Che Milan sarà?

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Una domanda lecita e che in molti si staranno chiedendo, visto l’ennesimo grande cambiamento in atto in casa rossonera. Di certo, si tratta, volenti o nolenti, di uno nuovo anno zero. Soprattutto a livello societario. L’avvento di Elliott ha portato uno scossone paragonabile ad uno tsunami nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Gran parte della classe dirigenziale è stata spazzata via, senza se e senza ma. Non credo siano state prese decisioni affrettate ma bensì decisioni che hanno sottolineato, se ancora fosse stato necessario, che l’inadeguatezza del lavoro fatto precedentemente aveva raggiunto livelli di guardia preoccupanti. Oggi stiamo assistendo a qualcosa di nuovo. Qualcosa che potrebbe proiettarci alle stelle o potrebbe lasciarci nel totale anonimato nel quale, lentamente, stiamo finendo.

Di questi due sentiremo spesso parlare nei prossimi mesi

PROPRIETA’ – Inutile pensare a Elliott come il classico magnate pieno di soldi che sperpera il denaro accumulato in capricci. Anzi, si tratterà di una proprietà che evolverà la gestione del club, da semplice società sportiva ad un’azienda vera e propria. Aggiungo io, ben venga. Sul perchè Elliott si sia imbarcato in questo oceano in burrasca, avremo risposte tra una decina di anni. Quando qualcuno spiegherà i tanti punti di domanda intorno a questa vicenda. Sicuramente questi signori non sono degli improvvisati. Parliamo di manager veri. Parola spesso abusata nel mondo del calcio e che negli ultimi anni, noi tifosi del Milan, abbiamo identificato con il Funeral Manager. Un minuto di silenzio. Parliamo di gente preparata per gestire aziende e, possibilmente, trarne profitti. Questi signori sono cazzuti e disinteressati agli umori della piazza, hanno un obiettivo e un interesse, pertanto andranno avanti per la loro strada. La schiera di “tagli” dovuti al loro insediamento sta lì a dimostrarlo. Non ci dobbiamo aspettare “Il Milan nel cuore” oppure “Mr. Singer aveva il poster di Schiaffino a casa sopra il lettino”, ma bensì aspettiamoci ciò che il neo presidente Scaroni ha dichiarato la settimana scorsa “Rispetto delle regole, gestione intelligente e piano a medio-lungo termine”, traduzione del suo intervento: circa tre anni di assestamento della società, con eventuali pulizie annesse, provando ad alzare il valore dell’assett e successivamente si vende. Sempre tenendosi per amica la UEFA. Prepariamoci a mesi (o anni) di rapporto “distaccato” con la proprietà che si comporterà come se il Milan fosse una bella auto da tirare a lucido e mettere bene in vetrina senza esagerare con gli esborsi. Scordiamoci i tesoretti e regali del Presidente, nonostante qualcuno continuerà a raccontarcelo con tweet o bleat, scegliete voi. Chissà cosa filtrerà…
Personalmente sono molto curioso di vedere cosa succederà, sicuramente dopo aver dato fiducia al capitano dell’Air Fass One e tutta la sua crew, ci andrò molto con i piedi di piombo.

MERCATO – Leonardo non è un improvvisato e non è un genio, ma sa come muoversi in questo ambiente. È stato scelto per il suo standing più che per il suo CV da dirigente ma calcolando che ha già sfanculato una volta chi gli imponeva le cose, dubito che accetti di abbassare la testa anche ora. Quindi diciamo che c’è una garanzia di professionalità. Vedremo come ne uscirà dopo questa sessione di mercato difficilissima. Abbiamo una rosa con molti invendibili. Dal Milan degli Invincibili a quello degli Invendibili. Riuscire già a liberarsi di almeno 3-4 elementi sarebbe un gran colpo. Non dimentichiamoci che quando si decantarono le doti “nel saper vendere” di Mirabelli nello scorso mercato, ci ritroviamo ancora tra i piedi Bertolacci, Bacca, Montolivo e Abate. Giusto per citarne alcuni. Per rinforzare questi obbrobri si sono aggiunti anche Kalinic e ASilva nel mercato scorso. Oltre alla questione portieri con i Donnarumma Bros che sono ancora lì a pesare per milioni di euro ogni anno. Reina, Gabriel e il rientrante Plizzari. Cinque portieri sono decisamente troppi.
Vediamo come andrà a finire, se finirà, questa trattativa con la juventus che sta impegnando le pagine dei quotidiani nostrani. Lo dico da subito, lo scambio Bonucci-Caldara mi piace. Mi piace molto. Nonostante vorrei tenere il pugno duro con il capitano, l’arrivo di un classe ’94 a fare coppia con Romagnoli (95) è una buona notizia. Calcolando Calabria sulla destra (96), Conti in fase di lento recupero (94) e sulla sinistra RRodriguez (92), la linea difensiva sarebbe di grande prospettiva.
L’arrivo di Higuain, che sembra veramente a pochi passi da Casa Milan, metterebbe fine al discorso punta centrale di valore. Sul Pipita spero non ci siano storcimenti di naso vari. Ciccione, vecchio, in fase calante. Tutto quello che volete ma io me lo terrò ben stretto. Per chi ha ancora dubbi, vi lascio con una citazione in merito di un certo Federico Buffa: “…che lottatore è? Ha una cattiveria che non è la cattiveria di strada dell’Apache ma ha una cattiveria lucida, ha un killer instinct formidabile. Un giocatore completamente diverso dagli altri, non ha le caratteristiche dell’argentino puro, si vede che è cresciuto in Europa…e questo lo completa tanto…”. L’operazione, se sarà confermata, è anche dal punto di vista economico ben strutturata. Non graverebbe troppo sulle casse rossonere sul breve ma permetterebbe un upgrade tecnico importante immediato. Resterà il nodo importante di come mettere Higuain nelle condizioni di fare quello che sa fare meglio, cioè i gol. Lo schema attuale susocentrico non giova agli attaccanti centrali. Qui spetta all’allenatore trovare la soluzione migliore.
Anche l’eventuale arrivo del brasiliano Bernard (92) a zero euro (commissioni escluse), per me sarebbe un’operazione intelligente. Non si tratta del solito parametro zero in decomposizione ma di un centrocampista che sa giocare a pallone. Fisicamente è fragilino ma è veloce a ripartire e ha piedi buoni. La gente che sa giocare a calcio e si mette al servizio della squadra, serve sempre.

Servono cambi per questo signore qui

SQUADRA – Guardando quello che sta succedendo negli USA, sembra che l’impatto della situazione societaria sulla squadra, sia stato minimo. Questo grazie anche da un martello pneumatico come Gattuso che avrà tenuto alta l’attenzione anche quando si trattava di andare alla mensa dei Minnesota Vikings. Anche coloro che sono praticamente fuori dal progetto sembrano essere integrati nel gruppo, questo è un bene, soprattutto per chi sa quanto conti uno spogliatoio unito negli sport professionistici. La squadra è da quinto-sesto posto, lo sappiamo. Per entrare in quella dannatissima Champions League, che non dovremmo mai più nominare, dovremmo andare in over performance sin dall’inizio della stagione, come fatto per un paio di mesi quest’anno. Con la certa partenza di Bonucci, la leadership sarà affidata verosimilmente a Romagnoli e Bonaventura, oltre alla leadership tecnica che non vedo come non possa essere affidata a Calhanoglu. Nonostante tutto, un pò poco per pensare di impensierire chi ci sta davanti. Anche perchè chi ci sta davanti, lo fa da anni e continua a crescere. Non parlo solo dei bianconeri. Oltre a tutto questo, ad oggi, mancano i ricambi. Vero che dovremmo avere delle limitazioni nella rosa dalla UEFA ma siamo contati. A centrocampo addirittura siamo senza speranza quando vediamo nella lista Jose Mauri, Montolivo, Bertolacci, Halilovic e il povero Biglia (sempre se arrivano in tempo, direttamente dalla Mattel, i componenti per le sue rotule). Kessie, Bonaventura e Locatelli sono gli unici tre sicuri. Uno tra l’altro è anche in mezzo ad una trattativa che spero si areni in fretta. Aspettando le conclusioni delle trattative precedentemente descritte, serve lavorare duro fino alla metà di Agosto per sistemare la rosa sia sul campo sia negli uomini.

Manca poco all’inizio del campionato e non sono esclusi scossoni ulteriori, sia in società che nella squadra. Noi possiamo fare solo una cosa, fare i tifosi. Ma non quelli che vogliono giocare a fare gli illuminati a colpi di tweet o nelle stanze segrete parlando di economia e finanza. Possiamo fare i tifosi del Milan, che già di per sè è una fortuna che non tutti hanno.

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.