Ancora 90 minuti

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Atalanta-Milan credo sia l’emblema della nostra stagione, quel vorrei ma non posso che ha segnato fin dall’inizio quest’annata fatta di poche effimere gioie e tanti disastri. Abbiamo giocato una partita di nervi (cosa tutt’altro che scontata) dopo una batosta assurda nella finale di Coppa Italia e quando l’obiettivo sembrava ormai raggiunto ecco la mazzata per una nuova settimana di passione. Che razza di annata senza pace. Ho sentito che col settimo posto saremmo in Europa, ma nella realtà dei fatti saremmo solo in sala di attesa perchè ci dovremmo sciroppare tre turni per poterci andare.Così questo dannato anno non ci lascia nemmeno l’ultima in casa da giocare in santa pace, ancora una volta si arriverà tirati e con un sesto posto da confermare in maniera definitiva per non trasformare una stagione molto deludente in un vero disastro.

Aglio olio e peperoncino, cacciali via da San Siro!

Atalanta-Milan è anche l’emblema dei problemi da risolvere nell’immediato futuro. Prendiamo Abate e Montolivo. Direi anche basta, io l’anno prossimo non li voglio più vedere per nessun motivo al mondo. Il primo è al Milan da un’intera era geologica e francamente lo ricordo solo per figure di palta e cavolate a iosa. Anche a Bergamo ha provato in tutti i modi a far danno e alla fine c’è riuscito! Nel primo tempo serve un assist al bacio in mezzo all’area e son servite tre respinte per evitare il gol, nel secondo chissà dove cavolo guarda mentre Masiello prende un caffè, si fa un selfie facendogli le corna, per poi colpire indisturbato. Ma basta è una piaga! Quanti punti ci ha fatto perdere anche quest’anno?
Poi c’è l’ex capitano che impiega giusto mezz’ora (la sua autonomia) per farsi espellere grazie a un controllo palla degno di javi moreno ingessato dal busto in giù. Spero che sia l’ultima volta con la maglia del Milan, è giusto che finisca così la sua esperienza con i nostri colori, senza neanche il giro di campo a san siro a fine partita altrimenti arriviamo tardi a lavoro il lunedì. Questi due se non menano rogna poco ci manca…
Abate, Montolivo e zio Antunello (non mi sta antipatico e nemmeno è pippa come gli altri due, ma è sempre rotto) hanno un solo anno di contratto per cui spediamoli senza troppe remore, se poi vogliono restare gli si possono fare tre abbonamenti allo stadio con fruttini e patatine, non li voglio più vedere vicini al rettangolo verde col terrore che possano entrare in campo, altrimenti mi toccherà chiamare l’esorciccio.

io ne piazzerei qualcuna a milanello

Il campestre e cuor di ricotta mi ricordano molto l’ufficiale Hollom di Master & Commander, ve lo ricordate? Loro non sono tanto diversi, quando sono in campo può succedere qualsiasi cataclisma o gol assurdo tipo la rete del portiere Brignoli, poi diventato riserva nel Benevento!
Per pietà cacciateli, scegliete voi il modo…una catapulta, dimenticateli in tournée, fingete che siamo falliti (tanto i giornali non smentirebbero), un cartello con “io non posso entrare”, hanno rubato i campi a Milanello. Inventatevi qualcosa, ma per l’amor del cielo liberateci da questa croce.

Atalanta-Milan è anche l’emblema di quanto non contiamo una ceppa. Sia chiaro che contare non significa avere favori, ma essere trattati normalmente. Ho guardato il dato dei falli commessi ed il dato riportato è 9 falli (alcuni parlano di 10) con 6 cartellini gialli e uno rosso…il buon Pozzetto esclamerebbe “eh la madonna!”
Non so se esista una statistica a riguardo, ma probabilmente è record! Io quasi quasi metterei la patch “il club più spacca gambe al mondo” e vorrei che ci fosse assegnato il premio “pigna de oro” ce lo meritiamo! Poi uno guarda la partita e qualche domanda se la fa. Siamo entrati con spranghe in campo? Abbiamo martellato (con mazza da 5 kg sia chiaro) ogni atalantino? Probabilmente non ero sintonizzato sul Milan ma sul Foggia, altrimenti non me lo spiego. Ma dove stracavolo sono i picchiatori in questa rosa? Neanche avessimo Materazzi, Montero e compagnia in campo! A me tutto ciò non è sembrato normale, io credo che qualcuno in società si debba porre seriamente delle domande del perché ciò accada soprattutto tenendo a mente come non sia la prima volta. Ci vogliono polso e idee chiare in società anche su questi aspetti.

Infine Atalanta-Milan è l’emblema di una fase d’attacco fallimentare in cui sarebbe ingiusto addossare tutte le colpe a coloro che giocano davanti. E’ vero, ci manca un contropiedista, un bomber e chissà quant’altro, però la manovra davanti non ha senso o, se volete, è scolastica seppur priva di una parvenza di contropiede ragionato. Quando in superiorità numerica ho visto una ripartenza fermatasi a metà campo, manco ci fosse un cartello di divieto d’accesso, volevo aprire in due il televisore. Non ho ancora capito se ci siamo fermati perché non sapevamo cosa fare con la palla (probabile) o per paura di scoprirsi troppo (altamente probabile), in entrambi i casi per me questa cosa non esiste nel calcio.
Io non ce l’ho con Gattuso, ma non so se sia il tecnico adatto al rilancio. I punti ci sono e ha dato organizzazione difensiva alla squadra però i dubbi rimangono, come ne avevo verso Seedorf quando sedette sulla nostra panchina. La manovra offensiva farraginosa è dovuta solo a un problema di interpreti? Lo spero, ma dentro di me non credo che sia solo questo.

Contro l’Atalanta è arrivato il più classico dei gol dell’ex con il tiro improvviso di Frank Kessié che ha alzato le braccia al cielo “scusandosi” e non esultando. Io davvero sono stufo di questo atteggiamento da parte dei calciatori, nemmeno avessero giocato dieci anni con una determinata maglia. Non ce l’ho con Kessié, ma con il gesto. Per caso esultare significa prendere in giro l’avversario? Esultare è la cosa più bella del mondo, perché condividi una gioia con chi ti sta attorno e magari ti mette in condizioni di doverla solo appoggiare in porta e tu che fai? Non festeggi. Assurdo. Ormai i giocatori cambiano squadre come fossero mutande eppure continuano con questo inutile vezzo, sì inutile, perché esultare non significa fare gesti inconsulti sotto la curva avversaria, esultare per un gol (fine ultimo del gioco) dovrebbe essere sacrosanto e obbligatorio per legge, pena la perdita di una mensilità di stipendio.

C’è poi la vicenda Donnarumma. Qui il vincitore è uno solo e si chiama Raiola. Lo immagino fregarsi le mani dopo il clima creatosi con i tifosi e pronto a portarselo via per una quattro stagioni e una diavola in modo da fargli fare una serie di spostamenti in pochi anni. So che la quasi totalità dei tifosi la pensa diversamente da me, ma io lo terrei a costo di fargli fare il secondo dietro Reina finché non acquista la giusta tranquillità. Guadagnerà 6 milioni l’anno, ma i soldi non ti fanno diventare adulto perché l’età anagrafica conta il giusto e nulla più. Alla sua età non so nemmeno dove e se giocavano portieroni come Courtois o Oblak e proprio per questo non me ne vorrei privare. Certo la corte dei miracoli che si porta appresso è un bel problema e proprio per questo in ultima ipotesi potrei valutare una sua cessione, ma al mio prezzo altrimenti il codazzo che sta dietro le sue enormi spalle può pure continuare a emettere strani fonemi e suoni gutturali incomprensibili anche ai wookie.

Infine per Milan-Fiorentina vorrei lo stesso numero di spettatori di Milan-Craiova per chiudere idealmente un cerchio e dimostrare ancora una volta come noi tifosi il nostro lo abbiamo fatto dal primo all’ultimo momento, sempre presenti e mai arrendevoli. Perdere questo patrimonio di passione sarebbe un crimine e la società non può e non deve permetterselo, perché sbagliare ci può stare, ripetere gli errori commessi quest’anno assolutamente no.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.