Absolutely full

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Photo by Lefty Shivambu/Gallo Images/Getty Images

Finalmente Donnarumma. Aspettavo da troppo tempo una partita come questa. Ormai abituato a prestazioni da portiere qualsiasi con errori talvolta inconcepibili, ero talmente assuefatto al suo grigiore da averlo dato per defunto, perso, una zavorra senza possibilità di recupero, eppure…
Eppure quando ho visto le due parate in sequenza su Falque e Belotti non sono saltato come un pazzo perché in cuor mio non ho dimenticato le sue doti e quelli che per lui sono palloni parabili ancorché difficili.
Quando sento dire “se non era per Donnarumma” mi vien da rispondere “E sti cazzi”. Ancora devo capire perché se Allison a Roma parava di tutto portandoli anche in semifinale di champions league “è una grande Roma”, se Handanovic para tutto “è un’inter cinica che resiste alle difficoltà”, se Donnarumma finalmente è autore di una prestazione notevole dopo tanto tempo “se non era per Donnarumma”. Ma fortissimamente e intensamente sti cazzi.
Come ogni portiere Donnarumma dovrebbe mettere una pezza nei momenti di difficoltà e consentire alla squadra di reggere l’urto quando la partita non va come si pensava. Dovrebbe essere la norma vedere il 99 annichilire gli avversari e spero proprio che quei barlumi di ripresa già visti a sprazzi nelle ultime partite, e culminati con le due parate contro il Torino, siano il viatico per una decisa ripresa. Abbiamo problemi un po’ ovunque, ma un portiere recuperato significa punti a fine anno perché l’estremo difensore non ti farà vincere, ma può non farti perdere. La grandissima parata rimane certamente quella su Iago Falque, ma per me quella più importante la realizza sul tiro di Belotti, ossia quel tipo di conclusione che in quest’anno solare troppo spesso lo ha visto in seria difficoltà. I miracoli stile Iago Falque sono graditissimi, un plus da grande campione, ma tornare ad essere una saracinesca sui tiri da fuori è ancora più importante a mio avviso.
Bene ha fatto mister Gattuso a rispondere per le rime ad un giornalista in sala stampa circa le uscite del 99. Ditemi voi in quale altra sala stampa trovate domande del genere dopo una prestazione di quel tipo. E’ come se andassi in vacanza a Zanzibar e qualcuno mi domandasse “bello il mare, le maree, i colori, il clima, fantastico anche l’albergo, però non credi che l’illuminazione stradale sia carente?”. Ma fortissimamente sti cazzi.

C’è poi la partita e lì il Milan gioca davvero un brutto primo tempo in cui si contano tre grandi palle gol per il Toro e una per i rossoneri, ma il secondo tempo dopo l’ingresso di Castillejo è un match completamente diverso. Di certo non bastano 25 minuti per essere soddisfatti, ma nemmeno è stato il disastro che alcuni descrivono. Va dato atto ai granata di aver disputato una grandissima prova sia dal punto di vista tattico che atletico, ed il fatto di non perdere in trasferte di campionato da ben 10 gare consecutive ne è la dimostrazione. Il Toro non sarà il Napoli, la Roma e chiunque voi vogliate, ma se ad oggi è la terza squadra meno battuta del campionato (a pari merito proprio col Milan) un motivo ci dovrà pur essere.
Tra i motivi c’è sicuramente quello di affrontare una squadra che dal 27 ottobre, oltre a dover tener conto dei lungodegenti Conti e Strinic, ha aggiunto uno o più infortuni a settimana costringendo l’allenatore a cambiare modulo continuamente e con esso lo sviluppo del gioco. Solo nelle ultime tre partite abbiamo visto tre moduli di partenza differenti. Nonostante tutto da quando è iniziata la sequenza degli infortuni più pesanti (30 ottobre con Biglia) i rossoneri hanno ottenuto 11 punti in 6 giornate rimanendo per due volte con la porta inviolata, cosa mai accaduta in tutte le precedenti partite di campionato.
Siamo ben distanti da un gioco fluido, ma se in emergenza e per sfruttare contemporaneamente Higuain e Cutrone giochi con due esterni di centrocampo che non lo sono e questi per giunta disputano una prova largamente insufficiente, c’è poco da fare. Va anche ricordato che parliamo di una squadra in cui giocano sempre gli stessi da un mese e mezzo, perché gli altri son dispersi tra lazzaretti, laboratori per costruire cyborg difettosi e santuari, mentre le riserve su cui contare sono una o forse due al massimo.
C’è poi l’argentino autore del suo peggior score d’inizio campionato da quando è in Italia. Siccome non credo alla maledizione del numero 9, oltre al mal di schiena di cui parla il mister abbiamo un problema di interpreti al suo fianco, di gioco non in grado di innescarlo e ansia da prestazione. Almeno in una di queste deve intervenire il mister.

Gazidis. Il nuovo A.D. ha incontrato i media dando una panoramica sul suo concetto di sviluppo e rilancio del club. Come mio solito do credito ai fatti e poco alle parole, per cui spero di incominciare a vedere qualcosa già nel prossimo futuro con il rapido ingresso di nuovi sponsor (ad esempio manca ancora il car sponsor) ed un mercato di riparazione intelligente. Dico intelligente perché nonostante i novelli maghi Do Nascimento che pullulano sui social, il financial fair play, per quanto mi faccia schifo per come strutturato, esiste e bisognerà tenerne conto adoperandosi per ottenere un drastico aumento dei ricavi da sponsorizzazioni e player trading (le plusvalenze per farla semplice). Non è una mission impossible, bisogna saper fare il proprio lavoro.
Pur non volendo dare troppa importanza alle parole dell’ex Arsenal, un po’ di carogna me la fa salire il discorso stadio. Passi il discorso nuovo impianto, passi (mi si sta bloccando la salivazione) la condivisione di un nuovo stadio, ma il concetto “absolutely full” non riuscirà mai a entrarmi in testa. Cosa si vuol sottintendere con questa espressione? L’anno passato nonostante una stagione buttata nel cesso già a novembre il Milan ha totalizzato una media di 53 mila presenze, quest’anno nonostante un numero di abbonati inferiore la media è identica e stiamo parlando di due rose lontanissime per caratura dai top club europei. Lo ripeto: 53 mila spettatori di media per puntare al massimo al quarto posto.
Mentre le grandi d’europa hanno stadi oltre i 70 mila posti e le inglesi tentano in tutti i modi di ampliare le loro capienze, nonostante i problemi logistici, per raggiungere almeno la quota di 60 mila spettatori, noi a che cifra dovremmo attestarci per l’“absolutely full”? Certo, se il principio fosse la mediocrità basterebbe un coso da 50 mila posti, ma se l’obiettivo fosse tornare grandi, le cifre andrebbero totalmente riviste specie se un domani si arrivasse ad una gestione degli orari delle partite simile a quello della premier league. Dispiace comunque constatare che saremmo il primo grande club a ridurre in maniera sensibile la capienza. Lungimiranza o Minkionanza? Spero quantomeno che per capienza il modello da seguire sia il Wanda Metropolitano e non il gobbodromo altrimenti caro Gazidis non conosci la storia di questo club.

Tra poco più di 24 ore arriverà il primo verdetto stagionale, ossia il passaggio del turno in europa league nell’autentico spareggio contro i greci dell’Olympiacos. Visto il posticipo del posticipo che ci vedrà opposti al Bologna addirittura di martedì sera (bah) gli uomini di Gattuso potranno davvero concentrare le proprie forze su questa partita. Questa sfida ci farà capire se la squadra ha raggiunto un nuovo step di crescita perché lo stadio sarà caldo e la partita è da dentro o fuori. Il percorso europeo del Milan serve anche a questo perché prima ancora del trofeo c’è una mentalità da riconquistare. Quella da Milan.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.