Bene ma non benissimo

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Nello scorso mese di novembre, dopo la cocente eliminazione della nazionale dai play off per giocare il Mondiale russo, scrissi che il sistema era rotto da tempo e che la mancata qualificazione era figlia di oltre un decennio di gestione dilettantistica da parte della FIGC e del CONI.
Oggi, dopo che sono passati “solo” nove mesi dalla debacle, la situazione del calcio italiano, non solo della Nazionale maggiore, è la stessa, se non oltremodo peggiorata.
Le ultime due prestazioni sconcertanti nel nuovo torneo internazionale “Uefa Nations League”, hanno sottolineato che il divario con il calcio che conta sta diventando sempre più ampio. Non si tratta di sconfitte immeritate contro Francia o Belgio, che ad oggi ci sono superiori di anni luce in tutto. Ma si tratta di sconfitte contro squadre che nel corso degli anni sono sempre state inferiori alla nostra Nazionale e che oggi ci prendono a pallate. Il ranking FIFA non sempre è una sentenza ma nel nostro caso sta diventando un segnale che non può essere sottovalutato. Mai la nostra nazionale è stata così in basso in classifica (20° posto), posizione raggiunta grazie a due sconfitte subite dal Perù, che ci precedeva. Altrimenti saremmo stati ancora più in basso. Già leggendola così, ci sarebbe da scappare in esilio.

Il sistema calcio italiano sta conoscendo una delle peggiori crisi istituzionali mai viste. Una serie di incapacità manageriali e incompetenza tecniche che hanno portato nel baratro tutto il sistema. Nonostante i media nazionali continuino a farci sapere che CR7 ha mangiato un uovo alle 7 del mattino e verso le 11 lo ha digerito, prima di fare un pò di crioterapia (sia mai che poi gli fosse rimasto indigesto con quel freddo). Oppure ci continuino a ricordare che il Monza ben presto finirà nelle mani del duo B&G, per un grande ritorno che era atteso solo dai vari disoccupati rimasti a piedi dopo la dipartita rossonera. Oppure, meglio ancora, ma questa è una prerogativa (ahimè) solo rossonera, ci fanno sapere che il prode Montolivo è la soluzione giusta per ogni problema, e non stento a crederlo visto che anni di Giannino lo hanno ormai reso un degno capitano di situazioni dilettantesche come quelle del calcio italiano attuale. La situazione è al limite del drammatico, sportivamente parlando. La Serie A sta diventando un campionato a senso unico, nel quale l’egemonia mediatica, sportiva e politica della juventus ha portato all’appiattimento della competizione. Le ultime notizie riportano anche di una scalata in Federazione, oltre alla presidenza della ECA già ottenuta. La Serie B è probabilmente una delle situazioni più raccapriccianti e ridicole che si possano vedere. Un campionato partito con 19 squadre (venduto alle televisioni e ai tifosi con 22…ma poco importa), ora è ancora nel limbo per capire se dovrà continuare con un numero dispari oppure con un numero di squadre che potrebbe variare da 19 a 24. La scelta di mantenere le 19 squadre non ha ancora del tutto chiuso la partita e potremmo vederne delle belle. Nel film “Major League”, un capolavoro comico anni 90 con Charlie Sheen, Wesley Sniper e Tom Berenger,  gli sceneggiatori non sono riusciti a rendere così ridicola la situazione dei “poveri” Indians. Oltre a questo, mentre si attendono sentenze, ricorsi e processi, la Serie C è ancora al palo, sono stati creati i gironi che a prima vista non hanno un senso logico, ma i ricorsi per la B possono stravolgere tutto. Si dovrebbe partire questo week-end. Siamo alla metà di settembre ma sembra tutto così normale.

Questo è il quadretto attuale, già di per sè decisamente fantozziano, è passato oltre un anno dalla debacle contro la Spagna a Madrid, eppure non è cambiato nulla. Sono stati sacrificati i soliti noti, incompetenti come Tavecchio e impreparati come Ventura. Ma il sistema è rimasto lo stesso, politica scellerata che gestisce in maniera ridicola lo sport più seguito in Italia. Ricordo solo che abbiamo visto passare tre allenatori, Ventura, Di Biagio e Mancini. Abbiamo sentito il CONI fare la voce grossa per sistemare tutto e siamo in attesa di sapere se la FIGC e la Lega A avranno un presidente competente e abile nel gestire la situazione e, sopratutto, super partes. Tutto passa in secondo piano, perchè il problema della Nazionale sono i giovani italiani che non trovano spazio nei club. Giusto per ricordare a tutti i risultati dell’ultimo anno di questa nazionale, vi metto questo elenco molto illuminante:

  • Spagna-Italia 3-0
  • Italia-Israele 1-0
  • Italia-Macedonia 1-1
  • Albania-Italia 0-1
  • Svezia-Italia 1-0
  • Italia-Svezia 0-0
  • Italia-Argentina 0-2
  • Inghilterra-Italia 1-1
  • Italia-Arabia Saudita 2-1
  • Francia-Italia 3-1
  • Italia-Olanda 1-1
  • Italia-Polonia 1-1
  • Portogallo-Italia 1-0

L’ultima partita vinta in una competizione ufficiale risale al 9 ottobre 2017, contro l’Albania. L’ultima vittoria in generale risale all’amichevole pre-mondiale contro l’Arabia Saudita. Da un anno a questa parte, questa Nazionale non riesce a fare più di un gol a partita (tranne contro l’Arabia) e ha subito 15 gol in 13 partite. Un successone. Considerando gli ultimi due risultati, oggi, rischiamo anche la retrocessione nella Lega B della Nations, praticamente un declino senza fine.

Fuffaffifi fuffaffifi e l’Italia è questa qua…

Nonostante questi dati inconfutabili, la fanfara mediatica continua a propinarci ciò che i loro gestori gli dicono di mostrare. Prima la soluzione era l’avvento delle squadre B, un’idea anche condivisibile ma che come al solito è stata gestita con i piedi e non ha portato a nulla. Eppure basterebbe copiare gli altri Paesi ma quando si è incompetenti, spesso si è talmente arroganti da pensare che il problema si possa risolvere in autonomia senza prendere esempio da sistemi già rodati. Le squadre B sono l’emblema dell’insuccesso di questa gestione, l’ennesimo. I politicanti si sono sperticati in elogi e proclami, l’assocalciatori ha celebrato la cosa come la conquista della Luna, una panacea per tutto il movimento. Risultato? Una squadra B in tutta Italia, per di più costruita per lottare da subito per la promozione in B, altro che serbatoio per i “grandi”. I presidenti delle squadre di Serie A hanno preferito prendere strade alternative, chi ha preso a pochi euro il Bari fallito, chi continua imperterrito a regnare tra Roma e Salerno, chi ha fatto la sua squadra B da anni in Sardegna, utilizzando l’Olbia come squadra riserve. Oltre alle varie squadre B “mascherate”. Un insuccesso degno di dimissioni immediate. D’altronde stiamo parlando di un sistema che ha accettato per anni che una squadra si fregiasse di scudetti revocati, lo stesso sistema che fa un’assemblea per parlare “delle fasce dei capitani”.

28 anni ed è sempre fermo al 2007

Non contenti si è continuato a portare in Nazionale i giocatori che i procuratori e le squadre vogliono vedere in campo, per accrescerne il valore. Sia in termini di cartellino che di ingaggio. Ecco quindi vedere una partita come Italia-Polonia con in campo un centravanti che aveva 70 minuti scarsi nella gambe, fisicamente impresentabile e che non ha la più pallida idea di come muoversi su un campo. La sua testa già la si conosce. Oltre ad esordienti che hanno dimostrato che il futuro del calcio italiano è onestamente molto buio. Subito dopo vediamo una partita con altri volti nuovi per non scontentare nessuno e dare un segnale di cambiamento. Ridicolo. Non c’è esperienza, non c’è umiltà e non c’è spirito di sacrificio. Senza queste caratteristiche è difficile cambiare la testa dei giocatori. Arrivano in Nazionale più giocatori che uomini. Arrivano senza capire il valore della maglia che indossano. La maggior parte di loro vive il calcio come un Paese dei Balocchi, dove tutto è dovuto e incassato l’assegno mensile sono pronti a spenderlo in tatuaggi, orecchini, macchine e serate. Tutto rigorosamente postato sui social. Non hanno percezione del mondo reale, e appena scoprono che ci sono avversari pronti a sudare e a soffrire per la maglia della Nazionale, rimangono inebetiti. Senza nessuna reazione. Il calcio è uno sport e ci si allena per essere in condizioni di giocare ma la cultura e la personalità vanno coltivate aldilà del campo di gioco. Vanno cresciuti uomini, non calciatori. Non è bello martellare così contro tutto il sistema, non mi piace. Però l’incompetenza è una cosa che non accetto. L’occasione di ricostruire tutto c’è stata nel lontano 2006, ma sotto l’ombrello del Campionato del Mondo vinto, hanno iniziato a proliferare sempre di più personaggi che con il calcio non hanno nulla a che fare ma sono lì seduti sulle poltrone solo a piacimento di qualche politicante. In passato mi sono state raccontate scene terrificanti durante alcune assemblee di Lega che non lasciano spazio a fraintendimenti. Il sistema deve rimanere così, c’è richezza e potere in chi comanda, oltre alla stampa amica che getta fumo nei tifosi che come ogni anno spendono soldi e tempo dietro ad una passione. Il calcio è un carrozzone chiuso, per stare in piedi, tutti quelli che ci sono dentro devono avere la pancia piena. Tutti soddisfatti, nessun problema. Chi è al di fuori, fatti suoi.

Pensare che tutto si possa risolvere in poco tempo è un’utopia, purtroppo non ci sono segnali di cambiamento. Tutto ristagna in attesa di un altro agnello da sacrificare agli occhi dell’opinione pubblica. Il calcio italiano è sull’orlo del precipizio ma non ci dobbiamo preoccupare, alle 22 di ieri sera CR7 ha bevuto un bicchiere di adamantio e nel giro di un mese diventerà un X-Men. Il Monza comprerà Costant per conquistare la B e Montolivo sarà il nuovo protagonista del film “Chissà perchè capitano tutte a me”. Bene ma non benissimo.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.