Speranze e realtà

1 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Ennesima batosta, ennesimo scontro importante perso raggiungendo così il triste primato di zero punti con Lazio, Roma, Inter e Juventus ed un desolante 3 gol fatti e 11 subiti nel tabellino.
Credo che nemmeno i pessimisti cosmici avrebbero predetto un simile score o una simile classifica di serie A. Ad essere sinceri nemmeno le dichiarazioni della società (tornare in champions league fin da subito)  mi erano parse roboanti quanto piuttosto un obiettivo abbastanza condivisibile, sicuramente non facile per il sottoscritto ma condivisibile, perché altrimenti ci si abbandonerebbe alla mediocrità.
A guardare le cose oggi sembrerebbe che tutti i giocatori acquistati siano pippe, da Biglia a Bonucci passando per Calhanoglu, ma se su quest’ultimo si possono nutrire dubbi circa l’adattamento ad un nuovo campionato, sui primi due dovrebbe suonare qualche campanello d’allarme. Non saranno Modric e Nesta ma diciamocelo, nemmeno possono essere quelli visti fino ad oggi. Io non sono solito dar sentenze sui nuovi (giocatori, dirigenti, ecc.) dopo qualche mese perché dal mio punto di vista è un arco temporale troppo limitato, differentemente qualche considerazione in più su mister e obiettivi reali riesco a esprimerla.

Fin dal mercato tutti, chi più chi meno, erano concordi nel valutare l’attuale rosa come protagonista nella corsa alla champions league, i più audaci, o ottimisti se preferite, vedevano il Milan lottare per lo scudetto con un po’ di fortuna.
Nel mio piccolo consideravo il Milan come una di quelle squadre che avrebbe dovuto lottare con la Roma e (soprattutto) l’Inter per il quarto posto, mentre davo la Lazio un gradino sotto dopo aver ceduto Keita Balde (che ad oggi non ha ancora fatto faville a Monaco) e Biglia. In pratica se togliamo la Lazio per me il Milan poteva anche terminare quinto senza particolari demeriti rispetto alle altre, semplicemente perché i numeri che già vi postai l’anno passato, e che oggi vi ripropongo, mostravano prima di tutto un livello di partenza delle nostre rivali assai elevato.
Se guardiamo la differenza reti relativa alla stagione scorsa noteremo come Napoli, Roma e Juventus fossero praticamente inavvicinabili e quelle a noi più vicine (Inter e Lazio) avessero comunque un differenziale quasi doppio. Nemmeno la voce gol fatti faceva presagire grandi cose perché tutte le cinque squadre sopracitate viaggiavano su numeri altissimi.

A questo punto voi direte “ma sono statistiche dell’anno passato”, vero, ma nessuna di queste ha smobilitato. Se andiamo ad analizzare gli avversari notiamo che:

  • la juventus ha ceduto Bonucci (e difatti ha la quarta difesa per reti subite, l’anno scorso era la prima), ma in attacco o in mezzo al campo nessuna variazione sostanziale;
  • la roma come giocatore determinante ha ceduto il solo Salah (infatti segna meno) ed ha cambiato mister. Qualcosa ha pagato perché è l’ultima del quintetto, ma il loro livello era altissimo.
  • il napoli è sempre quello e viaggia a gonfie vele;
  • l’inter non ha ceduto nessun giocatore determinante ed ha un tecnico assai superiore a quelli visti ultimamente su quella panchina ed ha migliorato le proprie performances
  • la lazio è l’eccezione in quanto ha ceduto due giocatori determinanti ma viaggia su grandi ritmi probabilmente per la crescita del gioco di inzaghi, ormai alla sua seconda stagione e quindi con meccanismi più rodati.

Tutto questo per dire che eventuali nostri miglioramenti dovevano essere comunque assai corposi per lottare per il quarto posto perché la base di partenza delle nostre dirette concorrenti era già elevatissima e quella non la si poteva mutare. Queste erano le considerazioni che mi portavo dietro per considerare il quarto posto come un grandissimo traguardo e non il traguardo minimo.

Dopo aver parlato degli obiettivi ora mi concentro sul mister ma non dal punto di vista tattico, visto che la mia opinione ormai la conoscete, ma sulla base di alcuni numeri. Tengo a precisare che i numeri, come quelli già esposti sopra, non spiegano tutto, non sono una verità assoluta, ma forniscono lo spunto per una serie di riflessioni e approfondimenti che spero vogliate fare dopo aver letto questo mio pezzo.
Sarò sincero, nel girone di andata dello scorso anno a mio parere abbiamo ottenuto molto più di quanto meritato (un po’ come l’inter fino ad oggi) e così ho deciso di analizzare i punti fatti nell’anno solare 2017 arrivando a quanto segue.
Ciò che balza all’occhio è il distacco siderale accumulato da Montella in sole 31 partite. Possiamo osservare come il mister abbia una media punti di 1,35 per quanto attiene la seconda parte del campionato scorso e 1,45 per quello attuale. In pratica nonostante una rosa di giocatori superiori per una serie di motivi non è riuscito a farla rendere. Tutto ciò è ancora più evidente in questa classifica dove il Milan si piazza addirittura in nona posizione. Il problema è che non è finita qui.
Se andiamo a confrontarci con gli allenatori confermati, potremmo dire che in base agli organici a disposizione è colui che sta ottenendo i risultati peggiori.
Possiamo infatti osservare come non solo non si avvicini nemmeno lontanamente a Gasperini, ma stia nel gruppetto con Giampaolo e Mihajlovic ossia allenatori con rose decisamente inferiori alla nostra. Se poi andiamo a vedere il distacco da Simone Inzaghi notiamo come Montella sia molto più vicino alle squadre di Nicola, Maran, Del Neri piuttosto di quella laziale.

Come detto i numeri non ci danno realtà assolute, perché molte cose sfuggono alle fredde statistiche, ma ciò che si può affermare con un certo grado di sicurezza è come il mister non solo non sia un valore aggiunto, ma probabilmente non è nemmeno in grado di sfruttare le potenzialità di questa rosa. Che la società possa avere sbagliato degli acquisti è nell’ordine naturale delle cose, che quasi tutti facciano pena francamente no, soprattutto quando tra di essi vi sono giocatori di sicuro affidamento. Avere una differenza di un solo misero decimale tra la media punti disastrosa della seconda parte del campionato passato e la rosa attuale è un’altra stortura priva di senso. Per quanto questa rosa possa essere stata sopravvalutata e per quanto i giocatori siano nuovi, mi rifiuto di credere che vi sia una differenza così risicata con il Milan visto nella seconda parte della scorsa stagione.

Non sono solito dare sentenze sui nuovi e proprio per questo ho voluto analizzare Montella perché quest’anno era chiamato a dimostrare il suo valore. Io ero uno di coloro che voleva la sua riconferma dopo la passata stagione, credendo in cuor mio che la seconda parte di campionato fosse dovuta al caos societario, ma già dopo la partita con la Roma ne volevo l’esonero perché se è vero che per me il quinto posto non sarebbe una tragedia, è anche vero che la ripetitività degli errori è qualcosa di insopportabile. Se è vero che il valore di partenza degli avversari è elevato è altrettanto vero che avere un distacco di 12 punti dalla quarta in classifica dopo 11 giornate ed essere quasi doppiati dalla capolista è ingiustificabile. Questa è l’unica vera critica che ad oggi riesco a formulare nei confronti della società, perché Montella lo avrei confermato anch’io a giugno e la stessa campagna acquisti la ritenevo soddisfacente. Tutta colpa di Montella? No, ma a mio avviso ha evidenti e ampie responsabilità per la situazione che si è andata a creare.

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.