Tra sensazioni e domande

31 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

“Il mio post Milan-Juventus”

Mamma mia com’è dura scrivere questa sera. Sono ancora spiaggiato sul divano dal fischio finale, non ho mangiato nulla, in televisione passa l’ennesima replica di Chicago Fire-NY Red Bulls della Major League Soccer americana. Mi pare abbia appena segnato uno che si chiama Veron. Mio Dio, ho le traveggole. No, si chiama veramente così. Il nostro big match (siamo proprio sicuri di volerlo ancora considerare tale?) è finito ormai da ore ma il mio malessere permane. La colpa è mia, solo mia. Queste serate le vivo male, con digiuno forzato, faccia sfigurata dalla tensione e ansia permanente. Non riponevo particolari speranze in questa partita ma la quinta sconfitta in undici gare fa male. Anzi fa malissimo. Mentre sono qui che vorrei scaraventare il computer contro il muro, cerco di respirare per far arrivare l’ossigeno al cervello e trovare un modo per riversare in questo post le dozzine di pensieri che mi stanno rendendo infernale questo sabato sera. Tutto nero, vedo tutto nero.

Finalmente, mentre scrivo, riesco a ragionare un pò più lucidamente e inizio a pormi delle domande. E’ un misto tra domande e sensazioni. Vi prego ragazzi, stasera non lasciatemi solo, le condivido con voi.

DELUSIONE – La prima sensazione che mi pervade è proprio questa. Anche se rimango convinto che per tornare ad essere “grandi” necessitiamo di almeno ancora tre sessioni di mercato, quest’estate una piccola fiche sul tavolo l’avevo messa. Vedere al lavoro una dirigenza per giornate intere che non pensava al menù del giorno ma pensava a costruire un progetto, mi aveva regalato discrete dosi di fiducia. Eppure adesso, sono deluso. Non pensavo di vincere il campionato, nè di dominare già dall’inizio del progetto ma tra giocatori nuovi che faticano, prestazioni scialbe e scelte societarie zoppicanti stasera io vedo mal riposte le mie aspettative (ripeto, aspettative normali). Sono deluso. Attenzione! Ho scritto deluso non indifferente e schifato come lo ero con la precedente gestione. Chi lavora sbaglia e per me merita rispetto e fiducia. Ma purtroppo stasera mi sento come un fidanzato tradito, la delusione ci sta tutta.

CURIOSITA’ – Per natura sono curioso, mi piace scoprire e conoscere i motivi delle cose. Stasera sono curioso di capire se Calhanoglu sarà questo per tutta la stagione. Io per lui stravedo, però, oggettivamente non sta facendo bene. Credo che il suo processo d’integrazione sia molto più lungo e difficile del previsto. Partendo dalla lingua (l’ha dichiarato anche lui). Vogliamo bollarlo come bidone?Sono curioso di capire se la Lazio ci ha mandato qui Daniel Biglia, il fratello fastornato di Lucas. Non riesco proprio a capire se sia un problema suo o un problema di come viene schierato in campo. Dannazione, è il capitano dell’Argentina, si è inceppato tutto di colpo? Forse quel “Forza Lazio” al giorno dell’arrivo a Milanello era premonitore?  Sono curioso di capire se Borini continuerà ad essere il nostro migliore in campo fino alla fine della stagione. Ragazzo d’oro, non si può certo dire di no. Corre, si impegna, si incazza e ce la mette tutta. Però è Borini. Senza mancare di rispetto a nessuno, se lui, nelle ultime uscite è sempre stato tra i migliori, o il migliore…”Houston abbiamo un problema”.

RABBIA – Sono adirato per la gestione di Suso. Siamo Susocentrici, ahimè, per lui non stravedo, non è un segreto. Però sarei “delirante“, come qualcuno ha scritto qui sul Night, se non ammettessi che le nostre attuali fortune passano da lui. Sono adirato perchè abbiamo trascorso novanta e passa minuti a vedere lo spagnolo là sulla fascia destra, chiuso in un triangolo mortifero. Chiellini, Asamoah e Mandzukic erano i componenti della trappola costruita dai bianconeri per limitare la nostra fonte di gioco. Sono adirato perchè non si è apportata nessuna modifica al piano di gioco. Sono adirato perchè questo Milan, purtroppo, non è ancora in grado di imporre il proprio gioco, si deve adeguare all’avversario. Ergo, se Suso viene mobbizzato da quei tre là, proviamo a fare qualcosa di diverso, spostiamolo, creiamo un’alternativa di gioco.

CHIAREZZA – Sono un fan della limpidezza dei comportamenti. Ho sposato da subito la nuova politica di Fassone e Mirabelli di rendere pubblico ed accessibile il maggior numero di informazioni sul nostro Milan. L’estate a suon di “cose formali” ha esaltato tutti. L’estate a suon di “equilibri che si spostano” ha gasato l’ambiente. Però, mannaggia, a volte, bisogna anche stare attenti a come e quando si comunica. Questi continui summit post partita, nei quali si analizzano i problemi della squadra, possono essere fatti anche nelle stanze segrete della sede. Lì fuori c’è un branco di alligatori affamati che non vedono l’ora di avventarsi sulla preda per continuare nella loro battaglia tra presente e passato. Va bene il tifoso al centro di tutto, ma vanno tenuti lontano coloro che nel Milan vedono solo una fonte di sostentamento alimentare la domenica a San Siro e, da quest’anno anche in Europa League al giovedì.

SCONCERTO –  Al singolare, mi raccomando! Mia mamma mi ha sempre detto di studiare perchè non dovevo fare come lei che non aveva avuto le possibilità. Io non l’ho ascoltata e infatti non sono un esperto nè di finanza nè di economia come coloro che vedo proliferare a giorni alterni tra televisioni e giornali. La mia domanda è: ma dove accidenti eravate quando i bilanci si chiudevano con la media di novanta, NOVANTA, 90 milioni di euro di passivo l’anno? Dove accidenti eravate quando si acquistavano i parametri zero e il bilancio piangeva lacrime e sangue per gli ingaggi insulsi che venivano concessi? Sono tutti lì. Sono passati da esperti di calcio giocato (e famose sta risata) ad esperti di finanza applicata alla gestione del bilancio societario. Basta. Io mi fido di ciò che dicono persone oneste intellettualmente e moralmente, che non lanciano allarmi ad hoc per creare zizzania e spaccare il tifo in fazioni.

Sono esausto, mi si stanno chiudendo gli occhi, forse è la volta buona che la tensione si è sciolta e che posso andare a dormire. Grazie per avermi fatto compagnia “virtualmente” durante questa notte di pensieri e parole scritte. Intanto NY ha liquidato 4-0 Chicago e devo ricordarmi di spostare l’ora…

Ricordiamoci di una cosa importante. Siamo tutti Milanisti, con idee differenti ma tutti teniamo solo ad una cosa, vedere il nostro Milan tornare ad essere il Milan. Chi provoca o cerca lo scontro non lo fa per il Milan ma solo per il suo ego. Oggi più che mai non c’è spazio per individualismi in campo, figurarsi tra gli spalti.

FORZA MILAN

Johnson

P.s. Oggi ad Utrecht è festa Patronale, Auguri a te. Marco alè, Marco Van Basten.

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

“…In questo momento l’arbitro dà il segnale di chiusura dell’incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando…” la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.