Russia 2018: tra spareggio e futuro degli Azzurri

8 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Eccoci alla pausa per le Nazionali più importante e significativa degli ultimi 11 anni: la Nazionale si gioca contro la Svezia (per fortuna senza Ibra) l’accesso al Mondiale russo della prossima estate. E cerca di evitare una sanguinosa esclusione che ci ripiomberebbe al 1958, unica rassegna iridata che ha visto assente gli Azzurri. Ironia della sorte quel Mondiale di quasi 50 anni fa si giocò proprio a Stoccolma e dintorni e vide l’esplosione fragorosa di un certo Edson Arantes do Nascimento in arte Pelè.

Sono consapevole che a molti di voi la Nazionale non interessa o tifate perfino contro. Vi chiedo la cortesia, totalmente personale e dettata da anni di ‘amicizia’ virtuale, di evitare i commenti tipo ‘a me dell’Italia non frega una cippa’ (o anche peggio) e piuttosto di andare serenamente off topic discettando di Napoli-Milan o del rifinanziamento del debito cinese con la Banca Vattelapesca. Il vostro silenzio o il vostro off topic equivarrà a un segnale forte e chiaro di disinteresse e disprezzo verso gli Azzurri (e verso di me che ho scelto di parlarne). Grazie in anticipo.

Detto ciò, prendendo spunto dall’ottimo sito ultimouomo.com (che ringrazio per l’ispirazione), farò mio l’adagio popolare che nel Belpaese siamo tutti CT e quindi vi darò le mie 2 idee di Italia. Una basata sulle convocazioni reali di Ventura per la doppia sfida contro i biscottari scandinavi e una più sperimentale in vista di una auspicabile qualificazione al Mondiale e di un futuro a breve/medio termine per la nostra rappresentativa.

Spareggio con la Svezia: pur non essendo ovviamente d’accordo in toto con le chiamate di Ventura, mi schiererei in maniera da mettere a frutto l’esperienza tattica di alto livello più interessante del calcio italiano, ossia il Napoli di Sarri. Tra l’altro questo tipo di organizzazione tattica, con idee di gioco differenti ovviamente, è ribadita anche da un’altra bella realtà ossia la Roma di Eusebio Di Francesco. Quindi un bel 4-3-3 con la fase offensiva basata sull’asse Jorginho-Insigne (a cui non bisogna spiegare nulla). In porta Buffon. A destra dietro Zappacosta o Darmian. Centrali Bonucci e Chiellini. A sinistra D’Ambrosio per sfruttarne il fugace periodo di grazia. Perno di centrocampo Jorginho senza se e senza ma, affiancato dalla qualità di Verratti (se dimostra almeno il livello minimo di interesse verso la Nazionale) e dal dinamismo di Parolo, pronto a inserirsi e a coprire. Davanti, assieme all’inamovibile Insigne, Immobile e uno tra El Shaarawy (che grazie a Di Francesco ha imparato a giocare anche a destra e che sta attraversando un momento di grazia) e Candreva: io opterei per il primo visto che qualsiasi pallone tocchi il Faraone diventa oro colato. In panchina sempre pronto ad entrare Florenzi e Belotti a disposizione per i momenti critici, pur non essendo il granata al massimo della forma.

Ovviamente non possiamo in alcun modo aspettarci che venga replicata la fluidità di gioco dei partenopei, ma prendere ispirazione e mettere in campo 3/4 principi del sarrismo potrebbe aiutare a dare certezze ai calciatori e ad avere la meglio su una formazione dotata di tanta fisicità e poco più come quella svedese.

(Eventuali) Mondiali 2018 e il futuro della Nazionale: su questo tema esistono due scuole di pensiero. Quella che vorrebbe iniziare il rinnovamento DOPO i Mondiali e quella che vorrebbe far sì che la new wave del calcio tricolore iniziasse ad accumulare esperienza in un (possibile) Mondiale che vedrà l’obiettivo fissato non certo nella vittoria ma nel superamento del girone (evento che manca dai vittoriosi mondiali in terra germanica) e magari di un turno ad eliminazione diretta. Io appartengo al secondo partito: il lavoro in Russia dovrà essere propedeutico a presentarci agli Europei 2020 e poi in Qatar con ambizioni di podio e con la volontà di rinverdire la Nazionale definitivamente. In ragione di ciò io rischierei, pur consapevole che alcune delle scelte che andrò ad elencare qui sotto sono fantacalcio per la mentalità italica.

Impostazione sempre 4-3-3 Sarri/Di Francesco style. In porta Donnarumma. In difesa da destra a sinistra Conti, Bonucci, Caldara, Emerson Palmieri (se si riprenderà completamente dal brutto infortunio). A centrocampo Jorginho, Verratti, Cristante. Davanti Insigne, Belotti (se torna quello dello scorso anno) e Verdi/El Shaarawy. Tra i convocati, rispetto a quanto fatto da Ventura pochi giorni fa, includerei anche Romagnoli oltre ai titolari sopracitati che sono stati esclusi in questa tornata (Cristante, Caldara, Verdi). Punterei anche sulla italianizzazione di Diawara al più presto possibile e sull’integrazione di Barella e Benassi oltre che di Federico Chiesa.

Chiaramente parliamo di una fotografia ipotetica, su un torneo ancora da conquistare e che dista più di sei mesi. Quindi potrebbe davvero succedere di tutto nel frattempo. Ma se non ‘cazzeggiamo’ sul calcio qui su Milan Night… dove lo possiamo fare?

Adesso tocca a voi mettervi nei panni di Ventura… quali sono le vostre due Nazionali?

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

PS: una piccola chiosa su Andrea Pirlo che pochi giorni fa si è ritirato. Saluto il più grande centrocampista italiano degli ultimi 30 anni, a proposito del quale ci dimentichiamo (e si dimentica anche lui stesso a dire il vero) che gli anni più spettacolari della sua carriera non sono stati quelli da over 30 in bianconero (pur molto molto brillanti) ma quelli tra il 2001 e il 2010 col la nostra maglia. Anni nel quali oltre a vincere tutto in Italia in EUROPA e in Nazionale, ha reinventato il modo di interpretare il ruolo di centrocampista di qualità facendo davvero epoca.

 

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Categoria: Nazionale

Sull'autore ()

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato.
DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!