Spagna-Italia 3-0: le pagelle della vergogna

3 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

E’ doveroso premettere che in questo momento tra il movimento calcistico spagnolo e quello italiano la differenza è abissale, si è visto anche l’altro ieri nella penosa esibizione dell’Under 21.
Detto questo, una figura vergognosa come quella di ieri sera poteva essere tranquillamente evitata, con un minimo di buon senso nel manico: un paio d’anni orsono l’Italia degli Sturaro, degli Zaza e dei Pelle’ (tutti palloni d’oro, come è noto) mandò serenamente a casa le Furie Rosse, dominando nel gioco e nello spirito per tutti i novanta minuti.
Vero che quella Spagna era alla fine di un ciclo, vero che non aveva due giocatori formidabili come l’Asensio e l’Isco visti ieri sera, ma vero soprattutto che sulla panchina azzurra sedeva un allenatore vero, e non un anziano sprovveduto a digiuno di calcio internazionale.
Come definire diversamente un allenatore che decide di scendere in campo al Bernabeu con 2 punte e 2 ali larghe? La Spagna ha il suo punto di forza nella tecnica e nel giro palla dei suoi centrocampisti e tu decidi di sguarnire la zona nevralgica del campo allargando il gioco e lasciando Verratti e De Rossi soli contro tutti in pesante inferiorità numerica? Ma cosa diamine allarghi?
L’ho capito io, umile tastierista, che le percussioni centrali spagnole affondavano a ripetizione come lame nel burro e non sei riuscito a capirlo tu, caro Ventura?
Poi, parliamoci chiaro, il risultato finale non sarebbe cambiato, basta riflettere su un paio di cose.
Quello che viene considerato il nostro miglior giocatore a livello internazionale (Verratti) è stato letteralmente ridicolizzato in lungo e in largo per tutta la partita da Isco, che il pallone glielo ha fatto rivedere dopo il novantesimo con la firma sopra.
E il miglior talento espresso dal nostro campionato (Insigne) si è messo in evidenza soltanto nell’intervista a fine partita, quando al giornalista Rai che gli porgeva il microfono dall’alto in basso attaccato ad un bastone per selfie ha candidamente dichiarato: “queste partite aiutano a crescere” (!)

Buffon: 4,5 Sulla punizione di Isco, bella ma poco più che centrale, si tuffa con colpevole ritardo e senza esplosività, sugli altri due gol ha meno colpe ma non dà nemmeno l’idea di poter accennare alla parata, in più nella prima mezz’ora sbaglia tutti i rinvii di piede, dal primo all’ultimo: se mai andremo ai Mondiali, il titolare non dovrà essere lui

Darmian: 5,5  Niente di eccezionale, ma quanto meno compone una catena di destra dignitosa insieme a Candreva e mette sulla testa di Belotti una buona palla quando ancora il risultato era in bilico

Barzagli: 4,5  L’assenza di filtro nella zona nevralgica del campo sicuramente non lo aiuta, ma il modo con cui si fa tagliare fuori in occasione del terzo gol di Morata è imbarazzante, l’ho sempre considerato una delle poche facce presentabili dei gobbi ma ormai anche lui ha fatto il suo tempo

Bonucci: 4,5  Valgono le considerazioni fatte sopra per Barzagli, trovarsi uno contro uno con l’avversario lanciato a rete in assenza di copertura sulla mediana non agevola, ma se Bonucci è quello visto ieri sera si salvi chi può, speriamo sia solo un problema di condizione

Spinazzola: 4,5  La colpa non è sua, ma di chi lo fa giocare dopo un assenza di oltre 3 mesi da impegni ufficiali (anche se a pensarci bene, viste le modalità di quanto accaduto, la colpa è anche sua…)

De Rossi: 5 Si arrabatta come meglio può, cercando di inseguire avversari più tecnici che gli scappano via da tutte le parti, il mestiere non gli manca ma in presenza di alternative credibili la Nazionale ormai dovrebbe vederla in televisione

Verratti: 3 Fallo senza senso con ammonizione dopo 5 minuti, sciagurato retropassaggio al portiere che nemmeno Paletta, tunnel e sombrero subiti da Isco in rapida successione, il centrocampista più sopravvalutato della storia

Candreva: 5,5 I pochissimi palloni giocabili che riceve cerca di capitalizzarli, discreta l’intesa con Darmian sul binario di competenza anche se finisce per calare vistosamente alla distanza

Insigne: 4,5 Che sappia giocare a pallone è fuori discussione, che possa farlo con profitto nello schema visto ieri sera appare più difficile, in generale resto convinto che nel calcio odierno fare la differenza a livello assoluto con quella struttura fisica sia impresa più unica che rara

Immobile: 4,5  Non pervenuto

Belotti: 5,5  De Gea gli strozza in gola l’urlo del pareggio con una prodezza sul suo colpo di testa, nel resto dell’incontro si batte con coraggio ma poco costrutto stretto nella morsa di Ramos e Piquè

 

Ventura: 3 Dispiace infierire su di lui perché è un brav’uomo, ma appare palesemente inadeguato a gestire certe situazioni, a livello tattico e caratteriale; in passato ha dimostrato buon senso e capacità di insegnare calcio in squadre di club di rango medio-basso, ma a questi livelli occorre ben altro, e i prossimi son 70.

Max

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all’8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e’ il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera…
Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco…ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l’era del Giannino….ma adesso, forse, si ricomincia.