Ancora tu …

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“Ancora tu, non mi sorprendi lo sai” cantava Battisti. Anzi, un poco si, aggiungo io. Mesi fa, credo dopo Empoli Milan, scrissi in un momento di sconforto e profonda incazzatura che nemmeno Gesù avrebbe potuto fare miracoli con questa squadra. Un giudizio tranciant ed un po gratuito, lo riconosco, ma al momento ero davvero inviperito. Mi sbagliavo. E’ bastato il Gesù giusto, quello nato a Dzierzoniow per la precisione, per cambiare drasticamente le mie aspettative ed il mio umore. Non mi stupirei se scoprissimo che “Dzierzoniow” fosse la traduzione polacca di Betlemme, che il nostro sia nato in una stalla, che il babbo facesse il falegname, la mamma si chiamasse Maryja e che il primo Luglio del 1995 fossero stati avvistati colà tre anziani, ma ancora vigorosi, signori con la barba, viaggianti su cammelli con le bisacce piene sotto la luce abbagliante di una cometa. Attenzione che anche nostro signore ogni tanto si riposa ed anche Krzysztof non potrà continuare a fare miracoli tutte le sante partite. L’augurio è che la squadra non diventi Piatek dipendente e che qualcun altro sappia metterla comunque quando, fatalmente, al polaccone si bagneranno le polveri.  In ultimo, non fatevi illusioni. A fine stagione andrà alla ….

questo è quello che vede un avversario quando si trova di fronte Bakayoko

Sarebbe però ingeneroso limitare la sostanziosa prestazione di Bergamo alla sola vena di Piatek. Potremmo parlare di un Bakayoko sempre più sicurezza. Se nel primo tempo sbaglia qualche passaggio di troppo e fatica a ripartire con la sua progressione da “Leopard 2A6” (anche se quando soffriamo la loro veemenza rimane un baluardo quasi invalicabile), nel secondo, quando gli orobici fatalmente tirano il fiato, si impossessa del centrocampo da par suo. Potremmo raccontare di un Kessie che, al netto di qualche limite tecnico, è dotato del dono dell’ubiquità apparendo contemporaneamente in tutte le zone del campo, inserendosi spesso in area, in tribuna, in panchina e nel piazzale antistante lo stadio. Il tutto mentre è comodamente seduto al bar con la birretta in mano a gustarsi la partita nella quale stà giocando. Che dire del Calha ritrovato ? ha ritrovato il gol, e che gol, e quanto importante ma si è anche sfiancato tutta la partita finendo col fare il terzino aggiunto quando Paquetà, esausto, non ce la faceva più a rientrare. La difesa la nominiamo nella sua interezza. Ha concesso due tiri (gol compreso) dentro l’area in tutta la partita con un Romagnoli sempre più compreso nel suo ruolo di capitano (leggi post di SEAL), ed un Musacchio che non ha fatto vedere un pallone al centravanti rivelazione della stagione per tutti i 90 minuti. Con Calabria (a proposito, mi sto ricredendo) in continuo miglioramento ed un RR solido e pragmatico ma anche capace di sbrogliare situazioni intricate grazie ad un controllo palla di tutto rispetto. Di Donnarumma non dico nulla. Sempre sicuro di se e ben piazzato (anche se sul gol mi sono chiesto perché i portieri di oggi schifano le parate con i piedi) anche se non ha dovuto fare miracoli. Persino Suso, che non sta bene e si vede, pur in una partita così così (per essere buoni), qualche idea se la fa sempre venire (vedi assist per kessie) ed i cambi che hanno fatto il loro.

Si, questo è lo spirito giusto …

Per Paquetà spendo una parola a parte.  Che non disdegnasse fare a sportellate l’avevo capito, che gli piacesse fare anche a facciate è stata una piacevole sorpresa. Prima manda per le terre con una testata De Roon che deve poi spendere un giallo (anche arancione và…) per fermare la sua ripartenza potenzialmente sanguinosa e poi decide di farsela con Ilicic, che sarebbe un bel bestione. Il risultato è che lo sloveno si ritrova con la mascella dolorante e lo sguardo tra il sorpreso e lo smarrito. Non mi aspettavo che il brasileiro saltasse in testa al suo 1,90 ed accettasse lo scontro facciale. Quando un giocatore di classe e provata intelligenza calcistica si fa rispettare e non si fa intimidire da nessuno mi piace assai. E’ sinonimo di carattere, fede nei propri mezzi, coraggio , determinazione  e la consapevolezza che non basta essere bravi a manovrare il pallone sotto la suola dello scarpino. Doti preziose, la cui mancanza ha impedito a molti potenziali craque di diventare veri giocatori lasciandoli alla mediocrità se non peggio. Questo, se continua così, non sarà mai un mediocre di sicuro.

Oggi, sulle ali dell’entusiasmo, sarebbe troppo semplice parlare bene di tutti. Di Gattuso che in fin dei conti contro i guro del calcio sciampagne, De Zerbi, Gianpaolo, Di Francesco ed il sempreverde Gasp, in 6 partite di campionato ha collezionato 4 vittorie e due pareggi, con una squadra giovanissima e tutt’ora incompleta. Considerate che l’età media di quelli scesi in campo sabato è di 23,7 anni contro, ad esempio, i 25,9 dei Gasparboys. Di Leonardo e Maldini che, col senno di poi, hanno gestito benissimo la grana Higuain indovinando il sostituto e che hanno centrato l’azzardo Paquetà. Insomma oggi sarebbero solo peana, canti, feste, fuochi artificiali, ricchi premi e cotillon per tutti. Oggi…

Lo ammetto, questa settimana me la sono goduta alla grande, ma nella realtà è tutto ancora da decidere e non c’è nulla di scontato. In campionato abbiamo una Roma che, pur stentando, rimane ostinatamente attaccata al nostro posteriore e Lazio ed Atalanta a soli quattro punti per le quali aspetterei a cantare il De Profundis. Anche in CI possiamo dire la nostra ma anche lì dobbiamo sudarci tutto il sudabile. Questo Milan mi piace sempre più per tanti motivi ma mi da anche l’impressione che sia una squadra per la quale nulla è scontato e nessuna partita si vince in surplace. Non ne siamo capaci. Questa squadra deve sempre entrare in campo con la stessa grinta e determinazione altrimenti lo scivolone prima o poi arriva magari proprio quando meno te l’aspetti. Non voglio spegnere gli entusiasmi di nessuno (nemmeno i miei)  e ci credo come mai ho fatto in questi anni ma non vorrei che quello stesso entusiasmo dilagasse contagiando ambiente e giocatori oltre il giusto. Troppo potrebbe essere deleterio. Per questo mi tengo stretto l’atteggiamento del mister. Non so se lo fa per calcolo o per inclinazione naturale ma quel suo approcciare tutte le partite con il giusto rispetto degli avversari e non dando mai nulla per scontato mi sembra il modo migliore per tenere sulla corda i suoi ragazzi (e magari noi con i piedi per terra). Domani, contro un Empoli che ci ha già dato dei dispiaceri, non sarà semplice, meglio esserne consci e fare di conseguenza.

Mi tengo sulla corda anch’io, ci provo, almeno fino a domani sera. Poi dalle 20:30 al secondo verde, felice di esseri lì in compagnia di uno di voi, dimenticherò la mia innata prudenza e rimarrà solo lo spazio per cantare a squarciagola Ooooh, AC Milan, Oooooh, AC Milan. Sei Ancora tu Milan ? Sorprendimi, dai…

PS. Mi piace l’odore della Rube che perde di sera. Sa di giustizia…

FORZA MILAN

Axel 

 

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.