Clima ostilo e violende

21 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Domenica è andata in scena una delle pagine più tristi del giornalismo italiano, tre televisioni si recano a casa di un procuratore per sentire la sue dichiarazioni, neanche fosse il presidente della Repubblica. Non ho ascoltato nemmeno un secondo della sua conferenza a reti unificate perché alle mie orecchie la sua parola non ha alcun valore, io da lui non comprerei nemmeno un ombrello durante un temporale estivo. La reazione del web e non solo mi ha fatto capire di aver perso una figura di palta epocale fatta di giustificazioni risibili, ma il sigillo lo ha messo sportmediaset che sul proprio sito parla delle 5 domande non fatte a Raiola dimenticandosi che un proprio giornalista era lì, non c’era solo il cameraman.
Comicità allo stato puro, gente che fa una cosa e ne pensa un’altra forse per rimediare alla fin troppo evidente servovisione. Ha giocato anche la carta Ibra per circuire il popolo rossonero, arrivando perfino a citare Galliani (chissà perché) ma è stato come gettare sterco su un ventilatore a piena velocità. Poteva andar peggio? Sì, perché la società non è più gestita in maniera raffazzonata e non solo ha risposto per le rime, ma lo ha fatto in mille pezzi suscitando 92 minuti di applausi tra i supporters rossoneri.

Eppure qualche giorno prima qualcuno aveva provato a mescolare le carte del mazzo, magari segnandole. Quando si è scoperto del mancato rinnovo di 99 è partita l’operazione di santificazione e pulizia dell’immagine del giocatore, ma ogni tentativo di mettere una toppa non ha fatto che peggiorare il buco e le avvisaglie si erano già avute il 15 giugno:

Eh già…partiamo dall’astuzia di mettere tra parentesi la parola “cinese” almeno sembrano quelli del “mercatone” o che riparano gli iphone, figurarsi se si possa ipotizzare una buona capacità economica, non sia mai. Si parte coi luoghi comuni (almeno non si sbaglia), si infila dentro la vicenda Maldini, perché va sempre bene per buttarla in caciara, ed infine si cerca un paragone con l’A.D. che non sta né in cielo né in terra.
Ovviamente è troppo complicato notare che i problemi nascono dal baciare la maglia, fare il capo popolo al gobbodromo, dichiarare di voler rimanere, ma soprattutto lasciare il Milan in brache di tela con un ingente danno economico, perché il calciatore poteva accordarsi con un clausola congrua dimostrando di tenere al Milan e al suo futuro. Eh no, troppo complicato da capire o forse…
Probabilmente ancor più complicato capire che del traditore gliel’avrebbe dato un qualsiasi tifoso di club nella medesima situazione, sia esso dell’A.C. Milan o meno. Anche in questo caso era troppo complicato da comprendere o forse…
La foto l’hai messa tu e poi…Fassone non può tradire, non è mica il Condor che ama il Milan e fa arrivare “99” in scadenza mettendo in difficoltà la nuova società. Su di lui ovviamente zero parole, lui sì che è milanista tifando i gobbi 36 partite su 38, dando 8 milioni di commissioni per Ely e rinnovando Bonaventura a cifre altissime consegnando così 99 a Raiola e mettendo in posizione di svantaggio la nuova società. Già, il traditore è Fassone.

Siccome la vaccata era fatta allora si è provato nuovamente a indirizzare il popolo dei social che però reagisce pure peggio:
Effettivamente…il Milan delle 7 coppe dei campioni, dei palloni d’oro a ripetizione, 5 mln netti l’anno a 18 anni, la fascia da capitano, un popolo intero che ti idolatra potendo diventare come Totti, ma è ovvio che tutti avrebbero fatto una scelta diversa! Direi che la tesi è molto convincente, tipo quello su mister Kato e il clouseausing. Un solista delle twittate.
E certo…da una parte Real, la super cifosi che terrebbe in panchina Cristiano Ronaldo, il leggendario PSG e dall’altra l’A.C. Mi……ah no, l’A.C. Mr. Li. Direi informazione correttissima, precisa e puntuale perché in effetti se i cinesi non esistono non esiste nemmeno il Milan.

Infine l’ultimo tentativo di recuperare punti sfruttando l’azzurro della nazionale, anche qui fallito miseramente. Far passare per barbari dei tifosi che contestano civilmente esponendo qualche striscione e gettando dei dollari finti davanti alla porta di “99” è il sintomo di un’informazione che non ammette idee diverse dalla propria, la genesi del pensiero unico perché una protesta civile e goliardica non può essere trasformata da chi fa informazione in un gesto quasi criminale. E’ una situazione aberrante.
Tutti uniti ad accusare Fassone e a dire “povero gigio”, tutti insieme a scandalizzarsi per le contestazioni a “99” e nessun premio pulitzer a porsi due interrogativi su “raiolismo”, “condorismo” o sul dott. Agricola che passata ‘a nuttata diventa il direttore sanitario di J Medical. W la libertà d’informazione!

Infine concludo raccontandovi una favola.
C’era una volta un club gloriosissimo, una vera leggenda, che da anni era gestito malissimo, spendeva un sacco di soldi ed affondava sempre più. A un certo punto fa esordire un sedicenne che si rivela subito molto forte, forse un predestinato, facendolo crescere nell’amore fraterno della sua gente. La società non vive momenti di gloria ma nonostante tutto il suo gestore piumato continua a maramaldeggiare forte del potere acquisito finché accade l’imprevedibile, inizia la trattativa per la cessione del club. Fino a qui la conoscete questa favola? Bene, adesso vi racconto un finale alternativo.
La trattativa alla fine non si conclude e la gente si domanda se con una rosa del genere, senza modificare la politica gestionale del club, la squadra possa mai riprendersi e cosa ne sarà della giovane promessa in scadenza. Al gestore pennuto viene chiesto del rinnovo di contratto del ragazzo e tra una serie di colpi di ala afferma che c’è tempo, in fondo la scadenza è tra un anno. I tifosi però si preoccupano, ma gli amici del pennuto ricordano che i rapporti sono buonissimi, soprattutto grazie alla super commissione pagata per una pippa. Lasciate fare al pennuto dicono, lui è il migliore, lo cercano perfino alla Nasa.
Dopo un mercato fatto di prestiti e mummie inizia il campionato e a novembre/dicembre il pennuto tra mille colpi di ala parla alle tv del rinnovo del giovane campione lanciandosi in “vediamo, vediamo, non c’è fretta, ci stiamo lavorando, è dura ma vediamo”.
Le rondini fanno capolino tra i tetti mentre la squadra non ha più nessun obiettivo, ormai naviga a metà classifica e la gente nei bar tra un caffè e un aperitivo si confronta su “come fa a rinnovare anche se è tifoso della nostra squadra? Guarda quanto facciamo schifo”. Il procuratore dice che il giocatore vuol provare a vincere qualcosa ed il pubblico dà ragione al giovane calciatore perché la società fa schifo. Il fratello del giovane campione pubblica una foto in cui con mille cimeli mostra come il campioncino ci tenga davvero a quei colori e la gente nel commentarla scrive “sei un vero cuore nerorosso!”, “Ti meriti il meglio! Questa società fa schifo!”, “E’ giusto che tu vada a vincere, rimarrai nei nostri cuori!”. Tra le lacrime dei bambini il giovane campione parte.
Seduti in disparte all’interno di un ristorante il pennuto gongola e l’agente del giovane campione con lui. Li hanno fregati tutti.

Seal

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Categoria: Comunicazione, Giornalisti, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.