Chievo-Milan: presentazione

25 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

forza ragazzi, il salto di qualità passa dai vostri piedi

Il turno infrasettimanale vede opposto il Chievo di Maran agli uomini di Montella.
I veronesi sono squadra solida e collaudata caratterizzata da pochi fronzoli e una continuità nella guida tecnica che li aiuta ad affrontare campionati sempre dignitosi, togliendosi anche qualche soddisfazione con compagini ben più quotate.
Tralasciando l’inizio di campionato in cui ha affrontato la Lazio (partita persa praticamente all’ultimo minuto) e la Juventus, il Chievo non ha più conosciuto l’onta della sconfitta mostrando una continuità di rendimento eccellente. I gialloblu non sono squadra dal gioco spumeggiante, ma hanno cambiato davvero poco proponendo un centrocampo compatto con meccanismi ormai ben oliati grazie agli inossidabili Castro, Hetemaj e Radovanovic a supporto di valterone intuizione Birsa capace di regalare gol davvero pregevoli nella città di Romeo e Giulietta. Come detto il Chievo non è squadra che va sottovalutata, non fosse altro per la vittoria nel derby, il morale altissimo e il non avere nulla da perdere visto che il successo di domenica li ha catapultati in settima posizione (3 punti più di noi) con numeri discreti in attacco e in difesa, soprattutto se paragonati ai nostri dove il miglior marcatore rossonero ha segnato meno di Inglese e non è una punta (Suso).
Dobbiamo preoccuparci? Beh, se giochiamo compassati direi di sì, altrimenti anche loro hanno difetti, perché comunque parliamo di una squadra con età media davvero elevata soprattutto in difesa dove i centrali Dainelli e Gamberini hanno rispettivamente 38 e 36 anni ed il terzino Gobbi non è da meno. Si potrebbe dire che il Chievo basa molto della sua forza su un collettivo che si conosce a memoria, in cui l’esperienza dei singoli ha portato indubbi vantaggi, in pratica l’opposto del Milan dove il collettivo stenta ancora a trovare un’anima e i giocatori di esperienza sono pochi e ancora poco padroni della situazione.

Il Milan è indubbiamente un cantiere aperto e stante le ultime dichiarazioni di Montella potremmo vedere una serie di cambi in questa sfida, sia perché i giocatori hanno speso tanto contro il Genoa, sia per squalifiche ed infortuni che rendono indisponibili Bonaventura e Bonucci oltre al lungodegente Conti.
A sentire le ultime dichiarazioni lo spogliatoio sembra essere unito, quindi, se ciò corrisponde al vero, la ripresa dovrebbe essere dietro l’angolo anche se i prodromi di tutto ciò non sembrano essere così visibili. Se contro il peggior Genoa delle ultime stagioni si è visto un approccio diverso, è anche vero che non sono mancati eccessi di individualità da salvatori della patria.
Al di là di un evento estemporaneo (il cosiddetto “gol della domenica”) per battere il Chievo occorrerà coralità ed i singoli dovranno aiutare i propri compagni non soltanto nel pressing, raddoppio o assist verso chi è meglio posizionato, ma effettuando anche quei movimenti/tagli in grado di agevolare il lavoro di centrocampisti come Biglia, troppo spesso costretti ad ammirare dei compagni desiderosi di ricevere la palla da fermo per poi puntare l’uomo in una sorta di slalom gigante. Al Milan non serve, soprattutto contro una squadra come il Chievo.

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Permettetemi un’ultima considerazione, una speranza. Vediamo di vincere perché il fango gettato nei confronti dei nostri colori e di noi tifosi sta assumendo proporzioni eccezionali, anche per dei personaggi di fango come quelli che ormai ben conosciamo.

 

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Categoria: Serie A, Tattica

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.