Lazio-Milan Serie A 2017/2018: presentazione

10 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo grande banco di prova del nuovo Milan di Montella. Lì dove capitolò il Milan di Inzaghi e dove invece Mihajlovic illuse i tifosi vincendo 3-1, lì all’Olimpico questo nuovo Milan dovrà dimostrare di che pasta è fatto. Le partite vanno tutte giocate e vinte, per carità, ma un conto è farlo contro macedoni, rumeni, Crotone e Cagliari, un conto è farlo in trasferta a Roma.

La squadra di Inzaghi junior è solida, quadrata, forte. Vuoi per infortuni, vuoi per cessioni, i biancocelesti sono privi dei due giocatori – Keita e Felipe Anderson – che la rendevano estremamente ostica in questo tipo di partite, avendo grazie alle due ali la possibilità di colpire in contropiede. La nuova versione della Lazio è invece più matura, più squadra e meno dipendente dagli umori delle proprie stelle. Difesa a tre, il filtro, la corsa e gli inserimenti di Parolo e Leiva davanti alla difesa, due buoni tornanti in grado di fare con disinvoltura tutta la fascia e Luis Alberto in posizione avanzata al fianco di Milinkovic-Savic. La Lazio è costruita per subire pochi gol, con il problema, però, anche di realizzarne. Immobile è un buon stoccatore, ma rischia di essere lasciato troppo solo, di ricevere pochi rifornimenti.

È la carenza di creatività che più ha colpito di questa Lazio nelle prime due uscite in campionato. La difficoltà di fare gioco, di proporre e imbastire azioni degne di questo nome. Leiva non è mai stato il classico genietto alla Pirlo, lo stesso Parolo non passerà alla storia per le sue invenzioni. Milinkovic-Savic, infine, è un centrocampista fantastico, ma che non ha nella creatività o nell’ultimo passaggio il suo punto di forza. Ciò che manca a questa squadra è un… Biglia, forse, elemento in grado di far girare il pallone con fluidità e dotato anche di qualche guizzo interessante.

L’argentino sarà oggi all’esordio da avversario contro la sua ex squadra. Prenderà possesso del centrocampo del Milan, purtroppo ancora a tre, giocando con ai suoi lati Kessié e Montolivo. Conti non sarà del match, – sostituito con ogni probabilità da Abate – ma tornerà in Europa League. In difesa ancora Musacchio-Bonucci e davanti il tridente più accreditato è quello formato da Borini, Cutrone e Suso. Bene, detto ciò una considerazione: va bene l’impegno infrasettimanale, va bene non forzare i rientranti da Nazionali e infortuni, ma la sensazione è che Montella stia facendo un po’ troppo il “fenomeno”. André Silva e Kalinic ancora in panchina, Bonaventura e Calhanoglu esclusi, il 433. Spero che mi smentisca (e sicuramente lo farà), ma al netto di un sano e necessario turnover, le partite si vincono il 90% delle volte schierando i migliori giocatori disponibili. Vincenzino, vedi di ricordarlo.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.