Armistizio o no?

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Fino a ieri mattina avevo la lodevole intenzione di scrivere un decalogo per l’armistizio tra le varie anime del tifo e della comunicazione rossonera. Qualcosa di ecumenico, un’apertura al dialogo al confronto e all’unità. Qualcosa che segnasse la comunione di intenti e di vedute all’insegna del bene comune (il Milan) e mirasse a seppellire le vecchie divergenze piantate germogliate e fiorite durante l’ultimo decennio di gestione berlusconiana.

Pensate che la prima voce del decalogo sarebbe dovuta essere: “Nel parlare del Milan non si faccia più distinzione tra ‘vecchi’ e ‘nuovi’ giocatori”. Fate voi.

E invece niente. L’esecrabile e surreale articolessa di Franco agli Ordini (Milan News, ieri notte) mi ha fatto cambiare idea. Con chi fa certi ragionamenti non si può scendere a patti. O noi o loro. Scrivere che Galliani ha fatto mercato a saldo zero quando nel 2015 sono stati sperperati 150 milioni di Euro è malafede o incompetenza. E non so quale dei due casi sia peggiore. Scrivere che tra i migliori in campo a Firenze ci sia stato Montolivo (che non ha giocato male per carità ma metterlo tra i top 3 solo per incensare la vecchia guardia anche no) ignorando la funzione decisiva di Calhanoglu è puro servilismo verso condor e altri volatili. Citare Ramaccioni sulla capacità di vendere è puro masochismo: proprio lo scarsocrinito totem del buon Franchino è stato capace, solo a titolo di esempio, di regalare Darmian, Aubameyang e Verdi e di svendere Cristante. Oltre che di cedere a prezzo di saldo Ibra e Thiago e dissanguarsi con la buonuscita di Luiz Adriano.

E dall’alto di queste vette di pensiero critico e analitico si permette un simpaticissimo gioco di parole su La Scala del tifo becero e incompetente (???). Da che pulpito! Il pulpito che ha sede al centro di un pollaio popolato da guitti e saltimbanchi travestiti da giornalisti e opinionisti. Un pulpito posto tra un Pompilio e un Salvini come può dare agli altri del becero e dell’incompetente?

Quindi ho pensato: ma perché cercare un armistizio con questa gente e con chi li segue? Cosa hanno di milanista personaggi che esultano in diretta televisiva con frasi come ‘Suso e Cutrone alla faccia di Fassone’? Cosa c’entrano con noi e con la nostra tradizione? Questa gente ama i nostri colori o era solo legata al sistema di potere e prebende della precedente gestione.

Io e gli altri componenti del Night abbiamo sempre avuto come stella polare il Milan e ne abbiamo condannato duramente la distruzione perpetrata dal dinamico duo negli ultimi lustri. Distruzione morale e valoriale prima che tecnica e di risultati. Tutto quello che abbiamo fatto e detto e che diciamo e facciamo, a volte anche sbagliando per carità, è dettato dall’amore per questi colori e non per questo o quel dirigente o per questa o quella proprietà.

Noi amiamo il MILAN. Noi. Il che non significa non avere spazio per criticare la gestione attuale, che di errori ne ha fatti e ne sta facendo. E che ha in sé un certo grado di opacità non ancora del tutto compreso e comprensibile.

Significa analizzare quanto fatto, anche nel recente passato, non col cappello dei menestrelli ma con quello dei tifosi appassionati ma senza anello al naso.

Mi sarebbe piaciuto tanto dare un contributo alla fine della distinzione tra tifosi evoluti e tifosi non evoluti. Ma proprio la corte di colui il quale coniò questa distinzione odiosa sembra non volere andare oltre. Spero solo che i tifosi, anche quelli più legati alla vecchia gestione, non seguano questi ‘cattivi maestri’ e mi diano la possibilità, magari tra qualche mese, di riprendere l’idea del post sul decalogo dell’armistizio.

Vorrei davvero poter scrivere quel post perché il popolo rossonero deve tornare a sostenere compatto la propria squadra, con sano spirito di critica ma senza le divisioni del recente passato. Ce lo meriteremmo davvero. Stando lontani da nostalgici pifferai e dagli aedi di un tempo che per fortuna non c’è più.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

ps: proprio alla faccia dei pifferai di cui sopra brindo con gioia al superamento del milione di ascolti per Radio Rossonera e vi invito nuovamente ad associarvi!

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato.
DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!