Pillole di fine mercato

2 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

A – Acquisti: potevano farne 3 o 4, ne hanno piazzati 11 (compreso il rinnovo a Donnarumma). Rivoluzione coraggiosa che darà i suoi frutti nel tempo, anche se un ‘raccolto anticipato’ dovrà avvenire per forza la prossima primavera. 240 i milioni usciti, che considerata la situazione precedente e i prezzi circolanti non sono un abominio; c’è chi ne ha spesi 120 due anni fa per Romagnoli più quattro pippe ora disperse in Russia e Turchia. Si è puntato anche sulla quantità per agire in toto sui punti deboli dello scorso anno. Non era pensabile ovviamente prendere 11 ‘top’, ma nemmeno anche solo 4 per dire: i prezzi li vediamo; quindi sono arrivati perlopiù giocatori funzionali. Che per funzionare appunto hanno bisogno di un contesto che va del tutto creato. Adesso dunque parola al campo.

L’acquisto dell’estate. Forza Leo, ci serve un vero Capitano

B – Bonucci: la vera scossa. Leader, e lui si un top player. Avrà bisogno di tempo per incidere sia in campo sia soprattutto su un ambiente profondamente rinnovato che ha bisogno di nuovi/vecchi stimoli, valori, attributi. Il discorso pre-partita, l’attenzione ai dettagli comunicativi, l’interesse verso tutto il mondo-Milan sono dettagli che vanno nella direzione giusta. Leo sarà il nostro frontman.

C – Conti: applauditissimo da San Siro, perché giovane ed esaltante in qualche giocata; ma anche perché rileva definitivamente il posto di Abate, che già da un po’ (tipo sei anni) aveva schiantato la minkia. Molto credito, ma anche tanto da crescere per il giovane Andrea, che è velocissimo e coraggiosissimo ma a volte ai limiti dello scriteriato! Ma quando parte fa godere.

D – Deus ex Suso: Jesus – Suso! Jesus – Suso! Scandisce il pubblico, senza blasfemia perché il ragazzo fa miracoli.

E – Europa League: per alcuni un fastidioso impegno succhia-energie, per altri un’importante palestra per il presente e il futuro oltre ad un’altra possibilità per accedere alla Champions League. Per affrontarla nel modo giusto dovremo crescere bene e in fretta.

F – Formali: “passiamo alle cose formali” è stata la hit dell’estate; un successo mediatico importante, ma come tutti i tormentoni ora di settembre tende ad annoiare. Andiamo con la prossima traccia.

G – Giannino: è ancora aperto e in funzione; ovviamente non ci riferiamo al ristorante. Sussurri indecenti sui cinesi, sui calabresi, in attesa di casi e casucci mediatici da creare ad hoc; strisciate di lurido su carta da culo rosa e tanta invidia: a questo sono ridotti.

H – Hakan: Calha è indietro di condizione, ma è anche spaesato. Piede, tecnica e utilità tattica ci sono sulla carta, ma la personalità del turco non sembra d’acciaio. Tempo e fiducia ci doneranno un giocatore unico, anche se qualche segnale dal ragazzo deve arrivare presto. Per me quello del ‘ruolo’ è un falso problema.

I – Internazionale: Spalletti + bùs del cul + buon avvio; anche senza la ‘potenza’ di Suning è un’Inter apparentemente solida e, per ora, pericolosa.

J – juventus: Che barba che noia.

K – Kessie: Carro-Armato-Kessie, canta la Sud. Fisico, attributi, tecnica ancora tutta da raffinare ed approfondire; non sarà probabilmente pronti-via il nuovo crack della serie A ma porta tanta potenza e qualità in più dei bolliti misti suoi predecessori, ha personalità, vent’anni e un’immagine in qualche modo già iconica. Può fare la differenza.

I – Iamm’bell: La rivoluzione milanista ha toccato tutti gli ambiti sportivi, tecnici e gestionali; ma quelli non funzionanti, non si è fatta una ‘piazza pulita’ idelogica bensì in funzione dei risultati. Che l’effetto sia comunque stato tabula-rasa la dice lunga…Montella ha fatto bene lo scorso anno, infatti è rimasto, anche perché affidabile e prudente. Come giochiamo? Come l’anno scorso, perché, che sarà mai successo. I giocatori? Tutti bravi, quelli nuovi, i vecchi, quelli che non hanno mai giocato, quelli che poi si deprimono e stanno a casa. Iamm’bell ia, la stagione è lunga. Tanto, alla fine, conteranno i risultati. I mammasantissima della panchina, quelli che arringano le folle, giocano col 3-2-1-3-1, gegenpressing e portiere volante, vogliono decidere tutto: dagli acquisti al colore della carta igienica, e in questo momento per molti motivi non ce li possiamo permettere; al Milan comandano in due, spazi per altre prime donne non ce ne sono. E serve stabilità dopo 6 cambi di panca in 5 anni. E allora: iamm’bell.

Pazienza verso chi deve crescere di più: dopo anni di ciofeche annunciate io sono disposto a concederne

L – Limpido: “Diamo noi i numeri ufficiali. È stato un mercato importante, oltre le nostre aspettative. Abbiamo investito più di 230 milioni ed è giusto specificare alcune cose. Questi soldi li metteremo tutti a bilancio 2017-18, così stanno tutti tranquilli. La seconda considerazione è relativa al presidente. Io e Massimiliano abbiamo portato undici giocatori forti grazie alla proprietà. Quando mettiamo insieme i numeri, vedi dei numeri monstre. Abbiamo fatto cessioni, e può darsi che si muova ancora qualcosa nei prossimi giorni, che stanno tra i 50 e i 60 milioni, qualcosa in più rispetto all’inizio. Abbiamo contenuto le commissioni, siamo stati nell’asticella del 5%, pari a circa 12 milioni. Il monte ingaggi sarà tra i 110 e i 120 milioni”. Potrà aver deluso l’assenza di un colpo di teatro ma a livello comunicativo il confronto coi precedenti inguatt-inguatt, magna-magna e slogan della minkia è impietoso.

M – Montolivo: Società e tecnico lo hanno confermato, declassandolo; lui ci è stato. Non condivido ambo le scelte ma quel che conta ora è la resa. Potrà il fu Capitan Ricotta riciclarsi come rincalzo? La speranza è che, come Poli e Honda l’anno scorso, raccolga più minuti di elogi fuori dal campo che minuti sul campo. Unica roba: davanti alla difesa NO; avete fatto trenta togliendogli quella fascia così pesante che lo condizionava tanto…fate trentuno mettendolo a far la mezzala di cambio.

N – Niang: tosata l’ultima cresta, quella rimasta troppo a lungo. Operazione tardiva ma brillante, ora saranno cazzi del Torino. Bravi Mira&Vincè, i pacchi bisogna saperli confezionare.

O – Ondivaghi: gli opinionisti ‘classici’ che nel decadimento assoluto hanno continuato a sbafare nei buffet e far finta di nulla adesso si riciclano senza classe, in maniera indecente e svaccata; non ci siamo dimenticati di loro, nè del Muezzin distruttore della comunicazione ufficiale, che per qualche motivo si sta cercando di ripulire. Banderuole non ne vogliamo, ci fanno schifo; vanno fatte delle scelte più nette.

P – Patrick: Locatelli docet, il 19enne pronto-fatto-finito da 2500 minuti all’anno semplicemente non esiste. Questo è il momento di Cutrone, ricordiamocelo quando non sarà più il momento di Cutrone. Rossonero del futuro, come Manuel; da crescere con pazienza.

Q – Quarto posto: sognare costa nulla, ma l’obiettivo è questo. Settantacinque/ottanta punti saranno sufficienti? Sarebbero dieci/venti in più degli ultimi anni, una sfida molto grande e entusiasmante, da affrontare con pazienza e dedizione.

R – Ricardo Rodriguez: A volte troppo avventuroso, ma quando la squadra girerà meglio la qualità di R2 sarà fondamentale, un upgrade determinante il suo innesto. Habemus terzino sinistro; da Serginho han fatto in tempo appunto a cambiare tre Papi.

S – San Siro: Un grande ritorno dell’amico più importante della squadra, il miglior ri-acquisto di sempre. Ma non sono stati i soldi a riportare l’entusiasmo, bensì un nuovo patto di fiducia e rispetto, senza più finzioni e prese per il culo, per tornare a sederci coi Grandi.

T – Trecinquedue: Per molti modulo del destino (oltre che del momento), per altri scelta discutibile. Disposizione tattica che rafforzerebbe il centro, consentendo anche due attaccanti di ruolo e più libertà ai terzini…ma irrigidendo la manovra, sacrificando Suso e in parte quanto fatto di buono dall’anno scorso. Problemi? No, finalmente scelte da fare dopo anni di accrocchi e ingessamenti.

U – Un-due-tre: sarà possibile per i non abbonati al campionato fare il mini-abbonamento all’Europa League? Al momento non ci sono indicazioni in tal senso…Peccato. Serve attenzione verso una tifoseria che in questo momento ha bisogno di stimoli, semplicità e prezzi popolari. E in cambio può dare tantissimo.

V – VAR: Spezza troppo il gioco? Non in Italia, perché alcuni nostri arbitri non lo usano! Come piloti cui dai il radar ma si ostinano a navigare a vista. Dieci turni di squalifica a chi rifiuta il sacrosanto ausilio tecnologico e canna. E la domanda è sempre la stessa: cui prodest?

W – Web Radio: Radio Rossonera è nata, deve crescere. Il nostro impegno continuerà e si moltiplicherà; ma serve anche altro.

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X – Mister X: gran parte del popolo è rimasta in parte delusa da Kalinic, giunto dopo aver flirtato con dei big. Partivamo da Lapadula e Bacca, il primo sotto categoria e il secondo ormai incapace di inserirsi, scattare e anticipare I difensori come in passato; l’età passa per tutti, ed erano le sue uniche doti. Ci presentiamo oggi con Andrè Silva, acerbo ma con tante qualità ancora da scoprire, Cutrone in stato di grazia e appunto Nikola. Che non è bollito e non sa fare due cose in campo bensì tutto quel che serve ad un centravanti; il livello è inferiore ai super-top da 80-100 milioni, ma l’upgrade c’è.

Y – YonLi: Ma chi è, ma che fa? Non me ne vogliano Campopiano e Sal Liuzzo, che tanto tengono anche al Li ‘personaggio’, ma per me quel che conta è ciò che non è: un satrapo decaduto. Aaaaah.

Z – Zavorre: Sono ovviamente rimasti sul groppo, come riserve, i rinnovati dal Condor: Zapata, Abate, Monto. Ce ne facciamo una ragione, visto che c’è pure di peggio: Paletta, Sosa, Gomez; gli ultimi due acquisiti l’estate scorsa con nessuna logica e adesso vogliosi di non fare un cazzo e percepire il solito ingaggio fuori quota (per il loro valore). Ci sono probabilmente costati l’ultimo rinforzo; amen.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.