La solitudine dei numeri 9

9 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

La partita di Sassuolo ci ha detto un po’ di cose, ci ha confermato che continuiamo a sembrare undici giocatori che giocano insieme per la prima volta ma ci ha anche detto che quegli undici giocatori non giocano contro il tecnico, il che è abbastanza sconcertante perché alcune prestazioni passate erano quindi figlie del non gioco. Il fatto che si stia remando tutti dalla stessa parte è comunque un buon punto di partenza per la rincorsa all’Europa League. Quello sarà il nostro obbiettivo.
Se mi avete letto in passato sapete bene quanto io non ami il nostro allenatore ma non credo che anche altre squadre avrebbero chiuso il Sassuolo novanta minuti nella loro area. Chiaramente non lo abbiamo fatto nemmeno noi anzi, ma alcune note positive ci sono state: abbiamo ritrovato un buon Bonucci, e soprattutto un ottimo Kessie. A me l’ivoriano piace molto, trattasi di diamante grezzo ma pur sempre un diamante. Deve migliorare tantissimo ma può spaccare la squadra avversaria con le sue progressioni e i suoi inserimenti. È un giocatore che si sente in campo, si sente quando fa bene e si sente quando fa male perché la squadra perde subito di fisicità in mezzo al campo. Ha cambio di passo e sarà un punto fermo del Milan del futuro. Dovrà esserlo.
Nel dopo partita di Sassuolo mi ha colpito e incuriosito molto una risposta di Montella alla domanda di un giornalista su Kalinic: “Ha fatto una buona prova, ha avuto due occasioni, ma dobbiamo migliorare anche su come occupare meglio l’area di rigore”. Tradotto, il croato ha fatto bene ma va aiutato in area dagli inserimenti di centrocampisti e trequartisti. Ora, il concetto mi trova d’accordo ma per mettere in pratica tutto questo un minimo di gioco lo si dovrebbe avere. Suso tende a svariare sul centro destra venendo dentro dall’esterno, Cahlanoglu preferisce smistare e verticalizzare(o almeno ci prova) e Kessie è l’unico che si propone. Non attaccano gli spazi certo né Biglia, né Montolivo, né Locatelli.
Da quando Vincenzo Montella è al Milan un dato è inconfutabile: l’attaccante è quasi sempre uno dei peggiori in campo. I giocatori cambiano ma il rendimento insufficiente dei nostri numeri nove è una costante.
Sarà colpa dei singoli o di una manovra offensiva che fatica a svilupparsi? Ho deciso, con l’aiuto di Wikipedia, di andare a consultare alcuni dati che vorrei sottoporvi per creare uno spunto di riflessione.
Vincenzo Montella ha iniziato a Catania la sua carriera da allenatore a tempo pieno nella stagione 2011-2012 terminando la stagione con un onorevolissimo undicesimo posto.
Il parco attaccanti era il seguente: David Suazo, Maxi Lopez, Keko e Bergessio.
Un discreto reparto ma in quella stagione il cannoniere fu Ciccio Lodi che tra punizioni e rigori segnò 9 reti.
L’anno dopo Montella passa alla Fiorentina conquistando un bellissimo quarto posto potendo contare sui seguenti attaccanti: El Hamdaoui, Seferovic, Larrondo, Ljaic, Toni, Giuseppe Rossi e Jovetic. Il montenegrino segnò in quella stagione 13 reti e fu il cannoniere della squadra. Jovetić, trequartista o seconda punta ma non propriamente un numero 9…
Nella stagione successiva ancora un buon risultato finale confermando il quarto posto dell’anno precedente e per la prima volta una punta, ovvero Giuseppe Rossi, è il bomber della squadra con 16 goal. Se vogliamo però trovare un appunto, i numeri 9 di quella stagione vale a dire Mario Gomez e Matri, però non segnarono quanto Rossi.
Nella stagione successiva altra ottima stagione di squadra con una rosa di attaccanti che comprendeva: Gilardino, Salah, El Hamdaoui, Rossi, Babacar e Gomez. In campionato quell’anno sapete chi fu il bomber della squadra? Josip Ilicic, un centrocampista, con 8 reti….
A fine stagione le strade tra Montella e la Viola si dividono con il tecnico che il 15 Novembre 2015 decide di accettare la panchina della Sampdoria prendendo il posto dell’esonerato Zenga. Stagione fallimentare quella blucerchiata con la Samp che si salva con appena 40 punti. Cannoniere stagionale fu Eder con 13 reti che però giocò solo il girone di andata in blucerchiato, a fine gennaio, infatti, fu ceduto all’Inter….
E veniamo al passaggio di Montella al Milan che giocando male, con una rosa scarsa, riesce comunque a portarci in Europa League. Per la prima volta da quando allena è un numero “9” a segnare più di tutti, vale a dire il contestatissimo Carlos Bacca con 13 centri.
Si deduce quindi che Montella da quando allena una sola volta il suo numero 9 è stato il bomber della squadra, quanto basta per farci riflettere. Il suo modo di giocare si sposa poco con i numeri 9, e dire che lui era un ottimo attaccante, risulta quindi strano il fatto che non sappia far giungere i rifornimenti giusti al suo centravanti.
Nella sua carriera ha gestito centravanti tipo Maxi López, Muriel, Gomez o Bacca e questi sotto la sua gestione non hanno mai brillato. Non può essere un caso che solo in una stagione il suo centravanti è stato il bomber della sua squadra. Intendiamoci, so bene che lui preferisce un centrocampo tecnico con inserimenti di trequartisti e mezzale ma finora, al Milan, non abbiamo visto nulla di tutto questo.
Credo che Montella sia il traghettatore di se stesso, per la prossima stagione l’allenatore deve essere uno ed uno solo: Antonio Conte.

MattLeTiss

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a “Le God”. Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.