Virtù e risultati

23 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Un altro che avrebbe preso Traorè

Due mesi e mezzo nei quali il Milan è tornato in Sede abbandonando i ristoranti, ha confermato il tecnico, riallacciato contatti col suo popolo, chiuso tre buoni acquisti, sfollato a legnate uno dei peggiori mercanti dal suo Tempio, rivisto buona parte dell’organigramma societario. E’ un Diavolo iperattivo e impasticcato di NZT-48 come in ‘Limitless’? Forse no. Semplicemente i nostri dirigenti non cazzeggiano a Ibiza durante il mercato. Parafrasando Maccio e Herbert Ballerina: “Sai quella storia che usiamo solo il 20% del nostro cervello? Con le padellate di paella in spiaggia contornato da guitti e festicciole col karaoke…lo usi solo il 2%!”. Ecco appunto. Il tifo milanista non segue con fiducia le mosse della nuova proprietà perchè glielo diciamo noi, o Radio Rossonera, o i giornali che si sono rapidamente allineati; crede perchè capisce, finalmente. C’è la comprensione della semplicità anzitutto: seguire un progetto, prendere giocatori funzionali; poi c’è quella delle parole perchè dal punto di vista comunicativo abbiamo fatto un balzo in avanti poderoso. E pensare che la precedente proprietà era un colosso delle telecomunicazioni.

Si è detto della virtù e dello spirito davvero encomiabile e positivo. E’ una dirigenza con le palle, senza paura, che ama rischiare; fa ben sperare, perchè la mentalità milanista è molto deficitaria e per ripartire ci vogliono appunto personaggi forti e con caratteristiche nette e non tipi da spiaggia. Un Milan in guerra totale coi nemici di sempre, quelli con cui abbiamo inciuciato finendo fregati, e i falsi amici; un Milan d’attacco ma capace di riflettere. L’affaire-Donnarumma mi ha fatto capire che c’è del potenziale gestionale importante negli uomini Milan. Ma la virtù non è sfortunatamente tutto, occorreranno anche risultati concreti a partire appunto dalla situazione del 99. La tribuna di pancia gliela farei fare pure io, ma dubito che sia la scelta migliore; così come non credo che lo scopo delle sfuriate di Mirabelli e delle stilettate di Fassone fosse dimostrare di avercelo decisamente più lungo di Mino Raiola; il quale dovrebbe forse prendere esempio da altri grandi intrallazzatori che mandavano pizzini piuttosto che comparire in video. Dovrebbe diventare un tastierista pure lui. Pare che Vincenzo ‘jamm’bell’ sia stato inviato in missione per conto del Diavolo; in ballo un gran bel gruzzolo che, diciamo, schifo non fa. Di ‘perdonare’ il portiere non se ne dovrebbe nemmeno parlare in questo momento, ricominci a giocare a pallone e sviluppi quattro neuroni e due testicoli che, in caso rimanga dei nostri, poi vedremo.

I tre acquisti pronti-via sono stati una mossa tattica vincente. Dovendo sfidare un ambiente scettico e aggressivo i siluri Kessie-Rodriguez-Andrè Silva erano da lanciare subito. Tre schiaffoni a tutti quanti e si comincia a guadagnare un po’ di rispetto. Al momento tuttavia il mercato vive una fase di stallo. Tutte le società sono pressochè ferme, ma il Milan inizierà la stagione a fine luglio e con un grande bisogno di risolvere in fretta il suo problema più grosso: il centrocampo. Lotito non vuol cedere a cifre ragionevoli il buon Biglia, credo l’unico regista ‘imparato’ che possiamo in questo momento permetterci; smentita la voce che si sia alterato col Milan anche se, nel caso, visto che la scintilla sarebbe stato l’inserimento di Montolivo come contropartita, lo avremmo pure capito. Tuttavia c’è da notare che fra svincolati e partenti quasi certi non basterà solo il play argentino; non si pretende un’infilata di colpi entro il ritiro, al quale comunque quasi sicuramente si aggregherà Conti, ma è possibile che la guerra con Raiola abbia rallentato un po’ il movimento. Manca il numero 10, l’esterno d’attacco e tanti rinforzi qua e là specie se le cessioni, di cui ancora non si vede l’ombra, saranno numerose. Chiaro che il ricambio totale, salvo elementi davvero virtuosi, è per me la soluzione migliore e meno rischiosa; cambiare una quindicina di mediocri non sarebbe un azzardo, lo sarebbe tenerli. La strada è ancora lunghissima, ma i passi avanti fatti nei metodi di gestione e nella comunicazione aiuteranno ad abbreviarla. Unico appunto: no a Borini; oltre a ritenerlo poco interessante troverei l’accordo Mirabelli-De Fanti, già collaboratori al Sunderland, una nota stonata.

Nel frattempo è uscito nei cinema “TRANSFORMERS 5: il ritorno di Agricola”. Minestra riscaldata? Speriamo solo quella. Ci aspetta una dura stagione, checchè ne dica qualche ultraottimista, un filino troppo bauscia per i miei gusti. Non è che siccome Bonucci ha rifilato quattro schiaffi a Dybala in quel di Cardiff la juve d’improvviso fa cagare; Roma e Napoli non scompariranno, anzi; le loro proprietà e DS mi sembrano tutt’altro che sprovveduti, avendo entrambe fatto un campionato migliore del precedente nonostante gli scippi di mercato dei gobbi, che hanno poi vinto la competizione anche grazie ad un solco, ad un certo punto ritenuto incolmabile, scavato coi soliti metodi villani e sospetti. Stessi metodi che useranno, fra l’altro, con noi. Con umiltà va detto che sulla carta partiremo dietro; per fortuna la carta conta quel che conta, altrimenti nessuno seguirebbe questo sport se fosse tutto già scritto. Il campo parlerà, ma mi piacerebbe ritrovare un po’ di umiltà in questo momento di relativa stasi, perchè è un bel valore e rende molto forti. Non credo che al Milan servano pressioni eccessive né obiettivi irrealizzabili; serviranno fiducia e pazienza che dobbiamo ispirare noi tifosi per primi. I risultati per noi saranno fondamentali ma tutti da conquistare, partendo da dietro e con molto scetticismo intorno, non ne dubito, a prescindere da come si concluderà il mercato; la squadra dovrà assorbire la mentalità determinata, concreta e combattiva dei suoi dirigenti, e farlo concretamente senza i mantra idioti e gli obiettivi irrealistici che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Larry

Categoria: Mondo Milan

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22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre.

Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto.
Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli.
Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.