Milan, Rangnick e la pressione di San Siro

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Carsten Fuß, giornalista tedesco, ha commentato così a Sky le voci sul possibile arrivo di Rangnick al Milan: “Sembrava certo il suo arrivo a febbraio, ora invece se ne parla meno. Da quel che so io era già tutto fatto, sinceramente sarebbe una sorpresa se non dovesse andare al Milan. Lui vuole fare sia l’allenatore che il direttore tecnico. Se dovesse arrivare al Milan, farà tutto lui. E’ molto ambizioso e si occupa di tutto quello che riguarda la squadra. Convivenza con Ibrahimovic? Rangnick ha gestito sempre squadre con molti giovani”

Dalla Germania sono strasicuri dell’arrivo di Rangnick, così come delle poche possibilità di rivedere Ibra in rossonero l’anno prossimo perché il tecnico preferirebbe gestire squadre con molti giovani e, aggiungo io, pochi ultratrentenni. E’ vero ci sono delle eccezioni come Raul, ma è anche vero che lì subentrò a campionato in corso (era già primavera) e lo spagnolo insieme al rossonero Huntelaar erano stati il fiore all’occhiello della campagna acquisti estivi. Credo che se Rangnick ne avesse possibilità impegnerebbe l’ingaggio di Ibra per acquistare una nuova punta.

Intervenuto a Sky, Paolo Di Canio, ex giocatore rossonero, ha parlato del calcio e dell’idee che Ralf Rangnick potrebbe portare al Milan: “Se dovesse arrivare mi sembra chiaro che punterebbe sui giovani. Quelli che sono arrivati quest’anno non hanno reso come pensavano nel club. Rangnick, nella sua carriera, ha plasmato tanti giovani come Firmino, Mané e Keita che poi sono diventati grandi giocatori. Lui fa un lavoro a 360° perchè fa anche lo scout. Siamo tutti affascinati da un personaggio come lui, ma riuscirà a fare lo stesso in un club come il Milan dove c’è grande pressione?”

Pensiero molto lucido di Di Canio, per l’ennesima volta dovremmo aspettarci molti giovani e poche certezze sperando di beccare i nuovi Mané e Keita lasciandoli però sbagliare perché San Siro non è né lo stadio del Lipsia né quello dell’Hoffenheim. Lo stesso dicasi per Rangnick dovendo convivere con il vissuto del Milan ed i troppi anni di magra dei tifosi a cui si aggiunge un’insofferenza sempre più marcata verso la gestione di Elliott reputata non consona al blasone del club.

Dalla diretta Instagram di Bobo Vieri con ospite Paolo Maldini. “Alla fine è pazzesco perché la cosa che mi manca di più è proprio la cosa che soffrivo di più, quella tensione pre gara che ti fa quasi star male quasi pensare di non esser pronto ed è la cosa più bella alla fine. E’ quella tensione che prima di entrare in campo che c’è lo stadio pieno, 80.000 persone era la cosa che magari all’inizio soffrivo …”

Queste parole ben si legano a quelle di Di Canio insieme ai miei dubbi. Paolo Maldini, un giocatore che ha vinto tutto o quasi giocando partite leggendarie contro autentici mostri sacri, dimostra ancora una volta perché una squadra di giovani possa incontrare mille difficoltà ad indossare una maglia come la nostra in uno stadio come il nostro perché in fondo non siamo né a Lipsia né a Hoffenheim.

Secondo quanto riferito da RMCSport, il Milan sta pensando seriamente a Mohamed Simakan, difensore classe 2000 dello Strasburgo. Il club rossonero ci aveva già provato durante la sessione invernale di calciomercato e potrebbe fare un nuovo tentativo con un’offerta di circa 15 milioni di euro. Sul giocatore c’è anche l’interesse del Tottenham.

Moncadata? Profilo alla Rangnick? Una cosa sembra certa, col cavolo che il Milan spenderebbe tutti quei soldi per un ventenne.

Il ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora è intervenuto oggi in diretta su Facebook per parlare anche della ripresa della Serie A, rispondendo anche alle accuse piovute oggi dal mondo del calcio: “La riapertura deve essere graduale. I sondaggi vorrebbero che il calcio si fermasse qui. Io non sono una persona che si fa condizionare dai sondaggi, non decido sulla linea del sentimento comune. Sarebbe molto più facile dire di chiudere subito il campionato e la comunità scientifica sarebbe d’accordo. Portare avanti il mondo del calcio è una cosa importantissima per il nostro Paese, ma lo dobbiamo fare in sicurezza. Ricordate quando la Lega Serie A non si è fermata? Quante squadre sono andate in quarantena? La FIGC ha presentato un protocollo ed è stato preso in considerazione. Oggi siamo a fine aprile, non siamo in grado di sapere quale sarà l’evoluzione del virus, come verranno rispettate le regole, perciò non possiamo sapere quando il campionato riprenderà. Lo sapremo più avanti, quando avremo i dati dell’attuazione del protocollo. Il protocollo ha dei costi elevati, come fa la Serie B? Non è vero che non c’è una piena coerenza con le parole del presidente Conte e le mie. Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A ed è ridicolo chi dice questa cosa. Lavoriamo per riprendere gli allenamenti dal 18 maggio, ma ciò non vuol dire che ripartiranno i campionati”

Si riapre la polemica tra istituzioni e mondo pallonaro. La decisione di riaprire gli allenamenti a partire dal 18 maggio ha fatto saltare i nervi a chi è coinvolto in un braccio di ferro con le tv per il pagamento dell’ultima rata. Un termine così lontano nel tempo significa rischiare per davvero di non chiudere il campionato e i molti sono in fibrillazione, in primis Gravina e la Lazio. Preparo i pop corn per le prossime dichiarazioni a cadenza giornaliera in cui continueranno a riperterci “il calcio è felicità anche a porte chiuse con 200 gradi e venti cooling break”

Da Atalantamania su calciomercato.com:
“Un altro, l’ennesimo, addio amaro in casa rossonera. Sì, perché è inutile girarci attorno: Jack pensava di contare di più nel progetto e nella squadra, si aspettava una maggiore riconoscenza al club a cui ha dato tanto e che invece gli ha già voltato le spalle. Su, dai, non vi ricorda qualcosa? Riccardo Montolivo, un altro guerriero umile, un altro capitano infaticabile da ‘testa bassa e lavorare’, tradito dalla stessa compagine milanese.”

AHAHAHAHAHAH

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.