Milan-Cagliari Serie A 2017/2018: presentazione

27 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Seconda di campionato, Milan-Cagliari. Juventus e Inter hanno già ottenuto i propri tre punti, chi faticando più del previsto, chi con un pizzico(ne) di fortuna ma confermando quanto di buono fatto vedere in precampionato. Certo è presto per tirare conclusioni, ma i match di ieri ci hanno detto che la Juve sarà meno solida del recente passato, ma ha più frecce al proprio arco e tanti singoli in grado di girare le partite, mentre l’Inter non ha fatto un mercato scintillante, ma è una squadra solida e con un’idea di calcio precisa in testa. La Roma, consegnata a un buon allenatore ma ancora impreparato a gestire un ambiente come quello romano, continua ad avere un organico di alto livello, ma è carente di quel tipo di giocatore (il Salah di turno) in grado di spaccare le partite. Solo Nainggolan può esserlo, per quanto parta comunque 20 metri dietro rispetto alla posizione dell’egiziano. Credo sarà complicato per i giallorossi confermarsi al secondo posto, e anzi, anche solo qualificarsi alla Champions League. Saranno degli avversari tosti, ma dipendono troppo dagli umori del tifo, estremamente – come tutti – legato ai risultati.

Noi, di contro, dobbiamo essere bravi a non perdere le occasioni che abbiamo di distanziare i nostri avversari. Oggi ce la vedremo con il Cagliari, e la parola d’ordine sarà non perdere punti. Sui social la vigilia del match si è vissuta con l’impazzimento collettivo per Borini titolare. Comprensibile, da un certo punto di vista: dopo 200 e passa milioni spesi, possibile che si debba avere titolare lui? Certo, è anche vero che giocherà a causa dell’infortunio di Bonaventura, ma chi dice che non può essere il nostro primo ricambio ha ragione. È tuttavia evidente che la complicata situazione in cui versava la rosa del Milan ha richiesto in primis di potenziare l’11 titolare, e in seconda battuta richiederà un miglioramento delle riserve. Ad ogni modo è curioso che alcune delle più aspre critiche all’acquisto di Borini vengano da palati fini che nel corso degli anni hanno difeso i Mexes, gli Zapata, i Sosa, i Montolivo, la salma di Torres, gli Honda, i Birsa e chi più ne ha, più ne metta. Comunque intendiamoci, ognuno critica quando e come pare, e non siamo certo noi a dover dare lezioni in merito (?), ma diciamo solo che saremmo stati felici di sentire qualche critica in più quando le ciliegine del nostro mercato si chiamavano Bojan, Matri o il Kakà non deambulante del 2013.

L’avversario di stasera, il Cagliari, è una di quelle squadre che solitamente conquista la maggior parte dei propri punti in casa e contro squadre di pari livello o inferiori, ma non è detto che non possa riservare qualche sorpresa e fare uno scherzetto a qualche big. Il mercato dei sardi non ha portato ottime notizie, se escludiamo il colpo da #calciorandom van der Wiel. Di contro, Borriello si è trasferito sotto l’ombra del castello estense di Ferrara, e gli isolani hanno così perso il proprio bomber principe. Le statistiche della scorsa stagione parlano di una squadra con una difesa perforabile e con poca capacità di tenere il pallone, portandola di conseguenza ad avere una produzione offensiva deludente. Rimane il fatto che i singoli dei rossoblù possono comunque riservare delle insidie. Le punte Sau e Farias, il trequartista Joao Pedro e la mezzala Ionita, se in giornata e se sottovalutati, possono rivelarsi dei clienti scomodi.

Le probabili formazioni:

MILAN (4-3-3): G.Donnarumma; Conti, Bonucci (C), Musacchio, Rodriguez; Kessié, Locatelli, Calhanoglu; Suso, Cutrone, Borini.

CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno; Padoin, Pisacane, Andreolli, Capuano; Ionita (Dessena), Cigarini, Barella; Joao Pedro; Sau, Cop.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.