L’esaltazione della vergogna

4 aprile 2017 | Di | Rispondi Di più

Sosa ha pagato anche la cena?

Voglio raccontare questo aneddoto che non ho mai detto neanche a Sosa: una sera incontrai a cena Gancikoff e avevamo un’idea per un centrocampista e Montella ci consegnò un suo elenco di desiderati e fra i centrocampisti c’era Sosa. E’ un caso incredibile dove senza parlarsi sia società che allenatore avevano messo lo stesso nome. E così sei arrivato al Milan. Questa è la storia vera di come sei arrivato al Milan. C’è stata una lunga storia con il Besiktas con loro che non volevano lasciarti andare. C’è stato un periodo di ambientamento quando sei arrivato e poi hai dimostrato quello che vali. Diciamo come conosco io Josè Sosa, lo conosco da quando va a vincere le Olimpiadi del 2008 e l’Argentina oltre a lui aveva Messi, Aguero, Mascherano, Zabaleta, una squadra mostruosa. E a me piaceva Sosa, che allora aveva 23 anni. A 17 anni ha iniziato giocando nell’Estudiantes, squadra contro cui il Milan ha giocato un’Intercontinentale. Ricordo Josè nella finale di Lisbona quando gioca con l’Atletico Madrid contro il Real. Poi lui ha voluto tantissimo e ha rinunciato a tantissimi soldi per venire al Milan. La gente quando si lamenta dei soldi spesi per prenderlo, non sa che Josè ha praticamente pagato di suo per venire al Milan (A. Galliani)

Dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giornalista della rosea, Luigi Garlando, ha parlato del Milan dopo la vittoria di ieri contro il Genoa: “Lo scavetto raffinato di Mati Fernandez ha steso il Genoa e portato il Diavolo, per una notte almeno, davanti all’Atalanta, a 2 soli punti dall’Inter, fermata dal Toro. Il cileno, che si era già accordato con il Cagliari, arrivò in rossonero all’ultima ora del mercato estivo con un gioco di prestigio di Galliani che fece imbufalire Giulini. Finora quasi invisibile, Mati ci ha messo il gol buono al momento giusto, per restare aggrappati all’Europa. Se consideriamo quanto sta dando a questo Milan Deulofeu, pescato a sorpresa nella finestra di gennaio, dobbiamo dedurre che il Condor, con due euro nel portafoglio, qualcosa di buono ha combinato anche stavolta

Adriano Galliani a MTV ha parlato di Vangioni: “Il Milan ha una serie di osservatori, ha un direttore sportivo, ha il sottoscritto e cerchiamo di fare bene. A noi sembrava un buonissimo giocatore, faceva i derby alla Bombonera e non c’è derby in Italia che regge il confronto. E’ arrivato a parametro zero con uno stipendio in linea. In un momento in cui non puoi fare grandi investimenti io e Maiorino facciamo frullare il cervello giocatori di cui si diceva che avessero un gran potenziale, ma che per un motivo o per l’altro non sono riusciti ad esprimersi appieno e così riesci a prendere Suso a 200mila euro e Ocampos, considerato il più forte 18enne del mondo qualche anno, lo stesso Sosa che giocava le Olimpiadi di qualche anno fa con gente come Messi e Aguero. Credo ci voglia più testa a prendere Suso, Ocampos, Mati Fernadez e Ocampos a pochi soldi”.

Leonel Vangioni, intervistato da Milan TV, ha parlato della sua stagione e del suo momento, sottolineando di avere ancora margini di miglioramento: “Arrivato qui c’era un calcio completamente diverso. Ma ho capito che tramite il lavoro avrei raggiunto la mia opportunità. Sapevo che sarebbe arrivata quella maglia, non dovevo smettere di lavorare. Credo che il miglior Vangioni debba ancora arrivare. Più gioco, maggiormente migliorerò

In questa stagione, Leonel Vangioni è stato titolare sette volte e in queste partite il Milan non ha mai perso: quando il terzino argentino ha giocato dal primo minuto, la formazione milanista di Montella ha infatti conquistato cinque vittorie e due pareggi.

Continuiamo ad esaltare la mediocritá e ad applaudire gente che gioca in modo dignitoso… negli ultimi 3 anni il Milan ha chiuso gli esercizi con un passivo di 240 milioni, ha speso 140 milioni sul mercato, ed é costantemente fuori dall’Europa. Il resto sono chiaccere.

Andrea

NB: articoli presi da Milannews.it

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Categoria: Rassegnazione Stampa

Sull'autore ()

Virdis e van Basten espugnare il San Paolo rappresentano il mio primo nitido ricordo rossonero. Milanista sacchiano ed esteta del calcio, rimpiango la Serie A a 18 squadre, le maglie dall'1 all'11, e quel numero 6 col braccio alzato che chiamava il fuorigioco.