Di…Suso?

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Uno dei più grandi detrattori di Suso è indubbiamente il sottoscritto. Premessa dovuta per cercare di fugare ogni dubbio su questo post. Le prime uscite estive del nuovo Milan targato Giampaolo hanno messo in evidenza la buona lena dello spagnolo, provato dietro le punte, in un ruolo non del tutto nuovo per lui, ma sicuramente non il suo preferito. Suso è destinato ad essere un giocatore che divide la propria tifoseria perchè ha pregi e difetti, e soprattutto con i secondi vincola tantissimo la propria squadra. Eppure, non per le prestazioni di queste settimane, ma per una logica di mercato e numeri, a questo punto non ha senso non puntare su di lui.

Giampaolo si è esposto, evidentemente ha già capito che il numero 8 rossonero sarà la croce e delizia della sua esperienza rossonera, pertanto ha messo le mani avanti da buon stratega comunicativo quale è. Mi sorge anche una domanda ingenua, viste le reazioni di alcuni pasdaran, ma se Gattuso avesse detto le stesse cose su Suso? Il mister nella sua recente esperienza blucerchiata ha utilizzato come trequartisti Gaston Ramirez (prima scelta), Saponara e in alcune sporadiche occasioni Ricky “Maravilla” Alvarez nella stagione 17/18. Quindi se andiamo ad analizzare con la lente non stiamo parlando di fenomeni, ma sicuramente giocatori medi e funzionali alle idee di gioco dell’allenatore. La prima cosa che accomuna Suso a due di questi tre giocatori è il piede sinistro. Sia l’uruguaiano che l’argentino sono due mancini, la seconda cosa è una carriera sempre pronta ad esplodere ma che poi non ha mai portato al vero botto che tutti si sarebbero aspettati. E’ per questo che non ho dubbi che Giampaolo voglia veramente mantenere in rosa lo spagnolo, è convinto che possa dare lo stesso contributo dei sopracitati, con l’interessante eccezione dei gol/assist fatti, in quanto Suso “vede” molto di più la porta dei precedenti. Sugli assist i numeri sorridono sempre allo spagnolo, anche se spesso i palloni suoi arrivano dalla destra verso la porta, vedremo se sarà capace di verticalizzare da posizione centrale. Però se Giampaolo si è fatto un’idea vuol dire che i tasselli iniziano ad andare a posto nella sua testa.

Suso non mi piace, non mi è mai piaciuto ed è evidente che non ha il mercato che lui, il suo procuratore e qualcun altro si aspettavano. Detto questo, ritengo inutile una sua cessione a cifre sotto la clausola per andare a prendere, come pare si voglia fare, un Correa che costa tanto in tutti i sensi, ma che porta molto meno in termini di assist/gol. Due ruoli leggermente diversi, l’argentino può fare anche la seconda punta però l’interessamento è continuo e troppo costoso, per me. A queste condizioni meglio mantenere lo spagnolo che ovviamente partirà alla grande e poi si prenderà le sue pause mensili come nelle passate stagioni ma che in termini di ingaggio/costi rimane un peso minimo. È una plusvalenza? Sicuramente, ma se l’alternativa è più cara ma meno performante ci penserei su un paio di volte, avendo poche fiches da puntare. Ti vincola nel gioco? Sì, ma come detto fin dall’inizio mi fido del lavoro dell’allenatore che è in grado di gestire giocatori del livello dei precedenti citati e di Suso stesso. Giocherebbe titolare nella Juventus, nel Napoli o nell’Inter? Probabilmente no, ma i nostri competitor attualmente sono altri, pertanto questo Suso è un lusso per la lotta alle posizioni dalla decima alla quarta. Giampaolo ha espresso un parere positivo ed importante, ha sottolineato che anche la società è al corrente della sua idea, di fatto si è tolto dall’impiccio, adesso vediamo se prevarrà la tanto sbandierata “unione di intenti” del nuovo management o se invece dai piani alti qualcuno farà tintinnare la sacca dei soldi fottendosene dell’utilità della parte sportiva, come ha già ampiamente dimostrato di fare nel recente passato.

La grande incognita, semmai, è legata a come rendere questa squadra pericolosa e letale in avanti. Nelle prime uscite il gioco è stato decisamente volto più ad offendere che a difendere, però per migliorare vanno calibrati alcuni ingranaggi in modo che le occasioni create non rimangano inutilizzate. Nella Sampdoria delle ultime due stagioni con Ramirez sempre schierato da dieci, Giampaolo ha trovato una punta come Quagliarella che ha buttato dentro 45 gol in campionato (19 nel 17/18 e 26 nel 18/19), oltre ad un Defrel che la stagione scorsa ha comunque segnato 11 gol e Caprari che ha timbrato per sei volte. L’uruguaiano dietro alle punte ne ha segnati 4, praticamente tutti in un mese da dicembre a gennaio, più un numero esiguo di assist (3). Saponara ha messo a referto 2 gol e 4 assist. In totale il reparto avanzato ha messo a segno una cinquantina di reti, tutto il Milan la stagione scorsa ne ha siglati 55. Lo score di Suso (7 gol + 9 assist nella passata stagione) da solo è, sulla carta, migliore della somma dei due trequartisti doriani della passata stagione, pertanto, mantenendo uno score identico, andranno ricercati i gol delle punte là davanti. Ad oggi Piatek deve ripetere l’annata precedente in termini di reti, va servito con maggiore qualità ma deve imparare a giocare diversamente dagli ultimi mesi. Inoltre dovrà esserci anche una seconda punta pronta ad arrivare alla doppia cifra, cosa che Correa, ad esempio, non ha mai fatto. Men che meno AS9, che comunque sembra essere partente e non è una soluzione percorribile. Se il reparto dovesse avere difficoltà, gli inserimenti dei centrocampisti saranno fondamentali per incrementare il numero di gol. In questo senso il recupero di Bonaventura è fondamentale. Anche Kessie, Calhanoglu e Paquetà dovranno aumentare i loro score, salvo cessioni necessarie per sistemare i nostri bilanci.

Credo che il grande nocciolo sia più lì che nella scelta del sacrificio o meno di Suso. Lo vedrei bene via dal Milan, non riesco a farmelo piacere ma i numeri sono dalla sua parte e se non c’è upgrade importante dal mercato, non ritengo utile una cessione. Tanto, tempo tre mesi saremo qui a maledire lo spagnolo ma la nostra dimensione attuale mi aiuta ad accettare il numero 8 come titolare. I trequartisti, oltre ad essere una specie in estinzione, costano tanto, forse oggi è meglio pensare ad affiancare qualcuno di rodato a Piatek che sostituire un giocatore in un ruolo che potrebbe essere già coperto.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.