Bagno di umiltè

6 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Volevamo tutto e subito. Tutto, cioè la fine del sistema Galliani-Berlusconi, le sue infinite contraddizioni, insondabili pieghe, intrallazzi disgustosi; contemporaneamente l’alba di un nuovo Mondo Milan pulito e luminoso. E lo volevamo nel giro di un’estate, più il quarto posto in carrozza. Benvenuti a tutti, anzi bentornati, nel mondo vero dove rientrare fra le big d’Europa non è questione così semplice.

Ovviamente viene ora messa in discussione la campagna acquisti, titanica opera di porte girevoli; su carta ha certo rivalutato il valore della rosa milanista tuttavia avrebbe anche dovuto esprimere un netto miglioramento tecnico sul campo. Prima di sparare sui singoli conviene considerare che è stato il montaggio degli acquisti a non andare, finora: l’inserimento e la costituzione dello spogliatoio, ma anche la troppa aspettativa che andava smorzata per guadagnare tempo e concedersi degli errori. Montella ha fatto casino, prima col suo schemino rodato poi con quello non rodato, governando il gruppo col piglio di un criceto; però a farne lo scemo del villaggio commettiamo tutti un ottimistico errore. La guida tecnica è stata confermata da Fassone, non regge la mancanza di un’alternativa, ce n’erano enne al di fuori dei soliti nomi altisonanti e imprendibili. E Montella questo è, allena da sette anni non da ieri, sappiamo che identità può dare alle squadre e che non è il Sergente Hartmann. E’ anzi uno yes-man, e non sto svelando il Quarto Segreto di Fatima; bisogna capire bene a che cosa sta facendo ‘yes’ in questo momento. Non ho capito i motivi che hanno portato a non difendere la scelta della riconferma dell’allenatore dopo Lazio e Samp, né ho capito la difesa a quadrato dopo la Roma; voglio dire, se il tecnico si sta aggirando per il centro sportivo con lo scolapiatti in testa che venga cacciato. Se è un separato in casa, idem. Diversamente si chiariscano tutti, possibilmente lontano dai media. La faccenda Marra è ridicola, il paventato rientro di Tognaccini inquietante, sperando che siano gli ultimi straccetti di una scaramuccia poco comprensibile ma molto dannosa.

Messaggio subliminale

Chiunque nelle condizioni sbagliate fa un lavoro di merda, così la penso io. Dopodichè parlando di lavori fatti veramente col culo quello di Montella tocca apici tragici. Gli ‘esperimenti’ tattici sono dozzinali, il calcio visto sin qui è asessuato. Abbiamo raccolto quanto seminato, non di meno, ed il problema non sono le sconfitte ma l’attuale certezza che continuando così ci produrremo in un campionato scialbo e noioso, al netto dei risultati che comunque non arriveranno né soddisferanno. Iamm’bell si metta il cono di alluminio in testa e la pianti di trastullarsi e ascoltare le voci se vuole arrivare a fine anno; diversamente se ci deve andare bene un match come quello contro il Rijeka, 82 minuti di aria fritta e poi due ‘autoreti’ per noia, venga pure il primo che passa fosse anche il kenyota Mambo Mumba, attualmente libero.

Dall’altro lato, quello societario, registriamo alcune incongruenze. Da aprile a luglio protagonisti in Aldo Rossi uno stile diretto e aggressività sfrenata all’interno e verso l’esterno; era un Milan formato macchina-da-guerra, sinceramente esaltante. Pareva dovesse avvenire una resa dei conti che abbracciasse un po’ tutti gli ambiti. Dopo luglio invece chi ha trovato il cadreghino per sedersi si è tenuto il posto, e tutti gli input belligeranti sono terminati. Registriamo una ripresa in questi giorni col licenziamento del travel manager Maragliano, altro magnasghei di corte. Ma il core del Giannino, specie giocatori, sta ancora là dentro; che si ipotizzasse una ‘gestione transitiva’ di Montella in tal senso? Mah. Non si capisce l’estensione di queste contraddizioni, sicuramente non possiamo ancora contare su una mentalità forte e coerente. Non quella dei lavoratori indefessi che non guardano in faccia a nessuno, avendo lo Uallallenatore che non brilla per grinta né per dedizione maniacale. Non quella dei sergenti implacabili, perché a tutti i livelli sono presenti ancora residuati del vecchio sistema che tramano, pur da genuflessi. Non quelli dei capitani coraggiosi che se ne sbattono delle correnti, perché tre sconfitte hanno mandato in crisi il già timido apparato comunicativo e motivazionale, già incapace di tenere bassa la pressione mediatica e respingere, ad esempio, le cazzate sul modulo. Anche su questo punto mi rendo conto d’essere pretenzioso, non si costituisce una mentalità potente in qualche mese né senza errori; ma se questo progetto ha un’anima è ora di ritrovarla e seguirla fedelmente.

In questo momento c’è la soddisfazione d’essere tornato a seguire il Milan con ritmi e riti giusti, godermi le vittorie e sommergermi di bile nelle sconfitte; e questo va benissimo. C’è anche lo sconcerto per aver constatato, come magistralmente scritto da Gian, che ‘tecnicamente’ siamo fermi…a luglio! Un ritardo assurdo. Guardiamo il lato positivo: ad aprile per il gran finale, con le avversarie ormai spompe, saremo con la condizione di gennaio. Peccato che a gennaio le squadre di Montella calino. La sosta ora cade a pennello prima di un tour-de-force durissimo con quattro gare di campionato e una europea in 15 giorni; di fronte a Inter e juve, ma di fronte anche allo specchio. Bagno di umiltà per tutti e chiarezza: dopo un mese confuso e pretenzioso e un po’ troppa ‘politica’ ai più incomprensibile è ciò che ci vuole, oltre ad idee più chiare e decise in tutti i settori.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.