Il numero perfetto

23 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Tre sono i punti raccolti nella prima partita di campionato e seppur dovuti non erano scontati. Abbiamo giocato in trasferta con una squadra praticamente nuova in cui l’attacco era affidato ai piedi di un ragazzino e del pezzo meno pregiato del mercato rossonero (io sono stato un suo critico della prima ora in un “duello” a radio rossonera con Pier) avendo comunque l’obbligo di vincere perché, tolta l’inter che giocava in contemporanea, tutte le altre grandi avevano portato a casa il bottino pieno.
Impresa ardua? Certamente no, gli esami saranno ben altri, ma l’autorevolezza con cui è stata raggiunta la vittoria è un buon viatico, perché si intravedono le potenzialità di questo gruppo.
Tre sono i gol realizzati in soli 23 minuti, ossia la partita era finita a metà del primo tempo. Non c’è dubbio sul fatto che la superiorità numerica abbia giocato a nostro favore, ma è altrettanto vero che quei gol sono arrivati in brevissimo tempo, nonostante i Crotonesi dal punto di vista difensivo abbiano proseguito la partita che si erano preposti. Questo dato a mio avviso è indice di una ritrovata cattiveria agonistica, ben rappresentata da Cutrone, oltre che della ricerca di un gioco propositivo in grado di blindare subito il risultato.
Ancora una volta la differenza col passato è notevole: probabilmente qualche mese fa avremmo sofferto fino all’ultimo minuto per portare a casa uno 0-1 nelle stesse condizioni, oggi invece siamo giustamente felici per una partita conclusa in soli 23 minuti.
Tre è anche il numero dei giocatori della scorsa stagione scesi in campo come titolari e probabilmente, a meno di turnover o infortuni a raffica, tale cifra non verrà mai superata. E’ un altro dato indice dalla pochezza della rosa passata e di quanto ci siamo sempre detti qui su milan night venendo etichettati come tastieristi: della rosa della passata stagione quelli che si salvano si contano sulle dita di una mano.
Credo che la fortuna della nostra stagione passerà dal vedere certi giocatori, non conteggiati tra quelle dita, calpestare il campo il meno possibile. Gli acquisti sono addirittura dieci (undici contando anche antonio donnarumma) e saranno quasi tutti titolari.
Tre è anche il numero dell’estate rossonera: difesa a tre o tre punte? Per quanto mi riguarda il modulo è importante, ma le due fasi (possesso e non possesso) ancor di più. La rosa data a Montella appare molto duttile, capace di poter mutare il posizionamento in campo più volte durante l’arco di una stessa partita. Non so dire se la questione tre punte o difesa a tre sia un falso problema o meno, ciò che ho notato è la ricerca della verticalizzazione e del passaggio chiave, soprattutto con Çalhanoğlu, roba che non si vedeva da tempo immemore. Più del modulo a mio parare sarà importante l’apporto del turco: se lui girerà a dovere tutto sarà molto più facile al di là del modulo di partenza.

La vicenda Ilaria d’Amico la definirei ributtante. Qui non è una questione di libertà di opinione, ma di essere giornalisti senza seguire la vulgata o le chiacchiere da bar. Che un tifoso possa continuare a ripetere il tran tran delle coperture finanziarie iniziato il giorno del closing (data in cui abbiamo scoperto da illustri luminari di avere a disposizione massimo 15 mln di euro) ci sta, ci mancherebbe, ma che un giornalista lo ripeta adesso, dopo tutti quegli acquisti, sembra una presa per i fondelli. Non a caso gli ospiti in studio, non solo non hanno risposto o condiviso tale pensiero, ma alcuni hanno addirittura abbassato lo sguardo, altri erano stupiti e a nulla è valsa la sua ricerca di una sponda continuando il discorso e volgendo il capo sugli altri ospiti, perché il gelo l’aveva già circondata.
Libertà di opinione certo, ma cosa facciamo? Continuiamo a ripetere questa tiritera per ogni partita o vittoria del Milan? Va bene nei bar o per lo sfottò da social, ma in una trasmissione sportiva con dei giornalisti è abbastanza imbarazzante se non si portano fatti a sostegno di questa tesi. Gli stessi ospiti in studio le avevano fatto fare una figura barbina dimostrando con il loro silenzio come quello successivo del Milan non fosse così peregrino. Per quanto mi riguarda la società ha fatto bene a non presentarsi, ma se fossi Marco Fassone alla prossima andrei in diretta chiedendo cosa volesse intendere, per poi zittire il diretto interessato come avvenuto con Pallotta.

Europa league. Con i risultati di ieri sera il Milan si è assicurato l’ingresso come testa di serie in coppa dato che squadre come Napoli, Olympiacos e Siviglia (tutte davanti a noi come ranking) hanno rispettato le attese qualificandosi per i gironi di Champions league.
Dopo le sei reti rifilate all’andata, la partita a Skopje, nello stadio dove si è disputata la supercoppa europea, rappresenta una semplice passerella in cui impiegare le seconde o terze linee e chi deve mettere minuti nelle gambe. Quasi certamente vedremo in campo molti di coloro che son fuori dal progetto e mi auguro che Niang venga fatto scaldare tutto il secondo tempo per poi entrare al 92° minuto.

Infine mi unisco alla campagna social #ComproOriginale per supportare la nuova società. Per chi se lo può permettere mi sembra davvero un bel modo per ricambiare il senso di dignità e appartenenza che ci è stato restituito, un modo, soprattutto per chi non può andare a San Siro, di dare il proprio sostegno.
A me non resta che attendere il rinnovamento del merchandising per bebé con body, bavagline, tutine ecc. per coccolare di rossonero la mia piccola. Dai Milan, fai in fretta!

Seal

P.S: Niang mi ha fregato e si è dato malato…gli consiglio di non farsi vedere mai più a Milanello e San Siro. Ringraziamo ancora una volta il Condor per questo crestaceo e Raiola per aver fatto saltare un’incredibile vendita da 23 mln.

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.