Milan-Roma: presentazione

1 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Gli indizi sono ormai molti, e impossibili da non riconoscere. Vincenzo Montella, con questa squadra, non c’azzecca al momento nulla. Non tanto per le sue capacità tecnico-tattiche, perché a prescindere da tutto non credo sia un allenatore scarso, quanto per come si è approcciato ai grandi cambiamenti della rosa, per come li ha diretti, gestiti, assecondati. Al momento il Milan non ha gioco né personalità, in una parola: manca di identità. Le possibilità di lettura di questa situazione sono tre:

  • la squadra è scarsa. Fassone e Mirabelli hanno speso oltre 200 milioni di euro su giocatori che non hanno qualità;
  • l’allenatore è scarso. Montella non riesce a far rendere al meglio un gruppo di giocatori che è invece all’altezza;
  • entrambe.

Se si leggessero i tifosi mononeuroni delle altre squadre che scrivono sui social network, naturalmente la risposta più corretta sarebbe l’ultima. A loro avviso – nerazzurri in particolare – il Milan sarebbe stato sopravvalutato per tutta l’estate; per gli stessi, magari, D’Ambrosio è un signor terzino. A scanso di equivoci, la rosa è obiettivamente di livello: non sarà all’altezza dello Scudetto, questo è chiaro, ma ha delle ottime individualità, a partire da Bonucci e Biglia, passando poi da Calhanoglu e Suso, Rodriguez e Romagnoli, Donnarumma e André Silva. La squadra c’è, e ha tutte le carte in regola per giocarsi l’accesso alla prossima Champions League.

Il problema è però che chi scende in campo dà l’impressione di non giocare insieme agli altri, di non essere parte di un’unico 11. Sarà che Vincenzo Montella ha finora cambiato formazione ad ogni impegno – assolutamente inaccettabile -, senza essere ancora riuscito a costruire una formazione su cui puntare, certamente da rifinire poi in caso di assenze o turnover, ma da cui partire e a cui fare riferimento. Eppure gran parte degli acquisti il Milan li ha chiusi entro metà luglio, dando in tal modo al mister la possibilità di poter lavorare con calma sulla rosa durante il precampionato. Dai primi di giugno e gli acquisti di Musacchio e Kessié, per arrivare poi a Biglia e Bonucci, Montella ha avuto tutto il tempo per costruire una squadra, in tutti i sensi.

I problemi tattici e tecnici li troviamo li ritroviamo poi a livello emotivo. I leader in pectore, Biglia e Bonucci, non sembrano essere considerati tali dalla vecchia guardia, e anche in campo sembrano “timidi”, troppo silenziosi. Pessimi anche i segnali da Jack Bonaventura, che in questo primo scorcio di 2017/2018 ha nettamente abbassato la qualità delle proprie prestazioni, sembrando inoltre sempre musone, quasi a soffrire il fatto di non essere più la “superstar” di questa squadra (ma d’altronde se una squadra ha come superstar Bonaventura c’è da preoccuparsi). Anche in questo Montella ha finora fallito: lo spogliatoio sembra diviso in fazioni e fazioncine, senza che lui sia riuscito a far nulla.

In tutto questo marasma arrivano giustamente due partite complicate e delicatissime contro Roma e Inter. La prima ci vedrà affrontare a Milano i giallorossi, che pur orfani di Paredes, Rudiger e Salah, non hanno perso l’identità che li ha contraddistinti in questi ultimi anni. Il match di Champions League contro il Qarabag è stato particolarmente deludente dal punto di vista del gioco, ma i tre punti sono arrivati grazie ai gol di Manolas e del solito Dzeko. Personalmente è il bosniaco il giocatore che sta stupendo di più, non tanto per i gol e le qualità che sta mettendo in mostra (d’altronde è dal lontano 2009 che sono un suo grande estimatore), quanto per il fatto che senza Salah pensavo faticasse di più a trovare la via del gol. Il vero motore giallorosso – non serve il sottoscritto per attestarlo – è Radja Nainggolan, la cattiva notizia è che non può essere limitato e nemmeno possiamo pensare di basare una partita sulla limitazione del mediano avversario, ma speriamo non sia in giornata.

E il Milan? Come giocherà Montella? Quale altra formazione sperimentale o turnover cervellotico deciderà di tirare fuori dal cilindro stavolta? A quanto pare nessuno, ma le probabili formazioni sono tutte concordi nel dire che ancora una volta Hakan Calhanoglu sarà messo da parte a beneficio del “raiolino” Bonaventura. A parte ciò, è probabile che vedremo in azione la coppia Silva-Kalinic dal primo minuto, sperando che il centrocampo e i due tornanti siano abbastanza ispirati da poterli rifocillare di assist.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.