Pagelle Italia Svezia 0-0

14 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

E così l’apocalisse è arrivata. Dopo 60 anni ai Mondiali di calcio non ci sarà la Nazionale italiana. In questo spazio andrò a valutare tramite le pagelle una partita che purtroppo entrerà nella storia  più negativa del nostro calcio. I discorsi e i ragionamenti sulle radici di questa disfatta e soprattutto sulle strade per uscire da questa situazione che si trascina da 10 anni li lascio a voi e al futuro prossimo, a mente un po’ più fredda. Nei 180 minuti forse l’Italia avrebbe meritato ma se non riesci a fare un gol alla Svezia e ti riduci a giocare coi traversoni alti (!!!) contro i giganti della loro difesa, allora lo stato di confusione è totale e ti meriti in senso generale di non andare in Russia.

Al momento la delusione è cocente ed il punto più basso è stato certamente toccato. Da qui, come dicono gli inguaribili ottimisti, possiamo solo risalire.

BUFFON: sv – Il catenaccio scandinavo non prevede di tirare verso la porta di Gigi che infatti riveste il ruolo di spettatore non pagante o quasi. A fine partita annuncia in lacrime il suo ritiro. Nonostante l’antipatia verso il personaggio è palese che a lasciare la Nazionale sia uno dei portieri più forti della storia del calcio

BARZAGLI: 5,5 – Fa a randellate con gli svedesi cercando di dare pan per focaccia rispetto a quanto accaduto a Solna. Nelle confusionarie folate azzurre si segnala per qualche mancanza di lucidità. Anche lui al passo di addio ai colori azzurri

BONUCCI: 6,5 – Il suo gesto di togliersi e lanciare fuori dal campo la maschera protettiva sarebbe potuto diventare l’icona della qualificazione ai Mondiali. Invece rimane un triste emblema della sua dedizione alla causa. Si dovrà ripartire anche e soprattutto dalla sua esperienza e dalla sua leadership

CHIELLINI: 7- – Mena come un fabbro e spinge come un dannato diventando un tornante o addirittura un’ala. Lascia sul campo tutto quello che ha e anche di più. Lascia aperta la finestra a una sua permanenza in azzurro

JORGINHO: 6+ – Nel primo tempo mette fosforo e qualità al servizio di uno sterile arrembaggio. Nel secondo tempo si perde nel mare magnum depressivo di San Siro. Inspiegabile averlo ignorato per un biennio. Ripartiamo da lui in mezzo al campo

PAROLO: 5 – Litiga col pallone in diverse occasioni e non è mai incisivo, sbagliando anche un colpo di testa che avrebbe dovuto almeno indirizzare tra i 3 legni difesi dal portiere svedese. Un altro giocatore rispetto alla versione laziale

FLORENZI: 6 – Come sempre dà tutto e anche di più ma viene schierato palesemente fuori ruolo da un Ventura in stato confusionale. Sfiora il gol della vita nel secondo tempo

CANDREVA: 4 – Semplicemente non ne azzecca una e viene inspiegabilmente tenuto in campo fino al 75′. Inguardabile

(BERNARDESCHI: sv )

DARMIAN: 4 – Malissimo, alla stregua del collega di fascia destra Candreva. Almeno ha il merito di procurarsi un rigore solare che incomprensibilmente non viene fischiato. Per fortuna viene sostituito, anche se troppo tardi

(EL SHAARAWY: 6 – Prova a dare guizzi e vivacità nel finale casinaro e disperato)

IMMOBILE: 4 – Pigro e impalpabile, si segnala soprattutto per le proteste continue e per l’enorme occasione salvata da Granqvist. Parziale attenuante le condizioni fisiche tutt’altro che smaglianti

GABBIADINI: 5+ – Il coniglio dal cilindro di Ventura ci prova e si sbatte ma gli esiti sono nulli. La sua faccia (di cui beninteso non ha colpa alcuna) è l’emblema dello stato depressivo del nostro calcio

(BELOTTI: 5 – Al momento non si regge in piedi. Non combina nulla ma è relativamente colpa sua. Ha quantomeno il merito di avere accelerato il recupero per amore della Nazionale)

VENTURA: 0 – Non mi sono mai piaciuti i capri espiatori ma il veterano genovese rimarrà nella storia negativa del nostro calcio. Avrebbe potuto mostrare ‘cojones’ e dignità dimettendosi seduta stante ma niente da fare. E’ in confusione totale da almeno 6 mesi e lo ha dimostrato in questi due match contro i mazzolatori scandinavi

TAVECCHIO (E STRUTTURA FIGC): sv – Ingiudicabili perchè inadeguati. Se metti un criceto a guidare una Ferrari è colpa tua che lo hai messo non sua che non ce la fa. Un criceto rimane un criceto.

Ora ripartiamo. Subito.

Raoul Duke

Tags:

Categoria: Nazionale, Pagelle

Sull'autore ()

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato.
DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!