Grandi con le piccole

7 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Anche la serata di Reggio Emilia è passata senza troppi rischi e, fortunatamente, senza danni. Come la serata di Verona con il Chievo, la vera sofferenza è stata seguire tutta la partita con gli occhi aperti, rispetto a quanto il Milan abbia avuto difficoltà sul campo.

Perdiamo con tutte le squadre che ci sono davanti in classifica e vinciamo con tutte quelle che ci sono dietro (eccezion fatta per la partita con il Genoa). Lo dicono i numeri, lo dice la classifica. L’unico punto in comune che unisce le prestazioni è una mancanza di gioco impressionante che con chi ti è superiore ti fa soccombere. Dall’altro lato, grazie agli spunti di giocatori superiori al livello degli avversari, questo non gioco, ti aiuta a vincere le partite che devi vincere.
Proprio così, le partite che devi vincere. In fin dei conti, questo Milan di Montella, brutto, lento e impacciato quando doveva vincere per dovere di carisma e dovere di classifica, l’ha fatto. Il problema, semmai sono state le sconfitte senza scusanti di Roma e Genova. Sono queste, ad oggi, le note dolenti. Partite non solo perse sul campo ma straperse sotto l’aspetto tattico, fisico e mentale.

Con un assetto di gioco decente e una preparazione fisica e mentale adeguata, probabilmente quelle due partite avrebbero portato qualcosa di più di quei laconici zero punti. Inoltre avrebbero rosicchiato qualche punto a due squadre che in questo momento ci sono davanti. Una delle quali è diventata di diritto una concorrente per la qualificazione alla Champions League 2018/19.
Purtroppo senza un’idea di gioco, quando gli avversari sono organizzati e non sono inferiori al Milan, questa squadra, ad oggi, non riesce ad ottenere punti. Nei casi specifici di Lazio e Sampdoria ha anche preso delle imbarcate pericolose con squadre che devono essere assolutamente alla portata del Milan.

Contro Juventus, Inter e Roma la sconfitta ci può stare (specialmente in questo periodo storico rossonero), soprattutto perchè sono squadre che per diversi motivi sono più attrezzate e rodate di noi per arrivare agli obbiettivi che solo in quattro possono raggiungere. I bianconeri sono più forti e sono più organizzati, dopo avergli permesso per anni di “spadruneggiare”, come direbbe il Ras della Fossa, in campo e sul mercato. Contro di noi non hanno brillato ma ci hanno battuto giocando con il freno a mano tirato. Le altre due, invece, hanno puntellato due organici già pronti e hanno aggiunto due allenatori, furbi, scafati e molto ben preparati tatticamente. Io continuo a pensare che la corsa debba essere fatta sui giallorossi, soprattutto se dovessero proseguire il cammino europeo. Però nel complesso, aver totalizzato zero punti in queste tre partite, con due gol fatti e sette subiti, è molto grave ma non così improbabile. Ripeto, per questo Milan, in questo momento storico, sono risultati che ci possono stare. D’accordo, magari giocando meglio di così. Ma se avessimo giocato bene, non staremmo qui a soffrire ogni settimana.
Quindi, cammino brutto ma non totalmente da buttare, in virtù del fatto che con un pizzico di fortuna qualche punticino l’avremmo sfangato anche in queste occasioni. Conseguentemente l’avremmo tolto anche a loro.

Tutta colpa della sfortuna e del non gioco? No. Sicuramente avere Icardi, Dzeko e Higuain in rosa non è una colpa, anzi. Il killer instinct, per ora, nella compagine rossonera non c’è ancora. Al massimo è limitato al solito e solo Suso, che sta tirando la carretta anche fin troppo. Gli acquisti della scorsa estate devono ancora dimostrare di valere i soldi spesi e di valere (cosa ben più importante) la maglia rossonera. Avere iniziato il campionato con un calendario non semplicissimo non ha aiutato, anche se le colpe ci sono e sono di tutti.
Ora, arrivano le partite che devi vincere. Quelle che fino ad oggi abbiamo vinto. Giocando male, senza ritmo, senza spirito ma che abbiamo sfangato perchè siamo superiori tecnicamente.

Al rientro, dopo la trasferta di Napoli (che dobbiamo trovare il modo di sfangare come hanno fatto altri…), il calendario dà la possibilità al Milan di provare a rivedere un pò di luce. Il trend attuale dice questo. Le grandi del campionato (Napoli, Juventus, Inter, Lazio e Roma) hanno perso in totale solo 10 punti con le “altre”. Senza mai perdere una partita ma solo pareggiandole. Le uniche sconfitte arrivate (4 in totale, delle quali 2 solo della Roma) sono tutte arrivate in scontri diretti tra di loro.
Il Milan con le “altre” ha fatto 19 punti su 21, senza mai perdere e pareggiando una partita in 10 contro 11 con qualche episodio “strano” a sfavore. Praticamente in linea con chi sta davanti. Se ci mettiamo anche le partite di Europa League, i punti con le “altre” salgono a 27 su 33. Non calcolo le partite contro le “simpatiche” (come l’amica che presenti al tuo coinquilino che è brutta ma simpatica) compagini rumene e macedoni giocate ai preliminari. Insomma, le partite abbordabili, molto probabilmente questo Milan le riesce a vincere.

Adesso non voglio sembrare troppo fiducioso ma visto che la questione allenatore mi sembra ormai archiviata e che volga verso la riconferma (la squadra non lo ha mollato, le alternative latitano). Puntiamo a fare bottino pieno nelle prossime giornate, dove andremo ad affrontare delle squadre PIU’ DEBOLI di noi sulla carta. Sottolineo, più deboli. Questo perchè, in caso di difficoltà, allora non ci saranno più scuse ma solo critiche e processi per tutti. Per ora la crociata pro o contro Montella non ha più un senso per me. L’ho già criticato, non lo ritengo all’altezza degli obbiettivi rossoneri. I numeri gli sono contro sempre e comunque, ma la stagione va portata a termine, al costo di vedere partite come Atene e Reggio Emilia, al piccolo trotto ma che alla fine ci portano punti. Questa squadra, quest’anno deve fare punti, portare a casa il fieno e raggiungere l’Europa che conta. Il bel gioco, con questo allenatore che scimmiotta il guardiolismo ce lo possiamo scordare.
L’importante è che si metta in testa che con gli avversari che ci sono superiori bisogna giocare in maniera diversa. Non dobbiamo per forza voler giocare a viso aperto la partita, per ora ha prodotto solo sconfitte. Si giochi con intelligenza tattica e astuzia. Il calcio prevede anche delle contromosse tattiche, mio caro Vincenzo.

Concludo con il dire che da oggi, fino alla fine del campionato, sentiremo mille nomi affiancati alla panchina del Milan per la prossima stagione. Ognuno di noi ha il suo “preferito”, personalmente il mio nome ce l’ho e lo tengo nel taschino ma facciamo tutti uno sforzo disumano (l’ho fatto io a scrivere cercando qualcosa di buono in questa situazione), proviamo a non mandare tutto all’aria. Proviamo a prendere il poco di buono che c’è, non lesinando mai critiche costruttive che faremo per il solo bene del Milan, sperando che alla fine sia premiata la nostra pazienza e la nostra coerenza.

Siamo Milanisti, siamo tifosi della Storia del calcio, siamo Nighters non abbiamo nel DNA la parola “accontentarsi” ma in questo momento è di gran lunga la migliore opzione che abbiamo per cominciare a costruire qualcosa di importante. Soprattutto per non diventare come quelli là che sono a Milano di passaggio e che del melodramma calcistico hanno fatto la loro triste e piccola storia.

FORZA MILAN

Johnson

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

“…In questo momento l’arbitro dà il segnale di chiusura dell’incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando…” la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.