Pagelle Austria Vienna Milan 1-5

15 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Finalmente siamo tornati ad avere un numero 10

Dopo un’assenza interminabile durata oltre tre anni, il Milan torna finalmente a respirare aria d’Europa e lo fa in uno stadio che ne ha segnato la storia, nel bene come nel male.
Sono trascorsi soltanto 4 giorni tra il diluvio (di gol) dell’Olimpico e la pioggia del Prater, ma tra le due esibizioni passa la differenza che c’è tra il giorno e la notte, e non solo perché questa volta si è giocato sotto la luce dei riflettori: tanto era apparsa inerme, sfilacciata, lenta e inconcludente la squadra di domenica quanto è sembrato determinato, volitivo e spietato il Milan di questa sera.
In questa trasfigurazione del dott. Jekyll in Mr. Hide è fuori discussione che una parte basilare l’abbia recitata l’avversario di turno, questo Austria Vienna è davvero poca cosa, l’amico Larry seppur in maniera elegante aveva cercato di farcelo capire nella sua splendida presentazione, roba da bassa serie A insomma (o alta serie B, vedete voi…).
Ma non c’è dubbio che il Milan sia sceso in campo con l’atteggiamento giusto, quello della grande squadra decisa a prendere subito in mano le redini della partita per “ucciderla” nel più breve tempo possibile.
E badate bene, non è stata semplicemente una questione di modulo, anzi se devo dirla tutta non sono neanche così sicuro fino in fondo che valga la pena sacrificare un centrocampista di qualità per far giocare un difensore in più.
Le certezze che ho caso mai sono altre.
La prima è che Calhanoglu DEVE giocare, e soprattutto deve giocare lì, a ridosso della(e) punta(e), trequartista in un 3-4-1-2 come ieri sera, o rifinitore centrale dietro la punta in un 4-2-3-1 se mai il nostro allenatore deciderà di provare questo modulo.
La seconda è che il nostro reparto d’attacco deve far perno su Andrè Silva, il ragazzo ha le stimmate del bomber di razza, merita solo di essere assecondato e sostenuto nel suo processo di crescita.
Iniziamo a far giocare quelli buoni, il resto verrà da sé.

 

Donnarumma: 6 Se la cava con disinvoltura nell’unica occasione in cui viene chiamato in causa, ma si esibisce nell’ennesima uscita a vuoto fuori area di questo inizio stagione, sarà il caso di darsi una regolata in tal senso o finirà per pagare dazio

Zapata: 5,5 La sua fisicità e la sua velocità nei recuperi potrebbero essere la classica arma in più per la nostra difesa, il problema è che anche in questa circostanza esibisce la specialità della casa, l’amnesia sul calcio piazzato che porta al gol avversario

Bonucci: 6 Prestazione confortante e in deciso progresso del capitano, attendiamo la riprova al cospetto di avversari più consistenti

Romagnoli: 6,5 Buon rientro di Alessio, preciso in fase difensiva quanto elegante nell’impostazione

Abate: 6,5 Discreta partita di spinta sull’out di destra, si propone con buona continuità e mostra di essere una valida alternativa in assenza di Conti

Kessie: 7 Decisamente in ripresa rispetto alle ultime due pessime esibizioni, pressa con continuità nella zona nevralgica del campo e mette il suo zampino nel secondo e nel quarto gol, quando spalanca un’autostrada per la tripletta di Silva

Bonaventura: 6 Gioca una mezzoretta di buon livello, cercando di adattarsi ad un ruolo di interno che potrebbe dover ricoprire spesso in stagione, specie se vorrà ritagliarsi uno spazio stabile

Biglia: 6,5 Detta con disinvoltura i tempi della manovra, la palla circola veloce quando transita dalle sue parti, la differenza rispetto a chi lo ha preceduto nel ruolo è quasi imbarazzante

Antonelli: 6,5 Vale lo stesso discorso fatto per Ignazio sulla fascia opposta, se è a posto fisicamente può fungere da valido ed esperto rincalzo per far rifiatare Rodriguez in certe partite

Calhanoglu: 8 (il migliore) Ma lui non era quello in ritardo di condizione? Quello che non si reggeva in piedi e non aveva neanche un tempo di autonomia nelle gambe? Nella prima mezzora sciorina tutto il repertorio del perfetto trequartista moderno, quello in grado di unire corsa-forza-classe: gol fantastico nel sette dopo fuga in velocità sulla fascia e scambio pregevole con Kalinic, palla sradicata in scivolata al difensore e subito dopo filtrata di splendido esterno, apertura quasi no-look a mettere Silva solo davanti al portiere.
Attendo conferme contro difese più strutturate, ma nel mio modo di intendere il calcio questo è un fuoriclasse vero.

Kalinic: 6,5 E’ ancora in ritardo di condizione, ma i movimenti a venire incontro o a svariare per aprire gli spazi denotano l’intelligenza della punta vera, non so se potremo permettercelo spesso in coppia con Silva ma nella peggiore delle ipotesi ne rappresenterà un’alternativa più che credibile

Suso: 6,5 Impiega poco più di un minuto a mettere il sigillo sulla partita con un gran tiro (deviato) da fuori, l’evoluzione tattica in corso credo che lo porterà ad agire spesso accanto a Calhanoglu a supporto della punta più avanzata

André Silva: 8 (il migliore ex aequo) Tre gol da centravanti vero, con una freddezza davanti al portiere più da veterano che da 21enne, ma la cosa più bella della sua partita è a mio avviso il controllo in corsa a seguire in occasione del suo secondo gol, un gesto tecnico pregevole di grande coordinazione in piena velocità che gli consente di battere a rete senza dover più toccare la palla, bravissimo

 

Montella: 6,5 Hai visto caro Vincenzo che non era così difficile mettere in campo una formazione sensata? Mi fa rabbia pensare che ci siano voluti i 4 schiaffi dell’Olimpico per farti capire che con i Calabria, i Montolivo e i Borini non si va da nessuna parte, solo per questo ti darei un’altra insufficienza.
Comunque, meglio tardi che mai.

 

Max

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.