Pagelle Milan Juventus 0-2

29 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Eh sì, non sono complimenti quelli che senti…

Esco da San Siro mortificato e con la coda tra le gambe, dopo l’ennesima delusione dell’ennesima stagione disgraziata, e continua a ronzarmi nelle orecchie la celebre frase del grande Gino Bartali : tutto sbagliato, tutto da rifare.

Di tutte le componenti che gravitano intorno al sistema Milan una soltanto sta rispondendo pienamente alle aspettative della vigilia, ossia la tifoseria rossonera: 80.000 anime piene di passione (vi assicuro che stavolta di gobbi ce n’erano proprio pochi al di fuori del terzo anello, lo si è visto in occasione dei gol), una splendida coreografia della curva, un incitamento incessante di tutto lo stadio, quasi 50.000 presenze di media nelle prime 10 partite della stagione a San Siro.

Tutto questo per assistere alla quinta sconfitta stagionale in 11 partite, e al quarto scontro diretto consecutivo perduto…ma ha senso continuare a chiamarli scontri diretti? Siamo davvero sicuri che è con questo tipo di squadre che possiamo giocarcela?

Perché parliamoci chiaro, in questo tipo di partite credo si possa dire di aver giocato alla pari il secondo tempo del derby (più con l’orgoglio che con un vero disegno tattico) ed una mezz’oretta con la Roma, per il resto se continuiamo a parlare di episodi o di malasorte abbiamo voglia di prenderci in giro da soli.

La partita di questa sera è emblematica, la Juve ha giocato con ordine e al piccolo trotto, ma quando ha deciso di affondare il colpo l’ha fatto con facilità, grazie ad una buona organizzazione tattica e alla qualità superiore di giocatori come Dybala ed Higuain.

Qualità che purtroppo latita alle nostre latitudini (e scusate l’alliterazione), è un tasto dolente sul quale insisto da un po’ attirandomi anche le critiche di taluni, ma francamente io la penso così e del politically correct ne ho piene le palle.

La spina dorsale di questa squadra difetta di qualità, o quanto meno la sta esprimendo in misura enormemente inferiore alle aspettative, ai grandi investimenti effettuati e ai cospicui ingaggi corrisposti: di Bonucci abbiamo già parlato, Biglia è l’ombra del giocatore che ricordavamo, Kessie un talento grezzo di grande fisicità ma dai piedi ineducati, Calhanoglu un mistero ancora indecifrabile, Kalinic un attaccante da squadra di media classifica e nulla più.

E poi c’è Montella, che nella prima parte dello scorso campionato riusciva a fare le nozze coi fichi secchi mentre in questa non riesce a cavare il classico ragno dal buco: ondivago nella scelta del modulo, confuso nella scelta degli uomini, avulso dalla realtà nelle dichiarazioni post-partita.

Eppure è ancora lì, ben saldo al suo posto…ed è proprio per questo che inizio a farmi domande inquietanti su chi ce lo tiene.

 

Donnarumma: 6   Higuain la mette per ben due volte dove non può proprio arrivare, i miracoli sembrano non fare più parte del suo repertorio ma gettargli la croce addosso per questo avrebbe poco senso

Zapata: 6,5 (il migliore)    Di gran lunga il migliore del suo reparto, preciso e sempre in anticipo su chi transita dalle sue parti…certo che quando lui è il migliore vuol dire che in generale butta male

Romagnoli: 5,5   Tutto sommato non disputerebbe una partita disprezzabile, ma quel mezzo metro di spazio che lascia ad Higuain in occasione del primo gol purtroppo indirizza l’incontro

Rodriguez: 5   Lui invece abbocca in pieno alla finta del Pipita che porta al gol del raddoppio, e in generale è  molto meno efficace del solito anche in appoggio

Abate: 5,5   Al rientro dopo parecchio tempo (e con la fascia da capitano al braccio…) gioca una partita senza infamia e senza lode, discreto in contenimento su Mandzukic ed approssimativo in appoggio, questo è Abate, ne più ne meno

Antonelli: 5  Probabilmente il meglio di sé lo dà nel lungo riscaldamento a bordo campo, perché quando entra un Cuadrado stanco sembra comunque averne più di lui

Kessie: 5   Ci mette tanto impegno e tanta voglia, ma dalle sue parti Pjanic e Khedira sembrano giocare un altro sport, è vero che il compagno di reparto latita ma lui deve migliorare tantissimo dal punto di vista tecnico e tattico

Biglia: 4  Insieme a Bonucci finora la delusione più cocente della stagione, lento ed involuto, impreciso in fase di appoggio e carente in fase di contenimento, continuare ad insistere su di lui in questo stato di forma è puro autolesionismo

Locatelli: 6  Subentrando ad un fantasma non può fare che meglio, la gamba e la grinta quanto meno sembrano esserci

Borini: 6,5   Inizia a sinistra e finisce a destra ma per lui non fa differenza alcuna, ara la fascia avanti e indietro con la consueta grinta e trova anche il modo di mettere in mezzo due ottimi palloni che Kalinic non finalizza, massima stima per un giocatore generoso e mai domo

Calhanoglu: 4,5  La terza grande delusione della nostra campagna acquisti nel rapporto aspettative /rendimento, nel suo caso la qualità non manca, ma se tutto il resto difetta è difficile mostrarla

Suso: 5  Costantemente raddoppiato (se non triplicato) fornisce purtroppo una prestazione parecchio deludente in termini di capacità di incidere, e se si spegne la sua luce a questa squadra resta poco altro

Kalinic: 4,5  Nel suo caso non si può nemmeno parlare di speranze disattese, stante lo scetticismo che ha accompagnato da subito il suo arrivo, prova a battersi con generosità ma c’è poco da dire, l’occasione che gli è capitata alla fine del primo tempo doveva essere un gol, punto

 

Montella:  5   Undici partite 5 sconfitte, tutti gli scontri diretti persi e una dozzina di punti di ritardo dal quarto posto, non credo ci sia altro da aggiungere a quanto ho già scritto sopra

 

Max

 

 

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all’8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e’ il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera…
Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco…ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l’era del Giannino….ma adesso, forse, si ricomincia.