Chi ha paura dell’Atalanta?

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Se la sfida di due settimane fa contro la Roma nascondeva diverse insidie, poi emerse, sotto l’entusiasmo (da un lato) e il disastro (dall’altro) dei quarti di Coppa Italia, Atalanta-Milan non ne cela alcuna. Sono tutte ben visibili. L’ultima sconfitta della Dea è datata 22.12.2018, a punirla il Genoa in un match dove i bergamaschi hanno colpito un palo e sbagliato un rigore prima di crollare a causa dell’espulsione di Palomino. Nelle ultime 8 partite, fra campionato e coppe, sono arrivati 6 successi e 2 pareggi, 24 gol (media 3 a partita); 8 le reti subite (1 a gara), 3 le vittorie roboanti (Sassuolo, Frosinone e soprattutto juventus), 2 le rimonte (Roma e SPAL). Noi rispondiamo con 9 partite nello stesso periodo: 5 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta con la juventus a Doha e sappiamo come. 12 gol segnati (1.3 a partita), 3 subiti (0.3 a partita), 1 rimonta sulla SPAL e 1 subita dalla Roma. I bergamaschi nelle ultime 10 partite hanno raccolto 20 punti, dietro solo a juventus (26) e Napoli (23); noi, nonostante la ‘crisi’ decembrina comunque 17. Nelle ultime 15, quindi diciamo da dopo il pessimo avvio, sono invece 32 i punti dei nerazzurri contro i nostri 27. Ma soprattutto: 41 gol contro i nostri 17, e 20 subiti a 10.
Sarà attacco vs difesa? Vediamo se è proprio così semplice la questione.

L’Atalanta è la squadra che ha segnato il maggior numero di gol finora, ben 50. Gli xG creati sono 41.29 (quarto attacco per occasioni create) dunque nonostante ben 2 rigori falliti il fattore di conversione è al momento altissimo, con Duvan Zapata in stato di grazia e in generale una vena realizzativa invidiabile e, probabilmente, non mantenibile. Con 10.1 tiri è la squadra che tira di più dall’area di rigore; non altissimo il numero di tiri da fuori, alto quello dei tiri di testa, ben 58 (terza), di cui 17 a carico di Zapata e ben 30 da parte del pacchetto di centrali ed esterni. L’Atalanta è infatti una squadra che porta spesso a finalizzare i difensori e gli esterni, autori complessivamente di 15 reti (30%) di cui 7 (sulle 11 totali di squadra) di testa. I gol da piazzato sono ben 9, e rendono l’Atalanta la terza miglior squadra del torneo; il Milan ne ha segnato solo 1. Di converso la Dea è con 8 reti incassate da piazzato la peggior squadra della serie A, mentre il Milan con 3 la migliore dopo la juventus. Come già detto non sono molti i tentativi da fuori, ma sono ben 8 le reti (come noi), con Ilicic e Gomez sugli scudi. Oltre ad essere prima nei gol lo è anche negli assist, 36 (con ampissimo margine su Roma e Samp a 29), indice di grande intesa e coralità.
Dopo l’Inter sono i nerazzurri di Bergamo la squadra con la percentuale più alta di possesso palla, 56.6%. Nonostante un numero di passaggi, cross e dribbling completati praticamente pari a quelli del Milan l’Atalanta è la squadra che tocca il maggior numero di palloni nell’area avversaria. La distribuzione predilige passaggi smarcanti e profondità, i cross sono radenti, la palla lunga non è quasi mai un’opzione.

De Roon non coglie l’occhio ma è probabilmente uno dei migliori registi in circolazione

Ovviamente l’Atalanta è anche aggressiva senza palla; eccezion fatta per il Torino che con soli 6.8 passaggi di media concessi prima di intraprendere un’azione difensiva è al momento inarrivabile in termini di aggressività senza palla, l’Atalanta rientra nel gruppo con juventus, Inter, Samp, Fiorentina e Sassuolo a circa 8.5 passaggi concessi. Squadre molto diverse ma che non lasciano tendenzialmente ragionare l’avversario. Nonostante ciò, in coppia con la juventus, all’Atalanta vengono fischiati pochi falli essendo quint’ultima nell’indice insieme a Roma, Napoli (due squadre abbastanza caute) e al Milan. Proprio con noi il confronto è curioso: la Dea mette in pratica un pressing sfrenato in alcune fasi e sicuramente spinge di più, attacca la costruzione bassa e va anche maggiormente al duello fisico; noi difendiamo bassi, ma siamo soprattutto più ‘clinici’ negli interventi con giocatori che puntano all’anticipo o all’intervento in pulizia piuttosto che al contrasto. Strano avere lo stesso numero di falli. A fare il pari con questo dato stonato anche il numero di cartellini gialli: 49 per noi, 39 per l’Atalanta che è pure l’ultima squadra del torneo. Che gli arbitri siano abbastanza permissivi verso i nerazzurri è un dato di fatto.
La Dea subisce pochi tiri, ma ha la dodicesima difesa del torneo con 31 gol subiti; gli xG concessi sono 28.48 quindi c’è un leggero underperforming. Il Milan ne ha subiti 21 con 27.01 xG concessi, riuscendo finalmente a tornare sui livelli della seconda metà dello scorso anno, anzi superandoli. Con molti palloni persi (seconda peggior performance dietro al Torino), e una fase organizzativa delle situazioni difensive da piazzato e da contrattacco non al livello di quella offensiva, l’Atalanta ha delle vulnerabilità.

Sui singoli ognuno può chiaramente vederla come vuole. E’ chiaro che se si considerano ‘scarsi’ Rodriguez, Musacchio e Calabria beh che dire di Palomino, Toloi & company? In verità il Milan sta dimostrando da diverse partite di avere una buona difesa per sistema e per individualità, con un pacchetto in forma fisica e mentale eccellente; su tutti Donnarumma, che ha passato un anno a livello di Berisha. Poi deve aver deciso che ‘essere considerato’ un Campione non vuol dire esserlo, ed è tornato a fare il Super Campione da qualche partita. Dall’altro lato ci sono giocatori discreti in retroguardia, ma nulla più, e il sistema tattico del Gasp è orientato ad esaltare altro che non le caratteristiche dei difensori. Questo si traduce in qualche gol di troppo concesso in maniera semplice; l’Atalanta inoltre non è abituata a subire e concede nelle fasi dove molla un po’ di più in termini di intensità, in particolare nei primi 15 e negli ultimi 15 minuti di gioco.
A centrocampo Freuler e De Roon non saranno nella classifica del Pallone d’Oro 2019 ma li ritrovate ai primi posti in tutte le statistiche che descrivono i centrocampisti di costruzione di alto livello: quantità di passaggi, precisione,  intercetti, recuperi; sono la base del gioco del Gasp, un’ottima base, e le differenze con periodi in cui l’allenatore di Grugliasco non disponeva di questa qualità (es. Rigoni-Rincon-Dzemaili al Genoa nel 2015) si vedono eccome. L’olandese, che Van Basten promosse a capitano dell’Herenveen a soli 22 anni, e lo svizzero formano una coppia di rara completezza fisica e tecnica.
I laterali di centrocampo sono esaltati dal sistema di gioco, in particolare Hans Hateboer; longilineo, inesauribile nella corsa, è certamente un giocatore più fisico che tecnico ma nonostante ciò ha siglato 4 gol e 4 assist, migliorando anche di ben 5 punti percentuali nella precisione dei passaggi rispetto all’anno passato: dategli spazio per partire in velocità e verrete puniti. Fondamentale anche nei contrasti aerei, sarà un brutto cliente per Rodriguez. A sinistra ballottaggio Gosens-Castagne, con il belga ultimamente preferito, e anche lì ci sarà da correre e stare all’erta per evitare dolorose imbucate.

Padre e figlio della Dea

L’intuizione dell’anno del Gasp è stata sicuramente abbassare il Papu. Difficile da farsi, vista l’altezza già esigua. A parte gli scherzi Gomez non è più il finalizzatore, piuttosto un fantasista/suggeritore oltre che pericoloso in percussione centrale e col tiro da fuori; sicuramente è la minaccia peggiore su punizioni e corner, ben 7 gli assist, inoltre il suo accentramento lascia più campo sulla fascia alla corsa degli esterni. Non nascondo la mia ‘passionaccia’ per il Papu e vederlo calarsi in un ruolo più di supporto con impegno e corsa ma senza rimetterci una virgola in termini di incisività e peso tecnico fa veramente pensare a quanto la testa influisca; non è certo la prima volta che lo scrivo: un giocatore tecnico e pungente ma ‘pigro’ come Suso (che a me piace sia chiaro) dovrebbe imparare. Più essenzialità, più precisione, più visione di gioco, più uomo squadra, meno fascia (comoda) e più in mezzo all’azione (dove c’è da soffrire e far andare il cervello). E’ chiaro che Gomez a 30 anni ha dovuto fronteggiare un declino di reattività che ne stava deprimendo lo score da attaccante puro, ma lo ha fatto da leader rimettendosi in discussione. Gomez è l’Atalanta, e per il terzo anno consecutivo chiuderà probabilmente nella top 11 stagionale della Serie A di Whoscored. Il Gasp è bravissimo, ma non è che i suoi giocatori siano di livello oratoriale.
E veniamo ai dolori. Josip Ilicic, giocatore sottovalutato credo anzitutto da se’ stesso. Discontinuo ma abbastanza pesante nello score, è stato l’uomo del salto di qualità per l’Atalanta. Ha segnato ben 2 triplette quest’anno, più 4 assist. 3 tiri e 2.5 dribbling a partita, ha rilevato il ruolo di seconda punta da mal di testa precedentemente occupato da Gomez; pur essendo mancino ha segnato perlopiù di destro, tanto per far capire quanto sia illeggibile e imprevedibile lo sloveno. E poi Duvan Zapata. Un’esplosione totalmente inattesa quella del colombiano, autore di 19 gol (quelli segnati negli ultimi 2 anni) da novembre cioè in 15 partite. Un’escalation devastante accompagnata anche da 4 assist. Il colombiano al momento è più determinante e implacabile di Piatek e di chiunque altro in Europa, una minaccia assoluta che ha anche punito tutte le big quest’anno a eccezione dell’Inter (che però ne ha prese ugualmente 4). Difficile ad oggi trovare un punto debole nella coppia, che pare possa rendere possibile tutto.

I bergamaschi, sin qui descritti (mi rendo conto) come il Real di Di Stefano e Puskas, hanno anche difetti: il portiere, discreto ma non esente da dormite e soprattutto non eccezionale nei riflessi (scommetto che sabato parerà anche le mosche…) e la panchina che fra Pasalic, Barrow e Adnan pare la collezione delle promesse sfiorite e abbastanza inutili. Ma a parte questo la sfida è ad altissimo rischio. Gasperini è stato formidabile nel preparare i precedenti big match, o nel raddrizzarli come contro la Roma; questa è la miglior squadra del Gasp sicuramente, magari non per talento (quella di Conti, Caldara, Spinazzola, Kessie, Cristante e Gomez formato Papau era più forte) ma sicuramente come gioco, e nonostante non la veda competere per il quarto posto fino alla fine perché la componente fisica è preponderante, e caleranno, è comunque facile che ci si avvicinerà parecchio. Questo anche perché dietro c’è una società cui, a differenza di altre cui piace fare i magheggi con le plusvalenze e tirare i remi in barca per evitare gli occhietti indiscreti dell’UEFA, l’Europa interessa; Percassi e soci hanno ambizione. Lo staff dietro a Gasperini è di primissima scelta, i giocatori sono un buon mix, talento ce n’è, l’allenatore è ormai garanzia di valorizzazione e anche risultati. I numeri sono sin qui impressionanti, togliendo le prime giornate di difficoltà (peraltro costante del Gasp) lo sarebbero ancora di più: Atalanta Heavy Metal. Ad una squadra italiana che rifila 3 pere alla juventus bisogna portare rispetto.
Parola alla nostra brigata rossonera dunque, in periodo positivo, di nuovo di fronte a un possibile salto. Torniamo a monte: attacco contro difesa? A numeri si, ma lo scontro diretto potrebbe riservare sorprese. Rino si misurerà con la sua antitesi (non diciamo nemesi) almeno ‘ideologicamente’ parlando. Avrà paura, avremo paura, o sarà la volta buona che torneremo a fare paura? Che bella sfida ci aspetta.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.