Il Derby

14 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

“Il passato lasciamolo…di spalle”

Sono le 20.38 di domenica, tra poco si entra in campo. Lo spogliatoio è in fermento, si curano gli ultimi dettagli. Tutti carichi e caldi per cominciare. Le maglie rossonere sono lì che vi aspettano, tutte appese sugli armadietti personali. Per molti di voi è il primo derby di Milano, per gli altri è il primo vero derby da Milan e non da Giannino F&K. Mi rivolgo soprattutto ai primi, a coloro che sono lontani dal nefasto passato recente. Siete molto fortunati e non sapete quanto. Molti di noi vorrebbero entrare in campo per questa partita per scaricare tutta la tensione. Siete fortunati perchè, dopo pochi minuti, le parole dette a sproposito nelle ultime settimane le avrete dimenticate, correndo in campo. Noi no. Noi soffriremo, ci dilanieremo le interiora per tutti i 95 minuti in attesa di poter urlare la nostra gioia. Noi suderemo quanto voi ma saremo costretti a stare fermi sul seggiolino dello stadio o a muoverci tra il divano e la televisione di casa. Noi saremo lì con voi, per tutta la sera. Lo siamo già da due settimane. Abbiamo difeso i colori ogni giorno. Saremo lì a farvi sentire il nostro appoggio, il nostro amore. Non lasciate che questo affetto si sperchi. Non lasciate che i fantasmi del passato prevalgano. Siamo tornati a tifare questi colori con più amore di prima, usateci come volano.

Purtroppo nello spogliatoio nessuno può spiegarvi cos’è il Milan. Anni di barbarie gianninesche hanno fatto perdere questo senso di appartenenza. I vostri compagni “più anziani” non hanno la minima idea di cosa voglia dire indossare la maglia rossonera. Sono stati cibati per anni con pantagonnati, con crestati e con meches trash. Noi, solo noi, possiamo raccontarvi cos’è il Milan. Anzi non servono le parole, basta che vi ricordiate il 3 agosto scorso. Questo è il Milan, questi sono i tifosi del Milan. Siamo arrivati da tutte le parti d’Italia e d’Europa, in una giornata dal caldo opprimente, per un turno preliminare di Europa League. Noi, che eravamo abituati a dettar legge in tutta Europa. Noi che avevamo disertato lo stadio per evitarci “dosi massicce di Bioketasi” (cit.).  Milano era una città semivuota, riempita solo dai nostri colori. Siamo venuti allo stadio per farvi capire che giocare per questi colori, non è una cosa normale. Qui al Milan, il nostro motto non è “vincere è l’unica cosa che conta”, qui lo stile è diverso. Qui la cultura sportiva è diversa. Qui si è fatta la storia. Qui i colori sono diversi.
“Saremo una squadra di Diavoli, i nostri colori saranno il Rosso come il fuoco e il Nero come la paura che incuteremo agli avversari”.
Le avete mai sentite queste parole? Sono la nostra storia, sono il nostro orgoglio.

Leonardo, Lucas, Mateo, Ricardo, Andrè, Nikola, Frank e tutti voi che avete l’onore e l’onere di vestire questa maglia, non dimenticatevi mai di quella sera di agosto. Noi non la dimenticheremo. E’ stata la data del nostro Rinascimento come tifosi del Milan. Ora spetta a voi la rinascita sul campo. Siete vergini di questo ambiente, siete vergini di questo amore. Potete e dovete assorbire tutto il bene che vi trasmettiamo, come delle spugne. Allontanate chi non vuole il bene della squadra. Tutto deve ricominciare da voi. Dal derby, dalla partita delle partite. Avete un’occasione imperdibile, ricominciare a costruire il Milan in una partita che non ha bisogno di presentazioni. Dovreste aver passato le ultime ore con la tensione, quella giusta, pronta a farvi andare oltre le vostre possibilità. Noi, vi assicuro, che le abbiamo trascorse così.
Chi non crede in questo progetto, chi non crede in questo Milan, oggi può mettersi nell’angolo con in testa il cappello da asino. Non c’è posto per voi. Non c’è posto per i capricci o i rimpianti. Per voi la luce verrà solo quando giocheranno le Nazionali e nessuno avrà notizie reali da dare.
La strada che dovete percorrere sarà ricca di imprevisti e di difficoltà. Lo avete capito e lo avete vissuto in questi mesi. La differenza tra voi e un giocatore del Giannino sta nel come supererete questa situazione.

Guardatevi negli occhi e trovate tutte le energie mentali e fisiche per unirvi e ripartire. Appena entrerete in campo, cercate i nostri colori tra la gente sugli spalti, saranno lì per voi. Saranno lì per il Milan. Adesso dipende solo da voi, se volete essere ricordati per un gruppo di buoni giocatori che si sono trovati in una vicenda più grossa di loro e sono implosi. Oppure se volete essere ricordati come dei grandi uomini che ricominceranno a spiegare cos’è il Milan alle nuove leve che arriveranno.
Siamo tornati alla luce dopo anni di vero e proprio oscurantismo, non perdete questa occasione. Sarebbe un grosso peccato. Noi ci siamo. Noi ci crediamo. Si va in campo.
Forza lotta vincerai…

Johnson

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

“…In questo momento l’arbitro dà il segnale di chiusura dell’incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando…” la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.