Pagelle Milan Spal 2-0

21 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Con un rigore per tempo e il minimo sforzo il Milan archivia la pratica ferrarese e si porta al quarto posto solitario in classifica.
Una partita che verrebbe quasi la tentazione di derubricare a noiosa o addirittura soporifera, ma è un errore che non voglio commettere, incontri del genere l’anno scorso li avremmo vinti soffrendo fino al 95esimo dopo mischioni e miracoli in serie del nostro baby portiere, quindi ben venga l’ordinaria amministrazione mostrata questa sera.
Prima di tutto perché giocando ogni 3 giorni è impensabile poter tenere ritmi forsennati con costanza, secondariamente perché la Spal è squadra tecnicamente modesta ma tatticamente ordinata, in precedenza aveva pareggiato all’Olimpico laziale e messo in difficoltà i cuginastri a San Siro, insomma non sono la classica matricola sprovveduta stile Benevento o Verona per intenderci.
La qualità media della nostra squadra è salita moltissimo, gente come Suso, Bonaventura o Locatelli, che lo scorso anno avevano tenuto su la baracca per tutto il girone d’andata, adesso rappresentano semplici alternative da inserire a partita in corso, a ben pensarci è una rivoluzione copernicana.
Montella sembra iniziare a prendere le misure alla rosa a disposizione, la scelta della difesa a 3 pare ormai definitiva, con due laterali di spinta-un regista e un incursore a centrocampo, più un vertice alto tecnico a supporto delle 2 punte (o due trequartisti dietro una punta unica), già il fatto stesso che da 3 partite a questa parte non ci vengano più propinati i Montolivo e i Borini di turno è di per sé un grosso passo avanti.
Si intravedono alcuni dettami stile blaugrana vecchia maniera, come il possesso palla esasperato con cambi di fronte ripetuti alla ricerca dello sbocco centrale o l’aggressione alta immediata sul portatore avversario nel tentativo di recuperare subito palla, certo un Messi e un Iniesta lì in mezzo renderebbero tutto più semplice ma al momento accontentiamoci di quel che passa il convento, rispetto al passato recente è già grasso che cola.
L’impressione è che il Milan abbia davanti a sé grandi e importanti margini di progresso, con l’avanzare della condizione fisica, il miglioramento della conoscenza reciproca tra i giocatori e il progressivo adattamento al calcio italiano degli elementi più tecnici (Silva e Calhanoglu su tutti).
Questa squadra può e deve crescere, il match di domenica a Marassi costituirà già un banco di prova significativo in tal senso.

 

Donnarumma: 6 Praticamente inoperoso per tutti i 90 minuti, salvo 2 uscite basse nel primo tempo e una presa alta nel secondo che sbroglia con disinvoltura

Zapata: 6,5 Attento, veloce e propositivo, sfiora anche il gol di testa nella prima parte, se gioca sempre con questa applicazione troverà spazio più di una volta

Bonucci: 6,5 Finalmente una partita all’altezza del suo valore, con salvataggio provvidenziale nell’area piccola e tanta personalità in fase di impostazione

Romagnoli: 6 Dopo un’indecisione nelle fasi iniziali, se la cava discretamente senza mai strafare

Abate: 6+ Gioca una partita ordinata senza grandi sbavature, spinge in maniera un po’ intermittente ma sfiora il gol con un gran tiro neutralizzato da Gomis

Kessie: 7+ (il migliore) Grande prestazione della mezzala ivoriana, gioca un numero spropositato di palloni in ogni zona del campo, con grande efficacia in fase di contenimento come di spinta, il rigore che si procura e trasforma con freddezza è il giusto premio a coronamento di una partita da incorniciare

Biglia: 7  Un giocatore come lui ci serviva come il pane, nasconde il pallone agli avversari con disarmante nonchalance e detta i tempi della manovra con aperture efficaci e mai banali, l’esatto opposto di certi soggetti dediti unicamente al passaggio corto in orizzontale

Rodriguez: 6,5 Dinamismo, tecnica e personalità al servizio della squadra, la caparbietà e la qualità con cui procura il rigore che sblocca la partita è emblematica in tal senso, lui e Biglia rappresentano gli upgrade di ruolo più elevati rispetto alla scorsa stagione

Calhanoglu: 6- Non riesco a dargli l’insufficienza perché adoro il modo con cui tocca il pallone e l’idea di calcio che trasmette, ma stasera poteva fare decisamente di meglio, alcune buone cose inframezzate a troppi errori

Kalinic: 6+ Meno appariscente rispetto a domenica scorsa ma ugualmente decisivo e letale in area di rigore, il guizzo con cui costringe Gomis al penalty di fatto indirizza la partita nei giusti binari

Suso: 5,5 Entra abbastanza svogliato e sparacchia un paio di palloni al secondo anello, non so se sia appagamento da rinnovo contrattuale o insofferenza nell’adattarsi ad una nuova posizione, ma sarà bene che si dia subito una svegliata perché quest’anno le alternative non mancano

André Silva: 5,5 Forse Montella non ha tutti i torti, il suo processo di adattamento al calcio italiano va gestito in maniera oculata, lascia intravedere grandi potenzialità ma al momento riesce a esprimerle soltanto a sprazzi, va assecondato e aspettato con pazienza

Montella: 6,5 C’è poco da fare, quest’uomo non sarà un genio della panchina o un grande maestro di calcio ma è scaltro e intelligente, ha corretto al volo alcuni errori iniziali evidenti e sta iniziando a dare alla squadra la sua impronta, attendiamo con curiosità test più significativi tipo quello di domenica prossima.

 

Max

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.