Ci puoi scommettere

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O no?
Ogni volta che penso a noi tifosi del Milan mi vengono in mente queste due parole pronunciate da Bud Spencer in “chi trova un amico trova un tesoro” accompagnata da quell’espressione del suo volto che sapeva tanto di dubbio enorme dopo aver ostentato una sicurezza invidiabile. A guardar bene le ultime due estati rossonere si potrebbero riassumere così, con la convinta speranza di poter risalire la china grazie ad una serie di acquisti futuribili e la clamorosa doccia fredda della realtà. Scommettere è il verbo più appropriato per una squadra basata su giocatori non ancora affermati, atleti che nella loro breve carriera hanno fatto buone prestazioni o facevano parte di un ingranaggio, ma che a conti fatti sono chiamati al salto di qualità in un club dal passato glorioso con un disperato bisogno di certezze, come Higuain.
Farà incavolare ma il campanello d’allarme lo aveva fatto suonare forte e chiaro Bonucci in una intervista post partita a sky della passata stagione:

“Si è creata una grande base, si è creato un mix, se dovessi dare un consiglio alla società, ma Fassone e Mirabelli hanno grande esperienza, bisogna prendere giocatori abituati a giocare in Europa, con larga esperienza internazionale che alzino anche il livello degli allenamenti

Questa è la frase che gira nella mia testa ogni volta che vedo le nostre partite perché il Milan non ha un solo problema (magari!) per moltissimi identificato in Gattuso (altra scommessa), ma una serie.

L’allenatore sicuramente ci mette del suo perché alcune scelte non possono che provenire da sue direttive (es. giro palla nella nostra metà campo), ma l’incapacità di una serie di calciatori di chiudere determinate partite o soccombere davanti ad avversari abbordabili denota altro. I soliti errori in difesa ed in attacco dimostrano come la sommatoria di buoni giocatori non per forza determina una buona squadra a meno che per buona squadra non si intenda, a solo titolo d’esempio, la lazio in grado di avere buoni periodi di forma, scalare la classifica in una certa fase dell’anno, per poi rientrare nei ranghi senza aver ottenuto nulla di veramente importante.
Fino a due anni fa eravamo all’inferno ora siamo in un limbo fatto di tanti buoni propositi che mal si rapportano con la realtà. Spesso sentiamo parlare di una squadra a cui manca “mentalità”, “personalità” senza dimenticare frasi come “non sa di essere forte”. Per carità tutto può essere, ma normalmente quando queste frasi si ripetono a distanza di breve tempo è come se sentissi odore di bruciato peché chi di dovere sa di non avere tra le mani dei giocatori che ti fanno svoltare e cerca di dare un’ultima sferzata per provarle tutte.

Per il tifoso è difficile da accettare, ma quando non si comprano campioni (non potevamo acquistarne tra ffp, cambio società in corsa, ecc.) il rischio di trovarsi con questi problemi è elevato dovendo vivere nella speranza di una grande stagione sia da parte degli acquisti della passata stagione (scommesse) che di quelli nuovi (scommesse anche loro).
Ad oggi ci appare tutto nero perché una squadra con un livello prestazionale così altalenante anche all’interno dello stessa partita non può dirsi forte quantomeno di testa ad essere generosi. Soluzioni a breve termine non ce ne sono, certo si può cambiare allenatore facendo una nuova scommessa nella speranza che tutti i problemi vengano magicamente risolti, ma ho il sospetto che cambierebbe qualcosa ma non la sostanza fatta di una rosa non ben strutturata capace di alternare buone cose ad altre molto meno buone.
L’unica nostra fortuna sono i demeriti di Roma e Inter, dirette concorrenti incapaci di affossarci in classifica, nonostante il Milan abbia totalizzato la miseria di 5 punti in 4 partite, ora è compito della società tutta sfruttare questo regalo insperato per non buttare un’altra stagione a novembre. Non sarebbe male trovare una condizione atletica capace di mostrarci brillantezza per tutti i novanta minuti dato che Montella e Marra mi risultano licenziati nella passata stagione.

C’è molto lavoro da fare e francamente speravo fossimo un po’ più avanti sotto vari aspetti, ma quantomeno questi passi falsi dovrebbero aver fatto capire a chi di dovere che la mentalità vincente la danno i grandi giocatori in campo perché non sopportano rimanere nell’anonimato; i grandi giocatori fuori dal campo possono davvero dare molto, ma se quelli in campo sono pochissimi il risultato non migliorerà magicamente. E’ l’ora di aggiustare il tiro e non crogiolarsi nei complimenti di una critica sportiva fin troppo benevola perché il fallimento in campionato è dietro l’angolo e la valanga che ne seguirebbe sarebbe devastante. O no?

Seal

Una chicca dalla conferenza stampa:

Ed ora parte il sondaggione!

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.