Montella non é sprovveduto e Bonucci non é diventato scarso, ma qualcosa non torna

26 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Montella è un ottimo allenatore, bravo con delle idee, ma questo Milan aveva bisogno di un altro condottiero. Il Milan ha bisogno di idee e di gioco e avrebbe bisogno anche di vincere quelle partite “sporche” dove non brilli ma fai comunque risultato. Vedi Spalletti sopra. Il Milan ha bisogno di amalgamarsi e, come diciamo da due mesi, quest’anno per lo scudetto sarebbe stupido pensare ai rossoneri. L’unico e grande obiettivo è il ritorno in Champions. I rossoneri devono fare la corsa sulla Roma e stare attenti a questa Lazio che sembra, quasi, una macchina perfetta. Fassone e Mirabelli, la scorsa estate, hanno fatto tutto bene ma avrebbero dovuto cambiare il pilota dell’aeroplanino. Un motivo su tutti: non puoi fare una rivoluzione e tenerti l’allenatore che ha scelto un’altra dirigenza. Montella non è l’allenatore adatto a questo Milan e, siccome un anno non si può perdere, si vada avanti con lui ma l’errore di base resta. La squadra c’è e va fatta giocare con il modulo che valorizzi i singoli. Ci vuole pazienza? La avremo. Ma da Genova non puoi uscire con le ossa rotte. (M.Criscitiello)

La prestazione di Genova lascia piú dubbi che certezze. La cosa piú sconcertante che ho notato é la precaria tenuta atletica della squadra che, a fine settembre, sembra giá essere sulle ginocchia. Se alle zero idee unisci giocatori che si trascinano in campo, il risultato non puó che essere quello. Il risultato é quello che conta nel calcio, noi senza l’errore di Zapata da Marassi uscivamo con un punto. Basta pensare ai cugini, 7 punti con Roma, Bologna e Genoa, quando la prestazione dice che ad averne fatti 2 era lusso. La fortuna dunque non ci sorride, a differenza di altri noi quando giochiamo male il carniere resta vuoto. A me, per quanto preferisca giocar male e vincere che giocar bene e perdere, la prestazione importa piú del risultato.

Non credo che Montella sia un top allenatore ma nemmeno uno sprovveduto, lo ha dimostrato a Catania e Firenze e lo ha confermato con noi la passata stagione. Quest’anno peró di errori ne sta inanellando uno dopo l’altro. Mancanza di idee, o di stimoli? Il dubbio sorge. Perché a capire che Suso lí non puó giocare é bastata una mezz’ora, non due partite. Se per tutta estate e inizio stagione si é giocato a 4 dietro e ora si gioca a 3, i centrali devono essere sempre quelli, non fare turn-over. Per non parlare di Zapata, uno che gioca bene 3 partite l’anno e nel corso delle stagioni é costato piú punti lui di tutti gli altri compagni di reparti messi assieme. Chi é forte gioca, Chalanoglu sempre in campo finché ha fiato, poi si cambia. La gestione di André Silva poi andrebbe spiegata perché non ha un filo logico.

La societá ha le sue colpe. La rivoluzione se si fa, si fa al completo. La storia ci insegna che quando cadeva un re non venivano risparmiati nemmeno i cugini di terzo grado e perfino i figli illegittimi venivano soffocati nelle culle o affogati negli stagni. Il Giannino andava estirpato, via Montolivo, Abate e Bonaventura. Con Raiola non c’é feeling e mai ci sará, quindi via due sue giocatori, e Donnarumma se rinnova lo fa con un altro agente, o via anche lui. I campionati e le coppe non si vincono perché si hanno portieri da 70 milioni, basti pensare a Victor Valdes o al nostro Dida cosa hanno alzato. Tra l’altro sia Abate che Bonaventura si ritengono “capitani” e l’arrivo di Bonucci é motivo di malumore nello spogliatoio. Questi hanno fatto terra bruciata intorno a Seedorf prima e scaricato Inzaghi dopo, non dimentichiamocelo. Non sono dettagli. Fassone e Mirabelli dovevano cambiare anche i giardinieri, invece personaggi chiave della comunicazione sono piú in sella che mai. Lo stesso discorso vale per Montella. Questo allenatore non lo hanno scelto loro. Se lo avvallano ci deve essere armonia totale dalla gestione alle scelte di mercato, perché questa stagione é l’anno zero con obiettivo quarto posto, il quinto é un fallimento che potrebbe avere ripercussioni non solo economiche.

Secondo quanto espresso dall’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, Leonardo Bonucci non sarebbe particolarmente stimato all’interno dello spogliatoio rossonero. L’ex bianconero non verrebbe visto di buon occhio da alcuni dei veterani in casa milanista, a causa di un presunto carattere ingombrante che lo porterebbe a riprendere i compagni nonostante i pochi mesi di militanza a Milanello (milannews.it)

Bonucci non era Beckenbauer prima e non é Bonera adesso. Al Milan deve cambiare modo di giocare, perché non puó piú permettersi entrate o proteste come ai tempi della juventus (2 ammonizioni in 6 partite, lo scorso anno i cartellini furono 4 in tutta la stagione). A questo aggiungiamoci quanto scritto poc’anzi, cié che se per 2 mesi giochi a 4 dietro, poi la difesa passa a 3, e i tuoi compagni continuano a cambiare, il feeling non si crea. Il terzetto Barzagli-Bonucci-Chiellini si é costruito nel tempo, giocando insieme partita dopo partita. Qui se ogni volta cambiano i compagni é dura. Il turn-over in difesa va abolito, Musacchio-Bonucci-Romagnoli sempre salvo infortuni e squalifiche.

Andrea

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Categoria: Rassegnazione Stampa

Sull'autore ()

Virdis e van Basten espugnare il San Paolo rappresentano il mio primo nitido ricordo rossonero. Milanista sacchiano ed esteta del calcio, rimpiango la Serie A a 18 squadre, le maglie dall’1 all’11, e quel numero 6 col braccio alzato che chiamava il fuorigioco.