochissimo tempo da dedicare a un buon libro, ma quando posso mi ci immergo per far viaggiare la fantasia. Non è un caso che i miei generi preferiti siano la fantascienza ed il fantasy, passando da Wells ad Asimov, da Tolkien a Jordan senza dimenticare autori come Martin. Quando ho visto completare la rosa della squadra nella mia testa è balenato un futuro alternativo perché immaginare non costa nulla, se poi tra gli autori preferiti c’è anche Conan Doyle allora non si vede l’ora di vestire i panni di un novello Sherlock Holmes in salsa fantasy e bar sport.
E se…”. E’ proprio questa l’espressione che mi girava per la testa perchè tutti, chi più e chi meno, hanno valutato il mercato del Milan esprimendo un giudizio rispetto ai bisogni della rosa giudicandola in molti casi, me per primo, incompleta. E se invece ci fosse altro? E se il mio sguardo si fosse limitato all’apparenza delle cose? Allora mi faccio trasportare dalla fantasia con uno scenario alternativo.
Guardo la lista dei giocatori partenti e, tralasciando qualche eccezione come Locatelli, quelli venduti sono tutti degli over 30 con ingaggi elevati (Bacca, Bonucci, Kalinic) per i quali a quanto pare si sono accettate piccole minusvalenze o supervalutazioni delle contropartite. C’è però l’arrivo del trentenne Higuain, ma per chi viaggia di fantasia tutto ha sempre una sua giustificazione e non mi è difficile trovarla. Bonucci è stato venduto definitivamente mentre Pipita è arrivato in prestito annuale con diritto di riscatto, ma pur sempre prestito, per una cifra monstre (18 mln) mai pagata da nessuno ed equivalente alla quota di ammortamento della società di appartenenza. Nella mia testa questa stranezza apre nuovi scenari. E se nella trattativa una quotazione così elevata fosse stata richiesta dai bianconeri tutt’altro che certi delle nostre intenzioni di riscatto a giugno? La mia fantasia viaggia ancora più in là e mi soffermo ad osservare la rosa completa e le scadenze di contratto. E se il Milan fosse in vendita? Ecco che la mia fantasia prende il totale sopravvento. In fondo il mercato è stato fatto quasi a saldo zero, Laxalt acquistato anche grazie all’incasso anticipato della vendita di Lapadula, a giugno 2019 scadranno i contratti di Abate, Bertolacci, Montolivo, Mauri, Zapata e chi arriverebbe potrebbe decidere di tenere o meno Higuain ritrovandosi una rosa rifatta da cima a fondo in due anni. E se davvero lo Sherlock Holmes da bar sport che è dentro ognuno di noi ci avesse preso?
Nel mio viaggio di fantasia però manca ancora un tassello. Maldini. Questa è dura da spiegare anche in un racconto fantasy perché Paolo non si sarebbe mai speso per qualcosa che cesserebbe in un solo anno, in maniera del tutto simile ai suoi predecessori. Anche qui però l’immaginazione non si ferma perchè a tutto si può trovare una giustificazione. E se Paolo fosse il trait d’union verso la nuova proprietà? Una proprietà che nella prossima estate si mostrerà in carne ed ossa con Paolo saldamente al suo posto per un progetto di medio/lungo termine. Direi che l’immaginazione ha viaggiato abbastanza con tutti questi “e se” ai quali mister Gattuso risponderebbe con il più classico dei “se mio nonno aveva tre palle era un flipper”. Già, meglio tornare alla realtà.

La realtà è che da domenica fino alla prossima sosta per le nazionali si giocheranno 7 gare in 22 giorni partendo dalla sfida di Cagliari. E’ un ciclo importante dove non affronteremo nessuna delle grandi e la concentrazione, insieme alla forma fisica, la farà da padrona. Potremo vedere se quanto fatto in estate sia stato davvero un buon lavoro a livello di mercato, tattico e mentale, perchè il tempo per allenarsi sarà davvero pochissimo. Giocoforza Gattuso dovrà affidarsi al turnover potendo contare su giocatori come Bakayoko, Laxalt, Castillejo a cui credo si aggiungerà anche Bertolacci. In buona sostanza sarà possibile valutare la bontà delle scelte di Leonardo e Maldini perchè gran parte dei successi o meno di questa stagione passeranno da questi giocatori chiamati a dimostrare il proprio valore giocandosela coi titolari. Lo scorso anno uno dei problemi maggiori era proprio la mancanza di alternative credibili in panchina tanto da veder giocare sempre gli stessi con evidenti cali di prestazione e passaggi a vuoto. Non dico che ciò fosse normale, ma quantomeno preventivabile soprattutto guardando l’undici titolare, non esattamente il Real Madrid in grado di far girar palla per rifiatare quando serve. Due partite specie agostane non sono un test probante, ma gli ingressi di Laxalt e Castillejo contro la Roma fanno sperare in un upgrade generale anche grazie a un miglior dosaggio delle forze durante la stagione. Inutile fare previsioni su questo “gironcino” di sette gare, ci saranno passi falsi e l’importante sarà rimanere attaccati alle squadre di testa sperando al contempo che la manovra possa crescere di partita in partita.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.