Adesso che credevo di esserne uscito, …

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Adesso che credevo di esserne uscito, mi trascinano di nuovo dentro ! Recita Al Pacino nei panni di Michael Corleone nel padrino parte III. Una singola  frase che riassume il mio stato d’animo di domenica sera. Dopo un inizio stentato, e non poteva essere diversamente, a Benevento ed in una partita di coppa che non aveva nulla da dire,  alcuni segnali incoraggianti  prima contro il Bologna e poi contro l’Hellas in coppa Italia (che però aveva altrettanto poco da dire) li avevo presi per prodromi. Un inizio, seppur appena accennato, di risalita. Lenta e faticosa, ne ero certo, ma risalita. Ora, a bocce ferme e dopo la smazzolata di domenica contro gli odiati scaligeri, mi chiedo se lo pensassi davvero o la mia fosse un’illusione, il più classico dei wishful thinking. Ci credevo davvero, almeno in parte.

Ho sempre sostenuto che quando le cose non vanno non c’è mai una sola ragione, non c’è un unico colpevole, ma una somma di fattori che messi insieme fanno la differenza tra il successo ed il fallimento. Al momento non possiamo dire che siamo sulla strada del successo, quindi, ci hanno di nuovo trascinato dentro …

Rimanendo a quello che abbiamo sotto gli occhi e possiamo giudicare, cioè il verdetto del campo e le prestazioni, credo che i motivi della debacle siamo molti e diversi tra loro. La squadra è fisicamente e mentalmente moscia, non ha un gioco definito e si affida ai singoli. Palla a Suso e sperem come ai tempi di Ibra. Suso però, per quanto bravino, non è nemmeno la fotocopia sbiadita Ibra. Se in più gli creano la gabbia intorno, non è in giornata o ha le balle in giostra siamo letteralmente fottuti perchè al momento non si vedono alternative  possibili a questo schema già di per sé limitante e limitato.  Aggiungiamo che qualche errore in fase di mercato sicuramente è stato fatto, che forse altre scelte a posteriori potevano rivelarsi migliori, ci aggiungo un po’ di sfiga a cui non mi appello ma che ci vede sempre benissimo, ed il gioco sembra fatto, la via del fallimento scontata. Finiamo con la considerazione altrettanto scontata quanto reale che quando le cose cominciano a girare storte crolla anche il morale, si perdono le motivazioni e con esse la voglia di lottare, la grinta e la concentrazione. Per sommi capi direi che la situazione  si può riassumere così.

Sfido chiunque a sostenere che sulla carta questa rosa non sia migliore di quella degli anni passati. Poco o tanto ma migliore. Queste estate ho sentito anche critiche alle scelte di Mirabelli ma nessuno, proprio nessuno, che abbia detto: “questi sono peggio di quelli che abbiamo dato via”. Se qualcuno lo ha fatto basterà un semplice copia incolla per dimostrarlo. Ma sono quasi certo di non aver letto queste parole da nessuna parte. Ripeto, non critiche all’operato di MiraFax, quelle abbondano sempre ed in parte le trovo, oggi, anche giustificate e chapeau a chi ci aveva visto lungo, ma nessuno ha sostenuto la tesi, che allora avrei definito coraggiosa quanto bizzarra, che la rosa fosse più scarsa delle precedenti con un paio di eccezioni trovate qua e là in giro per il web, per partito preso,  che non voglio nemmeno nominare per la demenza conclamata di questi fini pensatori. Quindi le motivazioni sono altre ed il crollo di rendimento di tanti giocatori rispetto alle loro esperienze precedenti, oltre ad essere inspiegabile, sembrerebbe confortare questa tesi.

Quando tutto sembra andare male è inutile cercare il colpo di genio, l’idea risolutiva, che rimette le cose in sesto in un botto. E’ necessario fermarsi, fare un respiro profondo, analizzare errori e manchevolezze, ammettere a se stessi di averli fatti (esercizio di grande difficoltà ma necessario) e cercare di risolvere le magagne una per una. Tutte insieme non è possibile, si rischia di fare peggio che meglio in quanto si tenderebbe a cambiare rotta ad ogni piè sospinto per cercare l’illuminazione, con il risultato di creare solo confusione ed accumulare nuovi errori a quelli vecchi. Pensavo che gli aspetti su cui fosse umanamente possibile intervenire in tempi relativamente brevi fossero soprattutto quello mentale e, in subordine, lo stato fisico, cose di cui il buon Gattuso si è reso conto immediatamente appena messo piede a Milanello. Pensavo anche che il cambiamento di tipo di allenamento  avrebbe dato risultati nel medio periodo  ma sotto il profilo mentale speravo in un cambio quasi repentino.

Per questo ho salutato con favore l’arrivo di Ringhio. Al di là delle sue doti “tecniche” che non sono in grado di valutare, al di là della scarsa esperienza, anche se aveva dimostrato già a Pisa di saper navigare in acque agitate, pensavo che visto il carattere determinato e la sua storia legata ai colori rossoneri riuscisse almeno creare un gruppo, infondere fiducia, dare grinta, un’idea di squadra ed inculcare un po si sano milanismo. Invece dopo un inizio tutto sommato incoraggiante arriva Verona e la squadra fallisce la prova del nove. Rimane un buon primo tempo, forse il migliore della stagione, dove effettivamente giochiamo benino e meriteremmo anche il vantaggio  ma,  la poca decisione sotto porta e con la complicità di uno svarione difensivo (sarà il primo di una serie), finisce sullo 0 – 1.

Da li in poi si torna in un attimo ai vecchi difetti.  Squadra scollata, senza idee, senza nerbo e senza un cazzo. Rino stavolta ci mette del suo perché il cambio di RR, che non salta l’avversario e va poco sul fondo ma è bravo a presidiare la fascia e a dare più sicurezza dietro risulta deleterio. Almeno col senno di poi. Immagino che l’idea di Ringhio fosse di mettere Borini che garantiva corsa e sovrapposizioni per liberare jack e farlo giocare con una certa libertà di movimento con Cutrone davanti ad aumentare la potenza di fuoco ma ha fatto i conti senza l’oste Romulo che da quel momento in poi ha fatto quello che voleva con Fabio troppo spesso fuori posizione. Ma, come è iniziato il secondo tempo, al di là dell’occasione iniziale, la sensazione era quella di una squadra impotente. L’epilogo è noto così come il prosieguo con la solita valanga di guano versato, il ritiro, le voci di Gattuso che da le dimissioni,  etc. etc.

Ammetto che sono sconcertato ma non si può gettare tutto a mare. Non si potrà fare un’altra tabula rasa e ricominciare da zero un’altra volta. Non si potranno fare altri mercati da 11 giocatori o più, non ci saranno le possibilità finanziarie ed anche se ci fossero i parametri UEFA non permetterebbero di usarle a pioggia. La vera prova del fuoco per Fassone e Mirabelli inizia ora perché è quando le cose vanno male che si deve tirare fuori il meglio da se stessi e bisogna essere capaci di rimanere freddi e saldi, saper decidere, prendersi le responsabilità e continuare a lavorare credendo in quello che si sta facendo. Una mossa dopo l’altra pensata e soppesata usando coraggio e sagacia al tempo stesso. Non si può sostituire una F1 alla quale sono stati appena rifatti power unit e telaio, sarebbe un controsenso. Ormai la scelta è stata fatta e si può solo andare avanti passando al resto e, se sarà il caso, dopo meccanica, sospensioni,  impianto elettrico, cambio,  turbine, etc.  sostituendo anche il pilota (a cui rimarrò grato a vita per il coraggio di aver accettato la sfida e per tutto il suo pregresso) per affrontare la nuova stagione.  Se nel progetto c’è del buono, ed a mio avviso ce n’è parecchio, bisogna solo continuare a svilupparlo. Con costanza e determinazione passo dopo passo fino a diventare nuovamente competitivi. Per questo aspetto a giudicare. E’ da ora in poi che vedremo di che pasta sono fatti e se il progetto ha delle potenzialità. Per rifare tutto da zero ci vorrebbero troppo tempo e troppe risorse. Stavolta l’All-In dovremo farlo noi. Proprio adesso che credevo di esserne uscito …

FORZA MILAN, 

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.