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		<title>Repulista</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 05:30:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 25 maggio, con un secco comunicato, Cardinal Tristezza ci informava del licenziamento di ad, ds, dt e allenatore. Dopo circa tre settimane di puro caos tra head hunters e porte in faccia sono arrivate la nomina del nuovo allenatore e la promozione di chi c’era già per mancanza di alternative. A distanza di quasi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 25 maggio, con un secco comunicato, Cardinal Tristezza ci informava del licenziamento di ad, ds, dt e allenatore.<br />
Dopo circa tre settimane di puro caos tra head hunters e porte in faccia sono arrivate la nomina del nuovo allenatore e la promozione di chi c’era già per mancanza di alternative.<br />
A distanza di quasi due mesi Cardinal Tristezza arriva con un elicottero a Milanello e ne esce fuori una specie di lista degli ingombranti da portare in discarica e una non precisata lista della spesa.<br />
<strong>Cronaca, pura e semplice cronaca: due mesi dalla nomina dell’allenatore.</strong> Provate a pensarci: <strong>due mesi.</strong><br />
Cardinal Tristezza forse pensa di aver acquistato una squadra di basket, in fondo lì si inizia a giocare tra fine settembre e inizio ottobre, il problema è che questo è calcio (non soccer) e pensare a una “repulista” due mesi dopo la nomina dell’allenatore e a poco più di una settimana dall’inizio del campionato è roba appunto da Cardinal Tristezza. Sì, perché dopo mesi in cui tutti dicono che con un allenatore del genere bisogna rifare mezza squadra e chi ha nominato come dt non saprebbe vendere l’acqua nel deserto, si sveglia perché forse l’allenatore si è rotto della situazione. E’ tutto di una tristezza infinita perché ci racconta il pressapochismo societario.<br />
In pratica abbiamo giocatori epurati perché nessuno è stato in grado di venderli tra incapacità della dirigenza, “contratto giusto” che poi giusto non si è rivelato e totale assenza di un amministratore delegato o un direttore tecnico capaci di prendere le redini della situazione. Con tutto il male che si può pensare di Amorim, per essere arrivati ad una situazione del genere in cui a dieci giorni dalla prima partita ufficiale una serie di giocatori sono di fatto esclusi la situazione dev’essere allucinante, probabilmente peggiore di ciò che portò Allegri ad impuntarsi vedendo arrivare Rabiot in rossonero all’ultimo respiro. Con Cardinal Tristezza siamo alle solite: si fa vedere e a noi vien da piangere.<br />
Ditemi voi come può andare una stagione del genere, partita già peggio di ogni più nefasta previsione: nessun gruppo, nessun dirigente di spessore, giocatori esclusi per disperazione dall’allenatore a 10 giorni dalla prima di campionato. Come si fa, come ci si riesce!<br />
I giocatori per quanto forti, scarsi, attaccati o menefreghisti come diamine possono reagire a tutto ciò oltre a pensare che sia tutto caos e null’altro? La storia dello stipendio non regge, parliamo nella maggior parte dei casi di ragazzi a cui servirebbero guide, modelli, esempi che non si possono limitare al solo Modric. Non abbiamo più un gruppo storico e quei pochi che son rimasti hanno come esempio uno che posta immagini di una grigliata. Bisogna aggiungere altro? Ah sì, forse due peperoni e due zucchine da grigliare almeno per fare un po’ di colore.<br />
Questo è lo stato dell’arte, una crosta in pratica, una società capace di farci vergognare per quanto in basso sia caduta e a nulla valgono le informazioni dei pochi eletti della famosa intervista di qualche tempo fa a rassicurarci sul fatto che si spenderà cessioni o non cessioni. Di cosa diamine parlano? Dovremmo credere che chi non ha una visione d’insieme ma agisce quasi come un adolescente d’improvviso riesca a mettere gran parte dei tasselli a posto? Ma la piantassero.<br />
Cardinal Tristezza non è riuscito nemmeno a trovare un direttore tecnico serio che credesse nel suo “progetto”, anche Calvelli è un ripiego perché non ha trovato un amministratore alla parte sportiva che lo ritenesse credibile e ha assunto Amorim perché nessuno degli altri allenatori lo ha ritenuto affidabile nei suoi proclami. Cardinal Tristezza è oramai un bluff che tutti conoscono, come si può pensare che ai giocatori interessi qualcosa oltre il proprio tornaconto personale e le proprie statistiche? Non c’è da stupirsi, non c’è da meravigliarsi, il contrario lo sarebbe. Due mesi dalla nomina dell’allenatore senza saper vendere un solo giocatore inadatto o scarso per poi farci sapere che si può spendere anche senza cedere: allora perché siamo rimasti immobili? Troppo facile scaricare sull’allenatore di turno le colpe con il solito “sta valutando” perché va bene tutto, ma Amorim come fece anche Allegri a suo tempo in pubblico di critiche non ne ha mosse, ma per arrivare ad avere oggi una lista di ingombranti e della spesa significa che le promesse sono state disattese da tempo. Cardinal Tristezza però pensa di essere il supereroe ed esattamente come chi pensa di esserlo è soltanto un personaggio per lo più buffo e caricaturale che fa sorridere gli altri ma a noi non può che mettere tristezza.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Estati Rossonere: Da Wembley al Bernabeu, la straordinaria estate 1988 del Milan di Sacchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 06:00:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[​L’estate del 1988 non è stata una semplice parentesi dopo le vacanze estive: è stato il momento esatto in cui una grande squadra è diventata una leggenda senza tempo. Il Milan si affaccia a quei mesi caldi con il tricolore cucito sul petto, vinto a maggio dopo una rincorsa fantastica e logorante contro il Napoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">​L’estate del 1988 non è stata una semplice parentesi dopo le vacanze estive: è stato il momento esatto in cui una grande squadra è diventata una leggenda senza tempo. Il Milan si affaccia a quei mesi caldi con il tricolore cucito sul petto, vinto a maggio dopo una rincorsa fantastica e logorante contro il Napoli di Diego Armando Maradona. Un successo bellissimo, che ha riportato entusiasmo a San Siro, ma nelle stanze della società e nella testa dell&#8217;allenatore Arrigo Sacchi non c’è spazio per la pancia piena o per i festeggiamenti prolungati. Il presidente Silvio Berlusconi ha tracciato una rotta chiarissima: dopo aver conquistato l’Italia, adesso bisogna prendersi l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify">​Per dare l’assalto alla Coppa dei Campioni, la dirigenza rossonera completa una rosa già fortissima con un acquisto mirato e fondamentale: arriva Frank Rijkaard. È lui il &#8220;terzo tulipano&#8221; olandese, fortemente voluto da Sacchi per dare sostanza e geometrie al centrocampo, che va a completare una colonia straniera eccezionale insieme a Ruud Gullit e Marco van Basten. Prende così forma un programma di amichevoli estive unico nel suo genere. La società organizza una tournée itinerante pensata non per fare passerella commerciale o raccogliere applausi facili, ma per affrontare subito, viso a viso, le squadre più forti del continente.</p>
<p style="text-align: justify">​Il primo atto di questa affascinante avventura va in scena a metà agosto nel tempio del calcio mondiale: lo storico stadio di Wembley, a Londra. Il 13 agosto 1988 la prima sfida del Torneo di Wembley mette di fronte il Milan e il Bayern Monaco. I rossoneri si presentano all&#8217;appuntamento con molte assenze pesanti. Per problemi fisici e ritardi di preparazione mancano colonne portanti come Gullit, Ancelotti, Maldini e Filippo Galli. Inoltre, i tedeschi sono molto più avanti nella condizione atletica, avendo già iniziato il loro campionato nazionale. Sulla carta sembra una partita difficilissima e piena di insidie, ma appena l&#8217;arbitro fischia l&#8217;inizio, il campo racconta tutta un&#8217;altra storia.<br />
​La squadra di Sacchi gioca a ritmi spaventosi. Il Milan soffoca le fonti di gioco del Bayern con un pressing continuo, tenendo le linee strettissime e una difesa che si muove in perfetta sincronia. Al 33’ Pietro Paolo Virdis sfrutta un bel pallone servito da Evani, calcia di sinistro e trova la deviazione di un difensore che beffa il portiere Aumann. È il gol del vantaggio. Guidato dalla classe pura di Franco Baresi in difesa e dalla forza straripante di Rijkaard a centrocampo, il Milan domina la gara in lungo e in largo. Nel finale Marco van Basten regala al pubblico inglese una perla assoluta, esibendosi in uno slalom fantastico in cui salta quattro avversari prima di sfiorare il raddoppio. Il giorno dopo arriva un&#8217;altra vittoria preziosa per 2-1 contro il Tottenham, firmata ancora dalle reti di Virdis e Van Basten. Anche se l&#8217;Arsenal vince il torneo per la differenza reti, la certezza di poter dominare su qualsiasi campo europeo è ormai diventata una realtà.</p>
<p style="text-align: justify">​Senza nemmeno rientrare in Italia, la squadra si sposta subito in Olanda per sfidare, il 17 agosto, i campioni d’Europa in carica del PSV Eindhoven. L&#8217;occasione è la partita celebrativa per i 75 anni del club olandese, ma novanta minuti dopo si trasforma in una vera e propria lezione di calcio. L’ambiente al Philips Stadion è caldissimo, pieno di bandiere e luci scintillanti, e i 27.000 spettatori aspettano soprattutto l&#8217;ex idolo di casa Ruud Gullit. L&#8217;attaccante rossonero, tuttavia, resta a Milano per recuperare da un infortunio, scatenando anche qualche polemica sui giornali dell&#8217;epoca.<br />
​Prima del fischio d&#8217;inizio, però, c&#8217;è spazio per un momento di grande emozione umana: l&#8217;abbraccio affettuoso tra Franco Baresi ed Eric Gerets. Il capitano del PSV, indimenticato ex terzino rossonero della stagione 1983-84, ritrova Baresi al centro del campo in un incrocio carico di ricordi, regalando al pubblico un&#8217;immagine bellissima di stima e profondo rispetto.<br />
​Quando la palla inizia a rotolare, ci pensa Marco van Basten a prendersi la scena. Il &#8220;Cigno di Utrecht&#8221; torna a giocare nel suo Paese da avversario e al 28&#8242; sblocca il risultato con un tiro preciso da fuori area che non lascia scampo al portiere Van Breukelen. È il giusto premio per un dominio tattico imbarazzante: il Milan gioca costantemente nella metà campo avversaria, recupera palla in pochi secondi e non fa respirare i campioni d&#8217;Europa. Nella ripresa Sacchi muove la squadra come un orologio perfetto, facendo entrare Daniele Massaro al posto di Baresi per alzare ancora di più il baricentro. All&#8217;ultimo minuto, proprio Massaro finalizza una ripartenza perfetta firmando il gol dello 0-2. Vincere con questa facilità a casa dei campioni d&#8217;Europa dimostra a tutto il mondo che il Milan fa sul serio.</p>
<p style="text-align: justify">​Il gran finale di questo viaggio estivo va in scena il 2 settembre in Spagna, nel prestigioso Trofeo Bernabeu contro il Real Madrid. Gli spagnoli schierano la formazione delle grandi occasioni, piena di fuoriclasse come Butragueno, Schuster, Hugo Sanchez e Michel. Sacchi risponde con una scelta coraggiosa: lascia Baresi in panchina e Van Basten in tribuna, lanciando dal primo minuto il giovanissimo Alessandro Costacurta al centro della difesa. Il Real parte forte spinto dal calore del proprio pubblico, ma il portiere Giovanni Galli compie due parate decisive e la difesa rossonera tiene benissimo l&#8217;urto. Nel momento di massimo sforzo degli spagnoli, è Roberto Donadoni a gelare lo stadio con un tiro potente da fuori area che firma l&#8217;1-0 prima dell&#8217;intervallo.<br />
​Nella ripresa il Milan continua a pressare con una fame agonistica incredibile. La mossa vincente arriva ancora una volta dalla panchina, quando Sacchi fa entrare un giovane attaccante della Primavera: Graziano Mannari, detto &#8220;Lupetto&#8221;. Al 75&#8242; è proprio il ragazzo a inventarsi un&#8217;azione personale spettacolare, saltando due difensori in velocità e segnando il gol del 2-0 tra lo stupore generale. Poco dopo arriva anche la terza rete firmata da un giovanissimo Paolo Maldini, che chiude la partita su un clamoroso 3-0.</p>
<p style="text-align: justify">​Vincere tre a zero in casa del Real Madrid non è un risultato amichevole qualunque: è un segnale di forza spaventoso inviato a tutto il continente. Quando il capitano Franco Baresi solleva il trofeo al cielo, accompagnato dagli applausi ammirati e increduli del pubblico spagnolo, si capisce che qualcosa nel calcio è cambiato per sempre. Quel tour estivo tra Londra, Eindhoven e Madrid non è stato un semplice ciclo di amichevoli, ma la vera prova generale di un&#8217;opera d&#8217;arte. Pochi mesi dopo, proprio contro il Real Madrid nella storica semifinale finita 5-0 e poi nella finale di Barcellona, il Milan si prenderà l&#8217;Europa intera. Ma la consapevolezza di essere diventati imbattibili è nata lì, in quelle calde notti d&#8217;estate dove è iniziato il mito della squadra che ha cambiato la storia del calcio.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>Aspettative</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 06:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
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					<description><![CDATA[Mancano esattamente 10 giorni al nostro esordio in campionato e siamo ancora un cantiere a cielo aperto. Passi che i nuovi arrivi ad oggi siano soltanto 3, ma il resto della rosa è composto da esuberi che non riusciamo a piazzare. Il perché è facilmente intuibile. L&#8217;azzeramento della dirigenza voluto da Perdomale ha prodotto un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mancano esattamente 10 giorni al nostro esordio in campionato e siamo ancora un cantiere a cielo aperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Passi che i nuovi arrivi ad oggi siano soltanto 3, ma il resto della rosa è composto da esuberi che non riusciamo a piazzare. Il perché è facilmente intuibile. L&#8217;azzeramento della dirigenza voluto da Perdomale ha prodotto un nuovo GLI in cui mancano completamente delle competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Avere un DS significa avere una persona addentrata in determinate dinamiche; che conosce i procuratori, che può chiedere qualche favore ai colleghi DS o che può stringere accordi sulla base di un interesse reciproco. Ma una posizione di questo tipo si costruisce con anni di gavetta, con anni di relazioni e con anni di sorrisi finti e di &#8220;buon viso a cattivo gioco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Aver defenestrato Tare ha prodotto una voragine dirigenziale i cui effetti, oltre ad essere sotto gli occhi di tutti, erano anche ampiamente preventivabili (certo, ad avere un&#8217;intelligenza ed una minima conoscenza di come funziona il mondo pallonaro).</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo una rosa che, contando i giovani aggregati, sfiora le 40 unità; a leggere i soliti bene informati meno della metà sarebbe congeniale alle idee tecnico-tattiche dell&#8217;allenatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da questo assunto, logica vuole che si dovrebbe correre ai ripari e fornire al tecnico il materiale umano di cui ha bisogno. Invece ad oggi sono arrivati una punta strapagata (a parer mio), un difensore che conosce già il nostro campionato ed un altro difensore che invece arriva da semi-sconosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, il resto del mercato deve ancore decollare perchè bloccato dalle mancate cessioni: in primis quella di Leao. Un calciatore che ha ampiamente manifestato il desiderio di cambiare squadra che però non ha il minimo mercato. Potrebbero forse prenderlo in Turchia qualora regalassimo il cartellino. Il calciatore più pagato della rosa che però non ha ammiratori, non ha nessun team che pensa di fondare l&#8217;attacco su di lui. Io non me la prendo con lui, un anno spostato a giocare in un ruolo non suo non lo ha di certo aiutato. Probabilmente è uno dei pochi buoni che abbiamo davanti, ma se ci fosse stato un DS magari la cosa sarebbe stata gestita internamente senza portare il giocatore ad esporsi così dovendo poi di fatto rimanere per forza di cose al Milan.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto delle cessioni racconta di operazioni che vengono imbastite alla carlona: Athekame ceduto in prestito perchè l&#8217;allenatore punta su Chukwueze mentre l&#8217;altro esterno, quel Cissè prelevato a Gennaio dalla serie B, viene spedito in prestito perchè ritenuto non pronto. A sinistra le cose non cambiano, visto che, sempre secondo i bene informati, si è temporeggiato a cedere Estupinan. I dirigenti dell&#8217;Aston Villa, sicuramente in uno stato alterato, avrebbero prelevato il giocatore versando 18 milioni nelle casse del Milan. La storia che Amorim avrebbe temporeggiato per valutare il ragazzo a me sa tanto di panzana creata ad arte per giustificare il fatto che anche quest&#8217;anno ci tocca assistere alle sue mirabolanti prestazioni di melma.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa triste è che, mentre noi spediamo Cissè in prestito al Torino, il Napoli punta su un ragazzo sempre cresciuto a Catanzaro, prendendolo per farlo crescere all&#8217;ombra di Di Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizieremo insomma il campionato con gli stessi interpreti con cui abbiamo terminato lo scorso. Con l&#8217;incognita però dell&#8217;allenatore e di come la squadra metabolizzerà le sue indicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè con Allegri e questo gruppo si è arrivati quinti, ma se il gioco aggressivo proposto da Amorim porterà a prendere qualche imbarcata già nelle prime partite, il rischio di fare la fine della Fiorentina dell&#8217;anno passato non è nemmeno tanto remoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè volendo andare a vedere l&#8217;erba del vicino, qualsiasi altra squadra destinata a lottare per qualcosa si sta rinforzando. E lo stanno facendo con cognizione di causa e magari ascoltando anche le indicazioni dell&#8217;allenatore. Perchè a Torino hanno fatto carte false per riportare Kolo Muani mentre a Roma sponda giallorossa stanno cercando di dare a Gasperini quello che gli serve per affrontare degnamente la stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sconforto purtroppo è grande, anche se ho rinnovato gli abbonamenti per seguire sia la Serie A che l&#8217;Europa League. Ho paura che questo Milan naufragherà già a Novembre e che una volta persi di vista gli obiettivi ci aspetti l&#8217;ennesima stagione anonima passata a guardare gli altri provare a vincere.</p>
<p>E voi, cosa vi aspettare da questo Milan e da questa stagione?</p>
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		<title>Il volto della tristezza</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:45:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non c’è niente da fare, ogni volta che penso a questo Milan ciò che mi viene in mente è il volto di Gerry Cardinale e la tristezza mi assale. Non credo di essere l’unico, penso che oramai molti milanisti non abbiano più sogni e vivano in un totale stato di sconforto associando i nostri colori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non c’è niente da fare, ogni volta che penso a questo Milan ciò che mi viene in mente è il volto di Gerry Cardinale e la tristezza mi assale. Non credo di essere l’unico, penso che oramai molti milanisti non abbiano più sogni e vivano in un totale stato di sconforto associando i nostri colori ad un uomo che da quando è arrivato ha dimostrato di non capire nulla di calcio, anche a livello manageriale.<br />
Gerry Cardinale è l’emblema dell’approssimazione nel calcio, è il tipico esempio di imprenditoria un tanto al chilo senza osservare il contesto, senza informarsi, senza provare ad imparare dagli altri perché forse crede di sapere già tutto. Se non fosse che si parla del Milan, di un pezzo di cuore, me ne fregherebbe il giusto il problema è che non possiamo scansarlo né evitarlo e la tristezza bussa. Credo di non aver mai vissuto un’estate con una tale rassegnazione; non nego che la morte di Franco abbia spento qualcosa in me ma se ci fosse qualcuno in società che azzeccasse due cose forse qualcosa si potrebbe riaccendere ma così il nostro club sembra proiettato a una lunga e dolorosa agonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Cardinal Tristezza è tutto ciò che abbiamo, ma soprattutto è tutto ciò che ci uccide nell’anima: parole a profusione, fatti nemmeno l’ombra. Si autocelebra come vincente nello sport, una roba che probabilmente sta solo nella sua testa perchè nessun vincente si comporta come lui: i vincenti sono perfezionisti e tenaci nel conseguire il risultato, lui è l’esatto contrario. Nessun vincente chiamerebbe degli head hunters e dopo qualche settimana promuoverebbe chi c’era già (considerati quindi non adatti in partenza), nessun vincente parlando di vittorie direbbe “dobbiamo vincere ma…”. Nessuno. Semplicemente non è un vincente, semplicemente non è uno sportivo, semplicemente per lui quello che chiamiamo sport è intrattenimento.<br />
Cardinal Tristezza è il buio nel tunnel e non sai se in fondo troverai la luce, è colui che ti uccide tutti i sogni da bambino, è un po’ l’equivalente di colui che a Natale deve dire “Babbo Natale non esiste”. Uccide la speranza, anche minima, anche utopica ma comunque una speranza.<br />
Cardinal Tristezza è riuscito nell’impresa di non far sognare nemmeno sotto l’ombrellone e ce ne voleva, perché in fondo in estate basta poco per accendere un po’ di speranza: a due settimane dall’inizio della stagione ditemi che entusiasmo vedete in giro. Parafrasando una nota pubblicità del passato lui non vende sogni ma solidi incubi. E gli incubi a volte portano rabbia, tante altre tristezza se non depressione.<br />
Il calcio è cambiato per carità, ma Cardinal Tristezza nemmeno questo è riuscito a capire andando in una direzione tutta sua che porta ad un vicolo cieco: l’anonimato. L’anonimato è forse la forma massima della tristezza perché quando nessuno ti calcola, nessuno si ricorda più di te sei finito e a questo Milan rimane solo un passato sempre più lontano a dirci che o si cambia rotta o è tutto finito. Cardinal Tristezza questo però non lo capisce, è qualcosa di troppo lontano dal suo ego, dal suo modo di fare affari e così il nostro Milan è in balìa di chi non doveva nemmeno avvicinarsi a questi colori.<br />
Cardinal Tristezza ha raccontato più volte che la serie A annaspa e dovrebbe cambiare, ma se possiedi un top club mondiale e lo fai affogare nell’anonimato come puoi pretendere che gli altri ti seguano: nella migliore delle ipotesi stanno fermi, probabilmente andranno in direzione opposta.<br />
Cardinal Tristezza però è lì, gli piace far visite a Milanello perché il castello di carte sta crollando anche in quello che in sostanza lui ha descritto come anno zero (sarebbe anno cinque) e prova a mettere toppe quantomeno nella comunicazione, ma la tristezza che provoca quest’uomo ormai è difficile da scalfire. L’elicottero non basta più, così come le passeggiate a Milanello con l’allenatore perché Cardinal Tristezza è ormai un personaggio fumettistico, quello che compare ogni tanto ma che in fondo tutti considerano anonimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Che amarezza.<br />
Che tristezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Leggenda e tregenda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[La coltre di tristezza per la scomparsa di Baresi fatica a diradarsi. Ciao, Franco. Le pulsioni per il Milan sono al minimo storico. Anzi, di meno. Mi annienta una lucida consapevolezza. Se non ci liberiamo di questo schifo di proprietà, che si circonda di una dirigenza improponibile, per noi sarà sempre notte fonda. E Gerry [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">La coltre di tristezza per la scomparsa di Baresi fatica a diradarsi. Ciao, Franco. Le pulsioni per il Milan sono al minimo storico. Anzi, di meno. Mi annienta una lucida consapevolezza. Se non ci liberiamo di questo schifo di proprietà, che si circonda di una dirigenza improponibile, per noi sarà sempre notte fonda. E Gerry non ha nessuna intenzione di andarsene. Patetiche le sue manovre atte a mostrare al popolo bue un nuovo interesse per il Milan. I fischi a lui e Scaroni durante i funerali del Capitano sono stati duramente stigmatizzati da tanti. Fuori luogo, beceri, vergognosi, visto il momento. Una grave offesa, una mancanza di rispetto per Baresi. Io non li ho trovati offensivi e irrispettosi nei confronti di Franco. Onore per chi è stato l’anima di un Milan che ci ha fatto sognare. Disprezzo per chi l’ha calpestato e distrutto. Baresi è una leggenda. La nostra indegna Società è una tregenda. Se Gerry fosse solo uno speculatore, la cosa potrebbe anche andarmi bene. Purtroppo è pure imbecille. Una squadra di calcio, per creare benefici economici, deve ottenere risultati sportivi. Non ci vuole un’aquila per capirlo. Quindi un proprietario un minimello assennato assumerebbe dirigenti che capiscano di calcio. Niente spese folli, d’accordo. Ma qualche investimento oculato deve essere fatto, anche nell’ottica di avere poi un ritorno economico. Quell’asino di Gerry, invece, ha licenziato Maldini e Massara per lasciare tutto nelle mani di Furlani. I risultati si sono visti. Lui pensa solo all’affare immobiliare dello stadio? Spero che gli vada di traverso.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-40516 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Inter-arbitro-accerchiato.jpg?resize=300%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Inter-arbitro-accerchiato.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Inter-arbitro-accerchiato.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Inter-arbitro-accerchiato.jpg?resize=420%2C420&amp;ssl=1 420w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/08/Milan-Inter-arbitro-accerchiato.jpg?w=447&amp;ssl=1 447w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Non ho voglia di scrivere, ragazzi. Non ho guardato le amichevoli con Inter e Chelsea. Mi interessavano davvero poco. Sì, ho avuto piacere che non abbiamo perso contro gli Orrendi. Dagli highlights ho visto che il generoso rigore assegnatoci ha scatenato la furia dei soliti noti. Sono corsi ad accerchiare l’arbitro. Pure per un’amichevole. Il lupo perde il pelo…. Neanche il vizio di dire scemenze perdono quelli. La Russa ricorda Baresi come campione della Nazionale, più che del suo club. Dimarco va oltre il limite della deficienza. Tra una grattata di orecchio e uno sguardo al cellulare, fa le condoglianze a Franco Baresi. Ma non fanno una piega. Tanto sono sempre coperti da una stampa vergognosamente amica e omissiva. Che dire? L’intelligenza non brilla certo da quelle parti. Neanche in certe zone delle nostre, a dire il vero. Non ho visto nulla della déb<span style="font-family: Liberation Serif, serif;">â</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">cle con il Chelsea. Sento che molti tifosi si sono arrabbiati di brutto, </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">perché abbiamo fatto schifo</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;"> Vi accorgete adesso che la squadra ha dei </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">grossi</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;"> problemi? Che dà degli inquietanti segnali di impotenza? Credevate che la colpa del brutto gioco fosse di quello stupido difensivista di Allegri? </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">Max ha sfiorato il miracolo. Non avessero cercato di mettergli i giocatori contro&#8230; Con Gila e Gonzalo presi a Gennaio, col cavolo </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">che saremmo arrivati quinti. </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">Bah! Sarà colpa di Leao. Vediamo di venderlo, come sperano in tanti, e risolveremo </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">alcuni </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">dei nostri problemi. Però…. c’è un dettaglio. Anche, o forse soprattutto, per vendere bene dei giocatori, servono DS capaci. N</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">oi</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;"> abbiamo uno straccio di </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">DS</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">? </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">Chi andrà costantemente a Milanello per far sentire alla squadra e all’allenatore la presenza vigile di una Società ambiziosa? Senza figure di questo tipo, al di là delle evidenti lacune tecniche della squadra, </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">c</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">he stagione </span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">possiamo mai fare</span><span style="font-family: Liberation Serif, serif;">? Ve lo dico io. Una stagione da tregenda. La leggenda per noi è un ricordo del passato remoto. Molti sperano che</span> finiremo bene il Mercato e che saremo competitivi? Hanno un’idea sbagliata su questo Milan.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Non riesco minimamente ad interessarmi alle scelte tecniche e tattiche di Amorim. E tanto meno a quel che dice. Certo, è impossibile che sia stato lui a bloccare la cessione di Estupinan, perché vuole valutarlo. La verità è facile da capire. Non riusciamo a sbolognare e sostituire degnamente il buon Pervis. Così ce lo ritroveremo in rosa a giocarsi il posto con Bartesaghi. Dove volete che andiamo? L’allenatore deve valutare anche Loftus? Buona fortuna, Ruben Amorim. Ne hai tanto bisogno. A dire il vero, qualcosa che mi interessa c’è. Sto raccogliendo un dossier che affonda le sue radici nel tempo. Il titolo è: “ La saga degli Impuniti”. E’ vergognoso che Butti e Viglione siano ancora tranquillamente al loro posto. E, per quel che riguarda gli ultrà interisti in Procura, se è difficile trovare un giudice a Milano, ce ne sarà uno a Berlino. Chiamatemi pure Don Chisciotte. Continuerò la mia impari lotta contro due nefandezze: la nostra Società e la Marotta League. Mi fanno schifo entrambe. La Nazionale? La guardicchierò con fastidio ed acrimonia, perché continua ad essere espressione della Federazione Interista Gioco Calcio. Da Gravina a Malagò nulla è cambiato. E’ sempre lì anche Chinè. Spero che prima o poi vengano tutti travolti dalla tregenda. Quanto a me, io cammino nella leggenda, perché amo Franco Baresi e…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-size: 14pt; color: #ff0000;">Chiara</span></strong></p>
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		<title>Chelsea &#8211; Milan LIVE amichevole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Milan Night Blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 11:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amichevoli]]></category>
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					<description><![CDATA[LE FORMAZIONI UFFICIALI MILAN (3-4-2-1): Torriani; Terracciano, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Comotto, Estupinan; Loftus-Cheek, Leao; Camarda. All. Amorim   CHELSEA (4-2-3-1): Sanchez; Palestra, Fofana, Acheampong, Hato; Caicedo, Lavia; Pedro Neto, Palmer, Joao Pedro; Welbekc. Allenatore: Xabi Alonso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">LE FORMAZIONI UFFICIALI</h2>
<p><strong>MILAN (3-4-2-1)</strong>: Torriani; Terracciano, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Comotto, Estupinan; Loftus-Cheek, Leao; Camarda. All. Amorim</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CHELSEA (4-2-3-1):</strong> Sanchez; Palestra, Fofana, Acheampong, Hato; Caicedo, Lavia; Pedro Neto, Palmer, Joao Pedro; Welbekc. Allenatore: Xabi Alonso.</p>
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		<title>Un mercato in letargo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
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					<description><![CDATA[Al momento la campagna acquisti del Milan recita: Gonçalo Ramos, Gila, Diawara. A questi vanno sommati i vari rientri da prestiti in corso di valutazione, da Chukwueze a Musah, da Comotto a Camarda. Un nuovo Milan, ma vecchio stampa, senza grossi stravolgimenti e certo ancora orfano di quegli interventi auspicati in diverse zone del campo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40245" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/07/AMORIM-MILAN-696x464-1.png?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/07/AMORIM-MILAN-696x464-1.png?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/07/AMORIM-MILAN-696x464-1.png?resize=630%2C420&amp;ssl=1 630w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/07/AMORIM-MILAN-696x464-1.png?w=696&amp;ssl=1 696w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Al momento la campagna acquisti del Milan recita: Gonçalo Ramos, Gila, Diawara. A questi vanno sommati i vari rientri da prestiti in corso di valutazione, da Chukwueze a Musah, da Comotto a Camarda. Un nuovo Milan, ma vecchio stampa, senza grossi stravolgimenti e certo ancora orfano di quegli interventi auspicati in diverse zone del campo, specie sulla trequarti e sugli esterni. Tra l’altro, dei tre nuovi acquisti due sono stati portati a termine nel giro di pochi giorni più “di nerbo” che di programmazione. Gli ingaggi dei Ramos e dei Gila di turno sono stati infatti zampate piazzate lì un po’ per effettiva necessità della rosa, un po’ per dare alla piazza un segnale di presenza effettiva.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il Milan, si dice, sarebbe “ostaggio” degli esuberi. È però anche vero che il mercato una società come quella rossonera lo deve governare e non subire. Un anno fa il lavoro di Tare in uscita fu eccellente sotto molti punti di vista, dal momento che permise di sfoltire una rosa fin troppo numerosa per gli impegni da sostenere. Quest’anno di cessioni vere e proprie nemmeno l’ombra, e se non si cede è anche difficile pensare a come acquistare. Tanto che a poco a poco i vari obiettivi rossoneri si stanno accasando molto velocemente: prima Karetsas, che ha firmato per il Borussia Dortmund, poi Mastantuono, che ha scelto la Fiorentina per rilanciarsi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In tutto questo mancano 15 giorni tondi tondi all’inizio del campionato, e che inizio: Torino-Milan, Milan-Venezia, Juventus-Milan, Lazio-Milan. Tanto per gradire. Di certo non ci si poteva aspettare che il mercato filasse liscio dopo aver perso un mese tra licenziamenti e casting di dirigenti e allenatori, ma si sta tirando un po’ troppo la corda. Soprattutto, sarebbe interessante sapere quale delle figure scelte da Cardinale sia quella deputata a portare avanti le trattative con i vari top club europei. Almstadt? Calvelli? Lo stesso Cardinale? E soprattutto con che autorevolezza? Chissà.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Intanto questo pomeriggio terzo test di livello dell’estate rossonera dopo i pareggi contro Celtic e Inter. Prossima avversaria dei rossoneri il Chelsea di Xabi Alonso, club che del player trading ha fatto la propria bussola e che, come il Milan, fa un’enorme fatica a trovare la propria identità. Vedremo se ci saranno maggiori indicazioni, e soprattutto definitive, sui giocatori su cui puntare per una stagione che ancor prima di iniziare già sembra in salita.</span></p>
<h3 class="p1"><strong><span class="s1" style="color: #ff0000;">Fab</span></strong></h3>
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		<title>Canguri, capitani e IL CAPITANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raoul Duke]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
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					<description><![CDATA[Da una settimana scarsa rimbomba nel nostro petto il vuoto pneumatico lasciato dall’addio, prematuro anche se ahinoi atteso, al nostro Capitano. Diventa complicato assai occuparsi quindi di un Milan lontanissimo da quello del Piscinin. Ma non solo lontanissimo, come livello, risultati e qualità, da quello scintillante dell’epopea euromondiale di Berlusconi, ma anche lontanissimo da quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da una settimana scarsa rimbomba nel nostro petto il vuoto pneumatico lasciato dall’addio, prematuro anche se ahinoi atteso, al nostro Capitano. Diventa complicato assai occuparsi quindi di un Milan lontanissimo da quello del Piscinin. Ma non solo lontanissimo, come livello, risultati e qualità, da quello scintillante dell’epopea euromondiale di Berlusconi, ma anche lontanissimo da quello derelitto e sciagurato delle due discese in serie B a cui Franco non si sottrasse, guadagnandosi forse già in quel momento in cui era poco più che ventenne lo status di leggenda che poi sarebbe stato sancito definitivamente negli anni successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel Milan, appunto povero e sciagurato, aveva comunque un’anima e un senso di legame con la propria gente che invece questa società (intesa come Milan e intesa come collettività generale dell’anno domini 2026) non ha minimamente: di acqua sotto i ponti in più di 40 anni ne è passata tanta e non è passata invano.</p>
<p style="text-align: justify;">Diventa complicato, alla mia veneranda età, appassionarsi alle vicende di un club gestito da un fondo speculativo, “posseduto” da un signore che non sa neanche se a calcio si giochi con la mazza, col casco, con le mani, con i piedi o con il belino, che tratta i propri tifosi come allocchi o polli da spennare, senza rispetto per nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, a differenza dei nonmonetizzatori a targhe alterne ma moralizzatori del web, a me un filo di fuoco (fatuo?) sotto la cenere continua a rimanere e quando la palla ricomincerà a rotolare sul serio e non nelle amichevoli down under, so già che qualcosa dentro mi si smuoverà. Certo non sarà come quando dal tunnel uscivano Franco con dietro Seba o quando Rino entrava per il riscaldamento sul campo di San Siro (che già mi manca ancora prima di perderlo) come un toro inferocito a dare la carica a tutti. Non sarà così, ma comunque qualcosa credo che nel mio animo di tifoso canuto succederà. Come credo che anche che sarebbe successo nell&#8217;animo di Franco, tanto grande e insuperabile durante la carriera da calciatore tanto, almeno ai miei occhi di osservatore esterno, sperso e in cerca di una identità mai veramente trovata dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">Di speranze reali di vittoria ovviamente non ne nutro, visto a chi siamo in mano, vista la concorrenza e visto che di vincere interessa solo ai tifosi, forse nemmeno a tutti. Ma so già che non riuscirò a sbattermene come mi riprometto di fare ogni estate da svariati anni a questa parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sto seguendo tantissimo il calciomercato e il precampionato, che non mi hanno mai sfiziato granché neanche nei tempi belli visto che ho sempre preferito la suddetta palla che rotola su un rettangolo verde in partite ufficiali. Ma per quel che poco che ho percepito, spero che, visti i soliti chiari di luna cui siamo soggetti da tre lustri, quantomeno si dia spazio a qualche ragazzo come Cissé, Camarda, Comotto e Torriani.</p>
<p style="text-align: justify;">Può darsi non diventino campioni, ma per la fase storica che stiamo attraversando abbiamo disperato bisogno anche “solo” di nuovi Gabbia (magari di un livello un filino più alto, con tutto l’affetto che ho per Matteo che è uno di noi),  che abbiano un po’ più di rossonero nel sangue rispetto a chi passa da qui come se fosse solo uno scalo aeroportuale verso altri lidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.milannight.com/ac-milan/pagelle/pagelle-milan-como-1-1/attachment/maignan-5/" rel="attachment wp-att-38670"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38670" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/maignan.png?resize=696%2C615&#038;ssl=1" alt="" width="696" height="615" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/maignan.png?w=747&amp;ssl=1 747w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/maignan.png?resize=300%2C265&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/maignan.png?resize=696%2C615&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/02/maignan.png?resize=475%2C420&amp;ssl=1 475w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a>Chiudo, per non tediarvi oltre in questa canicola infernale, con una considerazione che certamente avrete letto altrove ma che voglio fare mia: data l’importanza monumentale di Baresi, il Milan avrebbe dovuto far presenzare almeno Maignan e Gabbia (e anche Amorim, che però è appena arrivato quindi vabbè ci sta anche l’assenza) al funerale di martedì scorso. Chi se ne frega delle vacanze in Polinesia, degli inutili derby tra i canguri e delle ore di volo. Per quanto riguarda specificamente Mike credo che, essendo in ferie, il moto organizzativo sarebbe potuto venire anche da lui stesso, ma forse chiedo davvero troppo a un grande giocatore ma capitano un po&#8217; per caso o per mancanza di alternative praticabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe stato invece GIUSTO (con tutte le maiuscole al loro posto), ma dentro di noi sapevamo già benissimo che non sarebbe MAI successo e quindi in qualche modo non ci siamo neanche rimasti male, che venisse sospeso tutto in Australia e si facesse tornare l’intera squadra per le esequie della nostra bandiera e della nostra anima. O tempora o mores.</p>
<p><strong>ps:</strong> scusate per il post, dopo tanto tempo, da vecchione nostalgico&#8230; ma l&#8217;addio al mio Capitano è una brutta botta da assorbire</p>
<p><strong>FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO</strong></p>
<p><em>Raoul Duke</em></p>
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		<title>Unici, diversi, immortali: perché non ha senso scegliere tra Franco e Paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[​Mettere Baresi e Maldini su una bilancia per decidere chi sia &#8220;più bandiera&#8221; è un esercizio sterile, oltre che un filino polemico. Non ha senso cercare un vincitore quando si parla di due icone che hanno plasmato la storia del Milan. Sono due giganti profondamente diversi, cresciuti in epoche differenti. io li ho vissuti con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">​Mettere Baresi e Maldini su una bilancia per decidere chi sia &#8220;più bandiera&#8221; è un esercizio sterile, oltre che un filino polemico. Non ha senso cercare un vincitore quando si parla di due icone che hanno plasmato la storia del Milan. Sono due giganti profondamente diversi, cresciuti in epoche differenti. io li ho vissuti con una maturità diversa ed immersi in un calcio in continua evoluzione, ma entrambi uniti dallo stesso viscerale e indissolubile DNA rossonero.</p>
<p style="text-align: justify">​Franco Baresi è il Capitano che accetta il buio senza mai voltare le spalle. È l&#8217;uomo che vive gli anni complessi del &#8220;Piccolo Diavolo&#8221; e non esita a scendere nell&#8217;inferno della Serie B per ben due volte. La vera grandezza di Franco sta proprio nell&#8217;aver difeso la maglia quando l&#8217;unico obiettivo reale era la semplice sopravvivenza, ancor prima di alzare quelle Coppe dei Campioni al cielo, scusate ma non riesco a chiamarle Champions League.</p>
<p style="text-align: justify">​Paolo Maldini, al contrario, fiorisce in un Milan che sta rialzando la testa a testa alta. Nasce sportivamente in un club che comincia a ragionare in maniera diversa, dove l&#8217;asticella si alza e i traguardi diventano la conquista della vetta del mondo. Se Franco rappresenta la pietra angolare e la resistenza della ricostruzione, Paolo è la consacrazione perfetta dell&#8217;eccellenza e del dominio internazionale.</p>
<p>Due storie parallele ma differenti nella loro genesi ma non per questo giudicabili.</p>
<p style="text-align: justify">Entrambi hanno incarnato fino in fondo i valori fondamentali del Milan: l&#8217;educazione, la lealtà e il rispetto profondo verso i compagni e verso ogni avversario affrontato sul campo.<br />
​Eppure, al di là di qualsiasi analisi storica o tattica, c&#8217;è un&#8217;immagine scolpita nel tempo che supera ogni possibile dibattito e stringe il cuore di tutti noi: le lacrime di Paolo Maldini nel momento del triste distacco dal suo capitano.</p>
<p style="text-align: justify">​In quel pianto vero, sincero e disperato c&#8217;è racchiusa l&#8217;essenza stessa di una vita spesa insieme. C&#8217;è il dolore di chi perde un amico fidato, un fratello maggiore, un compagno con cui ha condiviso ben tredici stagioni indimenticabili in rossonero e sei anni d&#8217;intesa d&#8217;acciaio con la maglia della Nazionale azzurra. Franco per Paolo è stato l&#8217;ancora e il faro nei rari momenti di tempesta. Lo ha accolto sotto la sua ala protettiva quando era un bambino, lo ha guidato con fermezza da ragazzo e lo ha ispirato a diventare l&#8217;uomo che tutti conosciamo. Si sono protetti le spalle a vicenda indossando gli unici due colori che abbiano mai contato nella loro carriera: il rossonero del Milan e l&#8217;azzurro dell&#8217;Italia. Baresi ha insegnato a Maldini cosa significhi essere davvero bandiera, trasmettendogli il valore sacro della fedeltà assoluta a una sola maglia.</p>
<p style="text-align: justify">​Quelle lacrime che hanno rigato il volto di Paolo raccontano la profonda solitudine di chi si ritrova a essere l&#8217;ultimo custode del milanismo. È il pianto di un campione che si scopre un po&#8217; più solo, come tutti Noi, perchè Paolo le tue lacrime sono anche le nostre.</p>
<p>Ma in questo momento di sconforto c&#8217;è una certezza che ci unisce: così come Maldini si sente solo senza la sua guida, allo stesso modo ci sentiamo soli anche noi, stretti al suo fianco nello stesso identico dolore.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:00:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Seconda amichevole stagionale contro l&#8217;inter.<br />
Il sentimento è ancora a Franco, quindi scusate se questa presentazione tale non è.<br />
Amorim non ha ricevuto nuovi innesti e dovrà fare con quel che ha: vedremo se incomincerà ad adattare il suo calcio ai giocatori a disposizione o tirerà dritto per la sua strada. Leao è con la squadra perchè lo cercano solo in Turchia e forse Arabia, di premier e liga nemmeno l&#8217;ombra, e questo dovrebbe fargli capire che a 27 anni o cambia o è destinato a scomparire dai radar del calcio che conta. Gila continua il suo recupero e non sarà della partita.</p>
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