Il grande ritorno: si parte da Craiova

27 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Ci riaffacciamo umilmente in Europa. Dopo l’ostentazione di badges, musichette e record in decadimento ma ai margini tecnici del calcio che conta, a far figure da sparring con ben 25 gol incassati nei turni a eliminazione diretta della Champions dopo Atene, siamo anche rimasti in disparte per tre anni con leggerezza; non abbiamo avuto nemmeno la voglia di rimetterci in gioco dal basso. Bene così, era destino che il cammino riprendesse in concomitanza con un nuovo inizio. Ben venga questo ritorno, questa espiazione (di peccati altrui) che passa dalla Romania, da Craiova. Iniziamo sottolineando che poteva andarci peggio, quantomeno abbiamo evitato trasferte in paesi afflitti da epidemie, carestie, guerre civili, minacce jihadiste, guerre coloniali, invasioni di locuste. Ripartire dai preliminari di Europa League è come iniziare dagli angoli di una Galassia per arrivarne al centro, si passa e si passerà attraverso luoghi sconosciuti, minacce ignote magari. Da evitare però la puzza sotto il naso: non ce la possiamo permettere, dobbiamo solo pensare a ricostruirci un’immagine. Bentornati a tutti.

Il CSU Craiova è un club molto modesto, la prosecuzione del fallito Universitatea che fra i Settanta e i primi Ottanta ebbe discreto successo in patria e fuori; fra le loro leggende Ilie Balaci e Nicolae Ungureanu, che ha dichiarato di crederci perché il Milan non è più quello di una volta. Verissimo, ma nemmeno l’Universitatea che nel mentre oltre a cambiare denominazione è ripartito dalla cadetteria nel 2013; al terzo anno in Liga I ha ottenuto il quinto posto in lega (su 14), poi confermato nel mini-torneo fra le prime sei che in Romania decide i piazzamenti finali, e ottenendo dunque la qualificazione in Europa League dal terzo turno preliminare. Il Craiova di quest’anno conferma solo parte dell’ossatura del 2016, avendo ceduto diversi giocatori e cambiato allenatore; sulla panchina oggi siede Devis Mangia, ex allenatore dell’Under italiana dalla carriera mai decollata e che voci davano papabile per la panchina del Milan nel 2013; pare che fosse nato del feeling con Galliani. Probabilmente per via del cognome.

Il Craiova in assetto offensivo: Kelic (fuori campo) e Briceag restano dietro, il centrale sale a impostare; linea a 4 davanti col terzino destro Dimitrov che avanza; punta unica

Nei primi due turni di campionato il CSU si è schierato allo stesso modo: due centrali difensivi, uno con compiti di impostazione; due centrali di centrocampo, uno di rottura e un ‘tuttofare’; due terzini, il destro molto offensivo e il sinistro bloccato; un’ala a sinistra per allargare le difese, col terzino destro come detto a fare lo stesso dalla parte opposta; due trequartisti in galleggiamento fra centrocampo e attacco, e un’unica punta. 4231 base, 3241 in fase di possesso; sotto pressione la squadra compone facilmente un 4411. Va tenuto conto del livello degli avversari incontrati: il Politecnica Iasi, abbreviazione ufficiale ‘Poli’ devo dire calzante, e il Concordia Chiajna. Squadre queste di livello basso in Romania, fra cui si annidano giocatori improbabili fai i quali tal Luis Carlos Almada Soares, capoverdiano che si fa chiamare ‘Platini’; ve lo raccomando. Diciamo che finora il buon Devis non ha avuto grossi grattacapi, nonostante la sua squadra abbia buttato via 2 punti contro il Concordia per un errore difensivo banale. Il tecnico ha potuto puntare su una fase offensiva decisamente sbilanciata col terzino destro Dimitrov in perenne posizione di ala, coperto da un centrocampista o spesso da nessuno, i due trequartisti Baluta e Gustavo spesso sulla linea della punta e più in generale cinque uomini d’attacco, a comporre uno schema molto dinamico ma anche ballerino. Che non vedremo credo nello scontro di giovedì, dove presumibilmente ci troveremo contro due barricate in linea da 4, 1 uomo a galleggiare fra centrocampo e attacco a caccia di contropiedi e falli, e 1 puntone da rissa in avanti. La squadra è abile nei cambi di gioco e nei cross, difetta nello scambio stretto.

Craiova sotto pressione. E’ il mediano Screciu che aggredisce il portatore; Baluta rimane a galleggiare in avanti pronto a ricevere sul recupero.

Dopo la cessione settimana scorsa di Andrei Ivàn, promettente attaccante venduto al Krasnodar, non resta granchè di veramente talentuoso al CSU; il solo Alexandru Baluta, che è pure il nuovo capitano, ha delle caratteristiche interessanti. Trequartista o centrocampista, parte preferibilmente da sinistra, è ambidestro anche se usa prettamente il destro; brevilineo e imprevedibile, buon dribbling, è comunque un giocatore ordinato ed è il leader. Probabile che le maggiori minacce partano dal suo piede; attenzione dunque ai tempi delle sue giocate, perché è molto rapido e tecnicamente superiore ai suoi compagni. Ha appena esordito in Nazionale segnando il gol partita in Romania-Cile 3-2. Vista la mancanza di individualità è probabile che Mangia punterà su una manovra organizzata, cosa sottolineata anche da Montella in conferenza stampa. Non mancano giocatori di esperienza, come l’ex Ludogorets Hristo Zlatinski, tuttofare di centrocampo; lancio lungo sempre pronto, gran faticatore, molto deciso nei contrasti e con discreto kilometraggio nelle coppe; per lui anche un gol alla Lazio nel 2013 (cappella di Marchetti).
Nel primo match contro il Poli Iasi l’impostazione è passata perlopiù dai piedi di Alexandre Barthe, centrale difensivo esperto, anche se nell’ultimo match gli è stato preferito il neo acquisto Spahija; a fianco dell’uno o dell’altro giocherà Renato Kelic, ex Padova, che pur con 17 gare in Europa e un fisico imponente non sembra un mostro di sicurezza specie coi piedi.
I punti deboli da sfruttare a mio avviso sono il terzino destro Dimitrov, dal motore inesauribile ma molto votato all’attacco, che rende il lato destro del Craiova molto perforabile, e il centrocampista di rottura Screciu che pur avendo personalità ha pur sempre 17 anni e potrebbe subire il match. Anche l’italo-brasiliano Gustavo Vanegin, una carriera in Lega Pro, trequartista destro di piede mancino non manca di dinamismo e impegno, tuttavia non pare tecnicamente e soprattutto fisicamente temibile. La punta sarà probabilmente Mihai Roman: grande, grosso e legnoso; è stato dato per disperso al ventesimo del match di sabato scorso, dove è figurato peggiore in campo.
Probabilmente non giocheranno poiché arrivati da poco l’ex Pescara Alexandru Mitrita e il portoghese Tiago Ferreira, due giocatori scelti direttamente da Mangia per aumentare il tasso tecnico del team. Qualche possibilità invece per Fausto Rossi, altro acquisto dettato dal tecnico italiano, centrocampista ‘di qualità’ che ha ‘minacciato’ di volerci segnare un gol. Se Mangia vorrà rimescolare un po’ le carte quasi certamente punterà su di lui.

Il Milan come già scritto da Fabio si schiererà quasi certamente 433 con scelte obbligate dalle condizioni fisiche non ottimali di molti; troveranno spazio infatti Zapata, Abate e Montolivo. Il tandem Rodriguez-Bonaventura potrà insistere molto sul lato destro del Craiova lavorando da subito su movimenti e intesa; al debutto anche Musacchio e Kessie. In avanti certo l’impiego di Borini e del chiaccherato Niang, Re dell’estate come sempre, col giovane Cutrone al centro a guadagnare esperienza contro un paio di armadi a due ante. Calha verrà preservato, mentre Andrè Silva probabilmente entrerà più avanti; out i pezzi grossi.

Può impensierirci questo CSU? Difficile. A dispetto di chi prospetta una gara insidiosa perché il Craiova ‘corre molto’ conterà di più la testa; dubito infatti che i romeni abbiano voglia di metterla sul piano fisico, dove sono più avanti come preparazione ma decisamente non primeggiano sui nostri né per forza né per velocità. Punteranno all’attesa, a snervarci e a romperci le scatole; hanno giocatori veloci che in contropiede senza la giusta attenzione possono diventare pericolosi, soprattutto pare un gruppo tenace quindi il match sarà presumibilmente bello ‘cattivo’. Il Milan potrà presentarsi rilassato, stanco, appesantito, affaticato o tirato: è comunque strafavorito, basta che non sia mollo come diceva il mitico Malesani. L’ambiente lì è carico, consapevole ed è già al secondo turno di Lega; si impegneranno duramente. Andiamo là, e facciamo il nostro mestiere.
Poi appuntamento per tutti il 3 agosto a San Siro per una grande festa.

Larry

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Categoria: Europa League

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22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre.

Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto.
Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli.
Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.