Pagelle Milan-Aek Atene 0-0

20 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Inizia a non ridere più nessuno…

Se volete analizziamo la partita, nel caso siate riusciti a restare svegli fino al novantesimo possiamo anche farlo…ma francamente stavolta mi interessa il giusto, cioè proprio poco.

Mi sembra più interessante cercare di capire cosa stia succedendo nel mondo Milan, perché l’impressione che stiano iniziando a volare gli stracci diviene ogni giorno più forte.

La prima puntata va in onda dopo Sampdoria-Milan, quando Fassone si presenta davanti alle telecamere dicendo che certe figure sono inaccettabili se ti chiami Milan e non devono ripetersi: vero e sacrosanto, ma forse certe cose era meglio dirle tra le 4 mura dello spogliatoio, anziché coram populo.

Montella, che già saltella inebetito tra il prediletto 4-3-3 e l’invocato 3-5-2, inizia ad andare sempre più in confusione barcamenandosi alla bell’è meglio tra vecchi e nuovi, e nel tentativo di salvare le chiappe mette in campo tutto il mercato estivo nella delicata sfida contro la Roma, finita poi come sappiamo.

Il derby che arriva subito dopo la sosta potrebbe essere la partita della svolta, diventa invece un’ulteriore occasione per gettare sale sulle ferite, tra svarioni difensivi, sfortuna e disordine tattico.

Arriviamo così ai giorni nostri, con Montella che alla vigilia della partita di coppa si lancia in fini metafore sartoriali, facendo quasi intendere di non essere poi così contento che in estate la società gli abbia rinnovato del tutto il guardaroba, forse preferiva indossare gli abiti con le tarme dello scorso anno.

E Mirabelli che poco prima del fischio di inizio non trova di meglio che dare i 15 giorni al suo domestico/allenatore, ricordandogli lo scorrere inesorabile del tempo e rimarcando che la società gli ha messo a disposizione giocatori “giovani e forti” (e sono morti, aggiungerebbe la spigolatrice di Sapri, conterranea di Vincenzino).

Insomma, le ragioni per cui Montella sieda ancora su quella panchina iniziano francamente ad apparire incomprensibili, se il rapporto fiduciario con la società sta venendo meno è giusto prenderne atto velocemente ed agire di conseguenza: un allenatore confuso, messo a cuocere a fuoco lento sulla graticola e velatamente delegittimato non serve a nulla, se non a fungere da paravento per le scelte altrui.

Mi sembra lecito iniziare a farsi qualche legittima domanda sul “progetto”, iniziato a luglio davanti a 65.000 fedeli adoranti e già declinante appena 3 mesi dopo verso 20.000 tifosi fischianti.

 

 

Donnarumma: 6   Qualora non si fosse ancora capito, dimostra di essere un’autentica sciagura con la palla tra i piedi, ma nelle due circostanze nelle quali viene chiamato in causa tra i pali se la cava bene

Musacchio: 5   Nel mezzo di una partita tutto sommato dignitosa, combina un enorme pasticcio dentro l’area che poteva costare carissimo

Bonucci: 5,5  Un paio di aperture splendide di sessanta metri inframezzate alle solite titubanze difensive di questo inizio stagione, sarebbe il caso che la smettesse di andare in tackle sull’avversario lanciato allungando la gamba e girandosi di schiena

Rodriguez: 5,5   Terzo centrale a sinistra, rimane abbastanza rintanato sui suoi passi, forse ancora condizionato dall’ingenuità sesquipedale commessa a fine derby

Calabria: 5  Una prestazione a metà tra l’anonimato e la confusione, se doveva essere una chance se l’è giocata maluccio

Suso: 6   Schierato questa volta da interno destro prova ad illuminare la serata con qualche guizzo dei suoi, affogato purtroppo nel consueto individualismo

Locatelli: 5,5  E’ innegabile che la voglia ce la metta, difetta però di lucidità e precisione

Calhanoglu: 4,5   Sembra quasi che non si regga in piedi, perde palloni su palloni nella zona nevralgica del campo e si rende pericoloso solo sui calci da fermo, al momento sta assumendo le sinistre sembianze di un Berthonoglu qualunque, ma se mi smentirà coi fatti ne sarò contentissimo

Bonaventura: 5   Non so se sia meglio definire la sua partita inconcludente o inconsistente, decidete voi

Silva: 5,5   Gioca con foga e voglia di determinare, il problema è che non determina…quel colpo di testa in anticipo sul corner nella ripresa sembrava più facile da mettere in porta che alto

Kalinic: 5  Mezz’oretta di nulla, rientrava da un infortunio ed è giusto concedergli le attenuanti del caso

Cutrone: 6,5 (il migliore)  Rabbia, determinazione, sponde al servizio della squadra e un bel gol negato per un fuorigioco millimetrico, lui delude raramente

Montella:  4,5   Tre mesi di stagione e 15 partite ufficiali sembrano un lasso di tempo ragionevole per mostrare qualcosa di più del nulla cosmico a cui stiamo assistendo, la cosa più preoccupante è che la  squadra non mostra uno straccio di identità e di idea di gioco, si profilano i titoli di coda.

 

Max

 

 

 

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all’8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e’ il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera…
Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco…ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l’era del Giannino….ma adesso, forse, si ricomincia.