News del 30 settembre

30 settembre 2016 | Di | Rispondi Di più
Non ce ne libereremo mai...

Non ce ne libereremo mai…

La moviola in campo farà il suo esordio in Serie A domenica in Milan-Sassuolo e in Torino-Fiorentina, anche se si tratterà solo di un esperimento: come spiega questa mattina La Stampa, infatti, gli arbitri che si accomoderanno nel pulmino fuori da San Siro e dall’Olimpico (Irrati a Torino, Doveri e Di Bello a Milano) ascolteranno infatti i colloqui tra il direttore di gara e i suoi assistenti, ma non potranno intervenire e comunicare loro eventuali errori. 

Quindi non sará affatto un esordio. L’importante é non sperimentarla con la juve…

Il Milan ha cambiato ancora allenatore questa estate, ma c’è una cosa che accomuna tutti gli ultimi allenatori rossoneri: un posto in campo per Giacomo Bonaventura lo trovano sempre. La novità di quest’anno è però la posizione dell’ex Atalanta, che con l’arrivo di Montella non ha cambiato solo il numero sulla maglia (fino all’anno scorso aveva il 28, ora il 5), ma anche ruolo in quanto ora viene schierato con continuità da mezzala sinistra. Rispetto a quando giocava da attaccante esterno, ora Jack è più lontano dalla porta ed è anche per questo che finora non è riuscito ancora ad andare in gol. Bonaventura ha dovuto cambiare modo di giocare perché in mezzo al campo non può bastare solo la qualità, ma serve anche grinta e determinazione per difendere. Secondo quanto riferisce questa mattina La Gazzetta dello Sport, il numero 5 milanista è al quinto posto della speciale classifica dei giocatori che hanno recuperato più palloni nelle prime sei giornate di campionato. La particolarità di questa statistica è che Jack è preceduto da giocatori come Magnanelli, De Vrji, Medel e Alex Sandro che hanno caratteristiche prettamente difensive. Da uomo di assist e gol, Bonaventura si è quindi trasformato in un recupera palloni: un anno fa, l’ex Atalanta recuperava infatti una media di 5,85 palloni a partita, quest’anno è già a 7,33. Nonostante in passato avesse spesso dichiarato di preferire il ruolo di attaccante esterno, Jack si è messo a completa disposizione di Montella e si sta adattando alla grande al ruolo di mezzala, che gli permette di giocare tanti palloni e di essere sempre nel vivo della manovra rossonera: “Quando si gioca in mezzo al campo devi stare più attento a far girare la squadra e a difendere un po’ di più. Ma questo mi piace, perché con Montella si tocca tanto la palla e sono contento di fare quello che mi chiede l’allenatore. Quando gioco in avanti posso fare cose diverse, ma la cosa importante è il bene della squadra”.

Ah la classifica dei palloni recuperati… Magnanelli una costante eppure il Real Madrid ancora non lo ha cercato…

Non è un inizio di stagione semplice per Luca Antonelli, il quale ha riportato una lesione al muscolo soleo della gamba destra e tra dieci giorni effettuerà nuovi controlli per stabilire l’evoluzione dell’infortunio. Secondo La Gazzetta dello Sport, il terzino rossonero dovrà quindi restare ai box almeno due settimane.

Con l’infortunio di Antonelli, Vincenzo Montella si augura di recuperare almeno uno tra Calabria e De Sciglio per la sfida di domenica contro il Sassuolo: secondo quanto riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, entrambi i terzini rossoneri sono infatti acciaccati, ma c’è ottimismo che almeno uno dei due riesca ad essere a disposizione del tecnico milanista.

Secondo Tuttosport in edicola oggi, domenica contro il Sassuolo Ignazio Abate ritroverà una maglia da titolare: il terzino milanista non ha infatti giocato le ultime due partite contro Lazio e Fiorentina in quanto a destra Montella gli aveva preferito Calabria

Da questi tre articoli deduciamo che: Abate per un motivo per l’altro gioca sempre (per la gioia degli scienziati di Neuchâtel) e che il nuovo Serginho Vangioni é considerato meno di un diciannovenne acciaccato… se poi ci fosse arruolabile anche Zapata…

NB: notizie prese da Milannews.it

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Virdis e van Basten espugnare il San Paolo rappresentano il mio primo nitido ricordo rossonero. Milanista sacchiano ed esteta del calcio, rimpiango la Serie A a 18 squadre, le maglie dall’1 all’11, e quel numero 6 col braccio alzato che chiamava il fuorigioco.