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	<title>Milan Night</title>
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		<title>A Milan Cagliari con la maglia di Maldini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Nonostante i tentativi di gran parte dell&#8217;informazione di silenziare la protesta social dei tifosi con le 50.000 firme raccolte contro l’a.d. Furlani su <em>change.org</em>, nulla ha potuto fermare la coreografia della curva e quei telefonini che oramai riprendono tutto, compreso quel “bello eh” pronunciato con al fianco uno dei peggiori presidenti della nostra storia. Ancor meno però hanno potuto contro quella maglia rossonera col numero 3 ben evidente che dà tanto fastidio, un fastidio che può provare solo e soltanto chi non è milanista: se a San Siro qualcuno vede come un’onta l’ostentazione di quella maglia non può fare altro che alzare le proprie terga dalla propria poltroncina e lasciare lo stadio immediatamente perché lui sì è personaggio non gradito, anzi da schifare.<br />
Nonostante negli scorsi giorni abbia sentito più d’uno affermare che “la protesta così non serve”, “bisognava farla prima”, “è tardi”, ecc. la verità è che l’effetto è stato deflagrante e i benaltristi non possono farci niente, anzi probabilmente rosicano perché l’idea non è loro. Io tra chi fa e chi non fa sceglierò sempre chi fa magari sbagliando, magari in ritardo, magari in maniera improvvisata, ma fa invece di parlare e basta perchè ci prova.<br />
Per questo se io non faccio e un altro sì, avrà il mio appoggio nella speranza che funzioni, che la sua idea possa dare un risultato perché <strong>il bene è uno solo: il Milan</strong>.<br />
La protesta ha talmente funzionato mediaticamente (quello che a loro dà e darà sempre fastidio) che coloro che l’hanno sottaciuta fino a oggi sui mass media si sono affrettati a produrre (o farsi &#8220;suggerire&#8221; chi lo sa) quasi a reti unificate articoli, video, tweet ecc. in cui vengono raccontate le prodi gesta dello sfortunato a.d. di cui nessuno comprende il vero dolore che lo attanaglia perché lui fa tutto per il bene del Milan, lo vuol veder vincere, ma attorno a lui sono tutti cattivi oltre che fallaci così se la prendono tutti col povero calimero furlani la cui unica colpa in fondo, è quella di fare bene il suo lavoro per il fondo. Oh poverino! Eccoci di nuovo con il mago dei conti (che mago dei conti non è, anzi) che quando le cose vanno male viene fatto passare per un mero esecutore manco fosse un impiegato e non un amministratore delegato. La verità è che a parer mio se nel suo cuore albergasse una briciola di milanismo si sarebbe dimesso diverso tempo fa perché qualsiasi tifoso milanista che avesse combinato un tale sfacelo sportivo non potrebbe convivere con una simile vergogna. E’ anche per questo che invito chi ancora legge gli articoli o ascolta video ecc. di chi ci racconta queste verità alternative di smetterla di farlo, di togliere il follow, di non dare loro più visualizzazioni. Bisogna lasciarli soli perché anche se ne siamo assuefatti dobbiamo riprenderci e ricordarci che questa non è informazione. Abbandonateli al loro destino.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">A proposito di destino, il tentativo di cancellare la figura di Paolo Maldini si è ritorta contro i suoi mandanti: non solo lo stadio lo ha inneggiato ma le immagini di chi ostenta la sua maglia hanno fatto il giro del mondo tra giornali/riviste come the guardian o kicker ad esempio o “editori social” come sportbible per fare un altro esempio. La cosa non poteva che finire così perché se si è talmente miopi da non capire che cercare di cancellare un’icona mondiale dalla storia del suo club è un clamoroso autogol, la risposta non può che essere questa. Bisogna essere ottenebrati dall&#8217;invidia (e non solo mi verrebbe da pensare) per non capire come questa sia un’operazione suicida quando ormai il mondo è interconnesso, le notizie fanno il giro del mondo in un secondo e dall’altra parte del globo nessuno capirà mai come Maldini venga visto come un problema dal&#8230;Milan. Eccovi serviti con la vostra stessa moneta.<br />
Proprio per questo non bisogna togliere il piede dall’acceleratore, ma spingerlo ancora più in fondo per mandarli in crisi: per Milan-Cagliari spero ci sia una marea di persone con la maglia di Maldini per far fare nuovamente il giro del mondo a certe immagini e far sprofondare nella vergogna certi personaggi. Non è necessario una maglia originale o meno e nemmeno è necessario che abbia stampato il “3”, basta una maglia del Milan col “3” fatto anche con il nastro di carta piuttosto che adesivo, anzi a mio avviso il valore simbolico sarebbe ancora più forte nel caso. Questa è la mia umile idea per chi sarà presente allo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><em>p.s: chissà se al controllo prima dei cancelli la realtà supererà la geniale fantasia del grande Peppe Coco <a href="https://www.youtube.com/shorts/8AR1PBYoKhE">(qui il link)</a>. </em></p>
<p align="left"><em>p.p.s: la penultima giornata di serie A è nel caos più totale per non avere considerato l&#8217;atp di Roma. Io mi aspetterei le dimissioni di Butti, ma ho come l&#8217;impressione che abbia buoni agganci per rimanere al suo posto.</em></p>
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		<title>GAME OVER: Andatevene Tutti!!!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 05:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Mio padre ha trasmesso a me e a mio fratello l&#8217;amore viscerale per il Milan. È un’eredità pesante, fatta di domeniche passate ad aspettare un gol e di lunedì trascorsi a difendere i colori. Ma c’è una differenza profonda tra noi due: io, fin da subito, ho amato la storia del Milan fatta di valori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Mio padre ha trasmesso a me e a mio fratello l&#8217;amore viscerale per il Milan. È un’eredità pesante, fatta di domeniche passate ad aspettare un gol e di lunedì trascorsi a difendere i colori. Ma c’è una differenza profonda tra noi due: io, fin da subito, ho amato la storia del Milan fatta di valori, di rispetto, di gioie epocali ma anche di dolori profondi. E poi mio fratello, che ha nove anni meno di me, non ha potuto vivere gli anni del cosiddetto &#8220;Piccolo Diavolo&#8221;. Erano anni difficili, anni di transizione, ricchi di delusioni sportive che però mi hanno segnato l’animo rossonero in modo indelebile.</p>
<p style="text-align: justify">​Erano tempi in cui il Milan, magari arrancando e faticando sul campo, manteneva intatta una sua identità precisa. Il pensiero sportivo era sempre al centro di qualunque discorso, di ogni scelta, di ogni critica. La società di allora non era forte, non c&#8217;erano molte risorse, ma esattamente come non è forte quella di adesso. La differenza atroce è che il Milan di oggi è stato lentamente svuotato, cancellato e deliberatamente distrutto da chi lo ha trasformato in un freddo laboratorio finanziario. Un esperimento senza anima, senza identità e, quel che è peggio, senza alcuna reale cultura sportiva.</p>
<p style="text-align: justify">​Siamo prigionieri di una società malsana, guidata da una visione nefasta, dall&#8217;improvvisazione dilagante e da un livello di incompetenza che ormai ha raggiunto proporzioni gigantesche. Con questi presupposti, parlare di calcio giocato, di schemi, di acquisti o di cessioni diventa un esercizio quasi inutile, se non irritante. In questo momento, la cosa più importante non è il mercato, ma sistemare ciò che sta attorno alla squadra. Se non risaniamo l’ambiente che sta dietro i giocatori, non andremo da nessuna parte. Potremmo acquistare i migliori campioni del mondo e li vedremmo appassire in poche settimane. Bisogna rimettere la competenza e le persone giuste in ogni ruolo, rispettando le gerarchie del campo e della storia.</p>
<p style="text-align: justify">​Attualmente, non mi preoccupo minimamente sapere quale coppa farà il Milan il prossimo anno. Non è la Champions League, non è l’Europa League e nemmeno l’eventuale esclusione da ogni competizione a rappresentare il vero cuore del problema. La sensazione sempre più sgradevole che mi accompagna è che il Milan vero, quello che ho amato con tutto me stesso, semplicemente non esista più. Mi è stato scippato pezzo dopo pezzo, partendo da quel maledetto 5 giugno 2023.</p>
<p style="text-align: justify">​Paolo Maldini ha rappresentato per me una presenza costante, una garanzia di &#8220;milanismo&#8221; lunga venticinque anni di amore incondizionato. È innegabile che avesse faticosamente costruito qualcosa che ci dava appartenenza, che faceva sentire noi tifosi parte integrante di un progetto. Il suo licenziamento è stata una pugnalata al cuore. Per anni mi sono sentito dire, che sono solo una &#8220;vedova di Maldini&#8221;, che esiste solo l’A.C. Milan e non l’A.C. Maldini. Ma Paolo ci rappresentava tutti. Il suo pensiero era focalizzato esclusivamente nel migliorare la squadra, nel riportarla dove la storia esige. Ma la cosa peggiore non è stata solo cacciarlo: è stato non sostituirlo con gente di calcio, lasciando il club in mano a figure che non hanno idea di cosa significhi gestire una società di calcio.</p>
<p style="text-align: justify">​Qui c’è da guardare ben oltre il futuro europeo o la classifica. Dopo una stagione disastrosa come quella scorsa, ne stiamo vivendo una ancora peggiore. Ogni cosa è stata progressivamente distrutta in modo vigliacco, assurdo e desolante. È in atto uno smantellamento dell’identità rossonera, della credibilità internazionale e di quel senso di appartenenza che aveva riportato entusiasmo solo pochi anni fa. Per questo oggi, per tantissimi tifosi, tifare non può più significare soltanto sostenere la squadra durante i novanta minuti.</p>
<p style="text-align: justify">​Perché dovrei trattenermi? Chiudere gli occhi e &#8220;tifare la maglia&#8221;? Quale maglia? Quella Gialla o quella Grigia? Forse quella Fucsia? La mia maglia quella rosso e nera sta sbiadendo nei colori sotto i colpi di una gestione che tratta il Milan come un &#8220;giocattolo&#8221;.<br />
In cosa dovrei sperare? Nella fortuna, dopo che con le nostre stesse mani abbiamo peccato? Il destino non si comanda, ma si indirizza, e questa dirigenza lo ha indirizzato verso il baratro. La storia del Milan è stata sporcata dall&#8217;incompetenza e dalla presunzione di chi pensa che un club sia solo un asset da far fruttare, ignorando che il tifoso è il bene più prezioso, quello che state continuamente calpestando. Ci avete sottratto la speranza.</p>
<p style="text-align: justify">​Tifare oggi significa contestare. Contestare tutto. Questa società va contestata ogni giorno, in ogni istante. Non servono solo gli striscioni o l&#8217;abbandono temporaneo dello stadio. Tanto loro, i proprietari, San Siro lo riempiono comunque con una folla di turisti e spettatori occasionali che, anche sotto di tre reti, sorridono felici alle telecamere per un selfie. È inutile e riduttivo scaricare la colpa solo su Leão, su Maignan o su Allegri. Certo, hanno le loro colpe, nessuno gliele toglie, ma fermarsi a questo significa fare il gioco di chi comanda.<br />
​Limitarsi a criticare i giocatori o l’allenatore è un assist per Giorgio Furlani e Gerry Cardinale. Significa mantenere in vita chi ha distrutto il Milan. È una tattica comunicativa che usano da tempo: individuano un parafulmine per salvare se stessi. Prima è stato Maldini, poi è stato Theo Hernández, ora è il turno di Leão. Domani cambieranno l’allenatore, cambieranno altri tre o quattro giocatori cardine, venderanno l’ennesima “rivoluzione” come un progresso necessario, ma loro resteranno lì. E finché loro resteranno lì, il problema non si risolverà mai.</p>
<p style="text-align: justify">​Sono sempre gli stessi che hanno smantellato il Milan dello scudetto, trasformando una squadra viva e vibrante in un cadavere sportivo. Il Milan ci è stato portato via da Cardinale, Furlani e Paolo Scaroni, il peggior presidente della storia del club, capace di far rimpiangere i periodi più bui. Insieme a loro, tutti quelli in giacca e cravatta che usurpano i nostri colori e la nostra passione, inclusi i vari Cocirio e Oettel.<br />
​Il dramma vero è che, se anche se ne andassero fra due anni, lascerebbero dietro di sé un deserto tecnico e umano. Ci vorranno minimo altri 2-3 anni solo per ricostruire quello che stanno radendo al suolo oggi. Chi erediterà questo disastro dovrà avere la forza e la competenza che hanno avuto Maldini, Boban e Massara, che impiegarono tre anni di duro lavoro per rimediare allo scempio lasciato da Mirabelli e Leonardo. Oggi stiamo bruciando tempo, oltre che passione.</p>
<p style="text-align: justify">​Non si fanno più sconti. Pezzo per pezzo, dovete cadere. L&#8217;unica arma del tifoso è la protesta legittima contro chi ha sporcato la nostra gloria. Perché le società che funzionano davvero possono cambiare tecnici e calciatori, ma i risultati arrivano perché la visione è solida. Qui la visione è solo il profitto freddo, senza gloria. Finché non riavremo una dirigenza che rispetti la nostra cultura sportiva, il nostro compito sarà uno solo: non dare tregua a chi sta uccidendo il nostro sogno.</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>Miserabili!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 05:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[Tanto tuonò che piovve. Sempre più copiosamente. E poi diluviò. Miserabili! Miserabili faccendieri impegnati a distruggere il Milan, siete contenti dei risultati raggiunti? Ripenso a Sassuolo Milan, a Milan Atalanta di 4 anni fa. Leao e Theo meravigliosi. La fascia sinistra più forte del mondo. Mi viene il magone e mi assale una furia cieca. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Tanto tuonò che piovve. Sempre più copiosamente. E poi diluviò. Miserabili! Miserabili faccendieri impegnati a distruggere il Milan, siete contenti dei risultati raggiunti? Ripenso a Sassuolo Milan, a Milan Atalanta di 4 anni fa. Leao e Theo meravigliosi. La fascia sinistra più forte del mondo. Mi viene il magone e mi assale una furia cieca. Ci avete devastato con la complicità di troppo tifosi, che adesso se la prendono con Rafa e Max. Qualche contestazione c’è stata, eh! Ma neanche tanta. Alla malora. E’ arrivata con solo 3 anni di ritardo. 3 anni fa si sarebbe dovuti andare sotto Casa Milan con i forconi, indossando la maglia di Paolo Maldini. Ma il trattamento riservato a Maldini e Tonali non aveva scosso i tifosi della maglia. Liquidano l’anima del Milan fuori e dentro il campo e tu che fai? Niente. Paolo è un egocentrico inviso alla curva. Bisogna aspettare, prima di giudicare. Maldini si è macchiato di una colpa orrenda. Ha sbagliato gli acquisti di Origi e Cdk, compromettendo l’ottimo lavoro della Società. Giusto che abbia pagato. Giusto dare fiducia a gente come Furlani, Gerry, Scaroni. Quando penso a questi individui, ai loro menestrelli, ai loro fiancheggiatori, mi convinco di una cosa. Certa gente ha acquistato il cervello all’Ikea e non è riuscita a montarlo. Hanno distrutto Theo e Leao, che ci hanno messo anche del loro, per carità. Ma è difficile, frustrante lavorare nell’ambiente tossico creato da una Società di speculatori pure imbecilli, priva di ambizioni sportive, di spessore umano, di milanismo. L’Ad, acronimo di asino delegato, manda veline agli amichetti giornalai, per fare feroci campagne di stampa contro giocatori sgraditi. L’indegno trama per delegittimare un allenatore e un Ds di cui vuole liberarsi e dei calciatori che vuole vendere. Il suo progetto? Portare D’Amico, anche lui amichetto di Busardò, e Italiano. Ho detto tutto. Forse qualche anima bella si sta accorgendo di aver supportato dei miserabili che hanno distrutto il nostro Milan. O forse no. Perchè continua a puntare il fucile contro allenatore e squadra, fornendo così un alibi ai nostri maledetti sicari. </span></p>
<figure id="attachment_39867" aria-describedby="caption-attachment-39867" style="width: 279px" class="wp-caption alignleft"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-39867" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=279%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="279" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=279%2C300&amp;ssl=1 279w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=953%2C1024&amp;ssl=1 953w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=768%2C825&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=696%2C748&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=1068%2C1147&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?resize=391%2C420&amp;ssl=1 391w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2026/05/Maglia-Maldini.-Milan-Atalanta.jpg?w=1075&amp;ssl=1 1075w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" /><figcaption id="caption-attachment-39867" class="wp-caption-text">Questi sono veri tifosi. Un grande abbraccio.</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Miserabili! Victor Hugo mi perdonerà. Potrei sottrargli il titolo del suo capolavoro, per scrivere un libro che illustri la vergogna degli indegni individui che profanano la Storia del Milan. Certo, non mi aspettavo questo crollo verticale nel girone di ritorno. E ci sono rimasta male. La squadra sembra svuotata. Priva di energie. Perchè, visto che non abbiamo neppure giocato le Coppe? Errori nella preparazione atletica? Sicuramente. Condizione psicologica pessima? Sì. I fetidi miasmi provenienti dall’alto, tenuti a bada nel girone d’andata, si sono riversati sulla squadra. Un tremendo mix delle due cose ha portato al crollo. Certo, la rosa è scarna e mal assortita. Abbiamo giocato per mesi senza attacco. Con un Leao, vituperato e additato al pubblico ludibrio, che è sceso comunque in campo nonostante la pubalgia e l’impiego fuori ruolo per la mancanza di un centravanti affidabile. Al di là di questo, il girone d’andata è stato buono, anche per i gol di un Pulisic che è poi sparito. Gennaio, con il suo avvilente Mercato, con gli intrighi dell’Ad alle spalle di mister e Ds è stato il mese che ha inflitto tremende mazzate sulla testa dell’area tecnica e dei ragazzi. Il discorso è semplice. Non possono esserci risultati apprezzabili con una Società avariata come la nostra. Questa è l’amara verità. Non so per quanto continuerò a resistere, stritolata come sono da due implacabili morse. Da una parte mi trovo degli indegni che guidano il Milan per mortificarlo e devastarlo, come farebbe un interista. Uno schifoso gioco di guerre intestine, promosse da uno squallido capobanda per ottenere meschini vantaggi personali sulla pelle del club. Dall’altra gli Interisti veri e propri. Sono una gigantesca piovra che ha esteso i suoi orrendi tentacoli in ogni ambito del potere. La Banda degli Onesti è spocchiosa, odiosa, arrogante per la sicurezza della sua impunità. Verrà un giorno….</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Miserabili! Mi viene in mente una curiosa proprietà dei numeri dispari. La somma dei primi n numeri dispari dà sempre come risultato un quadrato perfetto. Provare per credere. 1+3=4, 1+3+5=9, 1+3+5+7= 16 e così via. C’è un’analoga proprietà inerente ai capataz del Milan. Se sommi proprietari e dirigenti ottieni sempre un idiota perfetto. Provare per credere. Gerry + Furlanette =, Gerry+ Furlanette + Scaroni =, </span><span style="font-size: large;">Gerry + Furlanette + Scaroni + Moncada =, Gerry + Furlanette + Scaroni + Moncada + Ibra = idiota perfetto. Vero che il risultato è sempre quello? Sì, anche se pensavo che dirigente non fosse un participio presente ma un idiota imperfetto. Credevo che Allegri fosse l’unico capace di stendere sulla squadra e su se stesso un ombrello che li riparasse un pochino dai liquami societari. Per un po’ ci è riuscito. Poi non ce l’ha fatta neanche lui. Vorrei abbracciare quei tifosi che sono andati a mostrare agli Indegni la maglia di Maldini. E quelli che hanno intonato il coro “ Paolo alé. Paolo Maldini.” I turisti ridevano&#8230; Gli altri? Lasciamo perdere. Comunque il fatto che le meduse siano sopravvissute circa 650 milioni di anni senza cervello è un’ottima notizia per molti. Quanto ai maledetti che per nostra sventura hanno incrociato le loro inutili vite con quella del Milan, auguro loro ogni male. Chissà se Gerry nostro sa che abbiamo perso con l’Atalanta. Asino! Pure a Tolosa ti contestano. Io preferirei avere a che fare con una persona malvagia piuttosto che con un cretino. Il primo qualche volta si riposa. Il secondo no. Nel dubbio, Furlanette, vedi di riposarti un pochino. Hai lavorato tanto. Stacca la spina per un po’. Se lo fai con le mani bagnate, è più efficace. Non mi interessa parlare né della partita con l’Atalanta, né di quella che ci aspetta a Genova. E neppure di giocatori e allenatori. I nostri drammatici problemi sono quelli che scaldano la tribuna con la loro sgradevole presenza. Niente divagazioni. Il fucile va puntato lì. Vedere le loro sgradevoli figure rappresentare il Milan è un abominio. La Champions? Sembrava quasi in cassaforte. Dopo 7 punti in 8 partite, ora sembra un’utopia. Sarebbe meglio raggiungerla, per carità. Ma la nostra vera Champions sarebbe liberarci della gentaglia che ci opprime e ci condanna alla mediocrità. Vi odio, miserabili! Io amo il Milan, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 14pt; color: #ff0000;"><strong>Chiara</strong></span></p>
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		<title>Pagelle Milan &#8211; Atalanta 2-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 21:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Al grido “tirate fuori i co****ni” ci si aspetterebbe che giocatori, allenatori e staff lascino il campo per non presentarsi mai più. In realtà ritornano tutti nel secondo tempo tranne Loftus-Cheek che si dà per defunto. Quando tutto è andato in vacca, qualche cambio prova a dare un senso al secondo tempo ma non basta: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Al grido “tirate fuori i co****ni” ci si aspetterebbe che giocatori, allenatori e staff lascino il campo per non presentarsi mai più. In realtà ritornano tutti nel secondo tempo tranne Loftus-Cheek che si dà per defunto. Quando tutto è andato in vacca, qualche cambio prova a dare un senso al secondo tempo ma non basta: tre gol fatti nelle ultime sei partite e ben dieci subìti, sette punti nelle ultime otto partite: tutti dati da retrocessione secca.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Maignan 5</strong> – colpevole sul gol di raspadori</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Pavlovic 5</strong> – è tanto volenteroso e orgoglioso, ma sembra più efficace davanti (tanto da segnare) che nel suo ruolo e questo descrive la sua prova</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Gabbia 5</strong> – naufraga un po’ meno degli altri, ma pure lui è va alla deriva.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>De Winter 4</strong> – ha lo sguardo di quello con le mutande sgommate e la sua prova lo dimostra</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Saelemaekers 4,5</strong> – soffre sulla fascia, si mangia un gol e fa un po’ del solito casino. Come spesso gli accade perde la testa alla fine facendosi ammonire stupidamente.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Loftus-Cheek 0</strong> – il micione inglese</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Ricci 3</strong> – non credo abbia azzeccato una sola cosa</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Rabiot 6</strong> – lui ci prova fin dal primo minuto nonostante attorno a lui ci sia il deserto. Ovvio che alla lunga soccombe.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Bartesaghi 4,5</strong> – fisicamente è con la lingua di fuori da un bel po’ e sbaglia troppo sia davanti che dietro. Alla fine esce per infortunio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Leao 5</strong> – partita sulla falsa riga delle ultime, si mangia un gol</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Gimenez 4,5</strong> – fa anche alcuni buoni movimenti, ma i difensori dell’atalanta ridono quando capita dalle loro parti</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Nkunku 6,5</strong> – in pratica si carica tutto l’attacco sulle sue spalle ed è l’unico a sembrare un attaccante centrando anche una traversa e procurandosi un calcio di rigore che poi realizza.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Fofana 5,5</strong> – il confronto col micione nemmeno inizia. Anche lui meglio davanti che dietro e non è esattamente un complimento.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Fullkrug 5</strong> – alcune sponde, per il resto è pronto per la festa della birra di Misinto</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Athekame 5,5</strong> – anche lui entrato a disastro avvenuto, ci prova pur con i suoi limiti</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Estupinan s.v.</strong> – riesce a farsi ammonire</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Allegri 3</strong> – Come i gol segnati nelle ultime 6 partite. Le statistiche della serie A dicono che non entrare nelle prime quattro essendo secondi alla 26^ è praticamente impossibile eppure ci sta riuscendo con un crollo verticale che sa di nuovo record negativo della gestione Cardinale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Ibra</strong> – ahahahahahahahah</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Furlani</strong> – vattene</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Moncada</strong> – può giusto specchiarsi in palestra pensandosi figo</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>Scaroni</strong> – leggenda narra che qualcuno lo abbia visto applaudire al gol di Ederson pensando fosse l’inter per poi esclamare &#8220;devo farmi dire da Marotta dove li pesca!”</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">FATE SCHIFO</p>
<p align="left"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Milan &#8211; Atalanta LIVE Serie A 2025/26</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Milan Night Blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 17:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Leão, Gimenez. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Estupiñan, Odogu; Fofana, Jashari; Füllkrug, Nkunku. All.: Allegri. ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolašinac; Zappacosta, De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstović. A disp.: Rossi, Sportiello; Ahanor, Kossounou, Obrić; Bakker, Bellanova, Musah, Pašalić, Samardžić; Scamacca, Sulemana, Vavassori. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MILAN </strong>(3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Leão, Gimenez. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Estupiñan, Odogu; Fofana, Jashari; Füllkrug, Nkunku. All.: Allegri.</p>
<p><strong>ATALANTA</strong> (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolašinac; Zappacosta, De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstović. A disp.: Rossi, Sportiello; Ahanor, Kossounou, Obrić; Bakker, Bellanova, Musah, Pašalić, Samardžić; Scamacca, Sulemana, Vavassori. All.: Palladino</p>
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		<title>Milan-Atalanta presentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 05:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Tattica]]></category>
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					<description><![CDATA[Fortunatamente siamo alla terzultima di A. Fossimo a -10 giornate dalla fine, questo Milan quasi certamente non sarebbe stato in grado di qualificarsi alla prossima Champions League. Mancandone solo tre, ed essendo di tre punti il vantaggio sulla quinta, qualche possibilità ancora c’è. Diamo però un occhio ai calendari di Milan, Juve e Roma. Milan: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-37491" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/Milan-Napoli-2-1-Allegri.jpg?resize=300%2C169&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="169" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/Milan-Napoli-2-1-Allegri.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/Milan-Napoli-2-1-Allegri.jpg?resize=696%2C393&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2025/09/Milan-Napoli-2-1-Allegri.jpg?w=712&amp;ssl=1 712w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Fortunatamente siamo alla terzultima di A. Fossimo a -10 giornate dalla fine, questo Milan quasi certamente non sarebbe stato in grado di qualificarsi alla prossima Champions League. Mancandone solo tre, ed essendo di tre punti il vantaggio sulla quinta, qualche possibilità ancora c’è. Diamo però un occhio ai calendari di Milan, Juve e Roma.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Milan: Atalanta (C), Genoa (T), Cagliari (C). Nessuna delle tre ha ancora obiettivi da giocarsi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Juve: Lecce (T), Fiorentina (C), Torino (T). Solo il Lecce è ancora impegnato nella disperata lotta salvezza. Per quanto Fiorentina e Torino non abbiano più ambizioni, sono comunque partite molto particolari per i colori bianconeri.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Roma: Parma (T), Lazio (C), Verona (T). Derby pericolosissimo, trasferta di Parma ostica, quella di Verona agevole.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Insomma, può succedere ancora di tutto, i calendari sono abbastanza equilibrati, con quello di Spalletti che sembra il più ostico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per la cronaca, aggiungiamo anche il Como, che sarà impegnato a Verona, in casa col Parma e a Cremona.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sta di fatto che nelle ultime dieci partite il ruolino del Milan è stato il seguente: cinque sconfitte, un pareggio, quattro vittorie, dieci reti subite, sette segnate. Sette. In dieci partite. In sei di queste dieci partite il Milan non è stato in grado di gonfiare la rete avversaria. Un rendimento imbarazzante. Davanti c’è molto da fare, ma anche a metà campo, eccome. Peccato che per rinforzare il reparto offensivo si parli di Sorloth, non il più esaltante dei possibili goleador. Il Milan ha bisogno di un centravanti di fisico, di peso, come il norvegese, ma più forte. Qualcuno che in A possa fare la differenza. Ma prima ancora ha bisogno di una mentalità offensiva e di un gioco più votato a segnare. In tal caso, anche un non-bomber potrebbe andar bene (vedere il rendimento di Malen a tal proposito, a titolo esemplificativo). Quest’anno la tattica di Allegri, anche corretta a mio avviso, è stata quella di mettere in sicurezza la difesa. Con l’abbassamento della condizione fisica nonostante i pochi impegni stagionali (ma dettata dalla rosa corta), la lucidità nel difendere accortamente è venuta meno. In queste situazioni le partite vengono risolte dai guizzi dei giocatori di maggior talento, peccato che anche Leao e Pulisic siano da raccogliere col cucchiaino, per un motivo o l’altro. Ciliegina sulla torta: Gimenez, Nkunku e Fullkrug hanno segnato insieme lo stesso numero di reti di Zielinski.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche l’Atalanta non se la passa benissimo, in realtà. Nessuna vittoria nelle ultime quattro e lotta per l’Europa sfumata, con il Como a +7 ormai irraggiungibile. Palladino ha fatto un ottimo lavoro e sicuramente nella prossima stagione potrà rendere i nerazzurri ancora più pericolosi in ottica qualificazione Champions, senza impegni infrasettimanali. Tra i bergamaschi gioca un centrocampista che, a mio parere, potrebbe fare al caso del Milan. Con un anno ancora di contratto e l’intenzione di non rinnovarlo, Ederson potrebbe garantire al Milan corsa e tecnica, più di quella messa al servizio di Allegri da Fofana. Sarebbe un innesto che potrebbe, per atletismo e completezza nelle due fasi, portare il Milan alla necessaria transizione dal 352 al 433. Mercato a parte, la Dea si presenterà a San Siro con l’attacco tipo CDK-Raspadori-Scamacca e Zalewski a sinistra. Una formazione offensiva che potrebbe imporre il proprio gioco su un Milan orfano di Modric. <strong>Probabile formazione (3421):</strong> <em>Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Scamacca</em>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel Milan out come detto Modric e lo squalificato Tomori. Si prospetta un centrocampo di fisico senza metronomo. Davanti in cinque si giocano due maglie. <strong>Probabile formazione (352):</strong> <em>Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao</em>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un match delicatissimo. Se dovessimo “parare” i pericoli Roma e Juve con una vittoria in questo turno la Champions sarebbe molto più vicina, ma camminiamo sulle uova: ogni passo può essere quello falso. Speriamo bene. Forza Milan!</span></p>
<h3 class="p1"><strong><span class="s1" style="color: #ff0000;">Fab</span></strong></h3>
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		<title>Un silenzio assordante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[deadoc3]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarebbe stupendo se anche in Italia fosse possibile avere un&#8217;azionariato popolare che possa dare finalmente &#8220;voce in capitolo&#8221; anche ai tifosi. La Germania prevede, dal 1999, che ai tifosi venga garantito il controllo del club con il 50% + 1 delle quote. Una percentuale del genere mette veramente al centro del villaggio i supporters, permettendogli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarebbe stupendo se anche in Italia fosse possibile avere un&#8217;azionariato popolare che possa dare finalmente &#8220;voce in capitolo&#8221; anche ai tifosi.</p>
<p>La Germania prevede, dal 1999, che ai tifosi venga garantito il controllo del club con il 50% + 1 delle quote.</p>
<p>Una percentuale del genere mette veramente al centro del villaggio i supporters, permettendogli di partecipare attivamente alla gestione del club, vista la possibilità di avere diritto di voto all&#8217;interno del CdA e di poter supervisionare la gestione sportiva del club (è il caso del Borussia Dortmund, dove nonostante la quota esigua detenuta dall&#8217;azionariato, il veicolo che detenie le quote gestisce interamente la divisione calcistica).</p>
<p>In una vision del genere ogni professionista si occuperebbe della sua area di competenza, e forse, dico forse, avrebbe anche il suo perchè avere un nano da giardino a gestire i conti.</p>
<p>Purtroppo per il nostro Milan non è così. Defenestrato Maldini, che era l&#8217;unico a parlare solo quando serviva, abbiamo assistito a intere stagione fatte di silenzi, salvo belare quattro minchiate quando ormai i buoi erano scappati e si rimandavano puntualmente le promesse alla prossima stagione.</p>
<p>L&#8217;esatta replica in chiave calcistica del\della partner fedifrago\a. Tradimenti continui, salvo poi piangere lacrime di coccodrillo e promette il mondo fino al prossimo tradimento.</p>
<p>E cara grazia che nei deliri di onnipotenza il diversamente alto ha deciso di selezionare Allegri come coach, perchè altrimenti saremmo davanti all&#8217;ennesimo fallimento.</p>
<p>Non mi dilungo su meriti e demeriti dell&#8217;allenatore, anche in fase di scelta dei calciatori da acquistare, perchè tornerei su temi già ampiamente discussi.</p>
<p>Tornando al silenzio del titolo, quando la squadra ha subito palesi torti arbitrali non si è presentato nessuno davanti ai microfoni per alzare, quanto meno, la voce.</p>
<p>Quando invece abbiamo cannato mercati su mercati, bruciando letteramente centinaia di milioni di euro, nessuno è stato chiamato a renderne conto, tanto alla fine di riffa o di raffa, con qualche pezzo di argenteria venduto e qualche magheggio il bilancio è sempre in attivo. Peccato però che l&#8217;argenteria ad una certa finisca, e a quel punto non ci saranno più scuse che reggeranno; ma siamo sicuri che anche in caso di cambio al vertice le cose per il Milan cambieranno? O il diktat della proprietà sarà sempre quello di avere il bilancio in ordine e chi se ne fotte della squadra?</p>
<p>Non che quando abbiano parlato poi sia stato meglio, perchè alla fine si è sempre trattato delle solite cazzate da propaganda per cui non c&#8217;è stato nessun seguito, anzi, si è sempre fatto il contrario di quello che si è detto.</p>
<p>Quando puntualmente il malcontento è iniziato a salire e ha avuto un po&#8217; di scena della ribalta, chi doveva dare risposte ha puntualmente mandato l&#8217;agnello sacrificale di turno al suo posto. Tanto che nemmeno qualche giorno per la solita propaganda è stato rispolverato addirittura Cocirio. Che non parlava con i giornalisti dal lontano Ottobre del 2024, quando aveva dichiarato che l&#8217;obiettivo del Milan era quello di trattenere i giocatori di maggior talento, salvo cedere Reijnders dopo qualche mese, avendo già venduto Tonali circa un anno prima.</p>
<p>E il bello è che non ci sarebbe niente di male a vendere per reinvestire e rinforzare la rosa, basti ricordare cosa fece la Juventus con Zidane nel 2001.</p>
<p>Il vero problema rimane quello che il board decide di fare con quanto incassato dalle cessioni e soprattutto dai ricavi della parte sportiva. Perchè se Cocirio dichiara che entrare in Champions cambia la progettualità, poi però dovrebbe anche spiegare come intendono farla la progettualità!</p>
<p>Perchè, come ho già scritto in un altro mio pezzo, a Marzo devi già iniziare a sondare il mercato di calciatori e allenatori (qualora volessi cambiare). Non puoi aspettare Maggio, con la certezza della CL, per muoverti e cercare il Vlahovic della situazione che va a scadenza. Sicuramente saranno arrivati altri prima di te!</p>
<p>Davanti ad un azionariato popolare, un AD sarebbe chiamato a rispondere della scellerata gestione sia della parte economica che della parte sportiva. Perchè ad oggi, se per la parte sportiva Igli Tare può fare da agnello sacrificale, per la parte economica urlano vendetta gli speperi fatti in tutti i mercati post-scudetto portati avanti dall&#8217;attuale board.</p>
<p>Sarebbe troppo bello se l&#8217;AD dovesse rispondere, messo alle strette e costretto a rendere conto del suo operato, a qualche domanda come le seguenti:</p>
<p>Come si inserisce nella vision del mantenimento della competitività la cessione di Sandro Tonali?</p>
<p>Come mai si è scelto, sempre la vision di cui sopra, di cedere Theo Hernandez proprio nella stagione in cui avrebbe potuto giocare nel suo ruolo naturale?</p>
<p>Come mai si è scelto deliberatamente di acquistare un calciatore come Nkunku, costato la bellezza di 37 milioni di euro + 5 di eventuali bonus, sapendo che mal si sarebbe sposato con le idee calcistiche dell&#8217;allenatore?</p>
<p>Come mai si è scelto di acquistare Emerson Royal, cedendo al contempo Saelemakers, ed essendo consci che il calciatore brasiliano non avrebbe portato nessun upgrade alla rosa?</p>
<p>Come mai si è scelto di investire su un allenatore inserendo nel suo contratto una clausola per liberarsi di lui a zero entro Natale 2024? Si sapeva già che sarebbe stato un fallimento?</p>
<p>Come mai, a Gennaio 2026, si è scelto deliberatamente di lasciare l&#8217;allenatore senza un 9 di ruolo, ripiegando sul prestito di un calciatore che veniva da più di una stagione fallimentare e che non aveva mai giocato in serie A?</p>
<p>Sinceramente le domande a cui dovrebbe rispondere il nostro  AD sarebbero veramente infinite, non sto nemmeno qui a scriverle tutte.</p>
<p>E voi, a che domanda pretendereste una risposta?</p>
<p>P.S.: il nostro presidente, quello che va via prima dallo stadio per paura del traffico, ha paura anche del traffico padovano (questa non è mia, per gentile concessione di R. Duke), visto che dopo aver espletato la sua presenza ad un evento ha preferito dileguarsi il prima possibile onde dover rispondere a qualche domanda scomoda.</p>
<p>P.P.S.: anche se non è possibile acquistare le azioni per un eventuale azionariato popolare, la voce del tifo si sta facendo sentire. Al momento della stesura di questo pezzo, le firme per stracciare il contratto di Giorgio Furlani all&#8217;AC Milan sono  diventate circa 40000.</p>
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		<title>Bugiardo bugiardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!” Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!”<br />
Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla nostra dirigenza urlerebbe a ognuno dei suoi componenti la stessa identica frase, alcuni probabilmente sarebbero anche più coloriti. Ormai questa gente non ha più un minimo appiglio a cui attaccarsi, è evidente ai più come non abbiano le capacità per stare nel mondo del calcio, ma aggiungo che dal mio punto di vista sono insufficienti anche come manager perché potrebbero avere dei risultati economici migliori (e non di poco) ma proprio non ci riescono.<br />
Non ce n’è mezzo che si salvi ai miei occhi, sembrano tutti catapultati da un’altra dimensione e con la presunzione di parlare a minus habens. Prendete l’ultima figura scongelata per l’occasione stante l’assenza di Furlani: Cocirio. Probabilmente è male informato, nessuno potrebbe mai pensare che racconti bugie per indorare la pillola non è mai successo con questa proprietà, perché mi sono bastate poche dichiarazioni per capire che forse forse anche lui non era l’uomo giusto al posto giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il successo sul campo tende a portarsi a traino la sostenibilità finanziaria e non il contrario. Una volta che si instaura questa dinamica poi ci sono meno ostacoli per continuare a mantenere la sostenibilità finanziaria e continuare ad avere successo sul campo. Ci sono molti esempi virtuosi in Europa: Bayern Monaco vediamo tutti come giocano</em><br />
Qualcuno lo ha avvisato che il successo sul campo per noi non esiste da anni? Conosce le classifiche della serie A degli ultimi anni? Ha mai letto l’albo d’oro degli ultimi anni? No, perché se arrivassi da un altro pianeta tenderei a pensare che il Milan da diversi anni sta macinando successi sportivi e che avendo come riferimento il Bayern nel giro di non troppo tempo saremo allo stesso livello lottando ogni anno per vincere la champions league con una rosa fatta di campioni.<br />
Secondo me è solo molto sfortunato, sfortunatissimo, probabilmente ha dei collaboratori che gli danno informazioni errate perchè questa proprietà non ha mai raccontato una cosa per un’altra per far star buona la gente, sono sempre stati precisi e rispettosi dei tifosi e della storia del Milan.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per tornare ad essere competitivi, e quindi per competere per i migliori talenti, bisogna per forza di cose far crescere queste tre linee di ricavo (diritti TV, stadio, commerciale)</em><br />
Fermi tutti: ma non era il successo sul campo che trainava la sostenibilità finanziaria? Adesso invece con la crescita dei ricavi si può tornare ad essere competitivi? Poche idee ma confuse, sicuramente sarà sempre un problema di collaboratori un po’ svagati. Ah no scusate, sono io che non capivo: grazie alla stadio di proprietà, ai diritti tv e alla parte commerciale inter e napoli dominano il campionato italiano da anni! Scusate non avevo capito niente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La storia ci dice che le società che hanno costruito nuovi impianti poi hanno, negli anni successivi, avuto una crescita dei diritti commerciali, perché è un testamento all’ambizione dei club, perché gli sponsor vogliono essere associati a storie di successo, di trasformazione, di infrastrutture nuove.</em><br />
Molto bene, quindi nel nuovo San Siro si assoceranno all’inter perché loro hanno una storia di successo negli ultimi vent’anni o quasi che da noi non esiste più. Non so, così a naso mi sembra un buon modo per tirarsi la zappa sui piedi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Atletico è una bella storia. Quindici anni fa forse solo chi è appassionato di calcio conosceva la storia dell’Atletico Madrid […] Loro hanno fatto un programma molto serio incentrato sulla costruzione del nuovo stadio, da cui hanno instaurato un volano grazie al quale sono diventati poi molto competitivi.<br />
</em>Tralascio il resto delle cose dette sull’Atletico perché davvero è sfortunatissimo coi suoi collaboratori inducendolo a dire quelle che sembrerebbero enormi bugie, ma nella realtà sono solo errori perché la nostra proprietà è sempre stata franca, precisa e rispettosa di noi tifosi e della nostra storia.<br />
Allora, giusto per permettere ai collaboratori di Cocirio di evitare di sfogliare qualche almanacco o farsi fregare da qualche AI che dà risposte non precise: quindici anni fa l’Atletico vinceva la supercoppa europea sapete ai danni di chi? Dell’inter e ci giocava un certo Aguero. Un’altra cosa incredibile? Giocava la supercoppa perché l’anno prima aveva vinto l’Europa League! Incredibile, non era stata invitata come finalista delle squadre sfigate che non conosce nessuno! La cosa straordinaria? Quella squadra “sconosciuta” fece il double Europa League/Supercoppa per due anni consecutivi e l’anno dopo vinse lo scudetto. Tu pensa la sfiga di Cocirio ad avere collaboratori che sbagliano le loro ricerche.<br />
Però devo dire che una cosa gliel’hanno detta giusta: grazie al nuovo stadio sono diventati molto competitivi&#8230;ah no scusate il Wanda Metropolitano è del 2017 e l’Atletico ha vinto enormemente di più nei 9 anni precedenti al nuovo stadio che nei 9 successivi che arrivano fino a oggi. Vabbé dai ci sta, è solo un errorino, lo sappiamo che i nostri non raccontano mai bugie, come detto io credo alla loro totale buona fede.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente la Champions League come sapete porta, ad una squadra come il Milan, dai 60 ai 90 milioni di fatturato. Essere in Champions League è fondamentale. Permette di fare una progettualità diversa nel corso dell’estate, sicuramente più ambiziosa e permette di guardare di più al futuro e non alla gestione dell’anno individuale</em><br />
Secondo me è davvero iellatissimo, cioè fossi in lui credo licenzierei certi collaboratori. La progettualità diversa del dopo scudetto: due acquisti in totale (De Ketelaere e Thiaw) il resto prestiti, svincolati (non top) e giocatori di rientro. Che progettualità! Vogliamo parlare della grande progettualità dell’anno successivo che vide la vendita di Tonali per circa 60 mln per poi acquistare pellegrino, loftus-cheek, musah, chukwueze ecc. da cui poi si salvarono i soli reijnders e pulisic? Per non parlare della grande progettualità dell’anno dopo in cui arrivarono Pavlovic, emerson royal, Morata e fofana. Una progettualità talmente lampante nel guardare al futuro da non acquistare un solo grande giocatore, anzi producendosi in una quantità di cessioni abnorme ossia l’esatto contrario della progettualità. Anche qui una sfiga incredibile per il buon Cocirio perché davvero alcuni collaboratori non capiscono nulla, altrimenti avrebbero evitato di fargli dire certe cose visto che questi sono i mercati prodotti da anni consecutivi di partecipazione alla champions league. Lo ripeto, è iellatissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">A me dispiace per Cocirio, come per Furlani, Moncada, Cardinale ecc. perché davvero devono avere alcuni collaboratori che vogliono fargli fare delle brutte figure facendoli passare per bugiardi quando sappiamo tutti che loro tengono tantissimo al Milan e vogliono vederlo primeggiare. Ce lo dicono sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Reggio Emilia, l’Alpha e l’Omega del Milan quando le vision cambiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 06:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[​Quattro anni. Tanto è bastato per trasformare il prato di Reggio Emilia da teatro del trionfo più incredibile della storia recente rossonera a cimitero delle ambizioni milaniste. Quattro anni fa si vinceva uno scudetto meraviglioso, strappato all’Inter con una rimonta di cuore e polmoni; domenica, nello stesso stadio, abbiamo assistito a una prestazione indegna, un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">​Quattro anni. Tanto è bastato per trasformare il prato di Reggio Emilia da teatro del trionfo più incredibile della storia recente rossonera a cimitero delle ambizioni milaniste.<br />
Quattro anni fa si vinceva uno scudetto meraviglioso, strappato all’Inter con una rimonta di cuore e polmoni; domenica, nello stesso stadio, abbiamo assistito a una prestazione indegna, un 2-0 incassato dal Sassuolo senza attenuanti, senza orgoglio e, quel che è peggio, senza alcuna vergogna apparente. ​Quello del 2022 non era l&#8217;inizio di una nuova era, ma l&#8217;ultimo sussulto di una visione sportiva che oggi è stata smantellata. La sconfitta emiliana non è un semplice campanello d’allarme: è il sintomo evidente di un dramma sportivo che si sta delineando da settimane. Il Milan sta colando a picco e il traguardo minimo, la qualificazione in Champions League, unico reale obiettivo di questa proprietà, sta scivolando via giornata dopo giornata.<br />
Poco dopo quel tricolore del 2022, Paolo Maldini tracciò la rotta: “Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere con le più grandi. Se scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, rimarremo nel limbo tra le migliori sei-sette squadre in Italia”. Maldini indicava il bivio. La proprietà RedBird ha scelto la strada del &#8220;galleggiamento&#8221;, del risparmio elevato a divinità mentre la storia veniva calpestata. Maldini e Massara, rinnovati all&#8217;ultimo minuto e poi licenziati un anno dopo, avevano ragione. Oggi quel &#8220;limbo&#8221; è diventato un inferno. ​Dall&#8217;uscita di scena dell&#8217;anima tecnica, è entrata in vigore la gestione di Giorgio Furlani. La narrazione ci parla di un CEO &#8220;bravissimo nei conti&#8221;, ma la realtà urla l’esatto contrario. Solo in questa stagione, tra Jashari, Nkunku ed Estupiñán, sono stati bruciati oltre 90 milioni di euro. Tre flop sostanziali, con il francese che è ormai un caso umano.<br />
Eppure, a gennaio il Milan era lì, a -1 dall’Inter. Tare, arrivato a giugno e spesso delegittimato, aveva comunque messo Massimiliano Allegri in condizione di lottare. Serviva uno sforzo, un aiuto vero. Invece, la gestione dilettantistica ha toccato il culmine: la società era pronta a spendere trenta milioni per Mateta, salvo accorgersi a trattativa avanzata che il giocatore era infortunato. Saltato lui, nessun piano B: ci si è affidati solo a Füllkrug, già in rosa ma ridotto a un’ombra. ​Bisognerebbe semplicemente mettere le persone giuste al proprio posto, rispettando le competenze. Chi si occupa di finanza non deve interferire con le scelte tecniche. Il fallimento di questa visione si riverbera sul campo. La partita contro il Sassuolo lo ha raccontato brutalmente: dopo appena 5 minuti, un approccio vergognoso ha spalancato le porte alla banda di Grosso. Una sequenza di errori inaccettabili da parte di Jashari, Tomori ed Estupiñán ha regalato il gol a Berardi. Tomori, pilastro dello scudetto, oggi vive blackout cognitivi inammissibili. Ma è apparso chiaro che anche in undici il Milan comunque avrebbe faticato. Se prendi gol al 5’ del primo tempo e al 2’ della ripresa, significa che sei rimasto negli spogliatoi con la testa prima che con le gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">​Ma perché è successo? La risposta sta in un cortocircuito motivazionale. Finché c’è stato da giocare per lo scudetto, anche con poche speranze, il gruppo è rimasto coeso e concentrato. Il Milan è sempre stato una squadra che gioca soprattutto sulle motivazioni: la prima parte di stagione è stata così, un gruppo compatto e cattivo che giocava male ma portava a casa i risultati. Dopo la gara con la Lazio, quando abbiamo perso ogni speranza di titolo, tutte le motivazioni sono andate a farsi benedire. Abbiamo continuato a giocare male, ma senza più la ferocia per fare punti.<br />
​Siamo fragili, e questa fragilità viene dall&#8217;alto. In questi casi puoi mettere una pezza per un po&#8217;, ma non per sempre. Abbiamo una proprietà e una dirigenza che si nascondono dietro l&#8217;allenatore e i giocatori, e queste cose nello spogliatoio si sentono. I calciatori percepiscono le tensioni tra Allegri, Tare e la Società; sanno che il futuro è incerto e che nessuno ha blindato il progetto. Quando mancano certezze e chiarezza, la mente cede.<br />
​In questo scenario di sbandamento generale, anche Massimiliano Allegri finisce sul banco degli imputati. Ho sempre sostenuto che con una rosa tecnicamente da ottavo posto il Mister stesse compiendo un autentico miracolo sportivo, ma i segnali emersi contro i neroverdi non possono passare inosservati: sono i segnali di un allenatore che sembra aver perso il polso della situazione. Allegri appare oggi un uomo rassegnato, svuotato di quella lucidità che lo ha sempre contraddistinto e schiacciato dal peso di una società che lo ha lasciato solo, usandolo come unico parafulmine per nascondere i propri fallimenti.<br />
​In questo momento Jashari non è un giocatore su cui fare affidamento. Gli abbiamo concesso ogni attenuante, ma se hai le qualità per stare nel Milan le metti sul tavolo. Altrimenti devi giocare nel Bruges. Senza Modric, Jashari fa solo il passaggino facile, mai personalità. Una fotocopia di De Ketelaere. Senza Modric di fianco, anche Rabiot e Fofana sono naufragati in una deriva tecnica senza precedenti.<br />
​Oggi le possibilità di quarto posto sono ridotte al minimo. Mancare la Champions significherebbe ridimensionamento e cessioni. Eppure, questa gestione non sembra voler cambiare rotta; paradossalmente, la mancata qualificazione potrebbe essere vissuta quasi con sollievo dalla società: meno costi, meno pressione, meno necessità di investire. Un Milan rimpicciolito per far quadrare i fogli Excel di via Aldo Rossi.<br />
​Mancano tre partite al termine di una stagione che aveva illuso più di quanto fosse pronta a mantenere. Perdere ci sta, ma farsi &#8220;torellare&#8221; dal Sassuolo e non fare un tiro in porta fino al 94&#8242; è inammissibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedere scusa sarebbe il minimo. Il &#8220;limbo&#8221; predetto da Maldini è qui, lo si vede, lo si percepisce, lo si tocca. E fa malissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">W Milan</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>Afuera! Adentro!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:00:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Partita orripilante. Eh, sì, siamo diventati orrendi. Mi tocca sdoganare questo aggettivo, a me tanto caro per descrivere chi so io, anche per noi. Pur avendo ben chiari i nostri limiti e non accarezzando mai sogni proibiti, non mi aspettavo questo crollo verticale. Ma non mi sentirete attaccare, fischiare squadra e allenatore. Io mi scaglio da sempre contro i veri colpevoli. I mentecatti che ci possiedono e ci dirigono, invece, non vengono contestati e fischiati mai. Mai un bel “Afuera!” indirizzato ai tipi della tribuna d’onore. Questa è la vergogna del tifo rossonero. I complici dei nostri aguzzini se la prendono con chi scende in campo, che fa figure barbine, per carità. Così chi calpesta il luogo dell’anima di nome Milan può continuare impunemente a farlo ed è pure legittimato, nel tripudio generale, a vendere giocatori per acquistarne altri peggiori, creando il suo amato cash flow. Quanto fa male vedere la nostra Storia infangata, vilipesa da maledetti speculatori pure imbecilli. Non ve lo grida nessuno? Non importa. Ve lo urlo io. Afuera! Afuera! Afuera! Paolo Maldini? Adentro! Adentro! Adentro! Questi mentecatti ci hanno distrutto. La Storia ha bussato alla porta di Sinner. Lui ha risposto. “ Presente!” Immenso Jannik! Meno male che ci sei. Alex Zanardi ha bussato alla porta del cielo. Che la Terra ti sia lieve, indomito combattente. Sei un grande uomo che non si è piegato di fronte alle tremende prove imposte dalla vita. Hai trasformato il dolore in speranza. Non ti dimenticheremo mai. Vorrei dimenticare, invece, la giornata di ieri con il trionfo degli Orrendi e la nostra déb<span style="font-family: Liberation Serif, serif;">â</span>cle. Non ho visto ovviamente le loro feste. Nella mia infinita coltre di malinconia, trafitta dalla luce Jannik, ho rimuginato i miei pensieri e inviato una una mail al Ministro Abodi. Ve ne faccio partecipi. Se qualcuno volesse intraprendere iniziative analoghe, ne sarei felice. Non mi aspetto niente, sia chiaro. Ma bisogna combattere, maledizione al secchio! Prima, però, non può mancare il mio grido di battaglia. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Egregio Ministro, sono Chiara Savio. Il calcio è la mia passione. Il mio luogo dell’anima si chiama Milan. Soffro molto, vedendo come gli usurpatori che lo tengono in ostaggio lo calpestano e lo vilipendono. Ma questo non ha importanza. Il punto è che il calcio sta perdendo ogni credibilità. Continuando così, io e molti altri tifosi, pur con il cuore a pezzi, lo abbandoneremo. Il Presidente La Russa ha detto che ha parlato con Lei. La politica deve star fuori dal calcio. Ipse dixit. L’affermazione è grottesca, visto da che bocca esce. Secondo lui, interista incallito, Lei l’ha tranquillizzato, assicurandogli che non prenderà provvedimenti. Se davvero non lo farà, Dott. Abodi, commissariando Figc e Aia, condannerà a morte un movimento gravemente ferito. C’è bisogno di trasparenza, pulizia, equità. FIGC è diventato l’acronimo di Federazione Interista Gioco Calcio. Non è possibile che l’Inter possa infrangere ogni regola, non pagando mai. Siamo passati, masticando amaro, oltre tante situazioni…. bizzarre. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Il Dottor Chinè era procuratore a Latina ai tempi del passaporto falso di Recoba. La Procura acclarò il reato, ma passò le carte alla Figc con oltre sei mesi di ritardo. Così questa ebbe il tempo di cambiare le norme, che avrebbero mandato l’Inter in serie B, e il tutto finì con una condanna penale di sei mesi a Oriali. Genoa Inter del 1983. In campo e negli spogliatoi successe il pandemonio, perché Bagni segnò il gol della vittoria a pochi minuti dalla fine, violando l’accordo sul pareggio. Ci fu l’inchiesta della Procura federale. Ovviamente non venne preso nessun provvedimento, nonostante la combine fosse chiara. Passiamo a quel che successe nel 2006. Le intercettazioni di Facchetti con l’amico Bergamo furono lasciate nei cassetti. Emersero dopo che era scattata la prescrizione. Palazzi disse che, se le avesse avute a disposizione, avrebbe mandato in B anche l’Inter. Altro che scudetto! La Banda degli Onesti finse di sbraitare sdegnata, ma si guardò bene dal rinunciare alla prescrizione. Chi li chiama prescritti cartonati ha le sue buone ragioni. Ottime, direi. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Venendo a tempi più recenti, fu spettacolare l’omertà di stampa e Istituzioni sulla disastrosa situazione economica di Zhang. Le banche non garantivano le fideiussioni per l’iscrizione al campionato. No problem. Si cambiò la legge. Bastava una lettera di patronage della Società proprietaria. Sì, ma un conto è se la garanzia la dà la Fininvest o la Fiat. Un altro se a fornirla è tale Grand Tower con sede in Lussemburgo. Specie se questa Grand Tower non ha mai pubblicato un bilancio che accerti la sua solvenza economica. E, quando ne rende noto uno, questo evidenzia un patrimonio netto negativo di oltre 600 milioni. Ma la Covisoc, così severa con altri club, chiuse un occhio, anzi due, e non ebbe problemi ad iscrivere l’Inter al campionato. Non abbiamo ancora avuto il bene di sapere il perché. Neppure sappiamo dove sia finito il 31% di quote azionarie posseduto da Lion Rock. Sorge un sospetto. E’ andata così perché il capo Procuratore Viola è un ultrà interista che va a cena con Marotta e parla con i giornalisti, mostrando orgoglioso la cover del cellulare con lo stemma nerazzurro? E perché Gravina e Chinè sono amici di Marotta? Per non parlare della questione delle infiltrazioni mafiose in una curva che manteneva stretti rapporti con la Società. I prediletti incontrarono la comprensione del loro grande tifoso Viola, che si affrettò a definirli parte lesa. Il resto lo fece una cena galeotta tra Marotta, l’avvocato dell’Inter Cappellini, Gravina e Viglione. La cena si svolse al ristorante The Wild di Milano il 19 Marzo 2025. Chinè, molto duro con altri club, stavolta ammiccò. Arrivarono sanzioni risibili. Tarallucci e vino. Viglione è il braccio destro di Gravina. Andò a festeggiare lo scudetto dell’Inter in panchina con Inzaghi. La moglie, Germana Panzironi, fu presidente di quella Covisoc così indulgente verso l’Inter. Poi si dimise. Loro fanno così. Rassegnò le dimissioni dal Cda dell’Inter anche Carassai, che era a capo di di un’azienda di scommesse online, la MicroGame. A una domanda fattagli da un giornalista delle Iene a proposito di Carassai, Marotta rispose dicendo che era parzialmente impreparato. Le situazioni equivoche possono essere sanate con le dimissioni? Evidentemente no. Ma a loro viene concesso, perché nessuno gli presenta mai il conto. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Potrei parlare delle sponsorizzazioni farlocche e dei conseguenti falsi in bilancio. Ne hanno combinato di tutti i colori. Sono sempre impuniti. Lo fossero anche stavolta, dovrei chiudere con il calcio, che è una parte della mia vita. Sarei felice se lo facessero anche tanti altri, mandando in crisi DAZN, Sky e quindi tutto il movimento. Come credo sappia, in moltissimi chiamiamo il campionato “ Marotta League”. Le ragioni sono evidenti. L’operato di arbitri e varisti è sotto gli occhi di chi vuol vedere. Sono di gran lunga la squadra con più rigori a favore e meno contro. Quelli che hanno ricevuto meno gialli. I rossi sono più rari delle piogge nel deserto. In campo possono fare quel che vogliono. Fallacci, proteste belluine. Mitiche le scene in cui circondano minacciosi gli arbitri. Non pagano mai dazio. Lautaro, Bastoni e Barella sono fulgidi esempi. Bestemmie? Insulti razzisti? Per loro non valgono. La Marotta League si avvale di poderosi appoggi istituzionali, politici e mediatici. Anche ora giornaloni e televisioni si mobilitano a favore degli Orrendi. Sminuiscono. Sopiscono. Cercano di dipingere la vicenda come una questione interna al mondo arbitrale. Nessuna sorpresa. Il codazzo dei menestrelli cartonati è sempre stato dominante nella narrativa dei mass media. Fatico a chiamarli giornalisti. Il New York Times ha definito La Gazzetta dello Sport come la cheerleader dell’Inter. Ora il vaso è colmo. Anzi, è già traboccato. Quindi mi rivolgo a lei, Ministro dello Sport, perché possa fare un po’ di giustizia e ridare credibilità al calcio. Il Procuratore Ascione ha svolto un lavoro importante e difficilissimo, visto che il suo capo è Viola. Parla esplicitamente di arbitri graditi e sgraditi indicati da lorsignori a Rocchi. Di un incontro avvenuto in stanze segrete nella pancia di S. Siro il 2 Aprile. Non trova strano che sia stato promosso a Roma? Dicono che abbia vinto un concorso . Sarà vero, per carità. Ma quando è successo? Perchè il trasferimento arriva proprio ora? Curioso, no? Anche chi come me sa perfettamente di trovarsi di fronte alla Marotta League, capisce che, per dimostrarlo, occorrono delle prove. Penso che il Dottor Ascione le abbia. Ammesso che le intercettazioni ci siano, e io credo di sì, verranno fatte uscire o qualcuno di molto potente lo impedirà? Sto in campana, nel timore di eventuali insabbiamenti. Ricordiamo tutti quel che successe nel 2006. La prego, Dott. Abodi, raccolga questo S. O. S. che le lancia il calcio. C’è assoluto bisogno di trasparenza. Gravina è stato dimissionato. Ma non basta. Chinè e Viglione vanno cacciati. Non sono credibili. Questa Figc ha portato il calcio italiano a risultati vergognosi. Un’ultima domanda mi ronza per la testa. Perchè Rocchi si è avvalso della facoltà di non rispondere? Io una risposta l’avrei. E lei? Scusandomi per il disturbo e sperando nella sua cortese attenzione, Le porgo cordiali saluti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">P. S. Ecco lo stralcio di una dichiarazione rilasciata da Marotta il 28-08- 2024. “ Inter la meno ammonita della serie A nella scorsa stagione grazie al lavoro del nostro referee manager Schenone.” Eh sì, Don Beppe aveva proprio ragione….</span></p>
<p align="justify">
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