Milan-Genoa: presentazione

22 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Una partita che già sa di ultima spiaggia, ma d’altronde il carattere di una persona si può notare anche da come si affrontano queste situazioni. Dopo la sconfitta con la Samp, poi quella con la Roma e in ultimo quella nel Derby, i rossoneri senza più certezze affrontano il Genoa, che per tradizione e rivalità potrebbe tranquillamente essere il nostro matador definitivo.

I molti problemi del Milan di oggi paiono insormontabili, ma tali non sono. Tralasciando il discorso più logico – nonché vero -, vale a dire la necessità di tempo per poter costruire una squadra che giochi coralmente, il Milan di Montella ha un evidente problema di carattere, laddove anche Bonucci – un leone alla Juventus – pare un pulcino sperduto. Gli stessi limiti tattici sono risolvibili in un lasso di tempo relativamente breve: giusto il tempo di ripetere, ripetere, ripetere ancora e poi un’altra volta, metti la cera, togli la cera. Di tempo per recuperare ce n’è, e la rimonta sarebbe ampiamente nelle nostre possibilità. Ciò che è grave e preoccupante è altro, piuttosto.

Fosse vero del colloquio con cui Montolivo, Abate e Bonaventura hanno di fatto “sfiduciato” di fronte alla società Bonucci, allora siamo più vicini al fallimento di quanto i risultati non dicano. Davanti un comportamento tale da parte della camarilla composta dai due raiolini e dall’ex capitano, è allarmante anche la (non) reazione di chi tiene le redini di tutto, che avrebbe dovuto prontamente aprire i cancelli della tribuna per i tre ammutinatori. Evidentemente la grossa pecca del mercato del Milan non è stata non acquistare una grande punta, ma non ripulire Milanello dai rami secchi e dai sacchetti dell’umido. Speriamo, in questo senso, che gli errori vengano risolti a breve.

Contro il Genoa, questo pomeriggio, dobbiamo essere pronti ad affrontare ogni tipo e genere di insidia. Un avversario mediocre per non dire debole, ma comunque insidioso, un San Siro insoddisfatto, una formazione – l’ennesima – sperimentale, qualche assenza di troppo, il peso dell’impegno infrasettimanale. Se foste dei scommettitori, probabilmente avreste già investito 10 euro sul 2. È però questo l’unico momento per reagire, non altri. Se è vero (e lo è) che contro le grandi non raccogliamo punti (per quanto nei secondi tempi contro Roma e Inter non avessimo dimostrato inferiorità), allora contro le avversarie abbordabili non possiamo in nessun modo sbagliare.

Chiudiamo con due righe sul nemico pubblico numero uno del tifo: Montella. Come all’epoca di Allegri, le sue dichiarazioni e i sorrisini sembrano essere gli atteggiamenti che più fanno imbufalire i tifosi. Comprensibile, ma c’è di peggio. Non essere stato in grado di costruire un gruppo fuori dal campo, non essere riuscito a formare una squadra sul rettangolo verde, non aver ottimizzato il proprio tempo di lavoro nonostante i preliminari, avere una squadra fiacca già a metà ottobre. I disastri di Montella vanno ben oltre due sorrisi e una battuta estemporanea. Non so quanto in questa situazione possa essere redditizio esonerarlo, ma ha dimostrato di meritarlo già da diverso tempo.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.