News per non dimenticare che…

10 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

-Da Corriere Milano “In piazza Axum a Milano si trovano da oggi i giardini Helenio Herrera Gavilan. Su impulso del Consiglio comunale e della vedova dell’allenatore della Grande Inter, il Comune di Milano ha intitolato al «Mago» lo spazio verde di fronte a San Siro, nella giornata in cui ricorre il ventennale della sua scomparsa. […] «A tanti dobbiamo la tradizione del calcio milanese, ma a pochi la sua storia – ha detto l’assessore Guaineri -. Helenio Herrera Gavilan è uno di questi pochi. Allenatore, dopo una carriera estera, della Grande Inter, capace non soltanto di raggiungere con concretezza il maggiore risultato chiesto a un simile professionista – ovvero mettere a punto una squadra che sappia vincere e che lo faccia in più occasioni, nazionali e internazionali -, Herrera è stato soprattutto un innovatore».”

Quindi Milano ha lo stadio Meazza, nominalmente sito in Piazzale Moratti, con ora adiacenti giardinetti Herrera. Un po’ per scarsissima concezione storica e rispetto della tradizione della nostra precedente proprietà, che ha fra l’altro influenzato a lungo la vita politica della città, un po’ (tanto) per l’arroganza bauscia il Milan resta sempre misteriosamente fuori dalla distribuzione titoli e nomi. Specie intorno allo stadio edificato dal suo presidente Pirelli. Svegliamoci noi allora: per Nereo Rocco, Cesarone Maldini e Herbert Kilpin, su tutti, grandi personaggi che hanno fatto appunto la storia e la tradizione dello sport e di Milano e a cui non è dedicato nulla in questa città. Ieri su Radio Rossonera al via questa battaglia per la nostra tradizione, in attesa di elaborare proposte e azioni concrete; si accettano suggerimenti!

-Anche Demetrio Albertini, grande ex giocatore rossonero, ha voluto salutare Andrea Pirlo che nelle scorse ore ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Ecco il suo messaggio su Instagram: “Andrea Pirlo il più grande centrocampista italiano. Grazie di tutto, sei stato semplicemente meraviglioso”. 

Andrea ha disputato 401 partite coi nostri colori, 41 le reti; è il 12esimo per presenze della nostra storia. Eppure non c’è probabilmente giocatore meno affettuosamente ricordato, tanto indissolubilmente e velocemente si è legato alla sua nuova realtà, la juventus; o sarebbe meglio dire slegato dal suo passato, quasi non avesse mai vestito i nostri colori. Per (s)fortuna sua me lo ricordo abbastanza bene: eccezionale e totale in un modo talmente perfetto da risultare quasi ‘normale’; un po’ come tutto quel trittico: Gattuso-Pirlo-Seedorf (più Ambro), sai dopo qualche anno ci pareva tutto semplice. Rino ha ricordato correttamente che oltre alle doti tecniche e mentali, Pirlo aveva anche fisico fuori dal comune sebbene spesso tacciato di lentezza; anche se comunque è stata l’intelligenza la sua caratteristica principale, oltre al memorabile lancio lungo. Non si possono dimenticare anche gli ultimi tempi in rossonero, abbastanza sotto ai suoi standard (per non dire squallidi) probabilmente anche a causa dei pochi stimoli; quanto sia stato ‘stronzo’ lui e quanto invece debole, cretina e poco ambiziosa la nostra società rimarrà un quesito dalla risposta soggettiva. Sapete come la penso: molto antipatico Pirlo, ma anche intuitivo nel capire che il Milan aveva già oltrepassato il baratro e attendeva solo lo schianto.
La sensazione è che verrà riassorbito nella galassia bianconera, che si è prodigata in questi anni ad annebbiare quelle 401 presenze di cui sopra. Noi però, per quanto possa innervosirci, non possiamo dimenticare che questo giocatore formidabile ha scritto pagine intense della nostra storia.

-Da ‘Montella salvato dalla vecchia guardia’ di Cerruti, su Milan News “Intanto, però, dodici giornate hanno già detto molte cose sulla campagna acquisti, esaltata da tutti in estate e poi criticata da (quasi) tutti all’arrivo dell’autunno. I fatti dimostrano che un po’ per gli infortuni di Conti e Biglia e un po’ per sfiducia travestita da turnover, Montella va avanti grazie alla cosiddetta “vecchia guardia”, dove “vecchia” si riferisce soltanto alla precedente gestione di Berlusconi e Galliani, dimenticata troppo in fretta”

Prendiamo questo capolavoro di Cerruti a titolo di esempio, perché analoghe perle sono uscite su Tuttosport e similia. Altra cosa che non dobbiamo dimenticare: i soloni esperti di Milan da oltre vent’anni, che però per un decennio hanno difeso l’indifendibile e chiuso gli occhi su tanti ‘misteri’, e adesso partoriscono teorie quali ‘la vecchia guardia’. A parte che quando si parla di Milan e Vecchia Guardia si può intendere o Baresi-Tassotti-Maldini-Galli ecc.; o alpiù lo storico gruppo ultras. Non certo Montolivo e soci, o Suso con tutto il bene che gli si vuole. Perché per vecchia guardia si intende un gruppo solido, forte, disciplinato e che ottiene risultati; e nel Milan i vari giocatori cui si riferiscono Cerruti&co. non formano né un gruppo forte e disciplinato (tantomeno disciplinante), né hanno mai ottenuto alcun risultato se non dei preliminari di Europa League che, francamente, mi pare pochino.
L’ordine di servizio è sconfessare il mercato e creare zizzania, dividendo come sempre in figli e figliocci, creando ‘casi’ e martellando sui punti di divisione. Io mi sono rotto la minchia, e voi? Quando si ‘tappa la vena’ è facile, come scriveva anche Pier, ripiegare sull’antico odio per questo o quel giocatore, sui dubbi che decenni di malagestione hanno sollevato, sulle perplessità che certi giocatori pur buoni lasciano; però si deve pur andare avanti. Critica si, dubbi si, certo; ma al gioco delle divisioni in classi e al ‘risiko’ interno che ci fa assomigliare da un bel po’ all’Inter morattiana non ci sto più. Ho letto fra i commenti che tanti hanno inteso l’analisi della settimana scorsa come un attacco a Montella; era invece per noi tutti, per avere le idee più chiare e formarci opinioni più solide di ‘Montella è cretino’, ‘Kalinic è scarso’.
Forza Milan, e buonanotte ai creatori di polemiche, da ‘i vecchi-vs-nuovi’ a ‘Andrè Silva-vs-Kalinic’ e via fino a suddividere persino le strisce rosse da quelle nere, fra un pò. Tolta la malafede e le prese per il culo, ed estirpato il cancro in cravatta gialla continueremo a difendere valori e storia, criticare e analizzare l’attualità. E tifare Milan. Lasciamo le ‘caste’ ai soliti velinari, con appuntamento ai verdetti della stagione, come sempre.

Larry

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Categoria: News

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre.

Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto.
Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli.
Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.