La costruzione di Roma

30 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Come dice il proverbio, Roma non fu costruita in un giorno. Ma pare che si pretenda, da più parti, che il nuovo Milan cinese e montelliano diventi il Real Madrid nel giro di tre mesi e che vengano acquistati in una sessione di mercato 20 giocatori fenomenali per giocarsi immediatamente il campionato con la juve.

“Eh ma si sono spesi 230 milioni di Euro!”. Peccato che per ricostruire una rosa dignitosa partendo dal deserto tecnico e morale lasciato dal dinamico duo quella sia la cifra minima da stanziare, visti soprattutto i prezzi ormai esplosi a livelli inimmaginabili.

“Si ma hanno speso una barca di soldi e mancano un centrocampista e un esterno d’attacco!” Verissimo. Sono d’accordo anche io e spero sempre che entro domani un colpettino possa arrivare, anche se non di primo piano. E secondo me lo sanno anche il via Aldo Rossi. Ma evidentemente non ci sono state le occasioni e le possibilità economiche di fare tutto. Ricostruire senza falle in una sessione di mercato partendo quasi da zero mi pare francamente utopico. Tanto più che ci sono state e ci sono oggettive e forse inaspettate difficoltà nel fare cassa liberandosi di personaggi come Sosa e sopratutto Niang. Il trans alpino è il vero ‘tappo’ della campagna acquisti rossonera in questa ultima fase e rappresenta la seconda palese polpetta avvelenata lasciata dalla vecchia dirigenza assieme al brillantemente risolto affaire Gigio.

La partita, scialba e irritante, andata in scena domenica sera contro il Cagliari di Rastelli è stata una tappa fisiologica in un percorso di crescita di una squadra che vede mediamente 8/11 della squadra titolare cambiati rispetto allo scorso anno. La squadra di Rastelli, che chiaramente non è il Bayern Monaco, è invece una compagine che ha cambiato pochissimo rispetto alle formazioni della tranquilla salvezza 2016/2017. E  non è un dettaglio da trascurare.

La squadra ha bisogno di tempo, di partite e di allenamenti per raggiungere una fluidità e una incisività importanti. E il lavoro di Montella dovrà essere certosino e intenso sul piano tattico per dare una identità di gioco, elemento che viene abbondantemente prima rispetto ai numeretti degli schemi su cui piace tanto discutere a un sacco di gente. Il tecnico campano dovrà anche agire dal punto di vista della convinzione e delle motivazioni e in questo le vittorie (anche quelle di riffa o di raffa) sono fondamentali. Certo, e anche Vincenzino lo sa e lo ha sottolineato ripetutamente, la crescita complessiva dovrà essere rapida visti gli obiettivi che ci si è posti.

Non dimentichiamo che al netto della spina dorsale di classe ed esperienza Bonucci-Biglia-Kalinic, il resto della campagna acquisti/non cessioni è stata orientata a giocatori giovani e giovanissimi che possano essere pronti per diventare vincenti nel giro di un paio di anni.

Tanti paragonano questa prima versione del cinoMilan alla prima juventus di Conte che, anche grazie alla provvidenziale assistenza del sig. Tagliavento, riuscì a vincere il campionato 2011/2012 dopo aver inanellato due settimi posti consecutivi. Ripetute domande su questo canovaccio sono state poste in queste settimane anche a Bonucci. Vostro onore mi si permetta di dissentire da questa tesi! Quella juventus pur reduce da due annate negative non partiva dal quasi nulla cosmico che abitava Milanello fino a giugno scorso. In rosa Conte si ritrovò abili e arruolabili i seguenti giocatori: Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Marchisio, Del Piero (pur non ai suoi massimi livelli). E aggiungiamoci anche Quagliarella come rincalzo di lusso. Dunque 6 titolari da cui ripartire. Uno zoccolo duro di professionisti esemplari, alcuni dal palmares già importante e nel pieno della maturità calcistica, con una ottima esperienza alle spalle, che hanno costituito le fondamenta su cui il dominio bianconero si è basato.

Al Milan invece, essendo generosi, abbiamo Donnarumma (che pur essendo fenomenale non è il Buffon 33enne), Romagnoli, Suso e forse Bonaventura. Non è esattamente la stessa cosa. In più la juve aveva una società che, pur reduce da fallimenti, non era certo al primo anno e aveva già fatto un po’ di gavetta.

Tornando alla partita contro il Cagliari il peggiore in campo è stato senza dubbio il mio pupillo Hakan Calhanoglu: condizione fisica a dir poco imperfetta, ruolo poco adatto alle sue caratteristiche, fase di adattamento al calcio italiano, serata negativa. Mettiamo tutto assieme in un calderone ed ecco saltare fuori il minestrone indigesto della pessima prova del turcotedesco. Se predico calma gesso e pazienza per la squadra tutta, lo faccio ancora di più per Hakan, su cui sono straconvinto. Chissà che proprio Roma (quella non costruita in un giorno ecc) possa essere teatro del primo fiorire di Calha? L’occasione contro la Lazio è ghiotta e si tratta anche di un momento revival in quanto nel 2015 fu proprio il giovanissimo numero 10 delle Aspirine a guidare i suoi all’eliminazione dei biancocelesti dai preliminari di Champions League.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!