L’analisi di Jack

18 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Jack Bonaventura ha rilasciato un’intervista davvero interessante alla Gazzetta dello Sport

Sul mister: “Il suo rinnovo ci permette di continuare il ciclo. Finalmente. Negli ultimi anni abbiamo cambiato tanti allenatori e tanti sistemi di gioco, mentre con lui i principi sono sempre gli stessi. Sono certezze che aiutano i giocatori: se hai uno spartito preciso, rendi meglio. Difesa a 3? E’ una soluzione che mi piace perché hai tante linee di passaggio e difendi meglio”.

Davvero interessante il passaggio sulla difesa a tre perchè non credo che Jack abbia mai giocato con quello schema se non in occasioni eccezionali. Che Montella stia preparando la rivoluzione?

Sulla rosa rivoluzionata : “Visti i piazzamenti degli ultimi anni, che non hanno rispecchiato le ambizioni e il valore del Milan, era logico cambiare un po’ drasticamente. Di certo chi c’era poteva fare di più. Sento parlare spesso della mancanza di uno zoccolo duro nello spogliatoio e concetti simili. Balle: la verità è che se siamo arrivati sesti o settimi è perché la rosa era da sesto o settimo posto. Lo scorso campionato, ad esempio, abbiamo pagato i tanti giovani: non puoi pretendere continuità di rendimento da giocatori con età così bassa. Direi che questa è una rosa da vertice e soprattutto c’è una grande differenza con le ultime estati: negli anni scorsi le stagioni ricominciavano fra mille dubbi, stavolta no. Per vertice intendo chiudere fra le prime quattro. Non parlavo di scudetto. A oggi è ancora esagerato, confrontando la composizione delle rose, e poi c’è l’Europa League che porta via molte energie. Europa League? E’ da giocarla per arrivare fino in fondo. All’inizio magari non è molto affascinante, ma dopo la coppa diventa decisamente bella”.

La prima dichiarazione che ho sottolineato dimostra come i giocatori sapessero che la rosa era penosa o comunque molto scarsa. Devo dire che Jack queste uscite le aveva già fatte durante l’anno senza nascondersi dietro a scuse varie. Questi suoi pensieri dovrebbero far aprire gli occhi anche agli adulatori del pennuto cravattato. Occorreva (ed occorre) una rivoluzione.

Sugli acquisti: “Sono stati acquistati giocatori che a inizio mercato magari pensi ‘sarebbe bello arrivassero…’. Be’, sono arrivati davvero. Bonucci? Leo è un vincente, un perno della Nazionale, il suo arrivo è una cosa fantastica, non pensavo potesse venire sul serio. Per come lo conosco io, col suo carattere sarà molto utile in uno spogliatoio che arriva da anni tribolati, è destinato a diventare un punto di riferimento. Leo capitano? Deciderà Montella. Comunque capitani dobbiamo esserlo un po’ tutti, e poi un gruppo in cuor suo sa chi è il vero leader”.

La mia prima sottolineatura dimostra come anche i nostri calciatori ci considerassero una nobile decaduta, questo è lo scempio a cui eravamo arrivati. Le ultime parole invece sono illuminanti. La fascia da capitano, a dispetto di quanto pensava il sottoscritto, non è così importante perchè il vero leader dello spogliatoio si riconosce da altro.

Seal

 

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.