Mexico e nuvole

6 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Che voglia di piangere ho

Così cantava nel lontano 1970 il grande cantautore milanese e milanista Enzo Jannacci, un’icona della musica, e non solo, italiana. Vi starete domandando perché ho preso a prestito questo titolo ed il motivo è presto detto: Mati Fernandez giocherà con i messicani del Necaxa.
Spero che il grande Enzo non si offenderà per il paragone ai limiti della blasfemia, ma appena ho appreso questa notizia nel mio cervello si sono subito stagliate in sequenza le immagini di Honda (indossava la 10 al Milan non il 313), Vangioni e Matiz seguite dalla frase finale del ritornello che voglia di piangere ho.
Davvero, io non ce la faccio a ridere di questa situazione, a me viene davvero da piangere. Conoscete una grande squadra che abbia visto il trasferimento di tre suoi ex giocatori in Messico in una sola sessione di mercato e per di più in età da piena attività agonistica? A me francamente non ne viene in mente nessuna.
Messico e nuvole, la faccia triste dell’America così recitava Jannacci e devo dire che l’espressione si presta bene anche al calciomercato perché finire in quel campionato a 30/31 anni dimostra la pippaggine di certi elementi, altro che vantarsi davanti a microfoni amici. Ci sarebbe poi da aggiungere la ciliegina sulla torta, ossia altri tre giocatori (Sosa, Gomez e Kucka) con offerte provenienti solo dal campionato turco. Che voglia di piangere ho.
Kucka in Turchia ci è andato e a dire il vero le lacrime le ha versate lui, ma per la commozione mentre lasciava milanello, Gomez lo avrebbe anche seguito se solo non fossero cambiate le carte in tavola all’ultimo momento mentre per Sosa è davvero difficile decifrare cosa stia accadendo perché il club di Trebisonda (dove milita Kucka) continua ad insistere.

Nuvole, ci sono anche loro. Quando ho visto il telecronista del canale tematico presenziare al cosiddetto apacf show mi sono rabbuiato e non poco perché è l’esponente di un modo di fare comunicazione ormai obsoleto, sorpassato dai tempi moderni.
Il suo modo di porsi stantio e mieloso (sono gentile) al limite del diabete ha rovinato, a mio modo di vedere, quello che poteva essere un resoconto schietto e senza fronzoli di quanto fatto fino ad oggi. Io personalmente non ce l’ho fatta a seguirlo in diretta, poi, visti i commenti di molti amici che mi invitavano a guardare la sua pessima performance, il giorno seguente ho deciso di farmi del male costringendomi a vederlo (inteso il telecronista) constatando così come la sua conduzione fosse quella immaginata, se non addirittura peggiore.
Un simile risultato da parte sua per me era ampiamente preventivabile legato com’è a un modo di fare “informazione” da ancien régime che definirei surreale. E’ quindi comprensibile la sua miopia nei riguardi dei tifosi, a cui dovrebbe rivolgersi, ed il prodigarsi fino a poco tempo fa in comparsate o scritti in cui il comune denominatore era il tifosotto (tastierista, togato, ecc.) incapace di capire come dovesse “tifare e basta” perché tutto andava bene madama la marchesa ne era un fulgido esempio.
Non bastasse, se fino a qualche mese fa diventava furibondo quando qualcuno gli faceva notare le storture dei mercati in cui le commissioni la facevano da padrone, a discapito della scelta tecnica, adesso è il primo a parlarne ai tifosi…addio coerenza, sempre volendo essere gentili.

Tra le nuvole avvistate noto alcuni cirri riguardanti la campagna abbonamenti per l’Europa league. Leggendo quanto comunicato sul sito ufficiale mi par di capire che gli stessi siano a beneficio esclusivo degli abbonati. Per carità, è giusto e sacrosanto dare la prelazione a chi ha sottoscritto l’abbonamento al campionato, ma escludere (sempre se ho ben capito) da questa possibilità i non abbonati mi sembra un errore. C’è chi non può permettersi l’abbonamento al campionato per sé e per il figlio, ma magari acquisterebbe volentieri un pacchetto del genere. L’entusiasmo dei tifosi è alle stelle ed a mio avviso va coltivato e salvaguardato anche con questi piccoli ma importanti gesti.

I cirri come è noto non sono nuvole che destano preoccupazione, quella che invece potrebbe provocare un evento temporalesco ostilo e violende ha già iniziato la sua opera da diverse settimane cercando di “provocare” il tifoso milanista per giungere al suo obiettivo dichiarato e ribadito tra le righe in una recente intervista su Niang. Credo che questo personaggio non meriti ulteriori attenzioni perché ne ha già avute fin troppe e francamente non intendo passare una stagione intera sentendogli dire le peggio cose per farci incavolare con lui e i suoi assistiti.

Passate anche le nuvole non mi resta che ricordarvi di #AcenaconMirabelli. Agli associati che volessero prendere parte all’evento basterà inviare una email a eventi@radiorossonera.it scrivendo il proprio nome e cognome. La sorte farà il resto (venerdì estrazione live dei dieci fortunati). Ricordatevi che potrete mandare la mail entro e non oltre le 23:59 di oggi, per cui affrettatevi e buona fortuna!

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.