Allora si può …

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Se Sabato 06 Aprile alle ore 17:58 mi fossi improvvisamente risvegliato da un coma profondo durato una quindicina d’anni e, magicamente, di fronte ad un monitor sintonizzato su Juventus-Milan, a fine partita avrei pensato: “ecco, è la solita storia. Possiamo giocare bene quanto vogliamo ma contro questi non c’è nulla da fare. Dove non arrivano loro ce li fanno arrivare per forza. Questo è l’ennesimo scudetto che ci sfilano dalla tasca con destrezza”. Per fortuna non sono stato in coma per quindici anni ma, essendo che ogni rosa ha le sue spine, la storia del Milan di questi anni la conosco bene e non ci stiamo giocando nessuno scudetto.

farsi segnare così. mi sento come Charlie Brown. Non lo sopporto, non lo sopporto proprio…

A fine partita, recriminazioni a parte, ho pensato: “ma allora si può…”. Si può scendere in campo contro una squadra di vertice, anche la più forte in assoluto del momento, palesemente più forte di noi per quanto senza il suo uomo immagine e rimaneggiata, senza partire già battuti. Si può scendere in campo a testa alta per giocarsela fino in fondo. Si può non avere paura, giocare in venticinque metri pressando alto (almeno a tratti), rubare anche qualche pallone nella loro tre quarti e persino andare a fare gol. Si può giocare con scambi veloci, transizioni veloci, cambi di gioco, scambio di posizioni. Si può giocare determinati e cazzuti senza subire troppo la loro superiore fisicità (chiunque abbia fronteggiato Mandzukic a muso duro avrà la mia riconoscenza per sempre). Si può giocare palla terra ma anche col lancio lungo variando gli schemi, si possono conquistare le seconde palle a centrocampo, si possono liberare gli uomini tra le linee, si può arrivare primi sui palloni alti. Si può giocare tutti uniti e compatti per la squadra e come squadra, uscendo dalle proprie mattonelle di competenza senza troppa paura di sbagliare e sbattendosi il giusto. Si può, insomma, giocare al calcio.

non è fallo, non è fallo, non è fallo, nooooooo !

Il Milan di Sabato, il migliore che ho visto in stagione se considero l’avversario, cosa ha a che fare con quello dimesso, svogliato, impaurito, disunito e stanco che ho visto dalla sfida contro l’Empoli in poi e sublimato dalle partite disastro contro Sampdoria e Udinese? Eppure l’allenatore è rimasto lo stesso, i giocatori più o meno anche e non è il cambio di uno o due giocatori di per se che può fare la differenza. Non così tanto almeno. Ditemelo Voi che è successo perché io non ci arrivo. Pensavo che la squadra avesse avuto un tracollo fisico ma la forma non si recupera in quattro giorni. Spero che non sia solo una questione di motivazioni perché se ti riduci ad essere motivato solo quando sei al cospetto della rivale storica, quella contro il quale sei sorretto anche dall’odio atavico, vuol dire che siamo diventati una provinciale. Un pò come Roma e Lazio che spesso hanno dato significato alle loro stagioni con la sola vittoria nei derby. Come se il vantaggio sulla dirimpettaia fosse un trofeo da alzare di grande valore. Non può essere nemmeno quello perché altrimenti, almeno i derby, li avremmo giocati diversamente al di là del risultato finale.

lo foto dice tutto, fate Voi …

Se giochi in casa contro una seria candidata alla retrocessione nel momento topico della stagione, quando ti stai giocando una qualificazione CL che potrebbe fare la differenza per i prossimi anni e non sei sufficientemente motivato, c’è qualcosa che non va. Se dopo essere andato in vantaggio, tutto sommato meritatamente seppur con difficoltà, ti fai raggiungere prendendo il contropiede più stupido della storia del calcio e poi non sai reagire dando l’impressione di impotenza e che tutto sommato sembra non te ne freghi più di tanto, c’è qualcosa che non va. Se vai a giocare a Genova contro una Samp discreta ma nulla più e fai la figura degna di una squadretta, se non riesci mai a dare un senso alla tua partita, a cambiare passo e prendere in mano le sorti della sfida, se ti fai quasi scherzare da Quagliarella e compagni c’è qualcosa che non va. Anzi no, c’è tutto che non va.

a muso duro a dispetto dei centimetri. Occhio Mandzu, prima o poi capita a tutti di trovare quello più cattivo o più furbo. Poi che fai ? Invochi i fruttini ?

Poi, quando meno te l’aspetti, nella partita che davi per persa prima ancora di giocare, con il morale sotto i tacchi ed una condizione precaria, sfoderi una prestazione volitiva come quella di sabato; che senso ha? Andrò contro corrente ma sono, se possibile, ancora più incazzato. In questa corsa infinita al “ciapa no” che è questo campionato sarebbe bastato poco per fare il minimo sindacale portando via un pareggio a Genova ed i tre punti contro i friulani che avrebbero dovuto essere scontati. Senza andare troppo indietro, senza rivangare tutti i momenti no di questa stagione, sarebbero bastati questi tre punti in più per essere in una condizione privilegiata per la corsa finale al quarto posto e senza nemmeno questo grandissimo sforzo potendo affrontare le prossime partite, ad iniziare dal confronto diretto con la Lazio, con la tranquillità di chi sa di poter anche sbagliare. Invece siamo costretti ad affrontarle tutte col cuore in gola e  la sensazione costante da “ultima spiaggia”. Dov’era il Milan che abbiamo visto sabato ? Anzi, dov’era il Milan ?

Per fortuna, se Atene piange, Sparta non ride e nemmeno Efeso, Mileto ed Olimpia. Lazio, Roma e persino la brillante Atalanta targata Gasp, sono riuscite, al pari nostro, a lasciare punti in abbondanza con le avversarie in assoluto meno quotate e adesso siamo tutti lì, appassionatamente. Ora però credo che sia arrivato veramente il momento del dentro o fuori ad iniziare dalla sfida di sabato con la Lazio perché non possiamo pensare, nemmeno sperare, che tutte le altre contendenti (sulla carta potrebbe competere anche il Toro, almeno in teoria) continuino contemporaneamente a suicidarsi. Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, di crederci o meno. La domanda, l’unica che mi faccio è: Quale Milan vedremo in campo da qui alla fine del campionato ? Quello di Sabato o quello di Martedì ? Su quello di Sabato scommetterei ad occhi chiusi. Non perché si sia vista chissà quale superiorità o gioco super scintillante ma perché la sensazione è stata quella di una squadra che non ha avuto paura, che voleva provarci e che l’ha fatto dal primo all’ultimo minuto, pur subendo a tratti ma senza mai disunirsi, sbracare o rinunciare a vincere. In tutta franchezza, oggi con la Juve fuori casa soffrire anche qualche tratto di partita è inevitabile ma se giochi così è difficile non fare risultato contro tutte le altre. Adesso non è più così importante ma sarei anche curioso di sapere cosa è successo prima, il motivo, perché non può non essercene uno, per il quale abbiamo passato un mese così orribile. Perché qualcosa deve essere successo; per forza, altrimenti non si spiega.

Detto questo (e credo di essere stato onesto quanto spietato nell’ammettere tutti i nostri limiti), non posso non rimarcare come, fatto salvo un brevissimo periodo nel dopo Roma-Milan, siamo stati costantemente penalizzati dagli arbitraggi. Ora, se giochi in casa contro una pretendente alla retrocessione nel momento topico della stagione quando sul piatto c’è il tuo futuro, non ti devi lamentare neanche se non te ne danno quattro di rigori. Quelle partite le devi vincere a basta, ma quando stai giocando una partita “in bilico” contro una avversaria del tuo livello se non superiore , una di quelle dove l’episodio può spostare gli equilibri e far cambiare corso alla partita stessa (magari all’intera stagione) pretendo che ci sia dato quello che ci spetta. Non voglio regali ma nemmeno essere preso in giro. Le scuse di arbitri e designatori non si trasformano magicamente in punti validi per la classifica…

PS: dal regolamento del gioco del cacio. Regola 12 –  paragrafo 1: alla squadra avversaria viene accordato un calcio di punizione diretto quando… comma a) dare o TENTARE DI DARE UN CALCIO AD UN AVVERSARIO. Regola 12  – Paragrafo 2 – viene assegnato un calcio di rigore quando un calciatore commette uno dei siffatti falli (vedi paragrafo 1 n.d.r.) all’interno della propria area di rigore, indipendentemente dalla posizione del pallone, purchè lo stesso sia in gioco. Quindi, che il contatto ci sia stato o meno non cambia una ceppa… a stretti termini di regolamento ci sarebbe anche l’espulsione, ed il resto mancia. A’Rizzò, se semo capiti…

PPS: sono stato duro, me ne rendo conto, ma ho la pessima abitudine di guardare prima alle magagne di casa mia e solo dopo a verificare se ci sono anche responsabilità altrui. Cercare le scuse per evitare di guardare in faccia i nostri limiti non è nelle nostre abitudini. Sono rossonero e casciavit. Ne sono orgoglioso e tale voglio rimanere… Si può !

FORZA MILAN SEMPRE

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.