Collasso

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Grazie ad una discussione con un caro amico e a qualche commento sui miei precedenti post, che alcuni osservavano essere in qualche modo ‘disfattisti’ al pari del clima generale, ho fatto un giro per il web per rendermi conto di cosa gira fuori da Milan Night. Si leggono certe minchiate che vale la pena riportare:

Al posto di spendere 200 milioni per giocatori normali (variante: scarsi/pippe/fermi da mesi/da serie B) bisognava prendere 3 top players.
O addirittura, come ha dichiarato Cuoghi, ‘tre Palloni d’Oro’: Messi, Cristiano e Ronaldo.
La consistenza di questa ‘opinione’ si infrange irrimediabilmente alla domanda “CHI?”.

Bastava confermare Deulofeu e comunque saremmo messi meglio! Perché invece abbiamo preso il turco/il portoghese/giochiamo coi primavera?
Gerard è un buon giocatore, che in un contesto eccellente come il Barça di quest’anno sta facendo comunque nulla. Per lui sarebbero serviti oltre 20 milioni, forse 30. Nel girone di ritorno dello scorso anno il buon Geri ha trascinato il Milan alla conquista di 24 punti. Il Milan drammatico di quest’anno ha raccolto 24 punti. Non pare molto determinante.

Biglia è peggiore di Montolivo; Calha è peggiore di Bertolacci; Kessie è peggiore di Muntari/Kucka/Pablo Garcia/Samir Beloufa
Come provocazione ci sta; io per esempio a Lucas Biglia invierei un video con un riassunto delle ultime 4 stagioni del Monto e un biglietto con scritto: “Questo è meglio di te”, magari si fa due domande. Ma c’è gente che lo pensa veramente. Dove finisca il contesto totalmente al collasso, lo scarso impegno, la confusione e inizino i limiti di questi giocatori non lo sappiamo; tuttavia seguendo il filo dello stesso ragionamento possiamo allora dire anche che al momento Gigio Donnarumma è peggiore di Pagotto, Jack Bonaventura è inferiore (e di molto) al Kakà del 2013 e Suso non pare più determinante di Taarabt, oltre che meno divertente.
Ma tranquilli, queste si sono solo provocazioni.

Fassone e Mirabelli sono interisti
Dopo dieci anni di Gianniniadi che ci hanno fatto superare in ridicolo l’Inter morattiana a colpi di collo, attaccareeee e Haka il grande problema è il pedigree diversamente milanese dei due manager. Una ‘critica’, che poi è un insulto, che non entra nel merito di alcuna questione.

Con Berlusconi e Galliani non siamo mai andati così a fondo! Vergogna!
Nel 2006 il Milan che sarebbe diventato campione d’Europa e del mondo aveva il quinto fatturato mondiale, 238 milioni, 50 in meno del Real primo; dieci anni dopo il Milan settimo e fuori dalle coppe europee da un triennio ha il sedicesimo fatturato mondiale, incalzato da Zenit e West Ham. Con 214 milioni è l’unica in perdita rispetto al 2006 assieme all’Inter, con un gap di 450 milioni rispetto allo United primo; 400 rispetto a Barça e Real, oltre 200 dalla juve, club che anni prima ci precedevano di poco. Nel decennio abbiamo vinto un titolo e investito oltre un miliardo di euro.
Certo quando sei nella Fossa delle Marianne dei fallimenti passare da 11.000 metri a 11.100 metri può incrementare la pressione e fare più male. Ma sono i 100 metri il problemone, o gli 11mila?

Nella piena consapevolezza di una generica ‘caccia alle streghe’ che tocca vette ridicole mi tocca comunque sottolineare di nuovo, come già avevo fatto in risposta a un utente, che quando qualche settimana fa scrissi che avevamo toccato il fondo esprimevo non sconforto ma speranza. Era una visione ottimistica. Dalla scelta di Gattuso, cui si vuol bene ma che faceva presagire sventura, al gol di Brignoli, ai mega festeggiamenti dopo il 3-0 all’Hellas, al ritiro punitivo dopo lo 0-3 dall’Hellas: è un’Apocalisse dei sogni a breve termine, delle prospettive e delle idee. Non me ne viene infatti una che sia buona e che non sia punitiva o distruttiva. Non che stia a me proporne, ma almeno discuterne come sempre si; invece siamo in una situazione in cui guardare indietro ci umilia (o dovrebbe) e per guardare avanti siamo costretti a fare nuove aperture di credito ad una società che se domattina scomparisse nel nulla non mi stupirebbe. Non sto insinuando nulla, è solo sensazione; ed è purtroppo fondamentale per il tifoso.

Al momento il collasso è in atto e va constatato. Nel mio piccolo non lo alimenterò fischiando questa manica di lavativi in gita della domenica nei loro (e nostri) incubi calcistici peggiori, anche se non lo prometto; mi viene difficile infatti non spiegare in termini coloriti a uno come Ricardo Rodriguez, che ho considerato il miglior acquisto dell’estate (e spero lo dimostrerà), che il doppio passo del cazzo da fermo sull’out di sinistra è robaccia che faccio io a calcetto gli ultimi 5 minuti. Come si può anche solo pensare di venire a Milano a fare e rifare certe schifezze? Cosa c’è nella testa di questi ragazzi, tutti, da spingerli a fare schifo in questo modo? Questo non è solo un brutto Milan: è veramente il peggiore che mi sia mai capitato di vedere, ed ogni domenica è peggio; collezione di ogni orrore calcistico possibile, un concentrato di assurdità sportive che non ha, a mia memoria, alcun precedente ed è dunque totalmente imprevedibile.

La situazione non va sottovalutata. Nel 2017 abbiamo raccolto 48 punti in campionato, una miseria, e siamo oggettivamente in calo. Il post closing e la fine del Giannino hanno lasciato, come previsto, solo macerie; su questo disastro il nuovo management sta cercando di ricostruire qualcosa che però non è evidentemente chiaro nemmeno a loro. In più manca la forza necessaria a soppiantare tutto l’apparato mediatico precedente, e costruire un ambiente quantomeno coerente e compatto. A maggior ragione se come scritto da Iacobone e Mastroianni il Milan ha intrapreso una lotta contro una certa cricca di procuratori e si trova al centro di un ‘intrigo’ finanziario, questa debolezza rischia di costare carissimo. Non è questione di ‘dilettantismo’, espressione con cui qualche dilettante attacca la società Milan; è semplice impreparazione alla situazione. Non che la cosa lasci meno sconcertati.
Manca l’esperienza nella gestione quotidiana di un ‘grande’ club in crisi da anni, incapace ormai di andare avanti per inerzia, ridotto all’ombra di sé, pieno di cattive abitudini e circondato da serpi e leccaculo ignavi. Un carrozzone che non può essere gestito rinfocolando l’epica (berlusconiana) nei giorni pari e chinandosi alla realtà nei giorni dispari; chiedendo pazienza ai tifosi e poi lodandoli perché fischiano; appellandosi a Rino Gattuso con la forza della disperazione ma identificandolo come “grande allenatore“. L’ambiente Milan da’ solo problemi da almeno un lustro e andrebbe raso al suolo e bonificato: anche alla luce di ciò è incomprensibile l’ossessione per la ‘vecchia gloria’ che oltretutto aggiunge una puzza di vecchio e muffo non necessaria; la ‘cultura Milan’ non va ricercata visto che Berlusconi l’ha rivendicata per sé e poi disintegrata, ma va ricreata e senza emulazioni. La gestione dello spogliatoio alterna momenti di apertura e unione, abbraccioni e sorrisi a punizioni pubbliche: siamo alla schizofrenia. Mirabelli si è ora offerto per l’esecuzione pubblica: fate voi; ero indifferente al rogo di Montella, pure questo non mi interessa. Siamo ai sacrifici e ne deduco che può succedere di tutto. Pure il peggio del peggio del peggio, l’inimmaginabile; siamo infatti già andati più volte oltre l’immaginazione ridefinendo il concetto di ‘fondo’. Saperlo non significa invocarlo.

Solitamente a fine anno mi dedico ai Top&Flop; piuttosto che fare un Flop&+Flop preferisco limitarmi agli auguri e le speranze di rito. Sempre che il derby, con un timing crudele, non ci faccia svalvolare nuovamente.

BUON 2018 A TUTTI I MILANISTI, UN ABBRACCIO AI NIGHTERS.

Mancano poche visite al traguardo dei 2 milioni: forza ragazzi, aiutateci a centrare questo obiettivo simbolico ed significativo!

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.